Correlazione tra reflusso gastroesofageo e sanguinamento gengivale

Il reflusso gastroesofageo (RGE) è una condizione medica comune che si verifica quando il contenuto dell’intestino, principalmente l’acido gastrico, risale nell'esofago e talvolta arriva fino alla bocca. Quando l’acido si accumula nel cavo orale, può causare la demineralizzazione dello smalto dei denti, portando alla perdita di superficie e alla comparsa di carie. L’acido gastrico può causare una riduzione della saliva, che è importante per mantenere la salute orale. La saliva neutralizza l’acido e aiuta a prevenire la formazione di placca batterica.

La Malattia da Reflusso Gastro-Esofageo (MRGE) è causata dal reflusso nell’esofago del contenuto gastrico. Il reflusso gastroesofageo di per sé è un fenomeno fisiologico, laddove occorra occasionalmente e senza percezione di uno stato di sofferenza. Solo quando tale reflusso diventa importante per frequenza o per severità dei sintomi, si instaura la cosiddetta malattia da reflusso gastroesofageo (MRGE).

Come il reflusso può danneggiare il cavo orale

Quando l’acido dello stomaco raggiunge la bocca a causa del reflusso, può irritare e danneggiare le gengive, causando infiammazione. Le gengive infiammate a causa del reflusso possono apparire arrossate, gonfie e sensibili al tatto. Inoltre, potresti sperimentare dolore o sanguinamento durante la spazzolatura dei denti. L’usura dello smalto dentale può essere un segnale di reflusso gastroesofageo non diagnosticato. L’acido gastrico che risale in bocca erode lo smalto dei denti, specialmente sulla superficie interna degli incisivi.

L’erosione dentale si definisce come la perdita progressiva e irreversibile dei tessuti duri del dente, che può variare da un’abrasione superficiale dello smalto fino all’esposizione dentinale. Per essere definita tale, questo tipo di lesione deve essere causato da un processo chimico privo di coinvolgimento batterico. L’acidità gastrica contribuisce a questo processo chimico di erosione.

Schema: meccanismo del reflusso che raggiunge la cavità orale ed erosione dello smalto

Reflusso, saliva e difese naturali della bocca

Le alterazioni salivari possono predisporre alla malattia da reflusso. La saliva è leggermente basica ed essendo ricca di bicarbonati tampona piccole quantità di acido risalite lungo l’esofago. Se il pH salivare si abbassa, questa protezione viene meno e l’esofago è più suscettibile all’attacco acido. La peristalsi esofagea, insieme alla saliva, contribuisce a proteggere l’esofago, rimuovendo i reflussi acidi fisiologici. Il RGE può anche causare ulteriori problemi dentali, come la secchezza delle fauci. L’acido gastrico può causare una riduzione della saliva.

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Relazione tra reflusso, igiene orale e sanguinamento gengivale

Il sangue nella saliva può dipendere anche da disturbi gastro-esofagei di varia natura, tra cui esofagite. È importante che le persone con RGE adottino misure preventive per ridurre il rischio di danni al cavo orale. Ad esempio, evitare alimenti e bevande che possono causare il reflusso, come i cibi piccanti, gli agrumi e gli alcolici. Quando il reflusso è causato dall’alimentazione (o anche se l’origine fosse diversa in quanto alcuni cibi ne condizionano il decorso) gli esperti consigliano di evitare l’assunzione di alcuni cibi e bevande tra cui: cibi grassi, piccanti, acidi, cioccolato, agrumi, pomodori, bevande gassate, caffè, alcol e cibi fritti.

Dai questionari di alcuni studi è emerso che la maggior parte dei pazienti consuma abitualmente bevande a contenuto acido ed esegue manovre di spazzolamento scorrette (prevalentemente orizzontale). In particolare tali manovre di igiene orale vengono effettuate immediatamente dopo la percezione di disturbi di reflusso, quali sensazioni di sapore sgradevole e bruciori. Dopo un episodio di reflusso attendere almeno 30 minuti prima di procedere con il lavaggio dei denti è una raccomandazione pratica per non danneggiare ulteriormente lo smalto ammorbidito dall’acido.

Sangue nella saliva: altre cause e come distinguerle

Tracce ematiche nella saliva si possono riscontrare in caso di traumi orofaringei, protesi incongrue, danni chimici da ingestione di sostanze caustiche, epistassi (sangue dal naso), uso eccessivo di tabacco da masticare e carenze nutrizionali. Il sangue nella saliva può essere conseguenza, inoltre, di embolia ed edema polmonare, tubercolosi e patologie cardiache (tra cui stenosi mitralica, insufficienza ventricolare sinistra ecc.). Tracce ematiche di colore rosso vivo con la tosse e l'espettorato indicano, nella maggior parte dei casi, infezioni del tratto respiratorio, come bronchite e polmonite.

Per questo motivo, in presenza di sangue nella saliva è fondamentale una valutazione clinica accurata per distinguere un’origine gengivale da altre cause orali o sistemiche.

Evidenze epidemiologiche e studi sulla correlazione

In un recente studio pubblicato su PLoS One di gennaio 2016, gli autori hanno indagato l'associazione tra il sanguinamento delle gengive e l'asma, i suoi sintomi e le BPCO, cercando di capire quale ruolo potessero avere il fumo, i farmaci per l'asma, l'igiene dentale e il reflusso gastroesofageo (GERD). E' stato spedito un questionario postale contenente domande sulla salute respiratoria e orale dei pazienti... Questo questionario è stato inviato a campioni di popolazione in sette centri del Nord Europa, ed hanno risposto in 13.409 soggetti.

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Dai risultati ottenuti dai questionari gli autori hanno potuto constatare che il sanguinamento delle gengive fosse presente raramente o mai tra il 76% e l'83% della popolazione indagata che ha riferito di lavarsi i denti due volte al giorno. Il sanguinamento delle gengive è risultato essere più frequente tra le persone solite a lavarsi i denti raramente, e in persone con malattia da reflusso gastroesofageo. Il sanguinamento delle gengive è risultato essere in modo statisticamente significativo correlato ad asma. Le associazioni osservate si sono dimostrate significativamente più rilevanti nei fumatori correnti. Da questo studio emerge un legame coerente tra il sanguinamento delle gengive e la malattia ostruttiva delle vie aeree, e si può anche ipotizzare che i batteri patogeni orali possono avere effetto sfavorevole sulle vie respiratorie, probabilmente per la continuità diretta della mucosa del cavo orale e delle vie respiratorie.

Fattori di rischio comuni e meccanismi condivisi

Riconoscere i fattori di rischio è importante per adottare misure preventive e gestire il reflusso in modo efficace. Tra i fattori di rischio del reflusso vi sono: sfintere esofageo indebolito, ernia iatale, obesità, gravidanza, fumo, stress, assunzione di determinati farmaci, abbigliamento restrittivo e fattori genetici. Il rischio di reflusso aumenta fisiologicamente con l’avanzare dell’età poiché i muscoli, inclusi quelli dello sfintere esofageo, tendono a indebolirsi perdendo la loro tonicità muscolare.

Fattori come il fumo e la ridotta produzione di saliva, comuni a malattie respiratorie e a RGE, possono aumentare il rischio di malattie gengivali. Vi sono dati che suggeriscono che le inalazioni per l'asma e la respirazione a bocca aperta possono portare a una ridotta produzione di saliva, variazioni del pH del cavo orale e aumento del rischio di carie.

Prevenzione e misure pratiche per ridurre il rischio di sanguinamento gengivale correlato al reflusso

  • Adottare misure per controllare il reflusso: modifiche dietetiche, riduzione dei cibi che favoriscono il reflusso, perdita di peso in caso di obesità, evitare il fumo e l’alcol.
  • Dopo un episodio di reflusso, sciacquare la bocca con acqua e un pizzico di bicarbonato disciolto; attendere almeno 30 minuti prima di lavare i denti.
  • Masticare chewing-gum senza zucchero per stimolare la produzione di saliva, che aiuta a neutralizzare l’acidità e proteggere i denti dall’erosione dentale dovuta ai succhi gastrici.
  • Utilizzare dentifrici e mousse remineralizzanti studiati per rinforzare lo smalto e prevenire l’erosione dentale.
  • Consultare regolarmente il proprio odontoiatra di fiducia: attraverso visite regolari sarà possibile monitorare costantemente la salute di denti e gengive, potendo affrontare tempestivamente eventuali danni ed aumentando le possibilità di successo delle terapie necessarie.
Infografica: consigli pratici per proteggere denti e gengive in caso di reflusso

Diagnosi e approccio multidisciplinare

Se un’attenta anamnesi identifica i sintomi tipici della malattia da reflusso, può essere opportuno un primo approccio con un ciclo di terapia con Inibitori di Pompa Protonica (IPP), se non sono presenti sintomi di allarme. La risposta terapeutica a questo trattamento iniziale conferma la diagnosi e risolve la sintomatologia. È però spesso necessario un approccio diagnostico più approfondito: la gastroscopia come indagine di primo livello e la pH-impedenziometria esofagea/24 ore (MII-pH/24) permettono di sottoclassificare i pazienti con sospetto NERD in tre categorie.

È fondamentale che la valutazione del paziente con sanguinamento gengivale e sospetto reflusso coinvolga sia l'odontoiatra sia il medico gastroenterologo, per discutere prevenzione, diagnosi e terapie, e per escludere altre cause orali o sistemiche del sanguinamento.

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Intervista: gastroenterologo e odontoiatra discutono l'impatto del reflusso sulla salute orale

Indicazioni per il paziente con gengive sanguinanti e RGE sospetto o noto

  1. Rivolgersi al proprio dentista per una valutazione orale completa e per ricevere istruzioni di igiene orale personalizzate.
  2. Consultare il medico curante o lo specialista gastroenterologo per valutare la presenza di MRGE e la necessità di indagini (gastroscopia, pH-impedenziometria).
  3. Adottare modifiche dello stile di vita: dieta, perdita di peso, evitare pasti abbondanti prima di coricarsi, cessazione del fumo.
  4. Utilizzare terapie locali e sistemiche consigliate dai professionisti (mousse remineralizzanti, IPP se indicati, collutori antinfiammatori quando appropriati).

Quando preoccuparsi e quando indagare oltre

È opportuno eseguire indagini di primo livello, per escludere problemi polmonari o cardiaci in presenza di sintomi che possano mimare il reflusso (come dolore toracico o tosse persistente). In caso di sanguinamento gengivale persistente, gonfiore dei linfonodi per lungo tempo, febbre o perdita di peso, è consigliabile approfondire con esami ematologici e valutazioni specialistiche per escludere cause sistemiche o nutrizionali (carenze di vitamine, problemi ematologici).

Problema Possibile relazione con RGE Intervento raccomandato
Erosione dello smalto Diretta: contatto acido ripetuto Mousse/dentifrici remineralizzanti, attesa 30 min prima spazzolamento
Sanguinamento gengivale Indiretto: irritazione acida, ridotta saliva, igiene scorretta post-reflusso Visita dentistica, migliorare igiene orale, controllo RGE
Xerostomia RGE può ridurre la saliva; farmaci o respirazione a bocca aperta peggiorano Stimolare salivazione, chewing-gum senza zucchero, valutare farmaci

La condizione delle gengive può rivelare molto sulla salute generale. La malattia parodontale è un’infiammazione cronica delle gengive, che, se trascurata, può estendersi e portare alla perdita dei denti. Numerose ricerche hanno dimostrato che i batteri responsabili della parodontite possono entrare nel flusso sanguigno, favorendo processi infiammatori sistemici correlati a rischio cardiovascolare. Pertanto, la gestione del reflusso con il controllo del danno orale rappresenta anche un intervento di salute generale.

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