
L’erosione dentale è un processo patologico cronico e localizzato che comporta la perdita progressiva dei tessuti duri dentali (smalto e dentina) a causa di un’azione chimica non mediata da batteri. La velocità e l’intensità della demineralizzazione dipendono dalle caratteristiche chimico-fisiche dell’agente acido, dalla salivazione e dalle condizioni dell’ambiente orale. A livello globale, la prevalenza dell’erosione dentale è stimata tra il 30-50% nella dentatura decidua e il 20-45% nella dentatura permanente. In Europa i dati risultano particolarmente allarmanti, con incidenze consistenti nei vari paesi e differenze legate all’età, allo stile di vita e alle abitudini dietetiche. In Italia, l’erosione colpisce circa il 40% della popolazione, ovvero quasi 24 milioni di persone, con una consapevolezza dei fattori di rischio ancora limitata.
La diffusione dell’erosione dentale è ampia tra bambini, adolescenti e adulti: circa il 70% dei bambini fino agli 11 anni, circa il 30% degli adolescenti e circa il 40% della popolazione adulta mostrano segni di erosione. La gravità può variare da lieve opacità e perdita di lucentezza dello smalto a perdita di sostanza significativa con esposizione della dentina. Le stime europee e italiane indicano una tendenza costante di incremento, accompagnata da una scarsa consapevolezza tra la popolazione generale e tra i professionisti della salute orale.
I fattori di rischio sono multifattoriali e possono essere distinti in intrinseci ed estrinseci. L’esposizione agli acidi endogeni (intrinseci) deriva principalmente da GERD e da disturbi alimentari; tra le cause estrinseche si contano bevande acide, energy drink, alcol, diete acide e abitudini alimentari disordinate. Tra i fattori intrinseci spiccano il reflusso gastroesofageo cronico (GERD) e i disturbi alimentari, che includono anoressia nervosa e bulimia nervosa, associati a elevato rischio di erosione su superfici palatali e linguali. Tra i fattori estrinseci, Bevande acide, sport drink e alcolici con pH sotto 5,5, alimenti acidi (agrumi, pomodori, aceto), la disidratazione e la riduzione del flusso salivare legata all’esercizio fisico intenso favoriscono la demineralizzazione. Farmaci inalatori per asma e broncodilatatori, nonché gravidanze (nausea, reflusso) aumentano il rischio tramite sapore acido, iposalivazione o reflusso.
Lo sportivo può presentare rischio elevato di erosione per disidratazione, riduzione fisiologica del flusso salivare e uso di bevande energetiche acide. I paradenti possono trattenere acidi all’interno del dispositivo, aumentando l’esposizione, mentre l’ambiente acquatico clorato (nuoto in acqua sponsorizzata da cloro) espone i denti a condizioni erosive prolungate. Il reflusso indotto dall’attività fisica è un ulteriore fattore aggravante. Gli sportivi di resistenza, atleti agonisti e sportivi da contatto mostrano una maggiore incidenza di erosione, con localizzazione frequente sulle superfici vestibolari degli elementi anteriori.
La diagnosi precoce è fondamentale perché l’erosione è spesso sottovalutata. Il sistema BEWE (Basic Erosive Wear Examination) è lo strumento di classificazione standardizzato introdotto nel 2008 da Bartlett, Ganss e Lussi. BEWE è una scala a quattro punti (0-3) che valuta il grado di erosione su sei sestanti della dentatura; per cada sestante si assegna il punteggio più alto rilevato tra le superfici, e il punteggio cumulativo determina il livello di rischio e guida la gestione clinica. Oltre alla valutazione clinica, strumenti moderni come la fotografia clinica e le scansioni intraorali permettono il monitoraggio accurato dell’evoluzione erosiva nel tempo.
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Nel contesto clinico, la saliva svolge un ruolo tampone fondamentale: in condizioni di pH orale fisiologico, la saliva può invertire l’azione acida e promuovere remineralizzazione con ioni minerali; tuttavia, attacchi frequenti o intensi possono superare questo effetto protettivo. Entrambi i profili di rischio intrinseci ed estrinseci suggeriscono un approccio diagnostico integrato che combina BEWE, valutazione della saliva (pH e portata) e anamnesi dietetica.
La gestione dell’erosione dentale si concentra sulla prevenzione primaria, sul rallentamento della progressione e sulla remineralizzazione delle superfici danneggiate. Il protocollo di igiene orale consigliato include formulazioni con pellicole protettive, sistemi tampone fosfato e antiossidanti, associati a integratori di calcio e fosfato, oltre a fluoro e sali minerali per la ricostruzione della mineralizzazione dello smalto. In lesioni erosive avanzate, si ricorre a terapie di remineralizzazione intensive e a trattamenti restaurativi o protesici a seconda della profondità di perdita di tessuto duro.
Una linea di prodotti specifici per protezione dall’erosione, come CURASEPT BIOSMALTO Protezione Erosione, integra sostanze funzionali che formano una pellicola protettiva sullo smalto e contengono tamponi fosfato e carnosina, oltre a sali di fluoro e calcio per favorire remineralizzazione. L’approccio in mousse spray-friendly permette di mantenere l’integrità della pellicola protettiva durante l’igiene quotidiana. In fase di erosione acuta o avanzata, si utilizzano terapie di urto remineralizzanti a base di calcio fosfato amorfo e, se necessario, trattamenti restaurativi o protesici.
Due esempi clinici illustrano le diverse fasi dell’erosione e le relative implicazioni diagnostiche: caso A con erosione BEWE ad alto rischio (>14) in paziente con bulimia nervosa, caso B con erosione BEWE a rischio basso (3-8) in bulimia nervosa risolta. L’uso di strumenti come fotocamera endorale e test salivari supporta la valutazione, la pianificazione e la condivisione del raggio d’azione terapeutico con il paziente, migliorando l’accettazione della terapia.
Il ruolo del farmacista è cruciale: riconoscere i fattori di rischio, consigliare protocolli di igiene orale mirati e considerare profili di prevenzione per atleti, individui che assumono bevande acide o che lamentano ipersensibilità dentinale. L’approccio integrato che comprende igiene orale, nutrizione e salute sistemica è fondamentale per ridurre l’impatto dell’erosione dentale sulla qualità di vita.
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| Dominio | Descrizione | Esempi di Fattori |
|---|---|---|
| Sociodemografici | Età, genere, contesto sociale | Maschile, età adulta avanzata |
| Socio-economici | Accesso a cure, istruzione | Consapevolezza dei rischi |
| Salute generale | GERD, DNA, gravidanza | Reflusso gastroesofageo, vomito indotto |
| Malattie orali | Salivazione, patologie parodontali | Iposalivazione, secchezza |
| Farmaci | Effetti sulla saliva e pH | Inalatori, FANS, antidepressivi |
| Igiene orale | Pratiche di spazzolamento, abrasività | Uso di dentifrici ad alto abrasivo |
| Cibo | Alimenti acidi, frutta | Agrumi, pomodori, aceto |
| Bevande | Bevande acide, energy drink | Coca-Cola, vino, bevande energetiche |
| Abitudini alimentari | Frequenza dei pasti, spuntini acidi | Consumo frammentato |
| Tempo libero | Attività sportive ad alto rischio | Endurance, nuoto, parapendio |
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