
Per svolgere la professione regolamentata e vigilata dal Ministero della Salute dell’Ottico, occorre conseguire la licenza di abilitazione all’esercizio dell’arte ausiliaria delle professioni sanitarie di Ottico ai sensi e per gli effetti dell’art. 140 del T.U. delle leggi sanitarie R.D. del 27 Luglio 1934 n. La licenza di abilitazione è l’unico titolo a valore legale che abilita in Italia all’esercizio della professione regolamentata di Ottico ed è valida su tutto il territorio nazionale, l’Unione Europea e negli stati esteri extra U.E.
L’Ottico è stato istituito dal Testo Unico delle Professioni Sanitarie, Regio Decreto del 31 Maggio 1928, n. 1334. Successivamente, il citato art. 140 del T.U. R.D. del 27 Luglio 1934 n. 1265 ha sancito che è necessario possedere la “Licenza di Abilitazione” per svolgere la professione. Nei paesi anglosassoni, dalla professione dell’Ottico è nata una nuova disciplina l’Optometria e un nuova professione, l’Optometrista a cui abbiamo dedicato una pagina. Oggi, in base al D.L. 13 Aprile 2017 n. 61 e del D.I. 24 Maggio 2018 n. L’intera filiera italiana dell’ottica si fonda sull’Ottico abilitato e tutte le aziende - produzione, servizi e vendita al dettaglio - hanno bisogno di Ottici.
I dati più significativi ed attuali, certificati dall’ISTAT e dal Labour Market Intelligence, di Sviluppo Lavoro Italia. La maggior parte delle nuove assunzioni hanno riguardato nel 57,4% donne ed il 42,6% uomini, confermando una tendenza in atto da anni, che vede le donne primeggiare anche tra i banchi di scuola. In Italia la RAL, retribuzione annuale lorda media, d’ingresso degli Ottici abilitati è superiore ai 30.000 euro, un valore bel superiore a tante altre professioni regolamentate dell’area sanitaria. Master Clinici in discipline connesse con le scienze della visione come il Visual Training, Posturologia, Visione Binoculare, ecc.
I corsi biennali post scuola media superiore che abilitano all’esercizio dell’arte ausiliaria delle professioni sanitarie di Ottico offerti dall’Istituto Benigno Zaccagnini a Bologna a Milano sono autorizzati dalle Regioni Emilia Romagna e Lombardia di concerto con il Ministero della Salute ai sensi del D.M. L’ottico e l’odontotecnico sono due professioni molto richieste, con statistiche di disoccupazione alquanto basse. Di seguito spieghiamo esattamente di cosa si occupano queste due figure, evidenziando il percorso per raggiungere l’abilitazione alla professione. In realtà l’attività prevede anche la progettazione e realizzazione di modelli, anche se molti si limitano alla vendita. A ciò si aggiunge inoltre il servizio di riparazione. Ogni negozio d’ottica vanta numerosi dispositivi oftalmici, che consentono ai professionisti che vi operano di correggere difetti visivi di vario genere.
All’interno del proprio negozio vanta uno studio, così che possa effettuare misurazioni della vista, prescrivendo apposite lenti correttive. Difficilmente si sente parlare di un odontotecnico come di un artigiano. In realtà le cose stanno proprio così. Non rientra infatti tra le professioni sanitarie, strettamente parlando. Ciò perché questa figura si occupa di costruire delle protesi dentarie e ortodontiche di ogni tipologia e genere. Facile capire, quindi, perché si dovrebbe guardare a questo professionista come a un artigiano. In ogni caso le impronte ricevute devono avere al fianco una prescrizione. Questa è utile per conoscere il tipo di protesi da realizzare. Il risultato finale è un vero e proprio manufatto. Si ricorda, ovviamente, che nessun odontotecnico è autorizzato in alcun modo a compiere operazioni nel cavo orale dei pazienti, più o meno invasive.
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Nella maggior parte dei casi si evidenzia un rapporto di stretta collaborazione tra le due figure citate, che possono operare in aree differenti dello stesso studio. Chiunque sia interessato a perseguire questa strada, quella che consente di praticare l’attività di ottico oppure odontotecnico, dovrà sostenere l’esame di abilitazione alla professione. È però fondamentale che quest’ultimo venga superato nell’ambito di uno dei tanti Istituti Professionali presenti sul territorio, con articolazioni ottico e odontotecnico.
Esiste però un regolamento che delinea i punti cardine di questo sistema. Non è infatti possibile sostenere la prova di abilitazione oltre il 15 ottobre di ogni anno. Una data scelta di certo non a caso, dal momento che si è tenuto conto di quelli che sono i calendari delle prove di accesso ai corsi universitari. L’esame di abilitazione alla professione di ottico e odontotecnico presenta delle norme ben precise in merito all’ammissione. Occorre essere in possesso di un diploma di istruzione professionale per indirizzi di Ottico e Odontotecnico, conseguito entro l’anno scolastico 2013/14. In alternativa è possibile presentare anche un attestato di diploma di istruzione secondaria di secondo grado professionale, conseguito entro l’anno scolastico 2021-22. A ciò si aggiungono ulteriori requisiti, come il diploma di qualifica, che può essere di operatore meccanico ottico o di operatore meccanico odontotecnico. I soggetti con titolo di istruzione secondaria di secondo grado e titolo di Laurea in Scienze e Tecnologie Fisiche devono inoltre dimostrare l’effettivo svolgimento di un’attività professionale.
Il sistema prevede inoltre prove d’accesso preliminari all’esame di abilitazione alla professione. Guardiamo infine alla prova d’esame vera e propria per l’abilitazione. Il primo step è un test scritto, seguito da una prova pratica e, infine, da un colloquio. I punteggi ottenuti in queste fasi, più eventuali crediti previsti, concorrono alla valutazione conclusiva.
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Entrambi gli indirizzi consentono, conseguita l’abilitazione, di entrare subito nel mondo del lavoro, sia come dipendenti, che come titolari di attività, con riconoscimento della professione da parte dell’Unità Sanitaria, oppure di scegliere di iscriversi a qualsiasi facoltà universitaria. Interessanti collaborazioni sono state portate avanti dall’Istituto M. Buonarroti con Società multinazionali del settore Ottico, e seminari/incontri formativi si tengono periodicamente presso la sede dell’Istituto. La visita a MIDO, la più grande fiera internazionale dedicata al settore dell’eyewear, che si tiene ogni anno a Milano, è ormai abituale appuntamento per gli allievi dell’Istituto e costituisce occasione per partecipare a conferenze ed eventi mirati, organizzati dalle varie Società espositrici, oltre che per tenersi aggiornati sulle ultimissime novità del settore.
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Gli incontri organizzati durante l’anno scolastico presso l’Istituto, che vedono coinvolte le aziende (in particolare CentroStyle Spa e Zeiss Group, negli ultimi anni), consentono agli allievi di confrontarsi con professionisti, di discutere le tematiche svolte nel corso del programma scolastico con esperti del settore che operano ogni giorno ‘sul campo’. In seguito alla riforma avviata con il decreto legislativo n. 61 del 13 aprile 2017, gli Istituti professionali sono scuole territoriali dell'innovazione, aperte e concepite come laboratori di ricerca, sperimentazione e innovazione didattica. I nuovi Istituti professionali sono caratterizzati dalla personalizzazione del percorso di apprendimento e dalla elaborazione del “Progetto formativo individuale” per ciascuno studente e prevedono docenti tutor che lavorano con gli studenti per motivare, orientare e costruire in modo progressivo il percorso formativo nonché un modello didattico che collega direttamente gli indirizzi di studio ai settori produttivi di riferimento per offrire prospettive concrete di occupabilità.
E ancora: metodologie didattiche per apprendere in modo induttivo, attraverso esperienze di laboratorio e in contesti operativi, analisi e soluzione di problemi legati alle attività economiche di riferimento, lavoro cooperativo per progetti, possibilità di attivare percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento, i cosiddetti PCTO, già dalla seconda classe del biennio. Gli undici indirizzi di studio I percorsi di Istruzione professionale prevedono un biennio unitario e un triennio finalizzato ad approfondire la formazione degli studenti secondo le possibili declinazioni dell’indirizzo specifico. Gli Istituti professionali sono caratterizzati da undici indirizzi di studio.
ha una propensione alla precisione e alla manualità per impiegare le strumentazioni. Potrai lavorare Tra le figure professionali più richieste del settore cui accedere anche con livelli di istruzione post-diploma: odontotecnici, operatori di attività commerciale del settore odontoiatrico e odontotecnico, informatori scientifici presso le ditte del settore, titolari di laboratorio odontotecnico. Il biennio dei percorsi di istruzione professionale comprende 2112 ore annuali: 1188 ore di attività e insegnamenti di istruzione generale e 924 ore di attività e insegnamenti di indirizzo, incluse le ore destinate ai laboratori. Le scuole possono utilizzare fino a 264 ore per personalizzare gli apprendimenti, realizzare il progetto formativo individuale e possono attivare percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento, i cosiddetti PCTO, già dalla seconda classe. Per il triennio, ogni anno scolastico (terzo, quarto, quinto) comprende 1056 ore annuali, di cui 462 destinate agli insegnamenti dell’area generale comune a tutti gli indirizzi e 594 destinate agli insegnamenti specifici per i singoli indirizzi.
L’istruzione professionale si propone come laboratorio permanente di ricerca e innovazione, in relazione continua con il mondo del lavoro. Le scuole possono modulare gli indirizzi di studio in specifici percorsi formativi richiesti dal territorio e coerenti con le priorità indicate dalle regioni. I percorsi di istruzione professionale, qualsiasi sia l’indirizzo di studio scelto, si contraddistinguono per il Profilo educativo, culturale e professionale (P.E.Cu.P) che riassume sia i risultati di apprendimento comuni sia i risultati di apprendimento di indirizzo dei diplomati. È possibile trovare i profili di uscita degli undici indirizzi negli allegati del decreto 24 maggio 2018, n.92. Tale regolamento fornisce, inoltre, la correlazione di ciascuno degli indirizzi dei percorsi quinquennali dell’istruzione professionale con i codici ATECO delle attività economiche elaborati dall’Istat e con le qualifiche e i diplomi professionali di Istruzione e formazione professionale (IeFP).
Gli esami di abilitazione all’esercizio delle arti ausiliarie delle professioni sanitarie di ottico e odontotecnico si svolgono, successivamente all'esame di Stato conclusivo del secondo ciclo di istruzione, presso gli istituti professionali in cui si tengono gli esami di Stato conclusivi dei nuovi percorsi di istruzione professionale, di cui al decreto legislativo n. diploma di istruzione secondaria di secondo grado professionale di cui al decreto legislativo n. I candidati, di cui alla lettera b) devono sostenere prove di accesso mirate all'accertamento delle competenze in uscita dai percorsi di cui al decreto legislativo n. 61/2017, indirizzo Arti ausiliarie delle professioni sanitarie: Ottico o Arti ausiliarie delle professioni sanitarie: Odontotecnico, indicate nel decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca 24 maggio 2018, n. L'esame si articola in una prova scritta, una prova pratica e un colloquio. Le professioni di Ottici, Ottici Optometristi e Odontotecnici sono cruciali nel panorama sanitario italiano.
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Se gli Ottici e Optometristi si occupano della diagnosi e correzione dei difetti visivi, gli Odontotecnici sono specializzati nella progettazione e costruzione di dispositivi odontoiatrici su misura, garantendo una qualità fondamentale per la salute orale. Gli Ottici e gli Optometristi si occupano di esaminare le deficienze visive e di realizzare occhiali e lenti su prescrizione medica. Per diventare Ottico o Optometrista, è fondamentale possedere competenze tecniche avanzate. Secondo i dati Excelsior Unioncamere, la professione di Ottico è sempre più ricercata, con un aumento della domanda di circa 4.320 unità nel 2024, segno che il mercato del lavoro per questi professionisti è in espansione.
Gli Odontotecnici svolgono un ruolo fondamentale nell’ambito odontoiatrico, in quanto progettano e realizzano protesi, impianti ortodontici e dispositivi medici su misura, seguendo le indicazioni degli odontoiatri. Gli Odontotecnici, purtroppo, soffrono di una domanda che non sempre riesce a soddisfare le necessità del mercato, con una difficoltà di reperimento che si attesta attorno al 96%. Gli Ottici e gli Optometristi, così come gli Odontotecnici, richiedono una preparazione tecnica ben strutturata. Ottici, Ottici Optometristi e Odontotecnici sono professionisti fondamentali nel panorama sanitario, contribuendo significativamente al benessere delle persone. Se la professione di Ottico è decisiva per il trattamento e la correzione dei difetti visivi, quella di Odontotecnico è essenziale per la cura della salute orale.
Vuoi approfondire questo argomento? Home > Blog > Cosa fa l’odontotecnico? Blog Cosa fa l’odontotecnico? Chi è l’odontotecnico Alla realizzazione di una protesi o di un apparecchio ortodontico contribuiscono diverse figure professionali, ognuna con competenze specifiche e ruoli ben definiti: se quella del dentista viene facilmente riconosciuta dai pazienti, quella dell’odontotecnico, può invece risultare meno identificabile nella sua funzione. Comprendere il contributo dell’odontotecnico è fondamentale per apprezzare il lavoro di squadra che porta alla finalizzazione di un dispositivo odontoiatrico su misura per il paziente.
L’odontotecnico è un esperto specializzato nella progettazione, realizzazione e riparazione di protesi dentarie, apparecchi ortodontici e altri dispositivi utilizzati in odontoiatria. Grazie a competenza tecnica e precisione artigianale, svolge un ruolo cruciale nel garantire soluzioni personalizzate per il ripristino della funzionalità e dell’estetica della bocca. Le associazioni di categoria riconoscono l’odontotecnico come l’unico professionista autorizzato alla progettazione tecnica, alla fabbricazione e alla riparazione delle protesi dentali. Sebbene non si occupi direttamente della gestione clinica del paziente, il suo contributo è indispensabile per il successo dei trattamenti odontoiatrici, lavorando in sinergia con il dentista.
Odontotecnico e Odontoiatra sono due figure distinte, ma complementari. L’odontotecnico si forma attraverso un percorso scolastico superiore, specializzandosi nella progettazione e realizzazione di protesi dentarie e apparecchi ortodontici, partendo dalle impronte e dalle indicazioni fornite dal dentista. Il suo compito si concentra sulla parte tecnica, come la costruzione di protesi su misura o la personalizzazione dei dispositivi ortodontici. L’odontotecnico non ha contatto diretto con il paziente, se non per la rilevazione del colore e della forma dei denti o per altre valutazioni dirette necessarie per una più accurata finalizzazione protesica: tali attività andranno sempre comunque svolte in stretto contatto con l’odontoiatra. L’odontoiatra è il medico che gestisce la salute orale del paziente, diagnosticando e trattando le problematiche dentali, è l’unico ad avere la responsabilità del trattamento clinico e può eseguire interventi chirurgici, trattamenti conservativi e inserire protesi e apparecchi ortodontici.
Per restituire un risultato ottimale ai pazienti, odontotecnico e odontoiatra devono lavorare in sinergia. L’odontoiatra esamina il paziente, diagnostica la condizione orale e pianifica il trattamento, individuando l’eventuale necessità di dispositivi protesici o ortodontici. L’odontoiatra rileva le impronte dentali, fornendo all’odontotecnico tutte le informazioni necessarie per la progettazione e la realizzazione del manufatto. L’odontotecnico progetta e realizza la protesi o l’apparecchio ortodontico seguendo le indicazioni ricevute dall’odontoiatra. Adattamento: in base al risultato ottenuto e ai feedback ricevuti dal paziente, se necessario, l’odontotecnico apporta modifiche o interventi migliorativi e procede alla finalizzazione del manufatto. Infine, l’odontoiatra posiziona in bocca il dispositivo e monitora il paziente nel tempo, assicurandosi che il manufatto produca i risultati desiderati e funzioni correttamente. La collaborazione fra dentista e odontotecnico, nel pieno rispetto delle rispettive competenze, è indispensabile per poter offrire prestazioni di qualità al paziente nel contesto del piano terapeutico e riabilitativo che resta comunque sotto la responsabilità diretta del Medico.
A riguardo va sottolineato che il reato di esercizio abusivo della professione medica da parte dell’odontotecnico si configura allorché questi esegua compiti che possono essere esclusivamente svolti dall’odontoiatra, quali l’ispezione del cavo orale e la rilevazione delle impronte dentarie del paziente.
Per diventare odontotecnico è necessario intraprendere un percorso di studi specifico. Questo percorso inizia con la frequenza di una scuola professionale per odontotecnici, che al termine di tre anni consente di accedere al mondo del lavoro come dipendenti in laboratori specializzati. Tuttavia, per chi desidera ampliare le proprie competenze, sono disponibili corsi di aggiornamento, che permettono di approfondire aspetti avanzati della professione e migliorare ulteriormente la collaborazione con i dentisti. Coloro che aspirano ad aprire un proprio laboratorio odontotecnico, devono invece completare il ciclo di studi quinquennale e superare l’esame di Stato. Questo passo è fondamentale per ottenere l’abilitazione necessaria ad esercitare in autonomia.
Un buon odontotecnico, al termine della formazione, deve padroneggiare diverse competenze: anatomia della bocca, proprietà dei materiali utilizzati e dinamiche della masticazione. L’obiettivo è realizzare protesi e altri dispositivi che uniscano funzionalità, estetica e qualità. Per mantenere elevati standard nel proprio lavoro, l’odontotecnico si avvale di tecnologie all’avanguardia e investe nella formazione continua. Questo aggiornamento costante permette di restare al passo con le tecniche e le metodologie innovative, offrendo soluzioni sempre più avanzate. Nel lessico della scuola italiana esistono indirizzi che educano alla precisione: l’ottico e l’odontotecnico appartengono a questa famiglia, percorsi in cui la competenza non si misura in dichiarazioni, ma nella cura del dettaglio, nella qualità del risultato, nella disciplina del gesto tecnico.
Sono studi di confine tra scienza e manualità, tra tecnologia e cultura del servizio, tra laboratorio e mondo sanitario. Ed è proprio questa posizione intermedia a renderli particolarmente interessanti quando si considera l’orizzonte universitario. La domanda sull’università, in questo caso, non può essere ridotta a un elenco di corsi di laurea. Richiede una distinzione preliminare: ottico e odontotecnico sono percorsi differenti per oggetto di studio, contesto professionale e prospettive. L’ottico gravita attorno alla visione e ai dispositivi correttivi, con una componente tecnico-scientifica intrecciata a competenze relazionali e commerciali tipiche dei servizi specializzati. L’odontotecnico si colloca nell’area protesica, un profilo laboratoriale che opera su prescrizione dell’odontoiatra nella costruzione di manufatti ad alta precisione, oggi sempre più connessi alle tecnologie digitali di progettazione e produzione.
Da questa distinzione discende un principio semplice: la scelta universitaria più coerente è quella che approfondisce la natura del percorso di partenza e ne amplia il raggio d’azione, sul piano scientifico, tecnologico o gestionale. L’ottica tende a dialogare con la fisica applicata e le scienze della visione; l’odontotecnica con i materiali, le tecnologie biomediche e le discipline ingegneristiche e scientifiche orientate alla progettazione e alla produzione. In entrambi i casi, l’università può costituire un passaggio di consolidamento: non tanto per nobilitare una professionalità già dignitosa, quanto per dotarla di strumenti avanzati e competenze trasferibili.
Ottico: scienza della visione, tecnologia e servizi avanzati. Odontotecnico: laboratorio, materiali e digitale di precisione. Professioni sanitarie e percorsi clinici richiedono chiarezza necessaria. Una scelta universitaria come continuità di metodo: la qualità del metodo è comune ai due profili, con percorsi scientifico-tecnologici o economico-gestionali che ampliano le prospettive.
Scuola Sapiens e il completamento del percorso di studi. Nel panorama della formazione, i percorsi professionali come Ottico e Odontotecnico richiedono continuità, rigore e un’organizzazione didattica capace di sostenere lo studio nel tempo. Scuola Sapiens propone un modello formativo orientato alla qualità e alla flessibilità, particolarmente adatto a chi deve conciliare impegni personali o lavorativi con l’esigenza di conseguire un titolo di studio riconosciuto.
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