
La bocca è molto più di uno strumento per parlare o mangiare: è una vera e propria finestra sulla salute dell’intero organismo. La cavità orale ospita milioni di batteri, molti dei quali innocui.
La malattia parodontale o parodontite, meglio nota anche come piorrea, è un'infezione batterica, che è diversa dalle altre malattie infettive che possono colpire il nostro corpo. È diversa perché è polimicrobica, quindi è causata da una grande quantità e tipi di batteri. La letteratura parla di oltre 700 specie di batteri, di cui quasi il 50% può essere riconosciuto come patogeno.
La parodontite è un'infezione cronica che causa una risposta infiammatoria. Si tratta di un’infiammazione cronica delle gengive causata da batteri già presenti nella flora orale che proliferano in modo eccessivo. La gengivite è causata da un accumulo di placca e batteri che causa l’infiammazione della gengiva superficiale, senza però rompere il sigillo. Se questa condizione non viene trattata, può evolvere in parodontite, una malattia infiammatoria cronica.
Il biofilm presente nella bocca contiene sia batteri benefici che dannosi. Quando i batteri dannosi presenti nella placca dentale causano danni alle gengive, il paziente può sviluppare la gengivite. La parodontite è causata da un gruppo di batteri ben specifici. In questo contesto, uno dei principali patogeni responsabili della risposta infiammatoria cronica è il Porphyromonas gingivalis.
Ogni dente è composto da due parti: la corona, ossia la parte che è visibile nella bocca, e una o più radici, che di solito non sono visibili e che supportano la corona. Le radici sono inserite in piccoli fori nell'osso alveolare, che sono chiamati appunto alveoli. Nella parte superiore dell'osso, alla giunzione tra la radice e la corona, vi sono alcune fibre importanti che, quando la bocca è in salute, creano un sigillo tra la gengiva ed il dente, creando una barriera per tutti i batteri presenti nella bocca.
Leggi anche: parodontite e salute maschile: cosa devi sapere
Il meccanismo di riassorbimento clinico del tessuto periodontale può essere visto come una battaglia. Da un lato abbiamo un esercito variegato di batteri, dall'altro il sistema immunitario. I batteri ad un certo riescono a rompere il muro di protezione (sigillo marginale), e iniziano a colonizzare il nostro territorio, la tasca, nascondendosi all'interno dei bunker che costruiscono, ossia il tartaro. Le cellule del sistema immunitario riconoscono che un attacco è in corso e cercano di lottare contro i batteri. Il sistema immunitario inizia ad attivare un meccanismo che via via porta al ritiro dei tessuti più importanti come il legamento parodontale e l’osso alveolare.
In questo meccanismo la genetica gioca un ruolo chiave. In effetti alcune molecole del sistema immunitario, chiamate citochine pro-infiammatorie o anti-infiammatorie, sono influenzate da una mutazione di alcuni geni. La parodontite iniziale è estremamente subdola. Se anche la parodontite moderata non viene trattata, il riassorbimento dei tessuti è sempre più importante e si traduce in una parodontite avanzata.
Le placche in gola rappresentano una condizione comune, caratterizzata da una marcata infiammazione delle tonsille e delle aree circostanti. Questa condizione è comunemente correlata con infezioni sia virali che batteriche e si manifesta con sintomi quali dolore alla gola, arrossamento e difficoltà nel deglutire. In molti casi, le placche sono visibili come depositi biancastri o giallastri sulle tonsille.
Generalmente, le placche si risolvono entro una settimana, anche se la durata può variare in base all’origine del problema e alla tempestività del trattamento. La pericoronite è un’infiammazione della gengiva circostante la corona di un dente che sta erompendo ed è provocata più frequentemente da un dente del giudizio che non è uscito completamente. Questa condizione può causare dolore e gonfiore che può estendersi fino alla gola, producendo gli stessi sintomi di un comune mal di gola.
La bocca è la via di accesso principale per batteri e virus al nostro corpo e la sede naturale di alcuni di questi. Denti non trattati o mucose danneggiate consentono ai batteri che normalmente proliferano nella bocca di entrare nel flusso sanguigno, aumentando così il rischio di malattie sistemiche e potenzialmente favorendo la diffusione di infezioni verso strutture contigue come faringe e tonsille.
Leggi anche: trattamenti completi per la piorrea
Recenti studi hanno indagato la connessione tra la comparsa delle placche nella laringe e faringe e i problemi associati ai denti del giudizio, che spesso erompono durante gli anni dell’adolescenza o nella prima età adulta. Effettuare una visita di controllo regolare dal dentista è determinante per prevenire e trattare le placche quando sono legate a problemi dentali. Comprendere il legame tra alcuni tra i più comuni problemi del cavo orale come le placche e le patologie che interessano i denti è fondamentale per scegliere immediatamente in trattamento più efficace.
Un ascesso dentale non curato può diffondersi a distanza, provocando complicanze gravi come endocardite batterica, sinusiti croniche o infezioni sistemiche. Denti non trattati o mucose danneggiate consentono ai batteri che normalmente proliferano nella bocca di entrare nel flusso sanguigno, aumentando così il rischio di malattie cardiovascolari e cardiache come sindrome coronarica acuta, ictus e aterosclerosi.
Alcuni studi epidemiologici hanno evidenziato una correlazione tra la parodontite, l’infarto del miocardio, l’ischemia cerebrale e la morte. Numerosi studi dimostrano che chi soffre di parodontite ha valori leucociti circolanti e parametri infiammatori elevati (come la proteina C reattiva) rispetto alle persone sane. L’origine del fenomeno potrebbe essere attribuita al passaggio di batteri dal cavo orale all’apparato cardiocircolatorio, con conseguenti gravi danni all’endotelio quando venga raggiunto il sistema vascolare coronarico.
In questo contesto, uno dei principali patogeni responsabili della risposta infiammatoria cronica è il Porphyromonas gingivalis. Uno studio del 2019 condotto da Dominy et al. ha indagato la presenza di Porphyromonas gingivalis nel cervello dei pazienti affetti da Alzheimer. Gli scienziati hanno scoperto che l'infezione orale da P. gingivalis in topi ha portato alla colonizzazione del cervello e a un aumento della produzione di Aβ1-42, un componente delle placche amiloidi. Inoltre, le proteasi tossiche note come gingipain, prodotte da P. gingivalis, si sono rivelate neurotossiche sia in vitro che in vivo, causando danni alla proteina tau.
Questi risultati hanno stimolato ulteriori ricerche. Ad esempio, nell'ottobre 2021, il College of Dental Medicine della Columbia University ha annunciato di aver ricevuto una sovvenzione di $ 4 milioni dal National Institute of Aging / National Institutes of Health per uno studio intitolato "Uno studio longitudinale delle infezioni parodontali e dell'Alzheimer: lo studio ausiliario WHICAP sulla salute orale". Questo studio quinquennale sarà condotto in collaborazione tra James M. Noble, MD, MS e Panos N.
Leggi anche: Alimentazione specifica per gattini con problemi orali
Le malattie parodontali sono associate ad un aumentato rischio di nascita di bambini prematuri e/o sottopeso. Da un punto di vista etiopatogenetico, la correlazione tra parodontite ed eventi negativi associati alla gravidanza è supportata da 2 ipotesi sperimentali: la prima ipotesi si basa sulla possibilità che le donne affette da parodontite siano soggette a frequenti batteriemie. I batteri attivano i processi infiammatori a carico della placenta e del feto, con rischio di avere un parto pretermine o un parto con la nascita di bambini sottopeso; la seconda invece si basa sul fatto che le parodontiti sono in grado di causare un aumento generalizzato delle citochine, sostanze ad attività proinfiammatoria che provocano alterazioni a carico della placenta e del feto.
Il primo e più importante metodo è l’igiene orale domiciliare. Una buona igiene orale quotidiana è la prima linea di difesa contro le malattie sistemiche. Effettuare una visita di controllo regolare dal dentista è determinante per prevenire e trattare le placche quando sono legate a problemi dentali.
Non è possibile trattare completamente la malattia parodontale con antibiotici e questi possono essere utilizzati solo come terapia aggiuntiva, molto utili comunque in alcuni casi. La terapia parodontale non solo determina il miglioramento della situazione orale, anche nel soggetto diabetico ma probabilmente contribuisce al raggiungimento di un miglior controllo glicemico.
Prenota oggi stesso una visita di controllo. La tua bocca ti ringrazierà.
| Condizione | Meccanismo proposto | Conseguenze |
|---|---|---|
| Malattie cardiovascolari | Disseminazione batterica, infiammazione sistemica | Ictus, infarto, aterosclerosi |
| Diabete | Infiammazione cronica peggiora controllo glicemico; iperglicemia favorisce infezioni | Maggiore prevalenza e gravità di parodontite |
| Complicanze in gravidanza | Batteriemie, aumento delle citochine | Parto pretermine, neonati sottopeso |
| Malattie neurodegenerative (es. Alzheimer) | Invasione di P. gingivalis, gingipain, infiammazione cronica | Aumento di Aβ, danno alla tau, rischio aumentato |
tags: #correlazione #tra #piorrea #e #infezioni #alle
