
Il bruxismo è una condizione caratterizzata dal serraggio o dal digrignamento involontario dei denti, spesso durante la notte, ma può manifestarsi anche di giorno in situazioni di stress. I movimenti masticatori ritmici, specialmente in fase REM del sonno, possono provocare abrasione e usura dello smalto, sensibilità e, nei casi gravi, danni estetici e funzionali ai denti. L’intervento tempestivo è fondamentale per prevenire complicazioni come la disfunzione delle articolazioni temporo-mandibolari (ATM) e la progressiva perdita di sostegno gengivale.
Le cause scatenanti del bruxismo non sono pienamente note, ma includono fattori psicologici (stress, ansia, tensione emotiva) e fattori fisiologici (malocclusioni, postura, disturbi del sonno, condizioni neurologiche). I sintomi principali includono dolore mandibolare al risveglio, secchezza della bocca, mal di orecchie, dolore ai muscoli masticatori e, a lungo andare, usura dello smalto che espone la dentina e può causare sensibilità e carie.
Nei bambini il bruxismo è comune durante la dentizione da latte e tende a risolversi da solo con il cambio di dentatura; se persiste nella dentatura permanente è necessario consultare un dentista. L’eccessivo carico sui denti può provocare ritiro gengivale, parodontiti e fratture o scheggiature dei denti, compromettendo la funzionalità masticatoria.
Il rimedio più diffuso contro il bruxismo è il bite, una mascherina in resina modellata sulle arcate dentali che allontana i contatti tra le due arcate, protegge lo smalto dall’usura e facilita il rilassamento della muscolatura dell’ATM. Il bite è consigliato prevalentemente per l’uso notturno, ma può essere indicato anche di giorno in presenza di sintomi dolorosi.
Con l’uso del bite si riduce l’intensità dello sforzo muscolare notturno e si può migliorare la qualità del sonno. Tuttavia, il bite è spesso un intervento iniziale e conservativo: se i denti sono notevolmente usurati, è necessario intervenire ricostruendo le porzioni di denti consumate.
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La ricostruzione dei denti consumati può avvenire tramite tecniche adesive: resine composite uguali a quelle delle otturazioni o mediante protesi fissa su denti naturali e impianti, nei casi in cui ci siano denti mancanti. In alcuni casi, soprattutto per danni prolungati, si ricorre a diverse soluzioni protesiche per ripristinare forma, funzione ed estetica del sorriso.
La stampa 3D offre una base innovativa per restauri dentali su misura, utilizzando materiali biocompatibili come ceramica e resine composite. I passaggi tipici includono una scansione intraorale digitale per mappare l’usura e i danni, la progettazione del restauro personalizzato e la stampa 3D del manufatto che viene poi applicato sui denti danneggiati. I vantaggi includono precisione micrometrica, rapidità di esecuzione e maggiore durabilità dei restauri.
< tagimg >Infografica: flusso di lavoro della restaurazione 3D per bruxismoUn paziente con grave erosione dei denti posteriori ha beneficiato di faccette in ceramica resistenti stampate in 3D, che hanno ripristinato funzionalità masticatoria ed estetica, offrendo una soluzione duratura.
Per prevenire danni al tavolato occlusale è utile ridurre lo stress, effettuare controlli regolari dal dentista e utilizzare bite personalizzati se indicati. La terapia dei disturbi temporomandibolari è spesso multidisciplinare, coinvolgendo fisioterapisti, fisiatri, chiropratici e osteopati per trattare dolore e rigidità non solo a livello orale ma anche cervicale e dorsale.
Se si osservano sintomi come dolori mandibolari ricorrenti, usura dentale evidente o mal di testa al risveglio, è fondamentale fissare una visita dedicata. La diagnosi precoce consente di proteggere la salute dentale attraverso misure conservative e riabilitative adeguate.
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La maggior parte dei pazienti con disordini temporomandibolari può essere trattata con approcci conservativi e reversibili: istruzioni sullo stile di vita, esercizi, fisioterapia e l’uso di bite. In alcuni casi si valuta l’ortodonzia o la protesi per correggere la malocclusione, oppure interventi chirurgici come artrocentesi o artroscopia solo se strettamente necessari e dopo una valutazione accurata.
Il tavolato occlusale, ovvero la superficie masticatoria dei denti, si consuma con bruxismo e, di conseguenza, i denti diventano più corti e sensibili. L’approccio multidisciplinare è efficace nel ridurre gli episodi di bruxismo e nel proteggere i risultati ottenuti con il ripristino dentale.
Lo bruxismo può essere statico (serraggio senza movimenti laterali, più comune durante il giorno) o dinamico (movimenti mandibolari laterali, spesso più dannoso per i denti). L’impatto sul tavolato occlusale è una delle conseguenze principali, con potenziali fratture e scheggiature, perdita di smalto e danni ai restauri dentali.
La gestione del bruxismo è spesso una combinazione di misure comportamentali, dispositivi ortodontici o protesici e, in alcuni casi, interventi chirurgici minimamente invasivi. La riabilitazione può includere faccette dentali e altre tecniche di restauro per ripristinare l’estetica e la funzionalità del sorriso.
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