
Purtroppo, ci sono diverse variabili in grado di danneggiare la dentatura e dunque l’aspetto del nostro sorriso. Una di queste variabili è l’ingiallimento dei denti. In questo articolo parleremo della soluzione a questo tipo di problema, ovvero lo sbiancamento dentale: è davvero efficace o è dannoso?
Partiamo dalle cause dell’ingiallimento, per le quali i denti possono perdere il loro aspetto candido e brillante. Innanzitutto, con il passare degli anni e il normale invecchiamento, lo smalto bianco di copertura dei denti diventa sottile, lasciando trasparire la dentina sottostante. Quest’ultima, d’altra parte, si inspessisce via via, assumendo un colore giallognolo.
I colori dello smalto variano da persona a persona e alcuni soggetti non possono raggiungere il bianco perfetto: inutile quindi impuntarsi per ottenere risultati in alcuni casi impossibili. Molti fattori possono causare la discromia dentale, alcuni dei quali sono evitabili, mentre altri no.
Le discromie estrinseche, ovvero causate da fattori esterni, includono specifici alimenti, bevande, alcuni farmaci, placca batterica e tartaro, collutori contenenti clorexidina, ecc. Le discromie intrinseche, ovvero fattori interni, includono tutti i processi genetici, fisiologici e para fisiologici, patologici e iatrogeni.
Le discromie estrinseche possono essere trattate con tecniche di sbiancamento a domicilio, o prenotando delle sedute in uno studio dentistico con tecniche di sbiancamento professionali. Le discromie intrinseche, invece, richiedono interventi professionali più complessi e, in alcuni casi, restauro protesico come faccette o corone.
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Lo sbiancamento dei denti è un trattamento odontoiatrico estetico. I pigmenti di cibo, le bevande gassate o coloranti, come il vino rosso, il fumo, il caffè, oltre la scarsa igiene dentale, alcuni farmaci e lo stesso passare del tempo e l’età, compromettono la luminosità dei denti alterandone il colore e facendoli apparire più scuri e gialli.
Lo sbiancamento dentale può essere professionale o domiciliare. Lo sbiancamento professionale si effettua in studio in totale sicurezza. Lo sbiancamento domiciliare si effettua con l’uso di mascherine personalizzate le quali vengono realizzate, in studio, attraverso le impronte delle arcate dentali.
Lo sbiancamento professionale è una tecnica ad alto rendimento e viene praticata negli studi dentistici grazie all’applicazione, sull’arcata esterna, di un gel composto di Perossido di idrogeno, più comunemente conosciuto come acqua ossigenata ad alta concentrazione. Una volta posizionato il gel, si procede accendendo una lampada Led, lasciando in posa il tutto per mezz’ora. L’intero trattamento ha una durata compresa tra i 30 e i 60 minuti al massimo.
In genere vengono utilizzati gel ad alta concentrazione di perossido d’idrogeno (tra il 25% e il 40%) o perossido di carbammide (una miscela di perossido di idrogeno e urea). L’azione del gel viene attivata o con la lampada a led o con il laser, così da avere un risultato più rapido ed efficace.
Per lo sbiancamento dei denti si utilizza un prodotto sbiancante a base di perossido di idrogeno che viene attivato da una lampada a LED che permette l’apertura dei pori dello smalto e fa attivare il processo sbiancante. Grazie a una fonte luminosa foto attivante (lampade speciali a LED o apparecchi laser specifici), il prodotto sbiancante libera ossigeno.
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Prima di realizzare lo sbiancamento, è importante isolare e proteggere le gengive con una barriera gengivale in resina foto polimerizzabile, soprattutto nei pazienti più sensibili. È obbligatorio utilizzare un protettore gengivale e uno per gli occhi: queste sostanze, infatti, possono essere molto irritanti ed è quindi fondamentale proteggersi in maniera adeguata.
Lo sbiancamento domiciliare prevede l’uso di kit che comprendono una mascherina riempita con gel sbiancante, che il paziente può applicare all’ora che preferisce, e rimuovere in caso di denti sensibili. Le mascherine hanno lo stesso principio sbiancante del prodotto utilizzato in studio, ma con una minore concentrazione di perossido di idrogeno (tra lo 0.1% e il 6%) rispetto a quella utilizzata per lo sbiancamento professionale.
Lo sbiancamento domiciliare (da effettuare a casa) prevede una durata che va dai tre giorni alle sei settimane. Vengono utilizzate concentrazioni più basse di perossido carbammide (10%), sostanza che, in presenza di acqua, rilascia perossido di idrogeno (3,5%).
In commercio sono disponibili diversi tipi di prodotti per lo sbiancamento dei denti fai-da-te, sotto forma di gel sbiancanti, strisce o penne. Anche questi articoli, così come i presidi utilizzati dall’odontoiatra, sono a base di perossido di idrogeno o di carbammide.
| Sostanza utilizzata | Risultati | Effetti collaterali |
|---|---|---|
| Sbiancamento professionale dal dentista (Perossido + luce led) | Denti bianchi per almeno un anno | Nessuno, solo eventuale e passeggera sensibilità dentale |
| Kit sbiancanti a casa (Perossido + mascherina) | Efficacia media poiché la concentrazione è inferiore | Sbiancamento non uniforme, irritazione gengivale, possibili danni allo smalto |
| Strisce/penne sbiancanti | Risultati limitati | Sbiancamento non uniforme, possibili danni allo smalto |
| Dentifricio sbiancante / rimedi naturali | Efficacia bassa e limitata nel tempo | Possibili danni allo smalto e sensibilità |
Non vi sono controindicazioni particolari per lo sbiancamento dentale. Come anticipato, infatti, sarà il tuo dentista di fiducia a valutare la situazione prima di procedere. Tuttavia, al cospetto di alcune condizioni è bene valutare se procedere o meno con questa tecnica, per esempio in presenza di carie o di macchie dovute ad alcuni farmaci.
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I prodotti per lo sbiancamento dentale tendono a causare sensibilità ai denti durante il processo di sbiancamento e per un breve periodo dopo il trattamento. Tuttavia, è possibile che durante o in seguito al trattamento sbiancante si possa avvertire una sensibilità più o meno moderata. In caso di sensibilità dentale preesistente, è consigliabile consultare il proprio dentista prima di iniziare il trattamento sbiancante.
Inoltre, sono possibili fenomeni di irritazione dei tessuti molli; conosciuta anche come ustione chimica, l'irritazione dei tessuti molli può verificarsi se la soluzione sbiancante entra in contatto con il tessuto gengivale durante il trattamento. L'esposizione prolungata ai gel o alle soluzioni sbiancanti sui tessuti gengivali può anche causare infiammazione e arrossamento delle aree colpite.
Lo sbiancamento, è bene ricordare, agisce solamente su denti naturali: materiale da restauro non cambierà colore. Se sono presenti restauri estesi, lo sbiancamento non avrà efficacia e pone il clinico nelle condizioni di non agire in sicurezza.
Un trattamento professionale può durare dai 6 mesi a 2 anni, a seconda delle abitudini alimentari e di igiene orale del paziente. Se lo stato della tua bocca non è ottimale, sarà assolutamente necessario intervenire prima sulle problematiche che eventualmente lo affliggono. Dopodiché non ci saranno controindicazioni allo sbiancamento!
Sì, lo sbiancamento fai-da-te è possibile, ma i rimedi casalinghi non garantiscono gli stessi risultati del trattamento professionale. In commercio sono disponibili diversi tipi di prodotti, sotto forma di gel sbiancanti, strisce o penne. Anche questi articoli, così come i presidi utilizzati dall’odontoiatra, sono a base di perossido di idrogeno o di carbammide.
Queste molecole, tuttavia, non sono solitamente presenti in concentrazioni così efficaci come nei prodotti utilizzati dal medico dentista: per questo motivo i risultati non possono essere paragonati a quelli ottenibili con trattamenti sbiancanti professionali. Inoltre, soprattutto nelle mani di utenti poco esperti, prodotti di questo genere possono provocare danni allo smalto dentale.
Effetto sbiancante, ma naturale non sempre è sinonimo di sicurezza! Per esempio, il bicarbonato di sodio è sicuramente uno dei rimedi casalinghi più noto, ma la sua azione sbiancante viene esercitata per abrasione danneggiando la struttura dello smalto! Anche l’uso di bicarbonato di sodio, succo di limone o aceto di mele può, alla lunga, rovinare lo smalto dei tuoi denti, comportando quindi alcuni disagi, su tutti una alterata e molto fastidiosa sensibilità dentale.
Per iniziare, se hai il sospetto che i tuoi denti stiano ingiallendo, è bene che ti rivolga al tuo dentista di fiducia, per avere una consulenza di conferma. Non è detto infatti che tu abbia bisogno di uno sbiancamento dentale, la soluzione migliore in alcuni casi potrebbe essere la detartrasi, per esempio.
La seduta di igiene professionale è un trattamento il cui scopo è rimuovere i depositi di tartaro superficiali, sottogengivali e interdentali, ripristinando così lo stato di salute delle gengive. In molti casi, già dopo una corretta igiene professionale, il sorriso appare più luminoso.
Dopo il trattamento è raccomandata una dieta a base di cibi bianchi. Queste 72 ore sono molto importanti, poiché comportamenti sbagliati in questo lasso di tempo possono rendere vano lo sbiancamento. Innanzitutto è necessario prestare particolare attenzione all’igiene e, in secondo luogo, si consiglia di seguire una dieta bianca, cioè di evitare gli alimenti con coloranti. È importante inoltre evitare il fumo, poiché la nicotina lascia una serie di depositi sui denti che li rendono molto più scuri.
Dopo i pasti, poi, attendi almeno 30 minuti prima di lavarti i denti: prima di questo lasso di tempo lo smalto dei tuoi denti è “più sensibile” e lo spazzolamento potrebbe abraderlo eccessivamente.
Bisogna specificare, per non indurre false aspettative, che spesso i risultati candidi e brillanti che vediamo sui giornali quando si parla di sbiancamento non sono credibili: la base di partenza è infatti determinante per il grado di sbiancamento che si potrà raggiungere. Anche la durata dell’efficacia del trattamento ha una variabilità importante, dipendendo infatti dalle abitudini alimentari e personali dei pazienti: un fumatore, ad esempio, noterà un nuovo ingiallimento prima di un non fumatore.
Solo nei casi più gravi può accadere che non si ottengano risultati soddisfacenti. Ad esempio, il trattamento non riesce a rimuovere le macchie del farmaco tetraciclina (un particolare antibiotico), che non possono essere sbiancate. In queste situazioni si dovrà ricorrere a faccette o corone, che verranno applicate sui denti rovinati in modo da coprirne i difetti estetici.
Il migliore sistema sbiancante è senza dubbio quello scelto dal proprio igienista dentale o dentista. Il risultato è naturale, mai artificiale.
La direttiva del Consiglio UE 2011/84/UE del 20 settembre 2011, ha limitato l’uso di prodotti sbiancanti e decoloranti a base di perossido d’idrogeno: solo dentisti e igienisti dentali possono utilizzare e fornire prodotti che contengono o sprigionano più del 0,1% di perossido di idrogeno. Secondo le leggi Europee stabilite dal comitato scientifico per la sicurezza dei consumatori (CSSC) riguardo l'uso di prodotti per lo sbiancamento dentale domiciliare, il perossido di idrogeno può essere venduto in prodotti con una concentrazione di 0,1% fino al 6%.
Le procedure mediche sono collaudate e controllate da professionisti del settore. Se fatto correttamente e quindi se si utilizzano prodotti con pH neutro, lo sbiancamento non causa danni ai denti.
Se il tuo desiderio è tornare ad avere denti bianchi e splendenti, l’unica opzione è sottoporti a un trattamento sbiancante professionale. Sai come funziona? Qui puoi trovare le risposte alle domande più frequenti che i nostri dentisti si vedono rivolgere.
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