Caratteristiche biologiche e classificazione della lampreda: i pesci senza mascella

Immaginate un animale dal corpo simile a quello di un’anguilla con la bocca rotonda e gli occhi piccoli che nuota sul fondo del mare o dei fiumi, in attesa di un pesce incauto da assalire. Queste sono le lamprede, animali antichissimi, i cui antenati - gli Ostracodermi - sono apparsi già alla fine del Cambriano, oltre 500 milioni di anni fa, quando erano gli unici vertebrati viventi.

Che cos'è una lampreda

La lampreda (Petromyzon marinus) è un pesce agnato, cioè privo di mascelle, appartenente all'ordine Petromizontiformi. Gli agnati (Superclasse Agnatha) sono tra i primi vertebrati comparsi sul Pianeta e, come spiega il nome (a-, “senza” + γνάθος (gnáthos), “mascella”), sono accomunati dal possedere una bocca sprovvista di mascelle, contrariamente a tutti gli altri vertebrati attuali. La sua origine risale a oltre 500 milioni di anni fa e da allora è cambiata pochissimo.

Aspetto esterno e struttura

Il suo aspetto è a metà tra un'anguilla e un serpente e vive nei fiumi. Ha un corpo cartilagineo e una colorazione che va dal blu al verde scuro. Corpo: Allungate, cilindriche, senza squame e lunghe fino a 120 cm. Colore: Grigio, grigio-verdastro o marrone, con il ventre più chiaro.

La lampreda è molto simile ad un serpente e la troviamo sia in acqua dolce che in quella salata. Come tutti gli Agnatha è priva di mascelle ed ha scheletro cartilagineo. Lo scheletro, completamente cartilagineo, è limitato alla zona cefalica e branchiale.

Dettaglio della bocca circolare e dei denti della lampreda

Bocca e alimentazione

Chi ha l'occasione di incontrarla dal vivo la descrive come un essere mostruoso per via della sua bocca particolare. In effetti è davvero terrificante: non ha normali mascelle ma una specie di ventosa circolare, le cui pareti sono contornate di numerosi denti affilati. La lampreda è considerata un pesce primitivo proprio per la loro bocca caratterizzata da connotati arcaici, senza mascelle e per la presenza di pinne pettorali e ventrali.

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Bocca: Circolare, con denti affilati su una placca preorale e una lingua ruvida. Agisce come una ventosa per attaccarsi alla preda. Il ruolo ecologico di questi animali consiste nell’aderire alle squame dei pesci e talvolta anche alla pelle dei cetacei, aprendovi una ferita e nutrendosi sia del loro sangue sia dei tessuti muscolari. Vivono come parassiti, attaccandosi alla pelle degli animali acquatici e succhiandone il sangue; spesso ne causano la morte.

Apparato respiratorio e pinne

Respirano per mezzo di fori branchiali (sette per lato). Respirazione: Sette paia di aperture branchiali laterali e una strana narice. Pinne: Due pinne dorsali; nessuna pinna pari.

Fasi del ciclo vitale

Diverse specie di lamprede hanno un ciclo biologico complesso. Si tratta, infatti, di animali piuttosto primitivi che hanno mantenuto caratteri arcaici quali per esempio la mancanza di mascelle e di pinne pettorali e ventrali. Diverse specie di lamprede si trovano esclusivamente in acque dolci. Con ogni probabilità i loro antenati compivano una regolare migrazione riproduttiva ma poi hanno perduto questo comportamento.

È una specie anadroma: nasce nei fiumi, migra verso il mare dove vive per 20-30 mesi, e torna al fiume per riprodursi e morire dopo la deposizione delle uova. Durante il suo ciclo vitale, presenta uno stadio larvale cieco chiamato ammocete. Larva: Fase detta ammocete, cieca e filtratrice, che vive sepolta nei fondali sabbiosi per un periodo compreso tra 4 e 5 anni.

Le larve (ammoceti) abbandonano presto il tratto superiore del fiume e si spostano a valle dove vivono infossate nel fango con la bocca rivolta verso la corrente. Infatti, diversamente dagli adulti, le larve non sono parassite né predatrici ma si nutrono di detriti e di microrganismi che filtrano dall’acqua.

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Ammocete sepolto nel fango del fondale fluviale

Riproduzione

Al momento della riproduzione, gli adulti risalgono i fiumi, si accoppiano deponendo decine di migliaia di uova sul fondale sabbioso o ciottoloso e poi muoiono. Gli adulti di P. marinus compiono la risalita riproduttiva in primavera, e nel giro di pochi giorni raggiungono i siti di deposizione; gli esemplari più robusti giungono fino alla diga di Santa Margherita sul Vara, ad una cinquantina di chilometri dal mare! A quel punto le femmine entrano nel nido, dove avvengono la copula e la deposizione delle uova, cui segue nel giro di alcune ore la morte di entrambi i partner.

Le femmine depongono le uova in nidi fatti dal maschio nella sabbia del fondale. Gli accoppiamenti avvengono tra la primavera e l’inizio dell’estate. Si tratta di animali poco longevi la cui esistenza si conclude nel giro di pochi anni.

Distribuzione e habitat

Vive nell'Atlantico settentrionale e nel Mediterraneo occidentale. Abita anche il Mediterraneo, la si ritrova anche in fiumi e acque interne di Europa ed America. In Italia sono note 4 specie di lampreda, tutte fortemente minacciate di estinzione: la lampreda di mare (Petromyzon marinus), la lampreda di fiume (Lampetra fluviatilis), la lampreda di ruscello (Lampetra planeri) e la lampreda padana (Lethenteron zanandreai.

Le larve vivono sui fondali fluviali, mentre gli adulti possono raggiungere profondità fino a 300 metri in mare. Diverse specie di lamprede si trovano esclusivamente in acque dolci. Queste ultime due compiono tutto il loro ciclo vitale in acqua dolce, mentre le altre sono anadrome: l’adulto vive in mare o in zone di estuario, dove si nutre parassitando pesci e cetacei grazie alla bocca circolare irta di dentelli, e raggiunta la maturità risale i fiumi per riprodursi.

Specie e tipi principali

  • Lampreda di mare (Petromyzon marinus): la specie anadroma più nota e studiata; in Italia la sua presenza riproduttiva è estremamente ridotta.
  • Lampreda di fiume (Lampetra fluviatilis): anadroma, più piccola della marina.
  • Lampreda di ruscello (Lampetra planeri): non migratore, molto piccolo, vive in piccoli corsi d'acqua.
  • Lampreda padana (Lethenteron zanandreai): endemica delle acque interne italiane.
  • Lampreda del Caspio (Caspiomyzon wagneri): specie distinta che richiede considerazioni particolari per il consumo.

Classificazione sistematica

Ordine Petromyzontiformes, Famiglia Petromyzontidae, Sottofamiglia Petromyzontinae, Genere Petromyzon, Specie P. Le lamprede fanno parte del gruppo dei “Petromizonti”, un tempo chiamati anche Ciclostomi per la loro bocca rotonda, e possono essere considerate pesci antichissimi.

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Conservazione e impatti

La specie è considerata “in pericolo critico” di estinzione dalla commissione italiana della IUCN. È elencata tra le specie protette dalla Convenzione di Berna ed è inserita nella Direttiva Habitat della UE. La specie è considerata “in pericolo critico” nella Lista Rossa dei pesci d’acqua dolce italiani. PERCHÉ? : La consistenza numerica della popolazione di Lampreda di mare in Italia è meno di 50 individui ed è presente con una sola popolazione riproduttiva nel fiume Magra.

La specie, ampiamente distribuita nei fiumi Italiani fino a circa un secolo fa, ha subito le prime riduzioni nei primi decenni del Novecento, in relazione alla costruzione di dighe, agli sbarramenti e all’inquinamento delle acque. Nonostante in Italia sia in pericolo di estinzione, nella regione dei grandi laghi in nord America è considerata una specie invasiva. La lampreda può causare impatti sugli ecosistemi in caso di squilibri di popolazione, come accade in alcune aree del Nord America.

Nella Carta Ittica Provinciale e nel Piano Faunistico del Parco di Montemarcello-Magra sono previste sanzioni amministrative fino a €5.000 per l’inosservanza dei divieti descritti, tra i quali la cattura di lamprede, l’utilizzo come esca di ammoceti, e l’alterazione degli accumuli di sabbia all’interno dell’alveo.

Nido di lampreda visibile dalla superficie

Interesse umano: pesca, consumo e tradizioni

La lampreda è commestibile? Sì, anche se deve essere cotto correttamente per evitare rischi. Il suo sangue è tossico se non trattato. Dove viene consumato principalmente? In Galizia, in particolare ad Arbo, dove si preparano ricette tradizionali come la lampreda alla bordolese. Quali ricette tradizionali esistono? In stile bordolese, ripieni, con pasta e taccole, in una torta salata, fritti o grigliati. Alcune tecniche includono la salatura e l'affumicatura.

Habitat: Vive nell'Atlantico settentrionale e nel Mediterraneo occidentale. Stagione di pesca: La pesca si pratica da gennaio a maggio, soprattutto tra febbraio e marzo. In Galizia si utilizzano tecniche tradizionali come i "butróns" collocati nelle "pesqueiras" sul fiume Miño, antiche strutture in pietra utilizzate fin dall'epoca romana. In Italia, fiume Magra, basso Tevere.

Valori nutrizionali (per 100 g)

NutrienteQuantità
Energia218 kcal
Grasso totale18 g
Grassi saturati4,6 g
Proteine14 g
Vitamina A1000 mcg
Vitamina D4,90 mcg
Fosforo170 mg
Potassio220 mg
Documentario sul ciclo vitale della lampreda e sulle tecniche tradizionali di pesca in Galizia

Domande frequenti

  • È in pericolo di estinzione? È classificata come "vulnerabile" in Spagna e “in pericolo critico” in Italia a causa della pesca eccessiva, dell'inquinamento e delle ostruzioni fluviali.
  • Quanto vive una lampreda? Si tratta di animali poco longevi la cui esistenza si conclude nel giro di pochi anni.
  • Dove vivono le larve? Le larve vivono sepolte nei fondali sabbiosi e filtrano detriti e microrganismi dall'acqua.

Un tempo venivano considerati affini alle lamprede alcuni strani organismi marini dal corpo serpentiforme e privi di occhi: le missine (Myxine), la cui caratteristica fondamentale consiste nell’avere quattro o sei piccoli tentacoli sensoriali intorno alla bocca e due serie di denti. Spesso vengono trovate dai pescatori dentro i pesci catturati con le reti.

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