
In questo articolo ci proponiamo di ragionare sul soggetto che ha creato e continua creare tante polemiche tra i dentisti: devitalizzare o no il dente sotto una corona o ponte dentale. Le informazioni di seguito La aiuterà a prendere la decisione corretta prima d’incapsulare i denti, ovviamente non da solo ma insieme al suo dentista di fiducia.
Quando un dente naturale deve essere incapsulato con una corona o ponte dentale, allora appare la necessità di prepararlo (levigarlo/ ridurlo in dimensione) per fare posto alla corona dentale. Con la preparazione del dente, si rimuove lo smalto che lo difende del caldo e del freddo e, in esito il dente diventa più sensibile.
Per quanto riguarda la devitalizzazione, come nozione di base, abbiamo parlato nell'articolo “Devitalizzazione dente - Che cos’è una terapia canalare“. Se non l’ha ancora letto, vale la pena andare a leggerlo subito.
Qualche tempo fa, al minimo 5-10 anni fa, praticamente tutti i dentisti devitalizzavano i denti sotto le corone e ponti dentali. Il loro principale argomento era: “la protezione dei denti da dolore”. - Che cosa è successo in questo decennio che le opinioni sono cambiate così tanto? - Continua leggere in seguito per scoprire la risposta.
Negli ultimi anni, i metodi di preparazione dei denti sono cambiati. Ora possiamo trovare sempre più spesso, delle cliniche che utilizzano sistemi d’ingrandimento come il microscopio e le lupe d’ingrandimento. Loro possono distinguere tutte le caratteristiche anatomiche del dente, che non sono visibile dall’occhio umano.
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Siamo d’accordo che l’evoluzione nel campo dei materiali ci permette oggi di lavorare con ceramiche buone, fini e resistenti, che migliora notevolmente la preparazione dei denti (mini invasiva), ma comunque questa ceramica mantiene un prezzo doppio rispetto alle classiche corone con base in metallo. I pazienti con un budget più limitato, ma che desiderano un sorriso bianco, uniforme e nuovo, continueranno a optare per corone in metallo-ceramica, più economiche. Tuttavia, il rischio di devitalizzazione del dente sotto le corone metallo-ceramiche è maggiore, soprattutto per gli incisivi che sono più sottili.
Se si considera un dente devitalizzato con radici corte, occorre valutare attentamente la capacità della radice di sopportare carichi masticatori e l’ancoraggio del ponte. La dimensione e la forma delle radici influiscono sulla prognosi a lungo termine di denti pilastro.
Quando si devitalizza un dente è necessario creare una cavità che possa far accedere alla polpa e al nervo dello stesso: più la cavità creatasi è ampia, più il dente risulterà fragile e a rischio rottura. Nei casi più gravi, oltre alla ricostruzione dello stesso, sarà allora indicato incapsularlo.
Quando si rompe un dente devitalizzato bisogna intervenire tempestivamente, agendo in base al tipo di danno. Se rimane presente una quota sufficiente di dente, questo si potrà ricostruire, incapsulare e quindi salvare. Se il dente si rompe troppo o se la radice si frattura, allora purtroppo dovrà essere tolto in via definitiva.
Oggi la moderna implantologia odontoiatrica permette l’inserimento su protesi fisse o impianti che garantiscono prestazioni eccellenti. A differenza del ponte dentale, le corone su impianti non implicano il coinvolgimento dei denti adiacenti sani, in quanto il sostegno è endo-osseo. Quando i denti naturali non sono sufficienti o sono completamente assenti, è possibile ricorrere a un ponte su impianti dentali.
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Chi sceglie l’impianto deve per forza avere la giusta quantità (e qualità) di osso e di tessuti gengivali. In caso contrario, è necessario sottoporsi a invasivi interventi di rigenerazione ossea. In linea generale, però, si può dire che salvo per problemi di salute o di carenza di osso e tessuto gengivale, la soluzione più vantaggiosa è sempre l’impianto dentale.
Siamo inoltre d’accordo sul fatto che i sistemi d’ingrandimento ci aiutano a devitalizzare il dente attraverso la corona, nel caso in cui il dolore compia dopo l’incapsulamento del dente. Questa procedura è reale, ma comporta alcuni rischi, tra cui:
Quando si parla di ponte dentale, è importante sapere che ne esistono diverse tipologie, ciascuna con caratteristiche specifiche pensate per rispondere a esigenze funzionali, estetiche ed economiche diverse.
Grazie alle innovazioni tecnologiche in laboratorio (la stampante 3D e la macchina fresatrice CAD CAM), si risparmia il tempo per la fabbricazione delle corone e dei ponti dentali. Se la devitalizzazione attraverso la corona non è possibile, il nuovo ponte è a portata di un click.
Nelle cliniche private più rinomate, il paziente ha comunque più possibilità che vengano offerte soluzioni per la conservazione dei denti sani e vivi, perché si rincontra di più l’attrezzatura moderna. Pochi pazienti, tuttavia, scelgono di recarsi a queste cliniche, l’argomento principale essendo i costi. Le nuove tecnologie sono ora molto costosi e poche cliniche ordinarie se le permettono. Il nostro consiglio è di cercare un dentista conservatore. La nostra clinica è al passo con l’evoluzione. Siamo in grado di fornirle qualità, attrezzature e materiali all’avanguardia che possono prendere cura adeguatamente dei Suoi denti.
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Un ponte o una corona singola che si "muove" e sente o vede uscire delle bollicine è infiltrato. Ciò significa che il sigillo iniziale è andato perso e si infilano aria e saliva tra il manufatto ed il Suo dente. Sicuramente il Suo dente si carierà prima o poi, quindi è necessario intervenire e rifare il ponte in questione. Non è possibile eseguirne una riparazione.
Se il ponte è bucato non è più congruo, va rifatto perché il dente sottostante al buco va incontro a carie anche perché l'uscita di saliva alla pressione è indice di distacco della corona dal dente e suo movimento.
La risposta a questa domanda prevede l'esame di numerose variabili, come la dimensione della camera pulpare in rapporto al volume del dente, la tipologia di dente da protesizzare, la posizione dello stesso in arcata, la tipologia di capsula protesica che si deve fare, le condizioni residue del dente, la presenza o meno di carie... eccetera.
Vi sono poi due scuole di pensiero: la prima che definirei "americana" che prevede la possibilità di lasciare vivo il dente sempre e comunque, e quella "mediterranea" che devitalizza sempre e comunque. Come è solito che sia, oramai le scuole di pensiero si fondono fino a rendere sfumato il confine tra loro, e prevale l'aspetto critico del medico che dirimerà se denervare o no.
| Situazione del dente pilastro | Consiglio generale |
|---|---|
| Dente sano, limitata limatura | Non devitalizzare; preservare vitalità |
| Preparazione vicina alla polpa o dente molto sottile (incisivi) | Valutare devitalizzazione preventiva o ricorso a materiali integrali; considerare impianto |
| Radici corte o moncone insufficiente | Attenzione: rischio aumentato; preferire impianto o soluzioni protesiche alternative |
| Dente già devitalizzato | Incapsulare per protezione; attenzione a fratture e necessità di ricostruzione |
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