Cause del blocco della mascella e cosa fare

Il blocco della mandibola è un imprevisto piuttosto frequente nell’odontoiatria: succede spesso che, di punto in bianco, un paziente si ritrovi a non riuscire più ad aprire la bocca come prima, a causa della mandibola che si blocca. Vediamo assieme da cosa è causato questo fenomeno e come risolverlo, leggi l'articolo per intero!

Che cos’è il blocco della mascella

L’articolazione temporomandibolare rappresenta la congiunzione tra i condili della mandibola e il cranio. Consente i movimenti di apertura e chiusura della bocca, così come il suo scivolamento verso laterale e in avanti. La mandibola lussata si ritrova spostata in avanti rispetto alla sua normale posizione e bloccata nei suoi movimenti (non può aprirsi ulteriormente o chiudersi).

Tipologie di blocco

  • Blocco in posizione aperta: la lussazione dell’articolazione temporo mandibolare avviene nel momento in cui il condilo della mandibola esce dalla sua sede e non è più in grado di rientrarvi, lasciando il paziente letteralmente a bocca aperta.
  • Blocco doloroso all’apertura: forma in cui il dolore impedisce la completa apertura della bocca, senza che necessariamente la mandibola sia dislocata in avanti.

Principali cause

Ipermobilità e lussazione

Nel primo caso, la causa è da ritrovarsi nella lussazione dell’articolazione temporo mandibolare, che avviene nel momento in cui il condilo della mandibola esce dalla sua sede e non è più in grado di rientrarvi. Si tratta di un fenomeno solitamente causato da una particolare lassità dei legamenti temporomandibolari, che consentono un’ipermobilità mandibolare, che può portare alla dislocazione del condilo.

Stress e bruxismo

Uno dei fattori che influenzano maggiormente questo tipo di blocco della mandibola è senz’altro lo stress, che spesso fa serrare i denti, con conseguenze sui muscoli mandibolari, che rimangono costantemente contratti e cominciano a fare male. Lo stress ha un impatto enorme sulla salute della mandibola. Senza accorgercene, molte volte serriamo i denti durante il giorno o digrigniamo di notte (bruxismo). Questo comportamento sovraccarica i muscoli della mandibola e dell’ATM, portando a rigidità, affaticamento e, nel tempo, anche al clic mandibolare.

Malocclusioni dentali

Le malocclusioni dentali: se i denti non sono allineati possono causare dei difetti di masticazione, che a lungo andare possono avere effetti negativi sull’articolazione temporo mandibolare. L’occlusione dentale è il modo in cui i denti superiori e inferiori si allineano tra loro. Alcuni esempi di malocclusione che possono causare clic mandibolare: Classe 2 mandibolare, morso profondo, morso inverso, morso aperto, denti storti o mancanti. In alcuni casi gravi malocclusioni obbligano la mandibola ad assumere posizioni scorrette all’interno delle articolazioni temporo mandibolari.

Leggi anche: struttura ossea dell'angolo mandibolare

Sindrome algodistrofica da dolore miofasciale

In caso di sindrome algodistrofica da dolore miofasciale, con conseguente tensione muscolare nell’area intorno alla mascella, il dolore è solitamente scatenato da un uso eccessivo e improprio dei muscoli a sua volta provocato da malocclusione, lesioni a testa o collo, patologie del sonno, mal di denti o mancanza degli stessi. Lo stress potrebbe a sua volta giocare un ruolo cruciale qualora spinga il paziente a serrare o digrignare i denti durante il sonno in periodi di particolare sofferenza psicologica.

Spostamento del disco articolare

Dentro l’articolazione temporo-mandibolare c’è un piccolo disco di cartilagine che funziona come un cuscinetto. Se questo disco si sposta dalla sua posizione naturale, può provocare il caratteristico clic. Possibili situazioni che causano lo spostamento del disco comprendono traumi alla mandibola, una masticazione eccessivamente intensa o prolungata e problemi congeniti legati alla forma dell’articolazione. Il disco può iniziare a “grattare” contro l’osso a causa di una lubrificazione difettosa e, col tempo, questo attrito può farlo spostare dalla sua posizione.

Osteoartrite e artrite reumatoide

L’osteoartrite insorge soprattutto quando il disco è fuori posto o presenta perforazioni, provocando una sensazione di sfregamento, spesso anche sonora, nelle fasi di apertura e chiusura della bocca. Fra il disco fibroso e l’osso nell’articolazione si verificano cambiamenti degenerativi che rimodellano la forma dell’articolazione stessa. L’artrite reumatoide provoca dolore e gonfiore e limita i movimenti: di norma coinvolge le articolazioni temporo mandibolari in modo quasi identico.

Anchilosi

L’anchilosi si caratterizza per una significativa compromissione del movimento articolare in conseguenza a una fusione ossea o un deposito eccessivo di calcio nei tessuti (calcificazione). Le cause vanno principalmente ricercate in traumi o infezioni, benché possa avere natura congenita o provenire da un’artrite reumatoide. Nel caso di anchilosi extra-articolare, si tratta di una condizione non dolorosa che però pregiudica l’apertura della bocca, la quale risulta ridotta di circa 2,5 cm rispetto alla norma.

Traumi e lesioni

Un colpo diretto alla mandibola, una caduta o un incidente possono alterare il normale funzionamento dell’articolazione e causare il clic. Anche traumi ripetuti, come quelli di alcuni sport da contatto, possono danneggiare nel tempo l’ATM. In generale la lussazione mandibolare si verifica quando in presenza di condizioni predisponenti incorre un evento improvviso come un trauma o il paziente compie un movimento anomalo.

Leggi anche: impatto dei cambiamenti ossei sull'estetica del viso

Abitudini scorrette

A volte, senza accorgercene, abbiamo piccoli comportamenti quotidiani che possono causare dolore alla mandibola, fastidiosi “clic” o senso di stanchezza: masticare troppe gomme, stringere i denti o digrignare (bruxismo), giocare con la mascella, posture scorrette. Evitare queste abitudini e fare attenzione alla postura della testa e del collo può ridurre il rischio di sovraccarico dell’ATM.

Schema dell’articolazione temporo-mandibolare con evidenziati disco, condilo e eminenza articolare

Come capire se la mandibola è lussata

  1. Impossibilità a chiudere la bocca: la mandibola rimane bloccata in posizione aperta o semiaperta.
  2. Dolore intenso all’articolazione temporo-mandibolare: localizzato davanti all’orecchio, può irradiarsi verso testa, collo e spalle.
  3. Deviazione della mandibola: la bocca appare asimmetrica, con spostamento laterale.
  4. Rumori articolari: click, scrosci o schiocchi durante i tentativi di movimento.
  5. Spasmi muscolari: contrazione involontaria dei muscoli rendendo dolorosi anche piccoli movimenti.

Cosa fare immediatamente in caso di mandibola lussata

  • Evita di aprire ulteriormente la bocca: tentare di sbadigliare, parlare molto o masticare può aggravare la condizione.
  • Applica del ghiaccio o impacchi freddi per 15-20 minuti avvolgendo il ghiaccio in un panno per contenere infiammazione e dolore.
  • Mantieni la testa in posizione neutra: evitare inclinazioni o rotazioni del collo e restare rilassati.
  • Recati il prima possibile da uno specialista: rivolgersi a un esperto permette di valutare correttamente la situazione e intervenire in modo sicuro.
Dimostrazione manovra di riduzione della lussazione mandibolare eseguita da uno specialista

Chi contattare e approccio specialistico

La figura di riferimento per la cura della mandibola lussata è lo gnatologo, specialista delle disfunzioni dell’articolazione temporo-mandibolare e dell’equilibrio neuromuscolare della bocca. Lo gnatologo può adottare un approccio multidisciplinare coinvolgendo il medico maxillo-facciale per i casi acuti o con complicazioni ossee e il fisioterapista specializzato in riabilitazione mandibolare per il recupero funzionale.

Trattamenti e percorsi terapeutici

Il trattamento varia in base alla gravità e alla frequenza degli episodi di lussazione. L’intervento principale consiste nel riposizionare nella giusta sede la mandibola tramite una manovra specifica eseguita dallo specialista. In alcuni casi, il paziente può imparare delle manovre da eseguire autonomamente soprattutto quando la lussazione è ricorrente.

Interventi conservativi e riabilitativi

  • Bite gnatologici su misura: dispositivi realizzati appositamente per ogni paziente che aiutano a mantenere la mandibola in una posizione corretta, riducendo la tensione muscolare e favorendo la stabilità articolare.
  • Riabilitazione neuromiofasciale: percorso terapeutico che include esercizi di stretching, tecniche manuali, biofeedback e rieducazione muscolare per migliorare la funzione mandibolare e prevenire ricadute.
  • Contenzione e riposo articolare: dopo il riposizionamento è fondamentale ridurre al minimo i movimenti mandibolari per alcuni giorni ed evitare alimenti duri o sforzi prolungati.
  • Terapie farmacologiche: FANS, miorilassanti o analgesici possono essere utili per controllare dolore e infiammazione; nei casi cronici si possono considerare antidepressivi o altri farmaci.
  • Fisioterapia e terapie strumentali: ultrasuoni, biofeedback elettromiografico, esercizi per distendere la mascella dopo l’applicazione di spray refrigerante o ghiaccio.

Intervento chirurgico

In caso di lussazioni recidivanti che non rispondono alle terapie conservative, può essere necessario un intervento chirurgico per stabilizzare definitivamente l’articolazione. Il medico maxillo-facciale ha competenze chirurgiche per intervenire se la situazione lo richiede.

Prevenzione e misure domiciliari

Per prevenire ulteriori problemi dentali e migliorare la funzione mandibolare si consiglia l’uso del bite in pazienti consapevoli di serrare o digrignare i denti. Adottare comportamenti del sonno più sani, come andare a dormire alla stessa ora in un ambiente accogliente e confortevole, può favorire il miglioramento generale della salute del corpo. Per tenere sotto controllo il dolore si può ricorrere anche ad analgesici o altri FANS e - solo in caso di dolore cronico - valutare farmaci specifici.

Leggi anche: Esercizi efficaci per i muscoli della mascella

Quando cercare aiuto specialistico

Qualora il dolore alla mandibola si presenti in forma lieve, è possibile prescrivere farmaci antinfiammatori o applicare impacchi d’acqua calda o fredda. In presenza di un dolore intenso, è opportuno rivolgersi a uno gnatologo che saprà valutare in modo approfondito i disordini a carico del complesso cranio-cervicale-mandibolare. Se i dolori muscolari o articolari da sporadici diventano ricorrenti possono provocare l’insorgere di cefalee ricorrenti non trattabili con le cure mediche comuni.

Importanza della diagnosi

La sintomatologia esatta dipenderà sempre dalle cause scatenanti la cui individuazione rappresenta l’unica garanzia per una terapia efficace che ripristini il benessere del paziente. Qualora si sospetti una incoordinazione condilo-discale dell’articolazione, occorre procedere con esami diagnostici specifici: la risonanza magnetica per immagini (RMI) è una tecnica utile per comprendere la natura di determinati sintomi e disturbi che compromettono la salute del paziente.

Tabella comparativa: sintomi e possibili cause del blocco mandibolare
Segno/sintomo Possibile causa
Bocca bloccata in apertura Lussazione, ipermobilità, lassità legamentosa
Dolore all’apertura Sindrome miofasciale, malocclusione, artrite
Clic articolare Spostamento del disco, lubrificazione difettosa
Ridotta apertura Anchilosi, osteoartrite
Rumori senza dolore Incoordinazione condilo-discale

Hai ulteriori dubbi sul blocco della mandibola? Non esitare a contattarci, siamo a tua completa disposizione.

tags: #cause #blocco #mascella #e #cosa #fare

Post popolari: