
Nella mia carriera di traduttrice, mi è capitato di ritrovarmi a tradurre diversi libri per bambini di ogni età e, come forse potete immaginare, tra le tematiche più ricorrenti per i più piccoli si possono annoverare ... la caduta del primo dentino. Proprio ieri, mi sono casualmente imbattuta nella notizia che nei paesi anglofoni l’ultimo giorno di febbraio si celebra la giornata della Fatina dei Denti (Tooth Fairy, in lingua inglese) che, secondo il folklore anglosassone, durante la notte, passa a prendere il dentino del bambino, custodito sotto il cuscino, in un bicchiere, in una busta o persino sotto il tappeto, lasciando al suo posto una o più monete o qualche caramella.
Questa tradizione, declinata in molte varianti culturali, ha il comune rituale del dentino messo in un punto sicuro della casa prima di andare a dormire, in attesa che una figura magica o simbolica lo prenda e lasci una ricompensa. La storia più diffusa vuole che quando un bambino perde un dente da latte, lo metta sotto il cuscino prima di andare a dormire. La fatina dei denti è estremamente meticolosa nella selezione dei dentini che utilizza per costruire il suo castello incantato. Preferisce i dentini belli e bianchi, che rappresentano la cura e l’attenzione dedicata all’igiene orale.
La Fatina dei Denti nasce invece dalla tradizione francese ed è stata ripresa numerose volte anche dai film della Disney. Una prima elaborazione di questo mito appare in un racconto francese del XVII secolo, dove una fata aiuta una Regina contro un avversario cattivo causandogli la perdita di tutti i denti. Secondo alcuni racconti popolari, la Fatina dei Denti utilizza i denti più sani e brillanti per costruire un sontuoso castello per la sua regina nel suo regno d’origine. Le storie narrano che la fatina utilizzi i preziosi dentini raccolti per creare splendide collane, braccialetti e altri gioielli magici.
La residenza incantata della fatina, con il suo castello di dentini e le sue creazioni preziose, rappresenta il regno di meraviglie che circonda questa figura tanto amata dai bambini di tutto il mondo. La dimora della fatina è un luogo magico e affascinante che riflette la sua passione per i dentini che raccoglie in tutto il mondo. Secondo alcuni racconti popolari, la Fatina dei Denti utilizza i denti più sani e brillanti per costruire un sontuoso castello per la sua regina nel suo regno d’origine.
In Spagna e in altri paesi di lingua spagnola, i bambini donano il loro dentino a un topolino, il cui nome subisce però delle piccole variazioni a seconda del luogo. Il Ratoncito Pérez fece la sua prima comparsa nel 1894, quando il sacerdote gesuita Luis Coloma introdusse il suo personaggio in un racconto scritto su richiesta della regina, madre del futuro re Alfonso XIII, che all’epoca aveva otto anni e stava perdendo i suoi denti da latte. La storia narrava le avventure del topolino Pérez, un simpatico roditore che viveva con la sua famiglia in una scatola di biscotti nel negozio della famosa pasticceria Prast, che sorgeva nei pressi del palazzo reale di Madrid.
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In Messico, Guatemala, Perù e Chile viene chiamato el Ratón de los Dientes (Il topo dei denti), mentre in Argentina, Venezuela, Uruguay e Colombia è noto semplicemente come el Ratón Pérez. Un topolino compare con il nome di La Petite Souris (Il Topolino) anche nella tradizione della maggior parte dei paesi francofoni, escluso il Canada francese dove ritorna la Fatina dei Denti (probabilmente per la vicinanza geografica con paesi anglofoni). L’origine più accreditata del Topolino dei Denti deriva da un racconto francese del diciassettesimo secolo della baronessa d’Aulnoy, dal titolo La Bonne Petite Souris (Il buon topolino).
Queste sono solo le traduzioni più note e diffuse, ma in giro per il mondo ci sono tanti piccoli tesori da scoprire. Ad esempio, in Sud Africa i bambini nascondono il dentino caduto dentro una ciabatta durante la notte, per poi trovarvi qualche moneta il mattino dopo. In Brasile, i bimbi lanciano il dentino dalla finestra recitando una filastrocca e a Mali il dentino viene lanciato nel pollaio, dove il giorno successivo i bambini troveranno una bella gallinella che la mamma cucinerà per loro. Lo sapevate ad esempio che ad Haiti il dente di latte viene lanciato sopra il tetto? Io lo trovo straordinario.
Quando cade un dente ad un bambino Yupik, il popolo indigeno dell'Alaska centrale e meridionale, la mamma lo nasconde dentro un pezzo di pane o di carne e poi lo dà in pasto ad un cane (che deve essere una femmina). I bambini arrotolano il dentino in una fetta di pane e lo danno in pasto a qualche animale. Meglio se un topo perchè hanno denti bianchissimi che crescono veloci. Alcuni si rivolgono agli uccellini, chiedendo loro di portare via il dente e sostituirlo con un altro. Se è quello di sopra allora si deve lanciare sul tetto mentre i denti inferiori vanno nascosti in un buco nel terreno.
Abbandonandomi al flusso di pensieri, sono quindi arrivata a chiedermi quali fossero, negli altri paesi del mondo, le tradizioni legate alla perdita di un dentino. Restando in ambito religioso, in alcune regioni del Nord Italia è invece Sant’Apollonia, patrona dei dentisti e degli igienisti dentali, a prendere il posto di San Nicola. Se nel veronese Santa Polonia è molto sentita, in altre zone d'Italia e d'Europa c'è la fatina dei dentini, una piccola fata con ali e bacchetta magica che fa apparire una moneta al posto dei dentini.
Prima di topolini e fatine infatti, nella zona del castellammarese e forse anche in tutta la Sicilia occidentale, chi portava la monetina ai bambini in cambio del dentino caduto era San Nicola, o meglio, Santa Nicola, impersonato da una piccola coccinella. Il culto per San Nicola, di cui si festeggia la ricorrenza ufficiale il 6 di dicembre, fu introdotto in Sicilia verso la fine del IV secolo. Reputato Santo da vivente nacque a Pàtara probabilmente intorno al 250 e 270 d.C., divenuto vescovo di Mira al tempo dell’imperatore Diocleziano... La leggenda narra che durante il suo vescovato avrebbe richiamato in vita tre fanciulli che un macellaio voleva farne carne.
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San Nicola viene inoltre simboleggiato dalla coccinella septempunctata, e quando ai bambini cade un dentino, lo si nasconde in un buco, pregando il Santo affinché l’indomani faccia trovare loro qualcosa. Alla figura di San Nicola si collegano molte altre simbologie e tradizioni, e il suo mito si evolve in quello del famoso Santa Claus (Babbo Natale) che la notte del 24 dicembre si sposta di casa in casa portando doni a tutti i fanciulli.
In Italia è piuttosto diffusa la tradizione del Topolino dei denti, una variante della tradizione che deriva da una leggenda di origine spagnola, Ratòn Perez, il topo Perez, un topolino che viveva nel palazzo reale e che faceva visita al re portandogli doni in cambio di denti. Quando cade il dentino, il bimbo deve metterlo sotto il cuscino. In alcune culture si usava nascondere il dente nella tana di un topo o di un serpente per evitare che una strega lo potesse utilizzare per i suoi rituali.
In alcune famiglie si crea un “kit della Fatina” che include una piccola scatola o una sacchettino dove conservare i dentini persi. Usare la polvere di fata: mettere dei glitter colorati (brillantini) sul comodino o in altre parti della casa. Tra canzoncine divertenti (per alcuni) e sfottò, la fase di passaggio dei denti da latte è traumatica per tutti. Credo che il compito di noi genitori sia quello di far vivere ai nostri bambini questo momento nel modo più naturale possibile, aiutandoli a conoscere i cambiamenti del proprio corpo e ad accettarli come naturali, senza timori o inquietudini.
Tutti questi personaggi arrivano di notte e trovano il dentino sotto il cuscino o in un posto particolare della casa. Il dentino si mette sotto al cuscino in attesa che la notte arrivi la magica fatina dei denti. La quantità di denaro lasciata dalla fata può variare da famiglia a famiglia. Il generoso dono di un soldino della Fatina dei Denti per un dentino caduto si aggira solitamente intorno ai 4 o 5 euro. Tuttavia, la somma può variare a seconda delle dimensioni e della salute del dente.
I dentini vanno puliti accuratamente anche quando sono da latte. Il rituale può essere un'occasione educativa per parlare con i bambini di igiene orale e di crescita. Personalmente ricordo che il primo dente da latte lo inghiottii giusto mentre stavo bevendo il latte. Eh già, perché ti terrorizzi! Guardi tutti disperato come stessi per morire da un momento all’altro e invece di trovare conforto negli occhi dei tuoi cari cosa trovi? E questa storia si ripete ogni volta che si perde un dente.
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| Paese/Regione | Figura/Usanza | Dettagli |
|---|---|---|
| Paesi anglofoni | Tooth Fairy (Fatina dei Denti) | Dente sotto il cuscino, moneta lasciata dalla fata |
| Spagna | Ratoncito Pérez | Topolino che prende il dente e lascia un soldino |
| Francia | La Petite Souris | Topolino che raccoglie denti; variante della fatina |
| Italia (alcune zone) | San Nicola / Santa Apollonia / Topolino | San Nicola/coccinella in Sicilia; Santa Apollonia nel Nord; topolino in molte famiglie |
| Sud Africa | Ciabatta | Dente nascosto nella ciabatta, moneta trovata la mattina |
| Brasile | Lancio dalla finestra | Dente lanciato dalla finestra con filastrocca |
| Yupik (Alaska) | Animale (cane) | Dente nascosto in pane o carne e dato a un cane femmina |
Questo rituale crea un senso di eccitazione e aspettativa nei bambini, rendendo la perdita dei denti un momento speciale da celebrare anziché qualcosa di spaventoso o doloroso. Quando un bambino perde un dente, viene coinvolto nel rituale della fatina dei Denti. Solitamente, il bambino mette il suo dente sotto il cuscino prima di andare a dormire. Il rituale può essere un'occasione per accompagnare emotivamente il bambino, spiegando che la perdita dei denti è una tappa naturale della crescita.
La storia della fatina o del topolino trova ampio spazio nelle conversazioni tra genitori e figli: tutti i genitori, prima o poi, hanno sentito parlare e hanno poi dovuto raccontare la storia della Fatina dei Denti. Credo che il compito di noi genitori sia quello di far vivere ai nostri bambini questo momento nel modo più naturale possibile, aiutandoli a conoscere i cambiamenti del proprio corpo e ad accettarli come naturali, senza timori o inquietudini.
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