
Apparizioni misteriose in camera da letto, fantasmi che ci guardano dal soffitto, ombre paurose. A tutti è capitato di fare un incubo davvero terrificante, magari dopo un film horror in tv. E l'incapacità di muoversi moltiplica la paura: ci si sente come inchiodati al letto e prigionieri del proprio corpo.
La paralisi del sonno è una delle numerose parasonnie, un’ampia classe di disturbi che si presentano in associazione con il sonno. Si presenta come un’esperienza angosciosa nella quale ci si sveglia apparentemente, cioè si acquisisce una qualche consapevolezza di essere svegli. Nonostante questa consapevolezza, si sperimenta la completa incapacità di contrarre un qualsiasi muscolo (ad eccezione di quelli extra-oculari).
La paralisi del sonno è, quindi, una parasonnia del risveglio. Si tratta di parziali risvegli dalla fase REM del sonno. Una fase che, tra le altre cose, è caratterizzata da assenza di tono muscolare (quindi, paralisi) e da una frequente associazione con l’esperienza allucinatoria del sogno.
Il risultato è proprio la paralisi del sonno. Una condizione in cui chi la vive è come se fosse intrappolata nel proprio corpo: dorme fisicamente ma è vigile mentalmente. "La paralisi del sonno, in cui la persona è come intrappolata - dicono i ricercatori - è quella condizione in cui la persona non può muoversi o parlare, ma il suo sistema sensoriale è attivo, gli organi oculari e i movimenti respiratori rimangono intatti, culminando in uno stato di semi-coscienza abbinato a paralisi corporea".
Quasi sempre, la paralisi del sonno è accompagnata da allucinazioni. Si chiamano allucinazioni ipnopompiche (allucinazioni del risveglio, contrapposte alle cosiddette allucinazioni ipnagogiche, che si verificano in fase di addormentamento). Durante la paralisi notturna, però, "i sogni vivi e talvolta terrificanti del sonno Rem si trasformano in allucinazioni ipnotiche o ipnopompiche: così abbiamo esperienze fuori corpo, percepiamo la presenza di estranei minacciosi nella stanza".
Leggi anche: Metodi di Sbiancamento Denti
Con una paralisi del sonno in corso, "i sogni vivi e talvolta terrificanti del sonno Rem si trasformano in allucinazioni ipnotiche o ipnopompiche: così abbiamo esperienze fuori corpo, percepiamo la presenza di estranei minacciosi nella stanza". Ovvero i fantasmi.
"Il sonno Rem per buone ragioni viene definito sonno paradossale: la pressione sanguigna, la frequenza cardiaca e la respirazione aumentano. E anche l'elettroencefalogramma mostra un modello peculiare", spiegano i ricercatori. Infatti, il pattern della maggior parte dei neuroni durante il sonno Rem è simile a quello della veglia, e in alcuni casi i neuroni si attivano in modo ancora più intenso.
"Questo non è troppo sorprendente, dal momento che i nostri sogni più vividi ed emozionanti si verificano durante il sonno Rem. Per evitare di farci male 'vivendo' questi sogni - evidenziano gli scienziati - il nostro cervello adotta una soluzione ingegnosa: ci lascia temporaneamente paralizzati dalla testa ai piedi". A volte ci si inizia a svegliare mentalmente, mentre si è sotto l'incantesimo della paralisi Rem. "Il risultato è una condizione curiosa: la paralisi del sonno, in cui la persona è come intrappolata. Non può muoversi o parlare, ma il suo sistema sensoriale è attivo, gli organi oculari e i movimenti respiratori rimangono intatti, culminando in uno stato di semi-coscienza abbinato a paralisi corporea".
Jalal, insieme a Vilayanur S. Ramachandran, descrive la sua ipotesi su 'Frontiers in Human neuroscience'. Al centro del lavoro c'è la paralisi notturna, tema molto studiato dai due ricercatori, e soprattutto i neuroni specchio scoperti dall'italiano Giacomo Rizzolatti. Si tratta di una classe di neuroni che si attiva quando un individuo compie un'azione, ma anche quando osserva la stessa azione compiuta da un altro soggetto.
I ricercatori ipotizzano che il sistema dei neuroni specchio sia cruciale per dare origine a questa allucinazione 'intruso'. Neuroni nella zona V5 della corteccia premotoria si accendono quando si effettuano movimenti volontari. Ma un loro sottoinsieme (il 10%) lo fa anche quando ci si limita a guardare un'altra persona che esegue l'azione. In pratica il meccanismo dei neuroni specchio permette di staccarsi temporaneamente dal corpo e di 'vedere' il mondo dal punto di vista di un'altra persona.
Leggi anche: Dentifricio Sbiancante: Funziona Davvero?
Nell'uomo questa sensazione si traduce in una sorta di doppia esperienza per l'individuo, che rimane ancorato al corpo anche se vede la situazione dal punto di vista di qualcun altro. Se il meccanismo è alterato, scrivono i ricercatori, si finisce più facilmente per vedere esseri misteriosi in camera da letto.
Secondo i ricercatori un disturbo funzionale della corteccia parietale destra potrebbe dare origine all'allucinazione dell'intruso in camera da letto visto durante la paralisi del sonno. "Essenziale a questa ipotesi, è la proiezione allucinata di una mappa del corpo (homunculus) dovuta alla conduzione neurale in conflitto. Questa ipotesi è sostanzialmente coerente con la constatazione che la disfunzione della giunzione tempoparietale mediante stimolazione elettrica focale può indurre la sensazione di un''ombra' illusoria, simile alla postura del corpo".
Spesso una figura può darci anche l’impressione che si stia muovendo quando in realtà è immobile. Questo avviene perché i nostri occhi si muovono sempre per analizzare l’oggetto osservato, anche quando questo è statico. Illusioni percettive: immagini che, a causa di uno stimolo esterno, non corrispondono a quelle realmente percepite. Illusioni geometriche: danno una percezione scorretta della geometria o delle dimensioni della figura. Illusioni di completamento: fanno percepire parti di figure che in realtà non sono presenti.
Il nostro cervello è naturalmente portato a cercare schemi e significati nel mondo che ci circonda. Questa capacità è fondamentale per orientarci nella realtà, ma può anche portarci a vedere connessioni dove in realtà non esistono. Un esempio tipico è la “pareidolia”, il fenomeno per cui riconosciamo volti o immagini familiari in forme casuali come nelle nuvole, nelle piastrelle dei pavimenti o nelle macchie di muffa sui muri.
Vic Tandy, ingegnere e docente all’Università di Coventry, in Inghilterra, fu testimone di un evento paranormale spaventoso. Tandy, da ingegnere, pensò alla fisica. Calcolò la frequenza dell'onda sonora: circa 19 Hz. Infrasuono puro. La fonte? Un grosso ventilatore installato nella condotta di aerazione del locale adiacente. 19 Hz, un infrasuono e un fantasma. Un caso?
Leggi anche: Consigli sbiancamento denti
Gli infrasuoni sono ovunque. Li producono i fenomeni naturali più potenti del pianeta: i terremoti, le eruzioni vulcaniche, i temporali, le interazioni tra il vento e la superficie del mare. Anche le attività umane producono infrasuoni. I sistemi di ventilazione degli edifici, i condizionatori d'aria, le tubature che trasportano l'acqua, il traffico stradale, i macchinari industriali, le pale eoliche generano vibrazioni a bassa frequenza che si propagano nell'ambiente circostante.
Secondo uno studio pubblicato su Frontiers in Behavioral Neuroscience, gli infrasuoni possono indurre sensazioni di malessere e disagio inspiegabili. Un suono che il cervello non registra come tale, ma al quale il corpo risponde: cambia l’umore, si alza il livello di stress, tutto diventa malinconico. In uno studio, partecipanti esposti a infrasuoni a circa 18 Hz riferivano di sentirsi più irritati durante l’ascolto, di trovare la musica meno coinvolgente e di descrivere il brano ascoltato come “triste”.
Per comprendere come gli infrasuoni possano produrre questi effetti, la scienza propone alcune ipotesi: la prima riguarda il sistema vestibolare. È possibile che gli otoliti continuino a rilevare vibrazioni infrasoniche anche nell’essere umano, non come suono, ma come sensazione di movimento, quindi come una sorta di vertigine o di instabilità del corpo percepita a livello subconscio.
La seconda ipotesi riguarda le connessioni neurali tra il sistema vestibolare e il sistema limbico, ovvero la parte del cervello deputata alla gestione delle emozioni. Studi di neuroimaging hanno mostrato che certe stimolazioni vestibolari attivano aree cerebrali associate alla paura e all’elaborazione emotiva. Se l’infrasuono stimola il sistema vestibolare, potrebbe quindi innescare risposte emotive negative attraverso questa via neurologica, senza che il processo passi per la consapevolezza.
In tutte le culture ci sono descrizioni simili. Più o meno condite di sovrannaturale e di presenze demoniache o, più semplicemente, terrifiche. Nell’isola di Terranova è la Old Hag, una strega che assale chi dorme, lasciandolo incapace di gridare o reagire. Nella cultura degli Inuit, si chiama Uqumangirniq (o Aqtuqsinniq), uno spirito malvagio che cerca di impossessarsi del corpo di una persona che dorme. In Giappone, il Kanashibari, la pressione sul petto da parte di uno spirito.
La prima descrizione rintracciabile risale al 400 A.C., in un libro cinese sui sogni. Più tardi, circa nel 200 D.C., Galeno si era posto il problema di identificarne le cause. I resoconti medioevali sono pieni di descrizioni di fenomeni simili, spesso associati ai processi per stregoneria. Nel 1781, il pittore svizzero Johann Heinrich Füssli ci ha lasciato la più famosa opera che descrive la paralisi del sonno.
Credenze popolari, letteratura, pittura presentano, comunque, un fenomeno i cui tratti sono comuni: una condizione di semi-coscienza, accompagnata da sensazione di soffocamento da completa incapacità a muovere un solo muscolo e accompagnata da visioni allucinatorie. Che poi siano diventate vecchie streghe, spiriti burloni o demoni rappresenta solo una variante della cultura e della religione in cui si è vissuti.
"Mentre una volta si pensava che questo si attivasse solo nel contesto della narcolessia, un raro disordine del sonno autoimmune che colpisce meno dell'1% della popolazione, sappiamo ora che il 20% ha episodi di paralisi del sonno". "Sappiamo che il 20% della popolazione sperimenta episodi di paralisi del sonno. E in queste occasioni a volte si vedono esseri misteriosi", ha detto all'Adnkronos Baland Jalal.
Il fenomeno - anche per chi ne soffre - è molto sporadico e termina in un tempo molto breve. Non siete né fifoni né impazziti. A tutti è capitato almeno una volta e il motivo va ricercato nel cervello.
È un gioco che il nostro cervello fa quando passa da guardare l’acqua che scorre alle rocce ferme. È il cervello, infatti, a registrare le percezioni di colore, forma, struttura e movimento. A volte questo fenomeno è fisiologico, come succede nella griglia di Hermann in cui l’illusione è spiegabile tramite un processo neurologico chiamato inibizione laterale.
La percezione è dinamica e lo notiamo anche con le sensazioni tattili. Spesso i nostri occhi si muovono per analizzare l’oggetto osservato, anche quando questo è statico. Questo può creare quella sensazione di 'sdoppiamento' o di alone intorno agli oggetti in condizioni di contrasto elevato, fenomeno riferito anche come effetto "ghosting" da persone che passano molto tempo davanti ai monitor.
Se in camera da letto vedete fantasmi o ombre che vi fanno paura e non riuscite a muovervi dal letto, non abbiate timore. Non siete né fifoni né impazziti. A tutti è capitato almeno una volta e il motivo va ricercato nel cervello. Se il fenomeno diventa frequente o molto disturbante, è opportuno consultare uno specialista del sonno o un medico per escludere condizioni come la narcolessia o altri disturbi del sonno.
Un approccio clinico può comprendere valutazione medica, igiene del sonno, gestione dello stress e, se indicato, terapie farmacologiche o psicologiche mirate. La ricerca scientifica sul sonno ci restituisce un cervello che, anche durante il sonno, svolge attività diverse, non sempre finalizzate o adattive.
| Fattore | Ruolo |
|---|---|
| Fase REM | Sogni vividi, assenza di tono muscolare, base della paralisi |
| Paralisi del sonno | Semi-coscienza con impossibilità di movimento e allucinazioni |
| Neuroni specchio | Possibile origine della sensazione di 'intruso' e della prospettiva esterna |
| Corteccia parietale destra / giunzione tempoparietale | Disfunzione può generare proiezioni corporee allucinate |
| Infrasuoni | Stimolazione ambientale che può aumentare stress e distorsioni sensoriali |
| Pareidolia e memoria | Interpretazione culturale e ricostruzione del ricordo aumentano l’effetto |
La prima testimonianza risale addirittura a Plinio il Giovane che in una lettera all’amico Licinio Sura (102 d.C. circa) descrisse la presenza di un malconcio e barbuto fantasma in una casa ad Atene. La produzione letteraria mondiale annovera migliaia di opere che raccontano storie di case infestate. Nel corso dei secoli, il fenomeno ha raccolto descrizioni e interpretazioni culturali molto varie, pur mantenendo elementi comuni: oppressione al petto, incapacità di gridare e visioni spettrali.
tags: #perché #si #sbianca #alla #vista #di
