
Durante il trattamento ortodontico, l’osso intorno ai denti va incontro a una sorta di rimodellamento che consente lo spostamento dei denti. Per questo alla fine del trattamento sono previsti dei dispositivi di contenzione ortodontica.
Il retainer è un dispositivo ortodontico progettato per mantenere stabile la posizione dei denti dopo la fase attiva del trattamento. A differenza degli apparecchi attivi, non sposta i denti ma ne impedisce il ritorno alla posizione originale. Il suo scopo è mantenere i denti fermi nella posizione corretta già raggiunta, impedendo la recidiva ortodontica.
La fase di stabilizzazione va personalizzata nei tempi e nei modi in base alla situazione specifica. Per poter mantenere i risultati raggiunti durante la fase attiva di trattamento, è fondamentale che l’apparecchio di contenzione venga portato secondo le indicazioni fornite dal proprio ortodontista. Apparecchi di mantenimento, da utilizzare generalmente la notte, al fine di bloccare gli elementi dentali nella nuova posizione, dando il tempo alle strutture di supporto del dente di ricostituirsi.
Il periodo di contenzione prosegue indefinitamente: gli studi mostrano che i denti possono spostarsi anche 5, 10 o 20 anni dopo il trattamento, specialmente i frontali inferiori. Per questo motivo è consigliato continuare un uso occasionale del retainer di notte per mantenere l’allineamento nel lungo termine.
Se non si indossa l’apparecchio di contenzione ortodontica, si rischia di avere assestamenti dentali e spostamenti indesiderati. La recidiva ortodontica è una norma fisiologica piuttosto che un’eccezione: i denti tendono a muoversi con il passare del tempo senza un mantenimento adeguato.
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L’apparecchio di contenzione fisso è rappresentato da un sottile filo metallico applicato sulla superficie interna degli incisivi mediante una resina, simile a quella usata per posizionare i brackets degli apparecchi fissi. La contenzione fissa viene mantenuta per almeno 2 anni dalla fine della fase di cura. Vantaggi: gestione relativamente semplice per il paziente, che deve evitare di addentare cibi duri e prestare attenzione all’igiene orale tramite spazzolino e filo interdentale.
Tipicamente si preparano 5 legature metalliche o 5 sezioni di filo interdentale per stabilizzare il retainer sui denti. Dopo posizionamento, si controlla la lunghezza da canino a canino e si stringono progressivamente le legature mesiali e distali partendo da uno degli incisivi. Le legature mesiali e distali su un incisivo centrale vengono strettate ad una ad una, controllando con una spatola per Cavit la perfetta aderenza del filo sulla superficie dentale. Il filo viene fissato con un composito fluido di media viscosità e modellato con uno specillo per creare una superficie convessa che inglobi il filo senza creare scalini.
Il retainer mobile è rappresentato da una mascherina in resina termoplastica trasparente o da un apparecchio con una placca in resina aderente al palato, con un filo che corre attorno alla superficie esterna dei denti. La sua efficacia dipende fortemente dalla collaborazione del paziente, che deve indossarlo per il tempo indicato dall’ortodontista, generalmente la notte.
La fase di stabilizzazione va personalizzata; parametri considerati includono la severità dell’affollamento iniziale, la tipologia di occlusione, la necessità di monitorare l’eruzione dei denti e, negli adulti, eventuali problematiche parodontali. Generalmente sono sufficienti due anni di mantenimento per consolidare il risultato, dopo i quali si può ridurre l’uso dei dispositivi di contenzione fino a prove settimanali o meno frequenti.
Il metodo della prova settimanale è una strategia per favorire il mantenimento a lungo termine dell’estetica dentale con un impegno limitato. È essenziale ricordare che i denti sono soggetti a rimodellamenti naturali nel tempo, e la contenzione resta una fase fondamentale per impedire la recidiva.
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Il retainer è un dispositivo passivo che mantiene i denti nella posizione raggiunta. Esistono due categorie principali:
In alcuni casi si propone l’uso combinato di retainer linguale fisso e retainer rimovibile per aumentare la stabilità del risultato.
Quando si interrompe prematuramente l’uso del retainer, i denti possono iniziare a muoversi e la correzione ortodontica può non rimanere stabile. Il percorso ortodontico non si conclude con la rimozione dell’apparecchio; dopo tale momento si continua a monitorare la situazione durante lo sviluppo del paziente per prevenire recidive.
La detenzione ha visto evoluzioni: dal lavoro fatto interamente in laboratorio si è passati a soluzioni realizzate anche tramite strumenti computerizzati, lasers e impronte digitali, con filo estremamente preciso ottenuto tramite tecnologie moderne. Il retainer rimane uno degli elementi chiave della continuità del risultato, e la strategia di contenzione comprende sia soluzioni fisse sia mobili adattate al paziente.
Pulire il retainer con una vecchia spazzolina e sapone neutro, evitare acqua molto calda, dentifricio abrasivo o candeggina. Assicurarsi che i denti siano perfettamente puliti prima di rimettere il retainer. Conservare i retainer in una scatolina rigida quando non si indossano. Se un retainer è rotto o perso, contattare subito lo studio dentistico per una sostituzione tempestiva.
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Il contenimento ortodontico è una fase cruciale che permette di consolidare i risultati della cura e prevenire la recidiva. Si distinguono contenzione fissa e contenzione mobile, entrambe necessarie a seconda del caso clinico. La stabilità a lungo termine richiede collaborazione, igiene impeccabile e controlli regolari con l’ortodontista.
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