Quanti denti si possono estrarre in una sola seduta: guida pratica e pro e contro

La dentizione permanente di un adulto è composta di 32 elementi in totale, 8 per ogni arcata. L’ occlusione viene generalmente suddivisa in quattro quadranti numerati in senso orario dall’alto a destra che è il primo quadrante. Per ogni quadrante abbiamo 2 incisivi (centrale e laterale) 1 canino, 2 premolari e 3 molari. Di questi 3 l’ultimo, ovvero il terzo, viene comunemente definito “dente del giudizio”. I denti del giudizio hanno una funzione di triturazione del cibo in frammenti più fini (come la ruota di un mulino) da cui il nome popolare di “mola”.

Un tempo svolgevano un ruolo chiave nella corretta masticazione in quanto il consumo di cibi ben cotti era meno frequente. Non di rado questo fenomeno però è alterato. La strada con la quale i denti dovrebbero allinearsi in bocca può essere impedita dai motivi più svariati. L’evenienza più frequente è l’inclinazione del dente all’interno dell’osso della mandibola che lo accoglie che lo porta a “urtare” con le radici del secondo molare e quindi a non poter erompere. L’estrazione chirurgica dei denti del giudizio non è sempre necessaria. Nei casi in cui però siano responsabili di infezioni ricorrenti è opportuno prendere in considerazione questa strada.

Quando conviene estrarre i denti del giudizio

I sintomi più frequenti sono il gonfiore in prossimità dell’angolo della mandibola. Si possono verificare ascessi anche molto importanti con la fuoriuscita di pus all’interno della bocca. La conseguenza più importante di questo problema è la possibilità di danni al dente più vicino cioè il secondo molare. Spesso infatti intorno al dente del giudizio si possono sviluppare delle cisti anche di grande dimensioni che vanno a consumare l’osso fino alle radici del secondo molare. L’estrazione del dente del giudizio è un intervento chirurgico a tutti gli effetti. Il rischio più rilevante deriva dallo stretto rapporto che esiste tra le radici del dente del giudizio in inclusione ossea e un nervo che passa all’interno della mandibola. Il nervo alveolare inferiore (terza branca del trigemino) è un nervo che da la sensibilità ai denti le gengive e le labbra. Pertanto l’estrazione chirurgica in una percentuale di casi variabile può causare un danno di sensibilità di uno di quest distretti.

Il rischio zero in chirurgia purtroppo non esiste ma è possibile avvicinarsi quanto più possibile a questo valore attraverso una corretta diagnosi che prevede una radiografia ortopanoramica e quasi sempre un TAC per lo studio tridimensionale del nervo. Inoltre la tecnica chirurgica prevede una distruzione del dente con una tecnica implosiva per rimuovere quanto meno osso possibile. La procedura si effettua in anestesia locale presso un ambulatorio chirurgico. La durata in media per gli elementi inferiori inclusi è di 15-20 minuti a dente. Nella stragrande maggioranza dei casi è possibile rimuovere tutti e quattro i denti del giudizio in una sola seduta della durata circa di 50-60 minuti. Il recupero è pressoché immediato. si possono riprendere le normali attività il giorno seguente ad eccezione dell’attività fisica intensa che richiede 7-10 di stop.

Estrarre due denti del giudizio contemporaneamente

Sì, in alcuni casi è possibile e anche consigliato togliere due denti del giudizio contemporaneamente. I denti del giudizio, noti anche come terzi molari, sono gli ultimi denti che spuntano nell’arcata dentale e possono causare problemi se non riescono a erompere correttamente. Se i due denti del giudizio sono vicini l’uno all’altro, la loro rimozione contemporanea può essere vantaggiosa perché riduce il rischio di complicazioni durante e dopo l’intervento chirurgico. Tuttavia, ci sono anche alcuni casi in cui rimuovere due denti del giudizio contemporaneamente può essere rischioso o controindicato.

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Vantaggi di estrarre tutti i denti del giudizio in una sola seduta

In generale, la rimozione dei denti del giudizio è un intervento chirurgico che richiede un’attenta valutazione della situazione individuale del paziente. La rimozione di tutti i denti del giudizio contemporaneamente può offrire diversi vantaggi. Minore costo: rimuovere tutti i denti del giudizio in una sola seduta può essere più economico rispetto alla rimozione dei denti uno alla volta. Minor rischio di complicazioni a lungo termine: rimuovere tutti i denti del giudizio contemporaneamente può ridurre il rischio di sviluppare problemi dentali a lungo termine come carie, gengiviti o infezioni.

Come si svolge l’estrazione e cosa aspettarsi

  1. Tutto parte da una visita con radiografia.
  2. Tranquillo: non sentirai dolore.
  3. Il dente viene estratto con delicatezza.
  4. La guarigione delle gengive richiede circa una settimana.

Sì, è possibile, specialmente se si devono mettere delle protesi o se ci sono denti seriamente compromessi. In realtà è più facile da estrarre! Dipende. Se fai un lavoro d’ufficio potresti tornare anche il giorno dopo. Se il tuo lavoro è più fisico, meglio attendere 2-3 giorni. Dipende. Le estrazioni semplici in genere non richiedono punti. Sì, ma è gestibile. A volte sì: devitalizzazione, cure conservative.

Impianti dentali e riabilitazioni: quante p linea di combinazioni in una seduta

Per i pazienti che soffrono di edentulia - ovvero l’assenza di tutti i denti nelle arcate - sapere quanti impianti dentali si possono fare in una seduta è importante. La mancanza di denti può causare ansia e imbarazzo ma è possibile riacquistare il sorriso, senza dover ridere con la bocca chiusa o nascondere i denti che mancano. In realtà avere una risposta ben definita su quanti impianti si possono mettere in un giorno non è possibile. È vero che dal punto di vista teorico, con i sistemi all on 4 e l’implantologia flapless, possiamo riabilitare le arcate in una seduta. Certo ma ci sono delle condizioni.

Si parla di implantologia a carico immediato nei casi in cui è possibile posizionare sia l’impianto che il manufatto protesico nella stessa seduta. Normalmente, infatti tra la collocazione dell’impianto e l’applicazione del carico è necessario attendere un tempo che può andare dalle 4 alle 12 settimane. Il requisito principale per poter realizzare un intervento di implantologia a carico immediato è la stabilità primaria dell’impianto. Nello specifico, non bisogna superare spostamenti superiori ai 75 Micron. Se le condizioni lo permettono si può riabilitare un’intera arcata in una seduta con un le tecniche All on Four e All on Six. La differenza è che nel primo caso abbiamo 4 impianti che sostengo la protesi fissa, nel secondo gli impianti sono 6 e la scelta dipende da condizioni mediche e valutazioni singole.

Infografica: Struttura dell’arcata dentale e posizione dei denti del giudizio

Utilizzando una chirurgia implantare guidata sappiamo, prima di eseguire l’intervento, la posizione esatta di dove verranno inseriti gli impianti. Per cui spesso erroneamente si pensa che si possa andare dal dentista implantologo, inserire gli impianti e contemporaneamente una protesi a carico immediato in poche ore. Questo non è vero. Si inserisce un impianto dentale solo quando il dente è già caduto. La maggior parte delle persone non sanno che con le moderne tecniche e strumentazioni, possono essere messe in atto terapie che curano e salvano i denti anche in casi molto gravi.

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Purtroppo dall’altro lato ci sono dentisti che procedono all’estrazione e alla sostituzione del dente con l’impianto in modo indiscriminato. È sempre meglio mantenere il proprio dente quando è possibile anche perché il dente, possedendo intorno ad esso il legamento parodontale, oltre a fornirci una sensibilità maggiore quando mangiamo impedisce la perdita di osso intorno ad esso.

Quanti impianti servono per una riabilitazione completa?

Per una riabilitazione completa dell’arcata non è necessario inserire un impianto per ogni dente mancante. L’implantologia moderna utilizza un approccio strategico che permette di sostenere un’intera protesi fissa con un numero ridotto di impianti. Le soluzioni più diffuse sono i protocolli All-on-4 (4 impianti per arcata) e All-on-6 (6 impianti), che garantiscono stabilità, distribuzione equilibrata dei carichi e ottimi risultati estetici. In alternativa, protesi rimovibili come le overdenture possono essere stabilizzate con soli 2-4 impianti.

Video esplicativo: All-on-4 e All-on-6 passo-passo

Nel caso di una riabilitazione totale di entrambe le arcate, il numero complessivo può variare orientativamente tra 8 e 12 impianti, in base alla qualità ossea e alle esigenze funzionali del paziente. L’inserimento di più impianti dentali nello stesso appuntamento è una procedura sempre più diffusa, soprattutto grazie alle tecniche moderne di implantologia che permettono interventi rapidi, sicuri e ben tollerati. Quando le condizioni cliniche lo consentono, posizionare diversi impianti in un’unica sessione può ottimizzare i tempi e rendere l’intero percorso più semplice per il paziente.

Tra i principali vantaggi, rientrano la possibilità di ridurre il numero complessivo di visite, abbreviare i tempi di trattamento e concentrare la fase di guarigione in un’unica occasione, evitando più cicli post-operatori. Questo approccio può risultare, inoltre, più conveniente dal punto di vista economico rispetto al posizionamento di singoli impianti in appuntamenti separati. Di contro, ci sono anche alcuni svantaggi da considerare: la seduta chirurgica può essere più lunga, potrebbe essere necessario ricorrere a sedazione più profonda e l’impegno fisico nelle prime 24-48 ore può essere maggiore, soprattutto nei casi di riabilitazioni estese come All-on-4 o All-on-6.

Come si svolge la procedura e la tempistica

L’inserimento di più impianti dentali in un’unica seduta segue un percorso strutturato e altamente pianificato. Il processo inizia sempre con una visita implantologica, durante la quale il dentista effettua una valutazione approfondita tramite radiografie, TAC 3D e impronte digitali. Questi esami permettono di verificare la qualità dell’osso, individuare le zone ideali per il posizionamento degli impianti e definire con precisione il numero di viti necessarie. Il giorno dell’intervento, dopo l’anestesia locale o - quando indicato - la sedazione, il professionista procede con il posizionamento degli impianti in titanio all’interno dell’osso mascellare o mandibolare. L’intera seduta può durare da una a tre ore in base al numero di impianti e alla complessità del caso.

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Segue poi la fase fondamentale della guarigione e dell’osteointegrazione, durante la quale gli impianti si uniscono stabilmente all’osso. Questo processo richiede generalmente 3-6 mesi, variabile in base al paziente e alla tecnica utilizzata (carico immediato o differito). Una volta completata l’integrazione, vengono posizionati gli abutment, ossia i connettori che sosterranno la protesi definitiva. L’ultimo step consiste nell’applicazione delle corone, del ponte o della protesi completa, realizzati su misura per ripristinare estetica, funzione masticatoria e naturalezza del sorriso.

Chi è idoneo all’inserimento di più impianti in una seduta

Non tutti i pazienti possono sottoporsi immediatamente al posizionamento di più impianti in un’unica seduta. Per affrontare questo tipo di intervento è fondamentale disporre di una buona salute generale e orale, con gengive sane e una densità ossea adeguata. Durante la prima visita vengono eseguiti esami approfonditi per valutare la struttura dell’osso e identificare eventuali aree critiche. In alcuni casi, prima dell’intervento può essere necessario ricorrere a procedure preparatorie, come il rialzo del seno mascellare per gli impianti nell’arcata superiore o il grande/piccolo innesto osseo quando l’osso residuo non è sufficiente.

Una volta ripristinate le condizioni ideali, è possibile inserire nella stessa seduta da due fino a otto impianti - o anche di più - in base al progetto protesico. In generale, è un buon candidato chi gode di buona salute sistemica e orale; presenta gengive sane e prive di infezioni; ha una densità ossea adeguata, oppure accetta eventuali interventi preparatori; non fuma, oppure è disposto a sospendere il fumo temporaneamente; desidera ridurre il numero di appuntamenti e ottenere un recupero più rapido.

Alternative al posizionamento multiplo in una sola seduta

Quando non è possibile o non è consigliabile inserire più impianti dentali in un’unica seduta, esistono diverse alternative che permettono comunque di ottenere buoni risultati. Una prima alternativa è rappresentata dal metodo precoce, che prevede l’inserimento degli impianti alcune settimane dopo l’estrazione del dente. È una scelta indicata soprattutto nei casi in cui l’osso ha bisogno di un minimo recupero prima di accogliere l’impianto. Per pazienti con condizioni più complesse, come infezioni pregresse, insufficiente densità ossea o necessità di rigenerazione, esiste invece il metodo convenzionale. In questo caso l’impianto viene posizionato solo dopo diversi mesi dall’estrazione, permettendo un completo processo di guarigione del tessuto osseo.

Un ampio studio retrospettivo condotto su 1.500 impianti dentali ha confrontato gli esiti degli impianti inseriti immediatamente dopo l’estrazione (entro 24 ore) con quelli posizionati in modo ritardato (dopo 3-4 mesi di guarigione). I risultati mostrano una differenza netta: a 72 mesi gli impianti inseriti dopo 3-4 mesi hanno raggiunto una sopravvivenza dell’81,1%, mentre quelli inseriti subito dopo si fermano al 53,2%. Infine, quando l’osso disponibile non è sufficiente, può rendersi necessario ricorrere a trattamenti aggiuntivi come innesti ossei o rialzo del seno mascellare, rimandando il posizionamento degli impianti solo dopo il recupero adeguato del volume osseo.

Qualità e quantità di osso: un osso mascellare o mandibolare forte è essenziale per garantire la stabilità dell’impianto. Il tempo necessario per inserire un impianto dente varia in base alla complessità del caso. Se si devono inserire più denti impianti, l’intervento può richiedere dalle 2 alle 4 ore. Dopo l’inserimento dell’impianto, il processo di osteointegrazione richiede dalle 8 alle 12 settimane, tempo necessario affinché l’osso si integri completamente con la vite in titanio. Per ottenere un sorriso sano e duraturo, è essenziale affidarsi a specialisti in implantologia con esperienza consolidata.

In sintesi, non esiste un numero massimo universale di impianti dentali che si possano fare in una seduta. Tutto dipende da qualità e quantità di osso, stato di salute generale, complessità della riabilitazione e dalle condizioni specifiche del paziente. Con pianificazione accurata e tecniche moderne, è possibile riabilitare un’intera arcata in una sola seduta in molti casi, ma non in tutti.

Riassunto operativo: cosa si può fare in una seduta

  • Estrarre 1 o 2 denti del giudizio in una seduta senza complicazioni evidenti
  • Inserire 2, 4, 6, 8 impianti in una singola seduta a seconda del caso
  • Posizionare protesi provvisorie subito dopo l’intervento per un effetto immediato
  • Completare una riabilitazione All-on-4 o All-on-6 in una sola giornata in presenza di osso adeguato

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