
La radiografia è un esame diagnostico molto preciso, dotato di buona sensibilità e alta specificità, che affianca validamente il dentista nel suo percorso di analisi e valutazione del paziente. Avendo però un costo biologico non indifferente, è indispensabile usarlo correttamente tenendo sempre ben presenti vantaggi e svantaggi di ogni singolo esame. Gli esami radiologici si distinguono in esami di primo e di secondo livello, in ordine di complessità tecnologica, di informazioni diagnostiche fornite, di dose di radiazioni erogate al paziente.
La radiografia endorale, nonostante i limiti in termini di informazione sui parametri ossei utili per l’implantologia, resta valida per lo status parodontale e la ricerca delle carie interprossimali. Secondo alcuni autori, non eseguire questo esame equivale a non diagnosticare quattro lesioni su cinque. La radiografia panoramica, riducendo di almeno due terzi la dose assorbita rispetto all’endorale, è particolarmente utile per valutare lo stato generale e pianificare trattamenti con un buon equilibrio tra informazione e dose. In commercio esistono ortopantomografi in grado di eseguire anche esami di secondo livello, grazie a software dedicato per indagini tomografiche, utili anche per valutare i parametri ossei di interesse per l’implantologia.
Nell’evoluzione tecnologica recente, la teleradiografia del cranio digitale ha sostituito progressivamente la pellicola tradizionale, offrendo una riduzione delle dosi e una migliore qualità delle immagini, facilitando archiviazione e gestione delle informazioni. La dose di radiazioni e il peso biologico degli esami di secondo livello richiedono una valutazione caso per caso, soprattutto quando si considerano apparecchiature con diverse modalità di acquisizione (LL, PA, AP, ecc.).
La proiezione LL consente di ottenere una visione di profilo di tutte le strutture scheletriche della testa, dal mento al condotto uditivo esterno posteriore. La teleradiografia è eseguibile in tre proiezioni: latero-laterale, postero-anteriore ed assiale, con la LL che è la più comune. In età evolutiva, l’ortopantomografia è indispensabile per valutare sviluppo e crescita della dentizione, permettendo di diagnosticare carie interdentali, carie recidive, granulomi e malformazioni dei denti.
La teleradiografia offre numerosi vantaggi: immagini digitali nitide, tempi di visualizzazione rapidi sul monitor, e minor esposizione rispetto ai sistemi tradizionali. La diagnosi è chiara, sicura e veloce, facilitando la pianificazione orthodontica e la valutazione di eventuali malocclusioni o morso inverso. Tuttavia, comporta l’uso di radiazioni ionizzanti, che impongono misure di protezione per pazienti e operatori e richiedono consenso informato, soprattutto per i pazienti pediatrici.
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I rischi legati alle radiazioni esistono per entrambe le tecniche. L’esposizione va sempre valutata in funzione della dose assorbita, che può variare a seconda del tipo di esame (cone beam, multislice, ecc.). In particolare, la TC volumetrica (cone beam) presenta la minore irradiazione tra le tomografie, mentre la TC multislice può comportare una dose maggiore. La radiologia digitale ha significativamente ridotto l’esposizione rispetto alle pellicole tradizionali, e la dose di radiazioni emessa viene normalmente confrontata con l’esposizione giornaliera sostenuta in altre attività quotidiane.
La combinazione di Rx Ortopanoramica delle Arcate Dentarie (OPT) e Teleradiografia del Cranio resta una coppia di strumenti diagnostici avanzati e indispensabili nella pratica odontoiatrica e ortodontica moderna, capace di fornire un quadro completo della salute orale e delle condizioni craniofacciali. L’approccio digitale, con riduzione della dose e miglioramento della qualità immagine, è destinato a perfezionarsi ulteriormente, mantenendo al centro la necessità di un uso mirato e responsabile delle radiazioni.
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