
Le puntali touch rappresentano una componente sempre più rilevante negli strumenti e nelle tecniche endodontiche moderne, integrandosi con strumenti ultrasonici, sistemi rotanti in Ni-Ti e protocolli irrigatori per ottimizzare la detersione e la preparazione del sistema canalare. Questo articolo illustra, utilizzando frasi tratte dal materiale fornito, le caratteristiche tecniche, le indicazioni cliniche, le interazioni con irriganti e ultrasuoni, i rischi e le strategie per ridurre le complicanze procedurali.
In endodonzia vengono utilizzati un gran numero di strumenti endodontici diversi.
Differiscono per tipologia, colore, scopo, conicità, materiale, lunghezza, il che determina la standardizzazione degli strumenti endodontici.
La dimensione dello strumento è determinata anche dal numero. Se prendi il numero 35, significa che ha un diametro di 0,35 mm.
La standardizzazione geometrica prevede la designazione di ogni strumento con un simbolo.
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La rastremazione della parte lavorante secondo ISO è un aumento del diametro della parte lavorante per ogni millimetro di lunghezza, molto spesso di 0,02 mm. In questo caso il tapering sarà del 2%. Oltre a 02, c'è un tapering di 04, 06, 08, 10, 12.
Lo strumento endodontico ha un manico dal colore caratteristico e un'asta metallica con una parte lavorante. Se la lunghezza totale dell'asta può essere 21, 25, 28, 31 mm, la lunghezza della parte lavorante sempre 16 mm!
Pur considerando i limiti intrinseci delle punte endodontiche Ni-Ti, si ritiene che il loro utilizzo possa offrire valido ausilio nel trattamento endodontico.
Oltre alla modifiche della geometria, questi strumenti sono costruiti con l’impiego di un nuovo filo di nickel-titanio denominato “M-Wire”, messo a punto dal Dr.
Attraverso una serie di trattamenti a caldo e con cicli di ricottura durante il lavoro di trafilatura del filo si è giunti a migliorare notevolmente la resistenza alla fatica ciclica (causa principale e più comune di frattura degli strumenti rotanti) (Shen e coll. 2006).
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La punta dello strumento deve essere non-attiva.
Tre sono le condizioni primarie che devono essere considerate: l’angolo delle lame, la dimensione del corpo e la dimensione dello spazio tra le spire per raccogliere i detriti.
La presenza di piccoli spazi tra le lame significa che la lima ha necessità di essere rimossa e ripulita più spesso prima di procedere con il taglio in direzione apicale.
Scopo di questo lavoro è quello di valutare l’effetto della strumentazione con ultrasuoni con punte al Ni-Ti (Castellini 5, Italia), nella preparazione di canali radicolari nell’ambito di una tecnica mista al fine di individuare una sequenza operativa ottimale per una efficace detersione delle pareti dentinali.
Quindi sono stati suddivisi in due campioni in cui sono stati utilizzati esclusivamente strumenti a ultrasuoni in bagno rispettivamente di EDTA e di NaOCl.
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L’analisi morfologica al SEM ha evidenziato che in entrambi i campioni lo smear layer è stato rimosso.
L’utilizzo degli ultrasuoni con punte Ni-Ti potenzia l’azione degli irriganti consentendo la rimozione dello smear layer con il solo utilizzo di NaOCl.
Questi risultati hanno mostrato che Ni-Ti ultrasonic instruments may be useful to obtain a full root canal cleaning together with manual and rotary Ni-Ti instruments.
Consideriamo anzitutto le opzioni esistenti in questo specifico settore.
Senza considerare la preparazione che si desidera effettuare, è difficile scegliere un sistema di strumentazione, così come diventerebbe sempre difficile scegliere un mezzo di trasporto senza sapere dove si vuole andare.
Tenendo presenti gli obiettivi di sagomatura, diviene chiaro che abbiamo necessità di disporre di un set di lime che ci consentano di ottenere allargamenti coronali limitati e una sagomatura conica almeno nella metà o nei due terzi apicali del canale radicolare, preferibilmente senza la necessità di utilizzare le tecniche step-back.
Nelle radici di piccole dimensioni l’obiettivo è una conicità .06.
Nelle radici di medie e grandi dimensioni l’obiettivo è ottenere una conicità .08.
Una variante della tecnica che io ho usato per rendere più breve tutta la procedura è quella che io definisco “gauging visivo”.
L’altra alternativa consiste nel cosidetto “gauging tattile”.
Per coloro che sono soliti fare la prova del cono prima della fase di otturazione, raccomando di utilizzare il sistema del “gauging tattile” per verificare il risultato finale della sagomatura, dato che queste tecniche di otturazione necessitano di una maggiore forma di resistenza rispetto alle tecniche di otturazione con carrier.
Fattori correlati alla frattura degli strumenti.
Questo evento si verifica quando un frammento dello strumento utilizzato per la detersione o sagomatura del canale radicolare si rompe e rimane incastrato nel canale stesso, ostacolando il completamento del trattamento e generando disagio e ansia nel paziente.
Un recente consenso di esperti pubblicato su International Journal of Oral Science da un gruppo di ricercatori cinesi propone un approccio integrato alla problematica, fornendo indicazioni chiare sulle cause, valutazione del rischio e strategie terapeutiche.
Fondamentale è l’utilizzo di imaging tridimensionale mediante TC cone beam, che consente una localizzazione accurata del frammento e una valutazione dettagliata dell’anatomia canalare, soprattutto in presenza di curvature o calcificazioni.
Per il recupero, si raccomandano tecniche ultrasoniche per frammenti mobili e l’impiego di strumenti dedicati per la rimozione di frammenti profondamente incastrati, con l’obiettivo di preservare al massimo la dentina e la struttura del dente.
Nei denti decidui pediatrici, quando i rischi di recupero superano i benefici attesi, è consigliata l’estrazione.
Il consenso affronta inoltre le possibili complicanze, quali perforazioni e perdita eccessiva di dentina, suggerendo un approccio minimamente invasivo supportato da un diagramma decisionale che guida il clinico nella scelta tra recupero, bypass o mantenimento del frammento, a seconda del caso.
Il documento «offre ai clinici strategie basate su evidenze scientifiche per affrontare con sicurezza la frattura degli strumenti. Combinando imaging avanzato, strumenti di recupero di precisione e protocolli preventivi, è possibile ridurre i rischi procedurali massimizzando al contempo la preservazione del dente.»
Il primo passo nel processo di decontaminazione è garantire che gli strumenti dentali riutilizzabili siano scrupolosamente puliti: in un recente articolo pubblicato sul British...
Qualsiasi strumento, indipendentemente dalla sua forma o dalla metallurgia della sua costituzione, si spezzerà nel caso in cui venga sovra-utilizzato.
Già da queste osservazioni appare chiaro che il grado di rigidità presente nella sezione mediana dello strumento, unito all’estrema curvatura che si incontra nel terzo medio dei canali radicolari, richiede la conservazione degli ampi piani radiali originali, al fine di prevenire un errato raddrizzamento delle curve presenti nella parte mediana della radice.
Il suggerimento che si può dare per una qualsiasi tecnica che “si riveli utile quasi in ogni momento” è quello di abituarsi ad utilizzare un buon giudizio clinico.
In passato c’era l’amalgama con i suoi limiti, oggi la nuova formulazione E.B.A. E.D.T.A.
Soluzione a base di Clorexidina digluconato e cetrimide. Conf. E.D.T.A. Soluzione per irrigazioni endocanalari in odontoiatria, in corso di interventi chirurgici e parodontali, in implantologia.
A.I.C. Conf. Pasta radiopaca per trattamenti intermedi a base di iodoformio e calcio idrossido. Idrossido di Calcio puro per trattamenti canalari. Trattamenti intermedi di canali necrotici e vitali.
Z.O.E. Solvente per cementi eugenati, con una spiccata attività solvente verso i cementi endodontici a base di ossido di zinco/eugenolo (ZOE).
Cemento per la riparazione radicolare, costituito da ossidi minerali modificati (M.T.A.) a base di cemento Portland, privo di eugenolo. Cemento di elezione per numerosi impieghi di difficile risoluzione clinica.
Lo scopo della sagomatura è quello di permettere alle soluzioni irriganti di raggiungere tutte le estensioni apicali e laterali della radice, così che tutti i germi possano essere definitivamente eliminati.
Questa irrigazione è molto importante da ricordare e da mettere in pratica soprattutto quando tutto il lavoro di sagomatura abbia richiesto meno di un minuto di tempo. Infatti, il canale potrà sì essere stato ben sagomato, ma non è pulito.
L’utilizzo di puntali touch in combinazione con irriganti quali EDTA, NaOCl e soluzioni a base di clorexidina può migliorare la penetrazione dei liquidi e la rimozione dello smear layer grazie all’azione cavitazionale e microcorrente prodotta dalle vibrazioni.
Il riempitivo canalare è indispensabile quando si applicano paste contenenti calcio nel canale radicolare o è un'opzione per l'applicazione del sigillante endosigillante.
L'otturazione tridimensionale del canale radicolare adeguatamente sagomato e preparato è il trattamento canalare ideale, in quanto impedisce le microinfiltrazioni e il passaggio di microrganismi, facilitando così il processo di guarigione apicale.
La guttaperca dentale viene utilizzata per il trattamento endodontico: si tratta di un materiale flessibile e isolante utilizzato per riempire il canale radicolare dopo averlo pulito.
Tradizionalmente, la tecnica principale per l'uso della guttaperca nelle otturazioni radicolari era la condensazione laterale a freddo. Tuttavia, dalla scoperta e dall'uso della guttaperca in odontoiatria, ci sono stati altri progressi. In primo luogo, per il canale radicolare è stata utilizzata la guttaperca termoplastica.
Ogni giorno il dentista affronta numerose situazioni cliniche che richiedono un approccio consapevole alla diagnosi, conoscenze accumulate e trattamenti di alta qualità.
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