
Un’otturazione è un restauro che serve a ricostruire una parte di dente danneggiata da carie, fratture o usura. In pratica, dopo aver rimosso la parte compromessa (ad esempio la carie), si ricostruisce la porzione mancante con materiali dedicati, con l’obiettivo di: ripristinare la forma del dente, proteggere la dentina e i tessuti interni, permettere una masticazione corretta e prevenire ulteriori infiltrazioni batteriche.
Se l’otturazione viene eseguita seguendo correttamente tutti i protocolli terapeutici dovrebbe avere un’usura simile a quella dello smalto naturale e non presentare quindi alcun problema. Tuttavia, può capitare di perdere un’otturazione: accorgersi di un’otturazione saltata non è sempre semplice ed immediato; spesso capita mentre si sta mangiando, lavando i denti o passando il filo interdentale.
Va chiarito che nessuna azione meccanica esercitata su un dente otturato è causa diretta di un’otturazione saltata, anzi spesso la motivazione va ricercata proprio in un’eventuale infiltrazione batterica. Il primo segno che c’è stata un’infiltrazione batterica è la presenza di un rigo scuro tra il dente e il materiale composito utilizzato per l’otturazione.
Se non riuscite a fissare subito un appuntamento, chiedete consiglio su come proteggere i denti esposti. Tenete presente che non è necessario che un’otturazione cada per provocare fastidi o altri problemi: per evitare ulteriori danni, è utile trattare in tempo un’otturazione allentata.
Se compare dolore, è importante non “coprirlo” con rimedi non indicati: il dolore è un segnale utile per capire cosa sta succedendo. Per limitare il fastidio, evitate di mangiare da quel lato e mantenete la zona pulita; se necessario, potete assumere analgesici da banco secondo le indicazioni del medico o del foglio illustrativo. Se la zona è “tagliente”, evitate di toccarla continuamente con lingua o dita.
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Il passo più utile è contattare lo studio del dentista: intervenire presto spesso permette una ricostruzione più semplice e conservativa. Il dentista, dopo una valutazione clinica e radiografica, stabilirà l’intervento più appropriato. Le opzioni più comuni sono:
Come prima cosa il dente va deterso, disinfettato e riempito in tutti i suoi canali; in questa fase è fondamentale l’utilizzo del microscopio ottico che, ingrandendo il campo operatorio, impedisce che anfratti nascosti sfuggano all’occhio del dentista. Il materiale composito che riempie i canali deve sigillare perfettamente le zone apicali per evitare che si formi un passaggio per i batteri.
Se ci si prende cura in modo adeguato, le otturazioni dentali dovrebbero durare a lungo, ma con il tempo dovranno essere sostituite. Le otturazioni dentali durano in genere almeno 10 anni, e talvolta anche di più. Le otturazioni in amalgama durano più a lungo di altri materiali; le otturazioni in ceramica, amalgama e composito possono durare circa 15 anni, mentre il composito classico può durare mediamente 7 anni e il vetroionomero circa 5 anni.
Alcuni materiali comuni:
Una delle principali cause di infiltrazione e quindi di carie attorno alle otturazioni è proprio dovuto al non utilizzo della diga di gomma. Infatti senza l’uso della diga il paziente respirando durante le fasi dell’otturazione appanna la superficie del dente contaminandola con batteri.
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Se l’evento dovesse accadere durante un giorno festivo o in orari in cui il dentista ha lo studio chiuso, si può ricorrere a soluzioni temporanee acquistabili in farmacia che permettono di tamponare per un breve lasso di tempo il problema. Se l’otturazione saltata riguarda una donna in dolce attesa, il medico odontoiatra, dopo un’attenta anamnesi, suggerirà il percorso migliore evitando rischi per la paziente e il bambino; in ogni caso è bene evitare di masticare sul dente fratturato e recarsi quanto prima dal proprio odontoiatra di fiducia.
Se le crea fastidio il buco sì, ma non serve per l'integrità del dente; è un problema se in caso doveste aspettare fino a qualche giorno? In genere non è emergenza assoluta se non c’è dolore intenso o segni di infezione, ma è comunque consigliabile non rimandare troppo: più tempo passa, più il dente può indebolirsi e aumentano i rischi di infiltrazioni batteriche e necessità di trattamenti più complessi.
La fiducia verso il proprio dentista deve essere alta; il dubbio deve essere esposto al professionista e solo allora il paziente potrà esprimere il suo giudizio. È un diritto richiedere tutte le spiegazioni sul lavoro eseguito: il dentista conosce la storia clinica del paziente e potrà spiegare le cause, le eventuali responsabilità e le soluzioni più appropriate. Se l’otturazione è saltata a distanza di anni dall’intervento, non è detto che l’operato sia stato eseguito male: molte variabili entrano in gioco, tra cui igiene, dieta, masticazione e usura naturale del materiale.
Un’otturazione saltata non è solo un fastidio: può lasciare il dente esposto, aumentare la sensibilità e aprire la strada a infiltrazioni, nuove carie o infiammazioni. A volte il dolore arriva subito, altre volte compare dopo qualche giorno: in entrambi i casi è importante non rimandare, perché intervenire presto spesso permette una ricostruzione più semplice e conservativa.
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