
Gli spazzolini da denti rientrano tra gli oggetti che utilizziamo quotidianamente per curare la nostra igiene orale. Per una corretta igiene orale è raccomandabile cambiare lo spazzolino ogni 3 mesi circa. Secondo l'American Dental Association gli spazzolini dovrebbero essere cambiati ogni tre o quattro mesi. Per questo motivo gli spazzolini da denti tradizionali, che sono realizzati in prevalenza in plastica, generano una montagna di rifiuti non riciclabili.
Lo spazzolino da denti tradizionale impiega più di 400 anni (secondo altre fonti oltre 500 anni) per decomporsi completamente, contribuendo all’incremento dei rifiuti di plastica che popolano i nostri mari ed oceani. Solo quest’anno in America verrà buttato un miliardo di spazzolini da denti: la maggior parte di questi sono fatti di plastica. Se tutta la popolazione mondiale seguisse la raccomandazione di cambiare lo spazzolino ogni 3-4 mesi, ogni anno verrebbero buttati nella spazzatura circa 23 miliardi di questi oggetti. In Italia, considerando che uno spazzolino pesa circa 17,5 grammi, ogni anno sono 3.700 tonnellate di rifiuti di plastica derivanti dagli spazzolini, l’equivalente di 150mila bottiglie di plastica da un litro e mezzo.
La maggior parte degli spazzolini non si possono riciclare perché le plastiche composite con le quali sono fatti sono difficili, se non impossibili da smontare in modo efficiente. Gli spazzolini che troviamo in commercio hanno solitamente il manico in plastica e le setole in nylon e non si riciclano. Infatti, gli spazzolini vanno smaltiti nei rifiuti dell’indifferenziata, non nella plastica. Le setole, invece, sono comunque realizzate in nylon, e per questo motivo devono essere rimosse dallo spazzolino e gettate, a parte, nel contenitore dedicato alla raccolta indifferenziata.
Alla montagna di plastica formata da spazzolini e relativi cappucci dobbiamo aggiungere anche l’imballaggio con cui sono venduti, che nella maggior parte dei casi è fatto da due materiali, cioè plastica incollata sul cartoncino. Il cappuccio, sempre in plastica, finisce a sua volta nell’indifferenziata. Noi abbiamo fatto un giro in 40 punti vendita... su 35 marchi di spazzolini, ben 23 (il 68%) sono venduti con il cappuccio. Addirittura 11 marchi hanno messo sul mercato solo spazzolini con cappuccio, il 32% del totale. Così sono più difficili da riciclare, anche per la presenza della colla: bisogna separarli per una raccolta corretta.
L’inquinamento da plastica riguarda sia pesci e animali acquatici sia quelli terrestri, le piante e gli uccelli, perché le sostanze chimiche nocive vengono rilasciate dalle plastiche e giungono alle falde acquifere e ai fiumi. Solo il 9% dei rifiuti di plastica viene riciclato, 19% è incenerito e circa il 50% finisce in discariche controllate. Il resto (22%) viene abbandonato in discariche illegali, bruciato a cielo aperto o disperso nell’ambiente. Le materie plastiche che si usano nella produzione sono per lo più vergini o primarie, realizzate con petrolio greggio o gas. Non solo. Bisogna anche considerare che spesso la plastica viene prodotta e riciclata in Paesi diversi da quelli che la usano, con un impatto ambientale e sociale che viene quindi esternalizzato a discapito dei Paesi produttori.
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Oggi in commercio esistono diverse soluzioni sostenibili che consentono di lavarci i denti senza produrre una quantità eccessiva di plastica. Ad oggi incominciano a diffondersi gli spazzolini in bambù oppure in bioplastica che permettono di ridurre l’impatto sull’ambiente. Negli ultimi anni, sempre più spazzolini da denti si presentano come “eco-friendly” o “zero waste”, spesso realizzati in bambù o materiali biodegradabili. Gli spazzolini in bambù sono realizzati con setole in nylon 6, materiale biodegradabile che consente di creare setole morbide, medie e dure, esattamente come nello spazzolino in plastica.
Molti degli spazzolini in bambù in commercio sono sottoposti ad un processo di carbonizzazione che li rende resistenti ad acqua e attacchi di muffe. Nel caso degli spazzolini in bambù il manico può essere gettato nell’umido o riutilizzato creativamente per altre funzioni in casa, ad esempio come marcatore per piante. Per riciclare al meglio il tuo spazzolino di bambù, è opportuno togliere le setole con l’aiuto di una pinzetta per poi buttarle nel contenitore della raccolta indifferenziata. Le setole vanno rimosse con una pinzetta ed inserite in un ecobrick (una bottiglia di plastica vuota da riempire con le piccole plastiche monouso).
Inoltre ci sono in commercio spazzolini a cui è possibile sostituire solo la testina riutilizzando il manico. Una delle prime scelte da fare quando si opta per un’igiene orale nel rispetto dell’ambiente è adottare spazzolini eco-sostenibili. Lo spazzolino dovrebbe avere il manico in plastica riciclata, la testina cambiabile, un imballaggio fatto da un solo materiale (carta o plastica riciclata). Uno spazzolino con la testina cambiabile da solo riduce in maniera significativa la quantità di plastica da smaltire, visto che il manico durerebbe più a lungo e verrebbe buttata solo la testina. Se si utilizzassero solo spazzolini con testina cambiabile, il risparmio di plastica sarebbe equivalente a 131.100 bottiglie in plastica all’anno. Infatti, le testine produrrebbero l’equivalente di 19mila bottiglie di plastica contro le 150mila bottiglie derivanti dall’utilizzo di soli spazzolini in plastica con testina fissa.
Goodwell a Portland, Oregon, produce manici di metallo che spera i consumatori possano utilizzare per anni. Quando le setole si usurano, la testina salta fuori e ne esce fuori una nuova. Altre aziende sono invece tornate a una soluzione che era stata adottata per la prima volta circa un secolo fa: testine rimovibili. È comunque molto difficile trovare delle alternative completamente plastic free. Tuttavia ogni alternativa che riduce la quantità di materiale e di packaging utilizzato è un passo verso la direzione giusta.
Le bio-plastiche sono quelle parzialmente o interamente ottenute da fonti rinnovabili. I grandi vantaggi dell’utilizzo di queste bio-plastiche, rispetto alle plastiche tradizionali, sono il minor impiego di fonti fossili in fase di produzione e la riduzione dell’emissione di gas tossici in fase di smaltimento. Nel 2011 in Italia è nata Assobioplastiche (Associazione Italiana delle Bioplastiche e dei Materiali Biodegradabili e Compostabili), che promuove ricerche scientifiche, divulga informazioni e favorisce l’utilizzo dei prodotti compostabili. Dal 2020, abbiamo iniziato a integrare plastica riciclata nelle nostre linee di prodotto. Questa transizione è stata massimizzata negli articoli della linea Jordan Green Clean come gli spazzolini Green Clean Change, il filo interdentale Green Clean e le testine di ricambio per spazzolini elettrici. L’obiettivo è stato quello di garantire un’alternativa sostenibile senza sacrificare la qualità, assicurando che la differenza nei materiali non comprometta le prestazioni.
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Quando si considerano gli aspetti riguardanti la sostenibilità, i materiali sono spesso al centro dell'attenzione, ma bisogna anche pensare alla qualità. Un prodotto di alta qualità dura più a lungo e contribuisce a ridurre gli sprechi. La parola “naturale” può sembrare rassicurante, ma non garantisce sempre igiene, durata o sicurezza. L’attenzione all’ambiente è importante, ma quando si tratta di igiene orale, la priorità è sempre pulire correttamente i denti e proteggere le gengive. Il vero elemento critico sono le setole: se troppo dure rischiano di danneggiare lo smalto, se troppo morbide non rimuovono efficacemente la placca. Le setole sono altrettanto importanti.
La testa di congiunzione tra il manico e le setole è in acetato di cellulosa ed è intercambiabile. Le setole, da poter scegliere in 2 differenti tipologie di durezza, ti daranno la bella sensazione di pulito e freschezza come nell’utilizzo dello spazzolino standard, perché la loro consistenza non si discosta poi così tanto da quelle comuni. Una caratteristica interessante di alcuni prodotti è la maggiore durata delle setole: Radius, ad esempio, ha setole più resistenti che gli consentono di durare più a lungo e di dover quindi essere sostituiti meno spesso: solo due all’anno anziché quattro.
Non va meglio con il dentifricio … a parte il tappo che va sicuramente nella plastica. Nella maggior parte dei casi, i tubetti di dentifricio sono in plastica, il bidone corretto è, quindi, quello della plastica. Ci potrebbe però capitare di ritrovarci tra le mani imballaggi in alluminio da conferire, quindi, nell’apposito bidone della plastica o del vetro in base alle regole applicate nel comune di residenza. Dall’industria le proposta dell’imballaggio riciclabile e biodegradabile per la pasta del dentifricio. Anche il packaging dello spazzolino può fare la differenza: carta, cartone o buste compostabili contribuiscono a rendere il prodotto davvero ecologico.
Infine attenzione al risparmio dell’acqua. Non è necessario bagnare lo spazzolino prima di lavarsi i denti e non bisogna risciacquare la bocca dopo aver utilizzato il collutorio per 60 secondi senza diluirlo. Un piccolo cambiamento nella nostra routine come l’uso di un bicchiere per risciacquare piuttosto che far scorrere l'acqua, può contribuire a risparmiare litri d’acqua ogni giorno.
Recentemente anche in Odontoiatria si è incominciato a parlare di sostenibilità. In particolare l’FDI, la Federazione Mondiale che rappresenta gli Odontoiatri di 133 Nazioni, ha evidenziato tre obiettivi: 1. Aumentare la consapevolezza di implementare le azioni sostenibile in campo odontoiatrico 2. Sviluppare una guida per i professionisti della salute orale per identificare queste azioni 3. Condurre una revisione della letteratura scientifica per valutare l’attuale stato dell’arte in materia.
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Questo è ciò che l’odontoiatra deve promuovere riguardo l’igiene orale domiciliare, poi ci sono azioni che possono essere messe in campo nel setting odontoiatrico, come la riduzione della carta e degli acquisti, favorendo il flusso digitale del lavoro, la scelta di materiali più sostenibili dal punto di vista dello smaltimento, il risparmio energetico e l’utilizzo di forme di energia alternativa. Inoltre deve essere ridotto il numero degli appuntamenti programmando più prestazioni nella stessa seduta e, quando possibile, interventi su più componenti della famiglia nella stessa giornata per ridurre l’emissione di gas inquinanti legati ai mezzi di trasporto utilizzati per recarsi allo studio dentistico e promuovere a tal fine l’utilizzo della bicicletta. Possono essere implementate tecniche di virtual care e telemedicina per favorire l’interazione a distanza medico paziente. Laddove ce ne sia la possibilità prevedere un’area verde esterna scegliendo piante native, che possano creare un ambiente ospitale per gli insetti utili, evitando di usare pesticidi, fertilizzanti e fungicidi.
Infine due punti cardine della sostenibilità in odontoiatria sono l’attenzione nella prescrizione degli antibiotici per ridurre il crescente fenomeno dell’antobiotico-resistenza e la prevenzione per ridurre la necessità di cure e l’utilizzo dei farmaco. Per quanto riguarda la relazione con la salute orale, la letteratura scientifica riporta l’associazione tra parodontopatie e alcune condizioni quali patologie cardiovascolari, respiratorie, diabete, artrite reumatoide ed esiti di gravidanza.
Esistono fortunatamente delle valide alternative per diversi oggetti presenti nelle nostre case, dalle bottiglie di plastica, alle cannucce, fino ad arrivare allo spazzolino da denti ecologico. Si, anche lavarsi i denti può diventare un’attività green. Per una scelta efficace: optare per spazzolini senza cappuccio se non necessario, preferire manici in plastica riciclata, bioplastiche o bambù, scegliere testine sostituibili e imballaggi in un solo materiale. Essere sostenibili non significa cercare la perfezione o avere un bagno “totalmente green”. Se non sei sicuro di quale sia l’opzione più indicata per te, il primo passo è un colloquio con uno dei nostri specialisti.
La parola “ecologico” viene spesso usata a sproposito, anche per prodotti che sembrano solo “green” in apparenza. Se la scelta di cambiare il tuo spazzolino è dettata (anche) dall'ecosostenibilità, fai sempre attenzione anche al materiale delle setole. Se non vuoi comprare un nuovo spazzolino, il vecchio spazzolino si può riutilizzare per pulire le fughe delle piastrelle, ad esempio.
| Problema | Soluzioni possibili |
|---|---|
| Manici e cappucci in plastica non riciclabile | Spazzolini con manico in bambù, plastica riciclata o bioplastica; evitare cappucci |
| Setole in nylon non riciclabili | Rimuovere setole e smaltirle correttamente; preferire setole durevoli o alternative |
| Imballaggi misti difficile da riciclare | Scegliere prodotti con imballaggi in carta o in un unico materiale compostabile |
| Consumo eccessivo di acqua | Usare un bicchiere per il risciacquo e non bagnare lo spazzolino prima dell’uso |
In conclusione, gli spazzolini da denti sostenibili possono contribuire al problema mondiale della produzione e smaltimento della plastica. Ogni alternativa che riduce la quantità di materiale e di packaging utilizzato è un passo verso la direzione giusta. La possibilità di utilizzare spazzolini da denti sostenibili di alta qualità è qui: un bel sorriso e una bocca sana sono importanti per la nostra salute, sia fisica sia psichica. Dunque, lavarsi i denti tutti i giorni, almeno mattina e sera, ancora meglio dopo ogni pasto, spazzolandoli bene dalla gengiva al dente per almeno due minuti.
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