Faccette dentali in ceramica: benefici e procedura dettagliata

Le faccette dentali, note come veneers dentali o faccette estetiche, sono sottili dispositivi protesici applicati sulla superficie esterna dei denti per correggere imperfezioni come macchie, spaziature, scheggiature o forma irregolare.

Questa copertura può essere in ceramica, resina o disilicato di litio e in alcuni casi non prevedono limatura del dente.

Per i nostri pazienti è inclusa la consulenza estetica per valutare, insieme ai dentisti specializzati in medicina estetica, il giusto equilibrio del sorriso.

Le faccette dentali sono sottili lamine messe sulla superficie dello smalto, una copertura denti per migliorare l’estetica.

Queste protesi risolvono gli effetti di bruxismo e digrignamento.

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L’applicazione delle faccette dentali è curata dal dott.

Il dott. Fabio Cozzolino vanta decine di pubblicazioni in ambito odontoiatrico: si occupa anche di estrazioni, implantologia e parodontite.

Oggi, insieme al dott. Le faccette si mettono ad entrambe le arcate dentarie, su uno o più denti.

Vengono utilizzate per il restauro dei denti anteriori (incisivi e canini).

Applicare le faccette ai denti è un trattamento conservativo, meno aggressivo rispetto alle corone protesiche (capsule), ma non sempre sono ideali.

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Quando non usare le faccette dentali? Non esistono controindicazioni: a volte scegliamo trattamenti più conservativi, come lo sbiancamento.

I denti possono diventare scuri a seguito di traumi o terapie endodontiche.

Non è sempre necessario ricorrere a delle faccette dentali: si scelgono se lo sbiancamento è inefficace e il colore non è soddisfacente.

Anche abitudini alimentari (consumo di cibi e/o bevande colorate) ed il tabagismo (sigaretta, sigaro, pipa) possono macchiare la superficie dei denti.

Il primo approccio è rappresentato sempre da ricostruzioni in composito che tendono però a consumarsi col tempo.

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E a diventare opache.

Nel caso di disallineamenti dentali o di spazi tra i denti (diastemi) il trattamento di prima scelta è l’ortodonzia linguale senza attacchi.

Tale approccio, permette di chiudere gli spazi e di riallineare senza intaccare in alcun modo la struttura del dente.

In molti casi, l’ortodonzia è una fase di preparazione per realizzare faccette dentali sottili, così da rimuovere la minor quantità di smalto.

In presenza di denti triangolari e spazi neri accentuati, le faccette si usano dopo una terapia ortodontica per ottimizzare la forma.

Lo sbiancamento non agisce sui difetti di forma.

Il modo migliore per valutare il lavoro svolto dal protesista che si occupa di mettere le faccette dentali?

Le moderne tecnologie dei materiali permettono, oggi, di impiegare vari tipi di faccette, dalle tradizionali feldspatiche altamente traslucenti alle più recenti a base di disilicato di litio ad elevata resistenza.

La zirconia è un materiale resistente, ma con alcune controindicazioni per realizzare le faccette dentali.

Ha un aspetto più opaco rispetto alle ceramiche feldspatiche o al disilicato di litio.

Esistono preparazioni minimali limitate allo smalto dentario o senza toccare la superficie dei denti con restauri addizionali (tecnica no-prep).

La tecnica no-prep si abbina spesso a ricoprire i denti e alla realizzazione di restauri parziali chiamati addizionali.

Il processo è ben definito.

La preparazione delle faccette è una tecnica non invasiva e oggi possibile avvalersi nella maggior parte dei casi degli scanner intraorali (Intra Oral Scanner o IOS) per rilevare un’impronta digitale.

La tecnica no-prep applica le faccette ai denti senza limare, condizionando le superfici con polveri per sabbiatura e adesivi.

Oggi è possibile realizzare sottilissime corone in disilicato di litio (full veneers), nei casi in cui sia necessario ricoprire interamente la superficie dentaria.

Con il passare del tempo, questa visibilità si riduce di circa un millimetro ogni 10 anni.

La diagnosi estetica valuta i fattori che permettono di integrare in modo armonico l’applicazione delle faccette per i denti, che influenzano il sorriso e il viso.

L’analisi facciale prende in considerazione la linea mediana del viso (fronte-naso-mento), la linea bipupillare (che passa per le pupille oculari) ed il piano occlusale (che tocca i margini dentari).

L’analisi dentaria va a valutare una serie di parametri che riguardano sia i denti che le gengive.

Analizziamo come coprire i denti.

La linea mediane superiore (Fig.

Le proporzioni intra-dentarie ed inter-dentarie dovrebbero rispettare rapporti armonici che si rifanno al concetto della proporzione aurea (Fig.

Le parabole gengivali dovrebbero essere tondeggianti e armoniche, seguendo il profilo dei colletti.

I margini gengivali degli incisivi laterali superiori dovrebbero trovarsi in una posizione circa 1 mm più coronale (Fig. 3, frecce blu) rispetto ai margini degli incisivi centrali e dei canini (Fig.

Sono gli spazi tra i margini incisali dei denti: dovrebbero essere minimi tra gli incisivi centrali superiori ed aprirsi progressivamente man mano che ci si sposta verso i settori posteriori (Fig. 4, linee gialle tratteggiate).

Stai pensando che potresti non essere soddisfatto dell’effetto finale ottenuto dalle faccette applicate sui denti?

Il mock-up consiste nel creare una mascherina di trasferimento (anche mediante stampanti 3D).

Questo permette di applicare dei materiali resinosi direttamente in bocca, sui denti non ancora preparati.

Scegliere un trattamento estetico dentale è una decisione importante.

Per questo abbiamo raccolto le risposte alle domande dei nostri pazienti.

Per evitare inestetismi delle faccette, è fondamentale una corretta igiene orale: usa 3 volte al giorno spazzolino, filo interdentale e, in alcuni casi, l’idropulsore.

No, le faccette dentali non possono essere sbiancate ma i materiali usati per la ricopertura dei denti sono resistenti alle macchie.

Il rischio che le faccette si vedano è collegato a un’estetica finta (dentoni da film, ceramiche troppo bianche, assenza totale di asimmetria) e pigmentazione dei margini.

Anche perché il colore nel tempo non cambia mai, quindi non necessitano di sbiancamento come i denti naturali.

Non necessariamente. Se bisogna aumentare il volume dei denti o chiudere degli spazi (diastemi), è possibile anche utilizzare delle tecniche che non prevedono la limatura (no-prep).

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