
I rumori e i click all’apertura della mandibola sono sintomi comuni che possono manifestarsi in individui di diverse fasce d’età. Questi rumori possono essere accompagnati da una serie di fastidi e disagi che influenzano la qualità della vita dei pazienti. Le più moderne conoscenze di fisiopatologia neuromuscolare hanno mostrato che le artropatie temporo-mandibolari sono l’espressione di un quadro di disordine più vasto che investe l’intero apparato stomatognatico e può coinvolgere anche altri apparati.
La mandibola, o mascella inferiore, è un’importante struttura anatomicamente connessa all’articolazione temporo-mandibolare (ATM). L’articolazione temporo-mandibolare è l’articolazione che collega la mandibola al cranio ed è localizzata davanti alle orecchie su entrambi i lati della testa. Questa articolazione consente la movimentazione della mandibola per aprire e chiudere la bocca, masticare e parlare. Al suo interno l’articolazione temporo-mandibolare ha un disco di fibrocartilagine, simile al menisco del ginocchio, che divide l’articolazione stessa in un compartimento superiore ed un compartimento inferiore.
L’alterazione più comunemente riscontrata da parte dello gnatologo è la patologia intracapsulare che clinicamente esordisce con una piccola vibrazione o rumore, netto, più facilmente apprezzabile in fase di apertura orale ma presente anche in chiusura che è definito, click della mandibola. Inizialmente la dislocazione del disco è riducibile (con riduzione), nel senso che, quando aprendo la bocca il condilo si muove, il disco scivola indietro e si rimette nella corretta posizione sopra il condilo producendo un rumore udibile nell’articolazione chiamato click articolare.
La genesi di tali incoordinazioni disco-condilari è da riscontrarsi nel combaciamento anomalo dentale che genera e sostiene la patologica postura mandibolare costringendo il sistema muscolo-articolare nel migliore equilibrio possibile. La perdita di questo precario equilibrio in sede articolare e dunque la comparsa della patologia conclamata, avverrà per l’esaurimento delle capacità di adattamento personali e di conseguenza per il cedimento delle strutture di sostegno.
Un tremore è uno scuotimento ritmico e involontario di una parte del corpo. I tremori si manifestano quando i muscoli si contraggono e si rilassano ripetutamente. Esistono diversi tipi di tremori: fisiologici, essenziali, cerebellari, secondari o psicogeni. I tremori d’azione includono i tremori posturali e cinetici; il tremore intenzionale peggiora quando la parte del corpo si sposta verso l’obiettivo.
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Nel contesto della mascella, le vibrazioni o scrocchi mandibolari sono più spesso espressione di disordini dell’ATM e di incoordinazione disco-condilare piuttosto che di un tremore neurologico primario. Tuttavia, il paziente che riferisce agitazione, accelerazione del battito cardiaco o comparsa improvvisa di tremori dovrebbe essere valutato per possibilità di cause neurologiche, farmacologiche o metaboliche.
La mandibola che scrocchia può essere fastidiosa e, in alcuni casi, può essere indicativa di una condizione sottostante che richiede attenzione medica. Il mal di testa, in particolare quello localizzato nella regione temporale e nella zona della mascella, può derivare dalle tensioni muscolari e dalla disfunzione dell’ATM. Gli acufeni, o suoni udibili come fischi, ronzii o sibili nelle orecchie, possono essere correlati a disturbi dell’articolazione temporo-mandibolare, la quale è strettamente connessa all'orecchio interno attraverso il sistema di conduzione ossea.
Nel mio studio si presentano pazienti che lamentano acufeni, fischi, ronzii, vertigini e sbandamenti associati a cervicalgia. Arrivano con referti di esami audiologici, visite dall’otorino , visite neurologiche senza riscontrare nessun tipo di patologia. La correlazione tra questi sintomi suggerisce l'importanza di una valutazione interdisciplinare.
Il professionista più indicato in caso di mandibola che scricchiola è lo gnatologo, un esperto specializzato nella diagnosi e nel trattamento dei disturbi dell'articolazione temporo-mandibolare (ATM) e delle patologie correlate. A diagnosticare la sindrome dell’articolazione temporo-mandibolare è in molti casi l’odontoiatra, specialmente se si tratta di un esperto in gnatologia muscolare.
Durante la valutazione, vengono eseguiti esami clinici che possono includere l’analisi della storia medica del paziente, l’esame obiettivo, l’auscultazione dell’ATM e indagini strumentali come la risonanza magnetica dell’articolazione temporo-mandibolare (RMI) per visualizzare la posizione del disco con la bocca chiusa e aperta. La RMI può mostrare il disco in posizione corretta o la dislocazione antero-mediale che causa riduzione con click o, se irriducibile, il blocco mandibolare (closed lock).
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Il trattamento dei rumori e dei click all’apertura della mandibola dipende dalla causa sottostante e dalla gravità dei sintomi. La terapia della sindrome temporo-mandibolare è generalmente di tipo conservativo e adotta preferibilmente un approccio multidisciplinare, che vede coinvolte oltre al dentista anche altre figure specialistiche come l’otorinolaringoiatra, il neurologo, l’osteopata o il fisioterapista.
Uno degli approcci terapeutici che gli gnatologi possono consigliare per la gestione della mandibola che scrocchia è l'utilizzo di un apparecchio chiamato bite. Il bite serve a ridurre la pressione e l'attrito tra i denti, offrendo un supporto adeguato all'ATM e ai muscoli circostanti. L'uso regolare del bite può contribuire a ridurre il rumore associato al movimento della mascella e fornire sollievo dalla tensione muscolare. È importante che l'uso del bite sia supervisionato da uno specialista che personalizzi l'apparecchio.
In alcuni casi possono essere prescritti farmaci specifici per alleviare dolore e infiammazione o per ridurre spasmi muscolari. Se i sintomi persistono nonostante la terapia conservativa, potrebbe essere necessario considerare interventi chirurgici, ma la maggior parte dei casi si risolve o migliora con trattamenti non invasivi.
Le vibrazioni funzionali ad aria a 80 Hz rappresentano una soluzione innovativa nella gestione delle disfunzioni temporo-mandibolari, soprattutto quando integrate con tecniche manuali interne ed esterne. La frequenza 80 Hz agisce sulle unità neuromuscolari, riducendo la tensione muscolare e migliorando la distensibilità delle fibre. Le vibrazioni attivano i recettori propriocettivi, stimolando un riassetto neuromotorio e una inibizione riflessa della muscolatura iperattiva.
La prevenzione si basa sul riconoscimento precoce dei fattori di rischio e sulla riduzione degli stress masticatori: limitare il serramento e il digrignamento, evitare cibi duri, mantenere una buona igiene del sonno e gestire lo stress emotivo. Se uno dei componenti del sistema masticatorio non funziona correttamente, gli altri componenti possono essere interessati secondariamente; per questo è essenziale un approccio multidisciplinare e personalizzato.
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| Problema | Segno/Sintomo | Approccio terapeutico |
|---|---|---|
| Dislocazione del disco riducibile | Click alla apertura/chiusura | Osservazione, bite, fisioterapia, esercizi |
| Dislocazione del disco irriducibile (closed lock) | Blocco mandibolare, dolore | Valutazione specialistica, terapie manuali, poss. intervento |
| Bruxismo | Usura dentale, dolori muscolari | Bite notturno, gestione dello stress, fisioterapia |
| Sintomi otologici associati | Acufeni, vertigini | Valutazione interdisciplinare (gnatologia + otorino) |
In molti casi il disturbo temporo-mandibolare è multifattoriale e richiede una diagnosi accurata e un piano di trattamento personalizzato. La tempestività nell’intercettare la problematica articolare gioca un ruolo protagonista nell’evoluzione del danno anatomico, spesso privo di dolore e quindi sottovalutato. Ti consigliamo di fissare una visita quando il dolore è persistente o se non sei in grado di aprire e chiudere completamente la bocca.
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