Preavviso dimissioni nel CCNL Odontotecnici: principi, calcolo e casi particolari

Voglia di cambiare lavoro? La normativa disciplina il preavviso per dimissioni volontarie all’articolo 2118, comma 1, del Codice Civile.

Come per il lavoratore, dunque, anche per il datore di lavoro esiste un congruo anticipo da rispettare quando si decide di chiudere una collaborazione.

Quando si interrompe un rapporto di collaborazione, infatti, la conclusione non è immediata ma viene anticipata da un avviso inviato dall’una o dall’altra parte.

Esiste tuttavia anche la possibilità di un licenziamento immediato e senza preavviso che si configura in presenza di violazioni molto gravi.

Fondamenti e casi di giustificato motivo

Abbandono del posto di lavoro o mancato rientro dalla malattia, costituiscono alcuni esempi di “licenziamento per giustificato motivo soggettivo”.

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Diversamente, in caso di mancato preavviso è dovuto il pagamento di un’indennità cosiddetta sostitutiva di preavviso.

Diversamente da come si può immaginare, le dimissioni non possono più essere presentate in forma cartacea.

Il portale permette di registrarsi ad un’area riservata con le proprie credenziali e di compilare il modulo di dimissioni online.

Per calcolare il preavviso dimissioni dobbiamo considerare che questo diritto è riconosciuto solo per i dipendenti a tempo indeterminato.

Durata del preavviso per diverse tipologie di rapporto

Se sei un lavoratore full-time con più di 5 anni di anzianità il preavviso sarà di 15 giorni, ridotti a 8 se hai fino a 5 anni di anzianità.

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Il preavviso dimissioni sarà di 8 giorni anche per lavoratori part-time con più di 2 anni di anzianità.

Nel calcolo preavviso per le dimissioni in caso di inquadramento come apprendista in prova o contratto a tempo determinato le cose cambiano.

Il contratto di apprendistato si configura come un contratto a tempo indeterminato.

Si tratta, infatti, di una formula che intende favorire l’inserimento in azienda al termine del periodo di formazione.

Dipendente ed azienda hanno la possibilità di concludere anticipatamente il periodo di apprendistato rispettando i canonici 15 giorni di preavviso.

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Diversamente, se il dipendente è ancora in periodo di prova non è necessario dare alcun preavviso.

Nessun preavviso dimissioni anche in caso di lavoratore assunto con contratto a tempo determinato.

Altri casi e accordi

Si tratta di un risarcimento del danno produttivo subito per l’assenza improvvisa della risorsa.

Stessa cosa vale per l’azienda che non rispetta i tempi tra licenziamento e interruzione della collaborazione.

Tuttavia, lavoratore ed azienda possono arrivare ad un accordo se una o l’altra parte non intende rispettare il periodo di preavviso.

Se il datore di lavoro vuole interrompere il rapporto prima del tempo previsto deve richiedere al lavoratore il consenso a procedere. In cambio l’azienda corrisponderà la dovuta indennità.

Periodo di prova, giusta causa e protezione della maternità

Abbiamo visto che durante il periodo di prova il lavoratore non è tenuto a rispettare il preavviso dimissioni.

Non è richiesto preavviso anche quando il lavoratore si dimette per giusta causa come disciplinato dall’art.2119 del codice civile.

Infine, ricordiamo che nessun preavviso può essere richiesto a madri o padri durante il cosiddetto “periodo protetto”.

Il preavviso può interrompersi prima del previsto in caso di malattia, ferie intercorse nel periodo o maternità. Si parla in questo caso di preavviso sospeso che viene “ripreso” dopo il rientro del dipendente a lavoro.

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Preavviso per dimissioni: quanti giorni sono?

Molti lavoratori si pongono questa domanda nel momento in cui pensano di abbandonare il proprio lavoro.

Quindi il preavviso è il tempo che intercorre tra il momento in cui il dipendente comunica al datore di lavoro la volontà di abbandonare il proprio impiego e il giorno in cui avviene la risoluzione del contratto.

Se il preavviso non viene rispettato, in caso di dimissioni, il dipendente può incorrere in una riduzione dello stipendio.

Nel caso di contratto a tempo indeterminato, inoltre, giocano un ruolo fondamentale anche l’anzianità e la qualifica.

Se quindi il lavoratore decide di presentare le dimissioni, in mancanza di giusta causa, il datore di lavoro potrà chiedere un risarcimento pari al periodo mancante alla conclusione del contratto.

Nel CCNL Commercio, il preavviso viene calcolato allo stesso modo sia che si tratti di dimissioni che di licenziamento, ma non funziona così in tutti i CCNL.

Si tratta di una formula che intende favorire l’inserimento in azienda al termine del periodo di formazione. Dipendente ed azienda hanno la possibilità di concludere anticipatamente il periodo di apprendistato rispettando i canonici 15 giorni di preavviso.

Avvisi finali e fonti di consulenza

Il Consiglio di Jet HR

Nel caso in cui licenzi il lavoratore e applichi il CCNL Commercio, fai attenzione a non comunicarglielo esattamente l’1 o il 16 del mese: secondo molti, il giorno in cui si comunicano licenziamento / dimissioni non si conta ai fini del preavviso.

Sia per il licenziamento che per le dimissioni, se non viene rispettato il periodo di preavviso, dovrai pagare o trattenere, a seconda dei casi, un’indennità economica.

Dato che questo tipo di contratto ha un termine, il preavviso non è previsto perché puoi dimetterti solo per giusta causa.

No. Quando licenzi un dipendente per giusta causa, il preavviso non è dovuto.

Quando invece è il dipendente che si dimette per giusta causa (e.g. Si! La risposta è: si, ma…..di norma il preavviso deve essere lavorato e le ferie lo interrompono.

Nel CCNL Commercio, il preavviso viene calcolato allo stesso modo sia che si tratti di dimissioni che di licenziamento, ma non funziona così in tutti i CCNL.

Infografica: Voci principali del preavviso e loro effetti
Video esplicativo: come calcolare il preavviso nelle dimissioni

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