Mansioni e requisiti odontotecnici ed assistenti alla poltrona: quadro normativo, ruolo e percorso formativo

È del 6 Aprile scorso la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri che ha formalmente istituito la figura professionale dell’Assistente di Studio Odontoiatrico (A.S.O.). L’art. L’art. 5 prosegue, poi, individuando le attività e le competenze della figura dell’A.S.O. Individuata come sopra la figura dell’A.S.O. occorre, dunque, a questo punto, domandarsi che cosa debba intendersi con la locuzione di cui all’art. 1, comma 2, dell’accordo quadro ove si legge che è fatto divieto all’Assistente di studio odontoiatrico di intervenire direttamente sul paziente e ciò anche in presenza dell’odontoiatra.

Ma, soprattutto, occorre chiedersi come detta locuzione possa essere collegata con quanto, invece, previsto all’interno dell’Allegato I, ove si dice che l’A.S.O. O all’assistente alla poltrona è effettivamente consentito coadiuvare l’odontoiatra e ciò attraverso l’esecuzione di tutte quelle attività che non siano strettamente riservate all’odontoiatra ma che, in ogni caso, vengano svolte sotto il diretto controllo e le precise e puntuali indicazioni di questi, dovendosi, pertanto, interpretare la dicitura “è fatto espresso divieto all’A.S.O. di intervenire direttamente sul paziente” come sinonimo di “è fatto espresso divieto all’A.S.O. Oppure, in caso contrario, precludendosi all’assistente alla poltrona ogni attività che si estrinsechi in un “contatto diretto” con il paziente, si finirebbe per svuotare completamente di contenuto quella funzione di “assistenza tecnico-clinica” all’odontoiatra - che pure è specificamente prevista dall’Allegato I all’accordo quadro del 23 Novembre scorso - limitando dunque, ingiustificatamente, l’operato dell’A.S.O. alle sole attività di carattere organizzativo, amministrativo e gestorio e svuotando, dunque, di significato e contenuti l’area delle funzioni.

Chi è e cosa fa l’assistente alla poltrona

L’assistente alla poltrona è parte integrante dello studio dentistico, ha un ruolo importante di supporto al dentista e ai pazienti per la loro cura dentale. Ma cosa fa e come si diventa assistente alla poltrona di uno studio dentistico? C’è un corso da seguire per fare l’assistente alla poltrona?

Dalla descrizione introduttiva emerge una definizione chiara: L’assistente alla poltrona si qualifica come una figura professionale che svolge una funzione paramedica, di collaborazione con il dentista o l’odontoiatra. Essenzialmente si tratta di una figura con compiti di gestione e organizzazione interna a uno studio dentistico, infatti ad essa fanno capo i compiti di gestione dell’area clinica dentale e/o amministrativa dello studio odontoiatrico. L’assistente alla poltrona ha infatti il duplice ruolo di supporto all’odontoiatra/medico tecnico dentista nelle cure dentali e di accoglienza e gestione dei pazienti presso lo studio dentistico.

Area clinica: cosa fa

Per quanto riguarda l’area clinica, l’assistente alla poltrona ha lo specifico compito della gestione dello studio dentistico: a partire dall’allestimento della sala con predisposizione degli strumenti operatori e dei materiali necessari alle cure dentali, per procedere con l’assistenza diretta al dentista durante l’intervento (passare gli strumenti, tenere divaricate le guance e lontana la lingua dalla zona di lavoro, assicurarsi che il dentista abbia sempre una corretta visibilità del sito operatorio e miscelare i preparati medicali da utilizzare per eseguire le medicazioni previste). Al termine dell’intervento è compito dell’assistente riordinare la sala operatoria e sterilizzare gli strumenti utilizzati nel corso dell’operazione.

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Area amministrativa: cosa fa

Per quanto riguarda invece l’area amministrativa e di gestione dello studio dentistico, all’assistente alla poltrona spettano compiti specifici come: controllare l’inventario del magazzino, effettuare gli ordini di materiali che stanno per terminare, gestire i fornitori (controllo del materiale in arrivo e del materiale da rendere), filtrare le telefonate per il dentista, l’odontotecnico e i vari specialisti e gestire l’agenda degli appuntamenti. Uno dei compiti principali è gestire i pazienti dello studio dentistico, mantenere la relazione e il rapporto di fiducia fra il paziente e lo studio.

Relazioni coi pazienti

Nella quotidianità l’assistente alla poltrona è spesso la prima persona con la quale entra in contatto il paziente. Gestisce l’accoglienza, le modalità di pagamento e spiega le tempistiche delle cure, mantenendo una relazione di fiducia tra paziente e studio. L’assistente è un tramite tra paziente e dentista, capace di essere in sintonia sia con il dottore sia con i pazienti.

Perché scegliere la professione di Assistente alla Poltrona

La figura dell’assistente alla poltrona è una risorsa fondamentale per lo studio: è in grado di supportare l’odontoiatra nelle cure e di gestire le attività amministrative. L’accoglienza del paziente è una delle sue responsabilità più rilevanti, poiché un ambiente rassicurante facilita l’esperienza di cura. Inoltre, l’assistente ha la competenza di organizzare appuntamenti e forniture, agevolando l’attività del dentista e la qualità del servizio offerto agli utenti.

Formazione: serve un corso per diventare assistente alla poltrona?

Per diventare assistente alla poltrona non è obbligatoria una laurea in campo sanitario: basta un diploma di scuola secondaria. È consigliabile, però, frequentare un corso di formazione specifico con rilascio di un attestato (l’attestato di qualifica professionale L. 845/78 art.14) che certifichi l’ottenimento della qualifica come assistente alla poltrona. I corsi sono autorizzati dalle Regioni, secondo il DPCM del 9 febbraio 2018, e hanno una durata tipica di 1000 ore (500 teoria e 500 tirocinio). Il corso prepara su anatomia e fisiologia del cavo orale, strumenti tecnici del dentista, igiene e profilassi, contabilità, primo soccorso, privacy e gestione dell’agenda e delle anagrafiche.

Nello Studio Dentistico Lorello di Padova l’assistente alla poltrona è presentato come figura fondamentale per l’andamento delle attività dello studio, con ruolo di riferimento e supporto ai pazienti. Alcuni studi citano che, all’entrata in vigore del DPCM, per 24 mesi si possa essere assunti con la qualifica di ASO anche senza titolo, ma dal 21 Aprile 2021 è necessario possedere la qualifica professionale per esercitare la professione.

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Durata, costi e contenuti dei corsi ASO

I corsi ASO hanno una durata media di circa 700 ore (circa 300 teoria ed esercitazioni, 400 tirocinio). Il costo medio nazionale si aggira tra 2.000 e 2.500 euro, con offerte che talvolta si avvicinano ai 2.000 euro. Alcune regioni, come le Marche, prevedono durate diverse (720 ore complessive) con ripartizioni specifiche tra teoria, pratica e tirocinio in studio convenzionato. I moduli tipici includono: accoglienza dei clienti, allestire spazi e strumentazioni, assistenza all’odontoiatria, gestione della documentazione clinica e amministrativo-contabile.

Esistono casi di esenzione dal corso per coloro che, nei cinque anni precedenti l’entrata in vigore del DPCM, hanno lavorato come assistente alla poltrona per almeno 36 mesi, documentabili. Tuttavia, l’opzione più comune resta la frequenza del corso formativo accreditato, che consente l’ottenimento dell’attestato e l’assunzione con contratto di apprendistato, oltre al possibile avanzamento di livello sulla base delle mansioni effettivamente svolte.

Requisiti, competenze e profilo professionale

Per diventare ASO è necessario essere maggiorenni e possedere un diploma di scuola secondaria di secondo grado. È utile una formazione di tipo scientifico, ma non obbligatoria. Le competenze richieste includono: competenze approfondite di assistenza odontoiatrica, conoscenza della strumentazione odontoiatrica e delle tecniche di disinfezione e sterilizzazione, empatia, gentilezza e sensibilità nella relazione con il paziente, nonché abilità informatiche di base. La figura richiede anche capacità di lavorare in team, gestione dello stress e buone doti organizzative.

Le attività disponibili includono prestazioni in studi privati, ambulatori pubblici, ASL e potenzialmente ruoli di coordinamento amministrativo o manageriale all’interno dello studio. Con l’aumentare dell’esperienza e delle qualifiche, si aprono percorsi di avanzamento professionale verso ruoli di maggiore responsabilità.

Profilo e imposizioni contrattuali

Il CCNL degli Studi Professionali classifica l’ASO in livelli differenti (quarto, quarto super e terzo) all’interno dell’Area Professionale Medico-Sanitaria e Odontoiatrica. L’inquadramento determina la retribuzione e le responsabilità. In genere l’assistente all’inizio guadagna circa 900-1000 euro netti al mese, con salari che salgono con l’esperienza fino a circa 1400-1790 euro lordi mensili a seconda del livello e delle mansioni. Lo stipendio può variare in funzione di dimensioni dello studio, posizione geografica e tipo di orario (tempo pieno o part-time).

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La quotidianità lavorativa dell’ASO è divisa tra ufficio amministrativo e ambulatorio: gestione appuntamenti, pratiche pazienti, archiviazione, gestione fornitori, accoglienza, assistenza durante le procedure, e sterilizzazione degli strumenti. L’orario tipico è compreso tra 36 e 40 ore settimanali, con ferie annuali di circa 26 giorni lavorativi.

Ortografia e chiarimenti utili sulla normativa

Il DPCM entrato in vigore il 21 aprile 2018 ha istituito formalmente l’assistente di studio odontoiatrico, definendo che non è necessario un titolo medico-sanitario per intraprendere la professione, ma è richiesto un diploma di scuola secondaria e la frequenza di un corso professionalizzante riconosciuto dalla Regione. L’accordo Stato-Regioni del 2020 ha prorogato il termine per il possesso della qualifica professionale fino al 21 Aprile 2021, dopodiché l’obbligo è divenuto effettivo per l’esercizio della professione di ASO. L’istituzione della figura è stata accompagnata da protocolli che definiscono le competenze e i limiti operativi, specificando che l’assistente non può intervenire direttamente sul paziente se non sotto le indicazioni e controllo del dentista.

La differenza tra ASO e igienista dentale resta sostanziale: l’igienista è un professionista sanitario laureato, mentre l’ASO opera come figura paramedica di supporto e gestione dello studio, senza sostituire l’intervento diretto del dentista sulle fasi cliniche complesse.

Inquadramento delle competenze e prospettive di carriera

Le competenze chiave includono: conoscenze tecniche di assistenza odontoiatrica, gestione della strumentazione, igiene e profilassi, gestione amministrativa e contabile, capacità relazionali con pazienti, e uso di software di gestione dello studio. Le prospettive di carriera sono variegate: dall’ingresso come ASO a ruoli di coordinamento, gestione dell’agenda, o funzioni di amministrazione avanzata. Il percorso di aggiornamento professionale, con corsi di specializzazione (ad esempio CAD/CAM), è utile per incrementare le opportunità di avanzamento e per affiancare le evoluzioni tecnologiche dello studio odontoiatrico.

Glossario utile e riferimenti

  • ASO: Assistente di Studio Odontoiatrico
  • CCNL Studi Professionali: quadro di inquadramento e retribuzione
  • DPCM 2018: istituzione ufficiale della figura ASO
  • Accordo Stato-Regioni 2020-2021: proroga e definizione della qualifica professionale
  • Allegato I: attività consentite all’assistente sotto supervisione
Infografica: Ruolo dell’ASO nello studio odontoiatrico (accoglienza, gestione sala operatoria, area amministrativa)
Video introduttivo sul percorso formativo ASO e competenze chiave

In sintesi, l’assistente di studio odontoiatrico è una figura poliedrica, capace di offrire supporto tecnico-clinico all’odontoiatra e di gestire efficacemente le funzioni amministrative dello studio. Il quadro normativo recente ne conferma i confini operativi e ne valorizza l’importanza all’interno di un team odontoiatrico moderno e orientato al paziente.

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