
Lo studio dei rapporti morfologici si è evoluto da un’iniziale fase di craniometria, una metodica antropologica tridimensionale per la misurazione del cranio e della testa, alla cefalometria su teleradiografia, che rappresenta ancora oggi lo standard of care per lo studio radiologico bidimensionale del cranio. Infatti per l’ortodontista è necessario conoscere le relazioni reciproche delle più importanti unità funzionali della faccia (base cranica, mascellari, denti).
Lo scopo, infatti, è quello di confrontare un paziente con una popolazione normale di controllo, in modo da rilevare differenze tra i rapporti dentofacciali del paziente e quelli dei soggetti della sua razza o del suo gruppo etnico. Può essere utile immaginare il fine dell’analisi cefalometrica come la valutazione dei rapporti, sia orizzontali che verticali, delle cinque componenti più importanti della faccia: cranio e base cranica, base ossea mandibolare, base ossea maxillare, dentatura della mandibola e dentatura del mascellare superiore con i rispettivi processi alveolari.
Con l’evoluzione digitale e la diffusione dell’uso della CBCT in odontoiatria, anche in campo ortodontico si è diffusa la prescrizione di esami 3D per la diagnostica di elementi inclusi e sovranumerari. La diagnostica cefalometrica 3D non è ampiamente utilizzata come le analisi 2D tradizionali, principalmente a causa della dose radiogena superiore associata al conebeam e delle implicazioni ALADA (as low as diagnostically acceptable) nella pratica clinica. Ludlow et al. hanno pubblicato dati sulla dosimetria di CBCT in molteplici condizioni di campo di esposizione, suggerendo che l’esposizione debba essere sempre motivata secondo le necessità cliniche.
La cefalometria 2D, ancora diffusissima, permette di valutare rapporti orizzontali e verticali tra le cinque componenti principali della faccia. Tuttavia, presenta limiti legati all’impossibilità di catturare interrelazioni tridimensionali complete e alle distortions dovute all’asimmetria facciale. Esistono numerose analisi per soggetti disgnatici, ciascuna con limiti e vantaggi che richiedono spesso una combinazione per una diagnosi accurata. La cefalometria Total Face Approach (TFA), nata nel 2015, rappresenta un esempio di analisi 3D multi-pianale integrata nel workflow di Romexis 6.0 (Planmeca) dal 2021.
Il sistema cefalometrico 3D si avvale di landmark, piani di riferimento e piani di costruzione; i landmark sono identificati grazie al sistema MPR (MultiPlanar Reconstruction). L’analisi 3D utilizza i medesimi landmark della 2D ma in coordinate tridimensionali, visualizzando i punti nei tre assi dello spazio e costruendo piani complanari ai tre piani di riferimento: piano Assiale, piano Coronale e piano Sagittale. La cefalometria 3D offre valori normativi che, confrontati con i dati delle singole analisi, forniscono una valutazione diagnostica chiara e intuitiva.
Leggi anche: guida all'uso del compasso aureo per un sorriso armonioso
Alla luce delle conoscenze attuali sull’uso della CBCT in ortodonzia e nel rispetto del principio ALADA, si consiglia di utilizzare la cefalometria TFA nei pazienti adulti candidati a trattamenti ortodontici complessi, inclusi interventi di chirurgia ortognatica. Il dato 3D è confrontato con esami successivi fino al termine della crescita, tipicamente intorno ai 20-22 anni nelle femmine e 25 anni nei maschi. La cefalometria tridimensionale trova la sua collocazione ideale nelle progettazioni chirurgiche digitali e nella pianificazione di trattamenti complessi, dove i valori di simmetria scheletrica guidano l’arco di spostamenti osteotomici e la riorganizzazione delle basi ossee verso un pattern morfo-scheletrico stabile e predicibile.
Le apparecchiature CBCT moderne consentono di regolare parametri di imaging in modo mirato. I valori di mA e altri parametri possono essere adattati alle esigenze cliniche del paziente, permettendo una riduzione significativa della dose effettiva. È fondamentale che la prescrizione CBCT sia motivata da indicazioni cliniche reali, in particolare in ortognatodonzia, dove spesso si lavora con pazienti in crescita.
La ricerca ha mostrato esempi di analisi cefalometriche 3D dalla letteratura recente, tra cui studi che propongono nuove modalità di valutazione della crescita e della simmetria in contesti di ortodonzia e chirurgia maxillo-facciale. Tuttavia, la principale fonte di errore rimane la definizione dei landmark e la precisione di registrazione, rendendo necessarie ulteriori ricerche per migliorare affidabilità e riproducibilità delle analisi 3D, specialmente in contesti “radiation free”.
Uno studio recente ha valutato se la scansione 3D del volto, associata a una valutazione estetica dei tessuti molli, possa rappresentare un’alternativa diagnostica “radiation free” rispetto al protocollo tradizionale basato su teleradiografie. Il campione comprendeva 30 soggetti di razza caucasica di età compresa tra i 5 e i 12 anni, con misure longitudinali su 0, 6 e 12 mesi. I risultati hanno mostrato assenza di differenze significative 2D (teleradiografie) tra 0 e 12 mesi, mentre alcune variazioni 3D hanno evidenziato differenze temporanee legate allo sviluppo. L’analisi 3D ha impiegato 11 punti di repere e piani di valutazione delle dimensioni verticali e sagittali, offrendo una cornice di crescita e di simmetria utile per la diagnosi e la pianificazione.
I software di progettazione virtuale hanno superato i protocolli tradizionali di montaggio in articolatore per la costruzione del bite chirurgico, spostando l’attenzione dall’analisi 2D a workflow completamente tridimensionali. L’analisi cefalometrica 3D si basa su principi di geometria spaziale e si avvale di strumenti di intelligenza artificiale per accelerare passaggi chiave come la segmentazione dei tessuti e la selezione dei punti cefalometrici.
Leggi anche: come cambia la cefalometria con l'espansore palatale
La riduzione della dose radiogena resta una priorità, e l’adozione di protocolli di imaging mirati e personalizzati permette di mantenere elevata qualità diagnostica con esposizioni contenute. L’analisi 3D rimane particolarmente utile in casi di asimmetria, di valutazioni post-chirurgia ortognatica e di simulazione di scenari post-operatori in progettazione digitale.
La cefalometria fornisce un tracciato che descrive morfologia, patologia e fisiologia del paziente. Non è una tecnica esente da errori di proiezione o posizionamento dei landmark, e la bidimensionalità dell’immagine tradizionale implica che anche un dentista possa commettere errori nel posizionamento dei punti cefalometrici. È fondamentale considerare la relazione centrale fisiologicamente definita per garantire una funzione neuromuscolare normale e stabile. L’ortodontista deve conoscere lo stato di salute delle ATM e utilizzare strumenti appropriati per indurre o verificare la Relazione Centrale (Rc) senza introdurre errori diagnostici.
La procedura di conversione cefalometrica, utile quando esistono discrepanze tra occlusione abituale e relazione centrale, genera un secondo cefalogramma che consente una cefalometria corretta per una diagnosi precisa. Nell’esempio clinico descritto, un caso illustrato dalle figure 1-8 mostra come differenze sagittali, verticali e trasversali tra occlusione abituale e relazione centrale possano influenzare la diagnosi e, se trascurate, portare a decisioni terapeutiche errate.
La cefalometria tridimensionale, anche se non ancora universalmente adottata come la 2D, gioca un ruolo fondamentale nella diagnostica moderna, specialmente in ortodonzia complessa e nella pianificazione digitale di interventi ortognatici. Le tecniche 3D richiedono un’attenzione particolare alla definizione dei landmark e allaregistrazione, ma offrono una prospettiva completa sulle relazioni morfologiche del cranio, utile per una diagnosi accurata e una pianificazione del trattamento più predicibile.
La ricerca continua a esplorare metodi “radiation free” per l’analisi cefalometrica 3D, con studi che confrontano andamento di crescita, valutazione estetica dei tessuti molli e nuove metriche di simmetria. L’evoluzione tecnologica, compresa l’uso di IA e di sistemi di imaging avanzati, promette workflow sempre più efficienti e sicuri per pazienti in crescita e adulti candidati a trattamenti ortodontici complessi.
Leggi anche: guida ai punti di riferimento cefalometrici in radiologia
tags: #utilizzo #normografo #e #compasso #in #cefalometria
