Perché si formano le carie nonostante una corretta igiene orale

I denti cariati sono una patologia a carattere cronico-degenerativo molto diffusa, asintomatica in fase iniziale, ma che porta diversi disturbi come alitosi, ipersensibilità e dolore ai denti, man mano che progredisce. È un processo che porta alla distruzione dei tessuti del dente cariato ad opera di batteri che trovano nella placca e nel tartaro il terreno fertile per riprodursi.

Chi tiene al proprio sorriso sa bene che il nemico numero uno della salute dentale è la carie. Questa insidiosa patologia, infatti, colpisce in modo piuttosto aggressivo i denti e può danneggiarli molto seriamente, soprattutto se trascurata e non curata tempestivamente. Il rimedio migliore per difendersi dalle carie è mantenere una buona igiene orale. Eppure, a volte può non bastare.

Perché le carie compaiono anche con una corretta igiene orale

Anche chi ha una buona igiene orale e si lava i denti con regolarità può andare incontro a carie dentali. La prima cosa da tenere a mente è che la frequenza con cui si lavano i denti non è sufficiente a proteggerli dalle placca e tartaro (e quindi dalle carie). Infatti, per lavare bene i denti conta molto anche la tecnica di spazzolamento.

Ci sono almeno 5 buoni motivi perché questo avviene: errata tecnica di spazzolamento, prodotti per l’igiene dentale non all’altezza, alimentazione squilibrata, bocca secca e predisposizione genetica. Ad aggravare la situazione intervengono anche fattori come la conformazione dei denti e la presenza di otturazioni o dispositivi dentali usurati.

1) Tecnica di spazzolamento e strumenti inadeguati

La prima cosa da considerare è l’errata tecnica di spazzolamento: per essere sicuro di procedere ad una giusta pulizia che vada a fondo e che dia ottimi risultati nel tempo, devi inclinare lo spazzolino di 45° e procedere con movimenti in senso verticale, mai orizzontale. Lo spazzolino deve muoversi dall’alto verso il basso su tutta l’arcata dentale interna e negli spazi interdentali.

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Gli strumenti fondamentali sono: spazzolino, dentifricio e filo interdentale. All’occorrenza, si possono aggiungere anche lo scovolino e il collutorio. Ogni prodotto, però, deve essere scelto con cura e senza cercare di risparmiare sulla propria salute. Scegli sempre un dentifricio che non sia troppo abrasivo perché potrebbe rovinare lo smalto dei denti e verifica sempre che contenga fluoro, la componente che assicura una severa lotta ai batteri.

Il filo interdentale è un alleato indispensabile per prevenire le carie interdentali. È sufficiente adoperarlo 1 volta al giorno. Anche il collutorio lascia una barriera protettiva e attiva contro i batteri; è opportuno affidarsi al consiglio del proprio dentista per la scelta di un collutorio che risponda alle specifiche esigenze del paziente.

2) Prodotti per l’igiene dentale non all’altezza

Prestare attenzione a cosa si utilizza per lavarsi i denti è fondamentale: gli strumenti e i prodotti devono essere adatti. Le resine composite sono oggi i materiali più utilizzati per le otturazioni; tuttavia i compositi sono più difficili da manipolare in fase di ricostruzione rispetto all’amalgama in quanto, a differenza di quest’ultima, sono molto sensibili all’umidità (sangue e saliva), tant’è che è di fondamentale importanza avere un campo completamente asciutto.

Lo spazzolino deve essere cambiato molto spesso: non usare lo stesso spazzolino per più di due o tre mesi. Nel mobile del bagno, oltre a dentifricio e spazzolino, dovrai sempre avere anche un buon collutorio che completa il lavoro, così come il filo interdentale.

3) Alimentazione e frequenza degli spuntini

Il fattore di rischio dovuto all’alimentazione è legato all’eccesso di zuccheri, di alimenti raffinati e di cibi dalla consistenza appiccicosa, come caramelle, marmellate, creme, cioccolata e simili, che sono facilmente degradabili dai batteri in derivati acidi che intaccano i tessuti duri del dente cariato. Consumare frequentemente spuntini o sorseggiare bevande zuccherate fornisce ai batteri della bocca più combustibile per produrre acidi che attaccano i denti.

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Alimentazione: gli alimenti che aderiscono più facilmente ai denti sono più propensi a causare carie rispetto a quelli facilmente eliminati dalla saliva. Tra questi ci sono latte, gelato, miele, zucchero, bibite gassate, frutta secca, torte, biscotti, caramelle dure e mentine, cereali secchi e patatine.

È importante limitare il consumo di cibi e bevande zuccherati e lavarsi i denti almeno 2-3 volte al giorno; sarebbe una buona abitudine lavare i denti anche dopo pranzo e ogni qualvolta si consuma del cibo zuccherato. Lavarsi spesso i denti aiuta a scongiurare il problema della placca che, se riesce a trovare spazi e tempo per incanalarsi tra denti e gengive, può diventare tartaro, una fastidiosissima barriera solida che solo il dentista riesce a rimuovere.

4) Carenza di saliva (xerostomia) e condizioni mediche

La saliva è un detergente naturale con pH neutro che però può acidificarsi in presenza di scarsa igiene orale comportando così un aumento della probabilità di insorgenza di carie dentaria. La saliva con il proprio pH ha funzione antimicrobica e protettiva nel cavo orale. Uno degli strumenti che il corpo umano ha per difendersi da solo dai batteri che provocano le carie è la saliva: il suo compito principale è neutralizzare gli acidi e lavare via i residui di cibo.

Secchezza delle fauci: una ridotta produzione di saliva, che aiuta a prevenire la carie lavando via cibo e placca dai denti. Alcuni farmaci, condizioni mediche, e alcune terapie oncologiche possono aumentare il rischio di carie riducendo la produzione di saliva.

5) Anatomia dei denti e posizionamento

La conformazione dei denti può influire sulla possibilità che essi siano attaccati dalla carie. I molari, i premolari e gli incisivi superiori sono tra i più facilmente presi di mira dall’infezione, dal momento che questi denti sono più complicati da pulire perfettamente a causa della loro forma. Posizione dei denti: la carie si verifica più frequentemente nei denti posteriori - molari e premolari. Questi denti presentano numerosi solchi, fessure e radici multiple che possono trattenere particelle di cibo, rendendo più difficile la loro pulizia rispetto ai denti anteriori, che sono più lisci e facilmente accessibili.

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Tra i metodi di prevenzione si trova la tecnica della sigillatura dei solchi. Con uno speciale materiale composito fluido si ricoprono i molari dei bambini, intorno ai sei anni di età, in modo da creare una pellicola protettiva. Il materiale non dovrà essere rimosso, ma si consumerà da solo. Nei casi particolarmente a rischio, la protezione si può ripetere.

6) Otturazioni e dispositivi dentali usurati

Otturazioni o dispositivi dentali usurati: col tempo, le otturazioni dentali possono indebolirsi, iniziare a deteriorarsi o avere bordi ruvidi, permettendo l'accumulo di placca e rendendone più difficile la rimozione. I dispositivi dentali possono non adattarsi più correttamente, consentendo l'inizio della carie sotto di essi.

7) Fattori sistemici e comportamentali

Bruciore di stomaco: il bruciore di stomaco, sintomo comune della malattia da reflusso gastroesofageo (GERD), può causare il reflusso di acido gastrico nella bocca, erodendo lo smalto dei denti e causando gravi danni. Disturbi alimentari: anoressia e bulimia possono portare a una significativa erosione dentale e carie. L'acido gastrico dal vomito ripetuto erode lo smalto dei denti.

Il tabagismo è una delle principali cause delle carie dentali. Anche l’età è un fattore: gli anziani sono particolarmente a rischio a causa della recessione gengivale, che permette ai batteri di entrare in contatto con la radice del dente, causando la carie sulle superfici radicolari esposte.

Come si sviluppa la carie: stadi e conseguenze

Lo sviluppo della carie dentaria procede molto lentamente, ma non può guarire da sola. I tessuti dentali non hanno capacità rigenerative, pertanto l’unica soluzione per fermare il procedere dell’infezione è eliminarla e riempire la cavità con una ricostruzione o banalmente effettuando un’otturazione dei denti cariati.

  1. Primo stadio: presenza di macchie bianche calcaree sulla superficie del dente, segno della perdita parziale di minerali (demineralizzazione della superficie dentale).
  2. Secondo stadio: erosione dello smalto e formazione di una cavità superficiale.
  3. Terzo stadio: la carie raggiunge la dentina, un tessuto meno calcificato e più sensibile, e l’evoluzione diventa più veloce.
  4. Quarto stadio: la carie arriva alla polpa dentale; la polpa può infiammarsi e infettarsi, portando a pulpiti, ascessi e altre complicanze.

Le carie si formano sotto la placca batterica intorno al dente. Questa prima fase è definita carie superficiale, ma se viene trascurata, continua il suo percorso e supera la barriera dello smalto arrivando alla dentina. Dalla dentina la carie avanza arrivando alla polpa del dente, dove si trovano le terminazioni nervose.

Se non viene curato, il processo infettivo attacca lo smalto che, pur essendo una sostanza molto resistente, si demineralizza e si perfora. Se lasciati agire indisturbati, i batteri che arrivano nella polpa dentale possono compromettere irrimediabilmente la salute del dente stesso.

Schema degli stadi della carie dentale

Come diagnosticare una carie

Nello stadio iniziale può succedere che le carie siano asintomatiche e non sono sempre visibili. Le visite di controllo e l’esame accurato dello specialista, anche attraverso una panoramica o radiografie endorali, possono aiutare a individuare la patologia. Per verificare autonomamente la presenza di una carie si può osservare se il dente presenta macchie scure sulla sua superficie, ma questo auto-test non è sempre efficace.

Durante la visita, l'odontoiatra si avvale di diversi strumenti per effettuare esami accurati della dentatura. Inoltre, l'odontoiatra può ricorrere alle radiografie endorali che consentono di visualizzare la presenza di carie anche in fase iniziale, prima che la demineralizzazione dello smalto diventi clinicamente evidente.

Trattamenti: cosa può fare il dentista

La cura, soprattutto per una carie presa in tempo, allo stadio iniziale o intermedio, consiste in una pulizia da parte del dentista e nell’otturazione. L’otturazione ha lo scopo di riempire le cavità dei denti cariati che si vengono a creare in seguito all’azione dei batteri e della pulizia. Il dentista toglie tutta la parte cariata di consistenza molle ed infetta e sigilla il dente con un materiale apposito.

Trattamento con fluoro: si pratica nelle fasi iniziali per restaurare lo smalto del dente. Fluoroprofilassi: nelle fasi iniziali della carie, quando il processo è limitato allo smalto, l'applicazione di fluoro può indurre la remineralizzazione del tessuto dentale danneggiato.

Otturazioni dentali: in presenza di cavità già formate, l'odontoiatra procede alla rimozione del tessuto cariato mediante strumentazione rotante e poi alla sigillatura con materiali biocompatibili. Terapia endodontica o devitalizzazione: quando la carie arriva alla polpa dentale è necessario devitalizzare il dente. L'endodontista rimuove la polpa infetta, disinfetta i canali radicolari e li ottura con materiali specifici.

L’estrazione viene praticata solo quando tutte le altre tecniche si rivelano inefficaci o impraticabili, come ultima soluzione. L’estrazione dentale: nei casi di carie avanzata con esteso coinvolgimento della polpa e strutture periradicolari, o qualora la terapia endodontica non sia praticabile, si ricorre all'estrazione del dente.

Trattamenti dentistici: otturazione, devitalizzazione, estrazione

Prevenzione: cosa fare per ridurre il rischio di carie

La cura dell’igiene orale è l’elemento sul quale è possibile intervenire attivamente per prevenire ed evitare la comparsa di carie dentarie. Gli strumenti da usare quotidianamente, più volte al giorno, sono lo spazzolino, anche elettrico, un buon dentifricio ed il filo interdentale. Ciascuno di essi, con i suoi componenti o meccanicamente, contribuisce a mantenere nella bocca un ambiente sfavorevole ed ostile all’attecchimento dei batteri che causano l’infezione.

  • Lavare i denti almeno 2-3 volte al giorno per almeno 2 minuti, preferibilmente dopo i pasti principali.
  • Usare il filo interdentale quotidianamente per rimuovere i residui più ostinati tra i denti.
  • Effettuare un regolare controllo dentistico e, semestralmente o al massimo ogni dodici mesi, una detartrasi eseguita dal professionista.
  • Limitare il consumo di cibi e bevande zuccherati e adottare una dieta equilibrata ricca di nutrienti come calcio e fluoro.
  • Valutare la sigillatura dei solchi nei bambini a rischio.

È opportuno sottoporsi a periodiche visite dentistiche di controllo: un controllo semestrale può aiutare a scongiurare il rischio di interventi più gravi e dolorosi nel caso in cui la carie si ingrandisca. Per quanto tu possa essere attento e meticoloso nella cura della tua bocca, il dentista riesce ad andare più in profondità e, attraverso una seduta di pulizia dentaria, ad eliminare anche i più piccoli residui di tartaro che si possono formare nonostante un’igiene perfetta.

Consigli pratici per una corretta igiene orale

Fattori che non dipendono dall’igiene quotidiana

Una recente ricerca ha rilevato che le carie ai denti non dipendono da una predisposizione genetica, ma da fattori ambientali quali l’alimentazione, l’esposizione al fluoro e soprattutto l’igiene dentale. Gli esperti australiani non hanno trovato alcuna prova di un contributo della genetica nello studio condotto su gemelli, portando a ritenere che le carie dentali non dipendano dal DNA e dunque da una predisposizione genetica.

Tuttavia, esistono cause legate a condizioni sistemiche, farmaci e terapie che riducono la produzione di saliva, oltre a specifiche abitudini comportamentali (fumo, disturbi alimentari, reflusso) che aumentano significativamente il rischio di carie.

Quando rivolgersi al dentista

Se noterai una piccola macchietta scura o sentirai fastidio mentre mangi, non temporeggiare: è proprio il fattore tempo a fare la differenza, perché condiziona la gravità di questa patologia e le cure necessarie per correre ai ripari. Quando si presenta una carie è bene rivolgersi subito al proprio dentista per poter agire tempestivamente prima che diventi più estesa.

Se pensi di avere una carie, contattaci: dopo un’attenta valutazione, ti proporremo la soluzione più efficace per curarla. Non mettere in stand-by la salute dei tuoi denti: la prevenzione e i controlli regolari rappresentano le armi più efficaci per mantenere un sorriso sano.

Igiene orale quotidiana: spazzolino, filo interdentale e collutorio

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