Caratteristiche e funzionamento degli apparecchi ortodontici Bioelastiche Blimer: guida completa

Le Bioelastiche comprendono tutte quelle apparecchiature la cui struttura portante è costituita da fili in acciaio di diverse dimensioni uniti da corpi in resina. In pazienti con sintomi da alterazioni cranio mandibolari sia con disfunzione articolare che muscolare. Funziona deprogrammando l’occlusione centrica abituale e rilevandone le incongruità funzionali fisiologiche vincolanti. Indicato in biotipi normodivergenti e ipodivergenti. Caratteristica principale: attraverso la relazione delle piste disclude i contatti abituali di centrica e libera la dinamica mandibolare potenziando lo stimolo terapeutico dell’effetto presenza. Caratteristica: libera completamente la dinamica mandibolare, invitandola alla mesializzazione e ad un cambiamento dell’orientamento del piano occlusale. E’ indicato in pazienti adulti ma risulta particolarmente efficace nella terapia intercettiva quando questa non è ancora strutturata.

Impieghi e target terapeutici delle Bioelastiche Blimer

  • Impiego: saturazione della guida fronto-incisiva per alterazione della postura linguale riordinandola nel suo spazio funzionale in senso verticale, sagittale, frontale e trasversale.
  • Trova inoltre utilizzo nella stabilizzazione della postura mandibolare migliorandone l’ingranaggio occlusale dopo un recupero dell’alterazione spaziale intermascellare.
  • Impiego: nelle latero-deviazioni funzionali dovute ad alterazioni della relazione verticale sia statica che dinamica in dentatura decidua mista e permanente (II classi monolaterali su base funzionale).
  • E’ indicato in modo particolare su pazienti sintomatici disfunzionali che necessitano di “ricattura” della posizione di centrica intermascellare.
  • Impiego: in tutte le situazioni in cui risulta necessario sostenere la centrica favorendo la maturazione dei contatti occlusali in assenza di importanti discrepanze trasversali dei mascellari.
  • Impiego: II classi strutturate o resistenti e tutte quelle seconde classi in cui le piste non sono sufficienti a rompere gli engrammi di memoria posturale abituale.
  • Il condizionamento per mezzo delle alette in senso sagittale consente di maturare una coscienza di centrica terapeutica molto rapidamente in quattro-sei mesi.
  • Nella gestione la possibilità di poter ribasare le alette in avanzamento ci permette di conquistare per step il recupero della classe.
  • Impiego: Nella terapia del morso profondo dovuto alla compensazione per mancata maturazione delle curve di compenso Spee e Wilson.

Caratteristiche e progettazione della singola apparecchiatura

  • Apparecchiatura congiunta da connessione posteriore che garantisce comunque una buona dinamicità sia sul piano frontale che sagittale. Il bite metallico anteriore determina la disclusione posteriore, le alette laterali impediscono l’interposizione linguale. Esercita azione di controllo sulla postura mandibolare.
  • Importantissimo nel trattamento del morso profondo è diagnosticare se l’etiopatogenesi è da scompensazione della curva occlusale o da collasso verticale della premaxilla.
  • Impiego: terapia dei cross-bite posteriori funzionali e strutturali omo-bilaterali. Ottiene ottimi risultati ed in tempi sorprendenti nella terapia intercettiva dei morsi crociati funzionali e strutturali sia omolaterali che bilaterali.
  • Caratteristica: apparecchiatura di tipo bioelastico monomascellare a stimolo intermittente. La sua azione sul mascellare non è a carico della sutura mediana ma si estende su tutto il processo alveolare attraverso stimoli di effetto presenza trasmessi ai denti dall’apparecchiatura.

Dettagli di dinamica e posture

Nella prima fase terapeutica non c’è limite di utilizzo. Per il suo confort è indicato in dentatura decidua a partire dai 4-5 anni. Impiego: trattamento delle alterazioni della postura mandibolare nella relazione delle patologie sagittali (secondo classi I e II divisione e terze classi). Per la sua efficacia e l’elevato comfort risulta particolarmente sorprendente in età pediatrica.

Apparecchiatura Bio-elastica a stimolo intermittente: peculiarità e ruoli

  • Apparecchiatura congiunta, Bio-elastica a stimolo intermittente. Oltre ai movimenti di protrusione sfrutta a differenza di altri attivatori mandibolari i movimenti di lateralità e di contrazione. Si distinguono in tre categorie di appartenenza: A, B, C.
  • Impiego: seconde classi con discrepanze trasversali bimascellari associate a contrazione e collasso verticale della premaxilla.

Strutture di espansione e piani occlusali

  • Caratteristiche: planas con piste con inclinazione di classe II a placche separate ma congiunte da un sistema telescopico detto BIELLA collocato centralmente. La biella parte in posizione posteriore centrale della placca superiore collocandosi sulla vite centrale inferiore. Ciò concorre a mantenere una postura mandibolare costantemente mesializzata garantendo comunque movimenti dinamici mandibolari.
  • Impiego: morsi profondi senza discrepanze trasversali. Prime classi dentobasali in cui si necessita di un livellamento verticale del piano occlusale. Protrusioni o biprotusioni dentali da disfunzioni della postura linguale.

Apparecchiatura monomascellare

  • Apparecchiatura monomascellare che può essere composta da uno o due bite anteriori qualora si utilizzi nella terapia del morso profondo; da bite totale anteriore e posteriore quando si ricerca un livellamento del piano occlusale.
  • Il bottone in resina centrale funziona da ancoraggio di alcune delle componenti dell’apparecchiatura e da elemento di stabilizzazione sul mascellare nelle fasi di disclusione e deglutizione attraverso la pressione che la lingua vi esercita. Gli scudi laterali possono essere attivi o passivi a seconda delle esigenze terapeutiche.

Apparecchi per discrepanze trasversali e espansione

  • Impiego: trattamento delle discrepanze trasversali su soggetti con tendenza di crescita iperdivergente.
  • Caratteristiche: il fubicon superiore con bite posteriori a caratteristica bioelastica viene combinato a planas inferiore che possiede invece caratteristica bioplastica. Tale combinazione permette di ottenere un meccanismo di espansione trasversale del mascellare superiore. Il movimento dentale ha un controllo tridimensionale con stimolo all’intrusione. A questa espansione si associa uno stimolo sulla postura mandibolare di tipo antiorario.

Apparecchio mobile per i denti: autonomia del paziente

La caratteristica principale dell’apparecchio mobile per i denti è che il paziente lo può mettere e togliere autonomamente durante la giornata. In genere la rimozione avviene solo per mangiare più comodamente e per effettuare l’igiene orale quotidiana. È importante indossarlo per circa 14-18 ore al giorno. I medici dentisti del nostro studio di Milano in genere lo consigliano ai bambini per realizzare terapie ortodontiche ortopediche. Queste hanno lo scopo di correggere la crescita delle ossa della mascella e della mandibola. L’apparecchio ortodontico mobile si produce in laboratorio basandosi sulle impronte dentali del paziente. Si compone di una parte in resina acrilica e di fili metallici che ne garantiscono la stabilità nel cavo orale e agevolano lo spostamento dei denti.

Tipologie correlate

  • Apparecchio per denti meccanico. Apparecchio per denti funzionale. Apparecchio di contenzione.
  • Per scegliere l’apparecchio ortodontico più adatto alle proprie esigenze è indispensabile fare degli esami specifici. Questi sono mirati a individuare la tipologia più efficace e a riprodurre in laboratorio un dispositivo personalizzato.

Apparecchio mobile: indicazioni d’uso e igiene

Tramite un’impronta si potrà rilevare, in negativo, la forma del palato e delle arcate dentali. I pazienti del nostro studio dentistico di solito riferiscono di provare solo occasionalmente alcuni fastidi con l’apparecchio denti mobile. I primi giorni consigliamo di indossarlo per brevi lassi di tempo per abituarsi alla sensazione nuova della sua presenza nel cavo orale. Quando si porta un apparecchio ortodontico mobile è molto importante mantenere una corretta igiene dentale e del dispositivo, per evitare l’accumulo di placca e batteri. Oltre a effettuare la pulizia dei denti, quindi, si deve togliere l’apparecchio per spazzolarlo accuratamente ogni giorno.

Allineatori trasparenti e altri dispositivi moderni

Per correggere alcuni tipi di malocclusioni e problematiche è necessario un intervento precoce, quando è ancora possibile orientare la crescita cranio-facciale. L’apparecchio per denti, chiamato anche “apparecchio ortodontico”, rappresenta uno strumento utile per allineare la dentatura in modo graduale. Oltre a permettere di avere denti dritti, l’apparecchio per i denti risolve anche problemi di masticazione e malocclusioni, ridonando al paziente il sorriso. Che cos’è l’ortodonzia? Esistono diverse tipologie di apparecchi dentali: apparecchio fisso, apparecchio mobile e apparecchio trasparente. Questa tipologia prevede l’applicazione sui denti di fascette, note come bracket, collegati tra loro tramite fili metallici. L’apparecchio dentale mobile è fatta di materiale plastico che aderisce alle pareti interne denti a cui si aggancia tramite fili metallici. Sono molto efficaci per trattare malocclusioni lievi oppure a sostegno di altri trattamenti ortodontici. Gli allineatori trasparenti sono sottili e trasparenti e sono adatti per correggere diverse tipologie di malocclusione garantendo al paziente comfort ed estetica. Il principale motivo per cui risulta necessario intraprendere un percorso di ortodonzia trasparente è la malocclusione.

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Immagine: Tipologie di apparecchi ortodontici e Their dinamiche

Costi, tempi e gestione del dolore

Quanto ci mette l’apparecchio a raddrizzare i denti? La durata del trattamento ortodontico varia in base alla complessità del caso, all’età del paziente e al tipo di apparecchio utilizzato. In generale, un trattamento può durare da 6 mesi a 2 anni. L’apparecchio ai denti è doloroso? L’installazione di un apparecchio dentale può causare fastidi o dolori temporanei. Nei primi giorni dopo l’applicazione o dopo le regolazioni periodiche, è comune avvertire una sensazione di pressione o indolenzimento ai denti e alle gengive. Per alleviare i sintomi: analgesici da banco, cera ortodontica, alimenti morbidi, risciacqui di acqua salata. Se il dolore persiste, contattare l’ortodontista.

< tagvideo>Guarda qui come funziona l’ortodonzia: video esplicativo

Età di inizio, costi e contenzione

È utile distinguere età e finalità: Nei bambini trattamenti precoci guidano la crescita delle ossa mascellari; negli adolescenti correggono disallineamenti durante la crescita; negli adulti si spostano i denti con attenzione agli equilibri funzionali. Il costo dipende da tipo di apparecchio e durata: tradizionali in metallo più economi, ceramica o allineatori trasparenti più onerosi. Prezzi indicativi: 2.000-5.000 euro per arcata per apparecchi fissi tradizionali; 3.000-7.000 euro per l’intero trattamento con allineatori. L’apparecchio di contenzione, o retainer, mantiene i denti nella nuova posizione dopo il trattamento per prevenire recidive.

Conclusioni operative e chiave di successo

In laboratorio si preparano dispositivi personalizzati a seconda delle impronte. La corretta igiene del dispositivo e dei denti è essenziale durante tutto il percorso. La scelta del dispositivo più idoneo richiede esami specifici, valutando tipologia, dinamiche posturali, funzione neuromuscolare e sviluppo scheletrico.

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