
Questa opportunità varia però da un istituto all'altro e può essere soggetta a determinate regole e scadenze. Conoscere le regole dell'ateneo Prima di iniziare qualsiasi procedura in tal senso, è fondamentale familiarizzare con le regole dell’ateneo in cui si è svolto l'esame. Motivi validi per la contestazione Non è sufficiente essere insoddisfatti del voto ottenuto, è necessario infatti avere dei reali motivi per farlo. Contestare un voto di esame è un diritto degli studenti, ma richiede un'attenta valutazione delle motivazioni e delle prove a supporto in tal senso. In linea molto generale, però, dover dire di no ad un risultato d’esame è sinonimo di ambizione e insoddisfazione. E ancora… La consapevolezza di poter dare di più, di poter fare del proprio meglio, di poter osare quando non si è riusciti a dare il massimo, è senza alcun dubbio un motivo che può portare alla rinuncia di un voto d’esame. Un voto finale pari o superiore a 105 su 110 permette, poi, di ottenere un bonus per i punteggi relativi ai concorsi pubblici. Può, d’altro canto, capitare di dover rifiutare un voto d’esame scritto perché fa media col voto dell’orale. Tale svantaggio si presenta in particolar modo nel caso di esami propedeutici, quegli esami che se non dati in un certo periodo non consentono di farne altri. Questo il quadro generale che riguarda la scelta di dover o non accettare un voto.
Hai sostenuto un esame universitario, ritieni di essere stato giudicato in maniera ingiusta e vorresti sapere come fare a contestare un voto d’esame? Contestare un voto d’esame all’università, in Italia, è un diritto garantito agli studenti che ritengono di essere stati penalizzati da un’ingiusta valutazione. Vuoi conoscere bene quali sono i tuoi diritti? In primo luogo, è importante capire che la contestazione del voto d’esame non è una pratica da prendere alla leggera. Vediamo come fare ricorso per esame universitario. A chi rivolgersi per contestare un voto d’esame? Sottolineiamo che è possibile contestare anche una bocciatura ingiusta, ma solo se questa viene verbalizzata (come si suol dire se viene “messa a libretto”) e questo è estremamente raro. Molte Università, nei propri regolamenti di Ateneo, disciplinano questa tipologia di reclami. Generalmente, il primo passo è rivolgersi al Consiglio di Dipartimento ed al suo Presidente. Il ricorso deve essere presentato entro i termini previsti dalla normativa universitaria, e deve contenere una descrizione dettagliata delle motivazioni della contestazione e delle prove a sostegno della propria posizione. Una volta presentato il ricorso, chi di dovere procederà ad esaminare la questione e a valutare se la contestazione del voto è fondata. Puoi, infatti, entro 60 giorni, rivolgerti proprio al TAR con un ricorso contro l’università. In questo caso, però, ci sono notevoli spese da affrontare. Ogni docente è dotato di una certa discrezionalità nell’assegnare un voto. A tutti è capitato di aver studiato magari notte e giorno per preparare un esame per poi ricevere una valutazione troppo bassa. Ma non è questo il caso che ti deve spingere ad intraprendere questa procedura. In questa circostanza, se lo ritieni opportuno, puoi decidere semplicemente di rifiutare il voto e ripetere l’esame. Anche perché, come abbiamo visto, se ci si porta fino al TAR la spesa è davvero ingente.
La sinergia tra studenti e il loro garante ha portato ad una svolta epocale. “Notte prima degli esami” canta Antonello Venditti. Addirittura l’ansia che assale alla soglia di una prova d’esame ha costituito il motivo ispiratore per un testo di musica! Chi può dire infatti di non aver provato questa sorta di “ansia da prestazione” almeno una volta nella sua vita? E se a questa ci si aggiunge poi anche lo stress legato al voto, ci sarebbe materiale sufficiente per una nuova stesura da mettere in musica. Uno stress, quello del voto, che da qualche anno ha innescato una querelle tra studenti e corpo docente in ambito universitario se si vuole “culminata” in una proposta di un docente dell’università storica dello “stivale”. Tanto per restare sulla scia della canzone di Venditti, il docente di un’università padovana sembra aver paragonato l’esame di maturità con quelli universitari, ma in quale senso? Stando alla sua presa di posizione, come nessuno si sognerebbe di rifiutare il voto dell’esame di maturità, così deve succedere anche in ambito accademico universitario. E cosa ne pensano i diritti interessati, vale a dire gli studenti? Meglio accettare il voto per non indispettire i docenti nelle eventuali successive sessioni di esame o spingersi a rifiutare il voto, sperando in una migliore sorte futura?
E tu sai se si può rifare un esame universitario per voto basso? Se senti di non saperne abbastanza, seguici! Fino a qualche mese fa, gli esaminandi dovevano fare appello al buon cuore del docente, o a prassi non scritte, ma “qualcosa” è ormai venuto alla luce. Questo è il dilemma che si potrebbe presentare allo studente al termine della sua prova di esame ovvero l’esame può dirsi superato secondo il docente, ma con un voto reputato dall’allievo non soddisfacente. Guardando la cosa da un altro punto di vista: il rifiuto del voto è un’opzione da contemplare tra i “diritti” dello studente o va inteso come un fatto di cortesia da parte del docente? Quindi si intuisce già da qui che la questione non è affatto banale. All’interno della narrazione studentesca vengono infatti riportati casi di professori che si oppongono al rifiuto del voto, altri che in caso di rifiuto, fanno saltare perfino l’appello successivo.
In prima battuta va specificato che con l’acronimo Cun ci si riferisce al Consiglio universitario nazionale. Ebbene nel 2015 il Cun emise proprio un parere del seguente preciso tenore: “L’esame è un atto pubblico avente valore legale verbalizzato dalla commissione, esso non può essere ripetuto se non a seguito del suo annullamento, secondo le modalità e nei casi previsti dalle norme. Il Cun ritiene che non possa essere ripetuto un esame sostenuto con esito favorevole”. Per prendere visione del suddetto parere in versione integrale, si veda la nota che segue. Con la sigla R.D.A. ci si riferisce ai Regolamenti didattici di ateneo. Tra i vari punti inseriti nei regolamenti delle diverse università anche quello concernente gli “Esami o valutazioni finali di profitto”. Spesso è bene, sin da ora, sapere che gli istituti sono intervenuti a regolamentare le questioni relative alle votazioni minime e massime, all’acquisizione dei crediti, senza però specificare granché se non proprio nulla, in merito all’evenienza di una prova superata con un voto basso. Il garante degli studenti è una figura espressamente prevista dallo statuto di ateneo. Tra i suoi compiti si annovera anche quello di ricevere le segnalazioni degli studenti. Dunque in caso di disfunzioni e/o limitazioni dei diritti studenteschi è a questa persona che ci si deve rivolgere. La sua “mission” è far rispettare la normativa e tutelare i diritti/ interessi degli studenti. Per avere comunque maggiori delucidazioni, basterà scorrere l’apposito “Regolamento sul garante degli studenti”. Tra gli impegni che il garante deve onorare va annoverato anche quello relativo alla stesura di una relazione di fine anno accademico, dove dovrà evidenziare le questioni più significative poste alla sua attenzione, in ambito prevalentemente didattico. Stando al caso recente, il passaggio che ha segnato una svolta in qualche modo epocale, si annida proprio tra le pagine di una relazione di fine anno accademico. Per la precisione, ci si riferisce ad una relazione dell’anno accademico 2017: alla lettera d della pag. 9 si trova espressamente scritto che “la questione relativa alla possibilità da parte dello studente di rifiutare il voto d’esame ancorché positivo, si è avviata ad una soluzione positiva. … Gli organi hanno comunque stabilito che il docente consenta allo studente di rifiutare un voto positivo almeno una volta sul singolo insegnamento. Tra le premesse il garante che nel caso di specie risponde al nome del dottando Citando sempre la relazione del dott. Scutellari che si presume sarà in qualche modo destinata a fare scuola “L’iter della proposta dovrà essere completato da un’approvazione del Regolamento didattico d’ateneo da parte del Cun. Nelle more verranno date indicazioni ai docenti di anticipare l’applicazione della proposta approvata dagli organi”. A sancirlo è infatti il Regolamento didattico di ateneo “Alma Mater Studiorum Università di Bologna”. All’art.16 si legge infatti che “In caso di esito positivo lo studente può chiedere di rifiutare il voto. Il rifiuto deve essere concesso dal docente almeno una volta sul singolo insegnamento”. E per gli studenti degli altri atenei? Sicuramente questo costituisce un significativo passo in avanti a beneficio di tutti gli studenti. Si pensi solo alle conseguenze insite nell’obbligo di accettare dei voti non sufficienti per l’accesso ad eventuali scuole di specializzazione. Da ultimo, ma non per ordine d’importanza, visto che nella relazione di fine anno, il garante dovrà anche evidenziare il numero di segnalazioni ricevute e la tipologia, perché non organizzarsi e promuovere istanze da più parti all’interno dello stesso ateneo?
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Il tema dei voti interessa molti studenti universitari. Ognuno però vive diversamente la valutazione degli esami: alcuni studenti desiderano ottenere voti alti aspirando al cosiddetto 110 e lode, altri invece preferiscono accettare qualsiasi votazione, ritenendo il voto poco importante. Il voto di un esame universitario dipende non soltanto dalla preparazione dello studente, ma anche da fattori imprevedibili. Ma può anche capitare che il professore decida di chiedere un riferimento contenuto nelle note del libro che solo il 10% degli studenti di solito legge. Troppe pagine da studiare? Tra gli elementi che possono comportare “scivolate” in sede d’esame può esserci anche la vastità del programma e degli argomenti da studiare. L’università, come la scuola, ha una propria organizzazione interna. Gli esami possono essere scritti oppure orali. Si concludono con una valutazione espressa in trentesimi. Il voto del singolo esame non è importante in sé, ma assume importanza se rapportato alle altre valutazioni degli esami perché concorre a formare la cosiddetta media universitaria. In genere non è necessario mantenere una media elevata. Tuttavia, ci sono dei casi in cui si consigli di puntare ad un buon voto, per singolo esame. L’ideale sarebbe vivere gli esami con serenità e calma. La cosa più importante che non bisogna mai tralasciare è la preparazione, è fondamentale studiare per sé stessi. Così come è importante lavorare a una buona organizzazione dello studio, essenziale per porsi degli obiettivi giornalieri e velocizzare i tempi.
Ultimo aggiornamento: 2024-09-25 20:56:55 Il Regolamento didattico di Ateneo fa riferimento in molte sue parti a diritti e doveri di docenti e studenti. Comportamento rispettoso delle parti. Si richiede un comportamento rispettoso a entrambe le parti durante lo svolgimento dell'esame. La commissione deve essere rispettosa della personalità e della sensibilità del candidato, mentre il candidato deve avere un comportamento leale e corretto. La commissione può determinare il non superamento dell'esame nel caso in cui si registrino comportamenti scorretti da parte del candidato. Art. 23, comma 4 e 6, del Regolamento didattico. La conduzione dell'esame da parte della commissione deve essere in ogni caso rispettosa della personalità e della sensibilità del candidato. È dovere degli studenti attenersi ad un comportamento leale e corretto nei confronti della commissione d'esame, astenendosi in particolare dall’usare strumenti di trasmissione e/o comunicazione ovvero di qualsiasi altro tipo non autorizzati dalla commissione e che possano impropriamente facilitare lo svolgimento della verifica. Se nel corso dell’esame, un candidato si avvale di strumenti di trasmissione e/o comunicazione o di qualsiasi altro tipo non autorizzati dalla commissione e che possano alterarne il risultato, lo svolgimento della sua prova viene interrotto e l’esame si considera non superato, in quanto risulta abbandonata la conduzione dell’esame secondo un comportamento leale e corretto. Il docente non può avere visione dei voti degli esami superati in passato. La commissione non può prendere visione delle votazioni riportate dal candidato negli esami precedenti prima di esprimere il proprio giudizio. Articolo pensato quando esisteva ancora il libretto cartaceo, ma tutt'ora valido. Art. 23, comma 3, del Regolamento didattico. L'esame relativo ad un insegnamento deve essere ordinato in modo da accertare la preparazione del candidato sui contenuti dell'insegnamento come precisati nel programma del corso stesso. La commissione di esame non può prendere visione delle votazioni riportate dal candidato negli altri esami prima di esprimere il proprio giudizio. Omogeneità di criteri di valutazione. La commissione deve garantire omogeneità nei criteri di valutazione (nel senso che gli studenti non possono essere valutati in modo diverso in appelli diversi). Art. 23, comma 3 del Regolamento didattico. La commissione deve rendere disponibile (pubblico e consultabile) delle prove d'esame, con annessa soluzione quando possibile. Art. 23, comma 16 del Regolamento didattico. Nel caso di prove scritte, la commissione d'esame rende pubblico e consultabile, dopo la prova, un testo rappresentativo dell’esame proposto nell’appello e, ove applicabile, una sua possibile soluzione. Non sempre la cosa viene rispettata. 23, comma 25 del Regolamento didattico. Gli esami sono pubblici e devono sempre tenersi in locali universitari accessibili al pubblico. Deve essere pubblica anche la comunicazione dell’esito dell'esame e della votazione. Lo studente ha diritto a rifiutare la valutazione proposta. Lo studente ha il diritto di rifiutare il voto proposto dalla commissione e ripresentarsi agli appelli successivi. Si consideri che:- valgono i limiti sulla partecipazione agli esami detti in altre sezioni (se ci sono limiti di consegne e volete rifiutare all'ultimo tentativo possibile sapete cosa succede); - il docente non può considerare quanto successo negli appelli precedenti nel determinare il voto d’esame (ma può tenere un occhio su di voi nel caso in cui sospetti che abbiate copiato durante gli appelli precedenti, chi è causa del suo male pianga se stesso). - un esame superato e verbalizzato non può essere ripetuto (con esame superato si intende l’esame verbalizzato sul libretto digitale e sul portale Alice). Art. 23, comma 19 del Regolamento didattico. Al candidato deve essere consentito di rinunciare a proseguire l'esame in ogni fase del suo svolgimento. La rinuncia a proseguire l'esame da parte del candidato viene rilevata e registrata a soli fini statistici e non comporta alcuna conseguenza di carattere amministrativo. In particolare essa non viene riportata sul libretto personale dello studente, né nei certificati di carriera scolastica, se non a richiesta dello studente medesimo, compresi quelli forniti dalla segreteria alla commissione di esame di laurea o diploma. Art. 23, comma 6, del Regolamento didattico. Stai per iscriverti e vuoi sapere come funzionano i voti all’università? Il sistema universitario è molto diverso da quello scolastico. Per farti capire meglio a quale valutazione corrisponde il voto di un esame, basta fare un semplice calcolo. Dovrai cioè dividere il voto da 18 a 30 per 3. Ti chiedi, per esempio, che voto è 20 all’università? Semplice, 20/3 corrisponde a 6,6. Se prendi cioè 20 a un esame, hai di poco superato la sufficienza. Oltre al voto, all’università cambia anche il modo in cui si sostengono gli esami. Sapevi, per esempio, che esistono le cosiddette sessioni? La sessione invernale (prima) coincide con i mesi di gennaio e febbraio, quella estiva (seconda) con i mesi di giugno e luglio e quella autunnale (terza) con il mese di settembre. Ogni esame all’università prevede un certo numero di CFU - Crediti formativi universitari. Per lavoro si intendono le lezioni e lo studio individuale necessari a ciascuno studente per acquisire una padronanza tale dell’argomento da presentarsi davanti al docente e affrontare la prova scritta o orale. Un CFU corrisponde a 25 ore. I voti all’università sono importanti anche in vista della laurea. Perché? É importante, quindi, studiare anche per avere un buon voto. Come abbiamo già detto, la votazione dipende dal giudizio dei docenti. La scala ECTS (European Credit Transfer System), infatti, è stata creata per armonizzare i sistemi di valutazione accademica in Europa. Questo sistema facilita il riconoscimento dei crediti e delle valutazioni degli studenti che studiano all’estero, come nel caso del programma Erasmus. Funziona cioè come un meccanismo di conversione standardizzato e affidabile, permettendo una corrispondenza chiara tra i voti ottenuti in diverse istituzioni educative. 1 ECTS, infatti, corrisponde a un CFU. I voti di ciascun esame all’università, però, non sono in trentesimi come in Italia. Cosa significa? Quando ti presenterai davanti alla commissione per discutere la tua tesi, dovrai aver calcolato la tua media che costituisce il voto di partenza. Poniamo che la tua media sia pari a 100. I professori della commissione valuteranno tesi e discussione e ti assegneranno dei punti che andranno a sommarsi a quello iniziale. Di solito, si attribuiscono dai 3 ai 9 punti, con delle piccole differenze da ateneo ad ateneo. Dovrai calcolare la media ponderata. Come fare? Moltiplichi il voto in trentesimi di ogni esame per il numero di CFU corrispondente a ciascuna materia. Facciamo un piccolo esempio per spiegarti meglio. La tua media è cioè del 27,1. Di solito questa media è normalizzata ai due decimali. In linea di massima è possibile rifiutare un voto troppo basso. Di solito, si può rifiutare un voto una sola volta per singola materia. Ci sono, però, atenei che lasciano ai professori ampia discrezionalità sul numero di volte in cui uno studente può rifiutare un voto. Ciò significa che, ovviamente, non esistono solo i casi in cui il voto è basso. Ci sono anche quelli in cui è il professore stesso a consigliarti di ripetere l’esame, rimandandoti all’appello successivo. Non si tratta di una vera e propria bocciatura, ma di una sorta di rimando. É raro che il professore registri la bocciatura sul libretto perché in quel caso sarai bloccato per un appello. Cosa significa? Ci sono degli atenei in cui viene applicato il cosiddetto salto d’appello. La preparazione cioè non è giudicata sufficiente per superare l’esame e il docente ti blocca per un appello. Ai fini dei voti universitari in Italia non succede nulla. Il salto d’appello non ti pregiudica niente. Puoi ripetere l’esame e prendere tranquillamente 30. Non essendoci una vera e propria legislazione in merito ai rimandi e ai salti d’appello, è possibile rivolgersi al garante, che svolge un ruolo di vigilanza e opera nell’interesse degli studenti. Il rifiuto del voto è una scelta molto personale. Se sei riuscito ad avere una media alta, sarebbe un peccato abbassarla. Rifiutare un voto all’università allunga per forza di cose i tempi. Dovrai capire cosa è andato storto, quali aspetti non hai approfondito a sufficienza, cosa ti è risultato poco chiaro e così via. Puoi permetterti di investire quel tempo in più? Se sei a buon punto con gli esami, potresti rifiutare il voto e presentarti alla sessione successiva. Prendi in considerazione anche la tipologia di esame, vale a dire il numero di CFU corrispondenti alla materia. C’è una certa differenza tra un brutto voto in un esame all’università da 6 CFU o da 12 CFU. Prima di rifiutare un voto basso, calcola con precisione di quanto si abbasserebbe la media. Prima di farlo, però, valuta bene anche la nuova sessione in cui dovrai ripetere la prova. Ci sono delle situazioni specifiche in cui non ti conviene accettare tutti i voti all’università. Quali? Devi rifiutare un voto basso se sei uno studente di giurisprudenza e aspiri a fare il tirocinio negli uffici giudiziari. Per accedere al tirocinio, infatti, la legge prevede dei requisiti specifici. Secondo i D.Lgs. 44/2024 e D.Lgs. Che voto è 27 all’università? Si tratta di un buon voto che, però, non ti basta se vuoi fare il tirocinio dopo la laurea. La media del 27, infatti, ti consente di partire da un voto di laurea di 99. Dovrai cioè ottenere almeno 6 punti per la tesi per poter arrivare a 105. La procedura dell’esame universitario varia in base alla tipologia dell’esame, che può essere scritto, orale, o una combinazione di entrambi. Per gli studenti che frequentano regolarmente le lezioni, prepararsi all’esame è più agevole. Una delle domande che ci si pone spesso è anche la seguente: ma all’università gli esami durano molto? Gli scritti hanno una durata diversa a seconda del numero di prove. Gli orali, invece, durano in media 20 minuti. La durata degli esami orali è comunque discrezionale. I professori fanno qualche domanda in più solo quando sono incerti sul voto da dare. E questo vale sia in caso di brutto esame che di esame eccellente. É anche vero, però, che non ci può essere troppa discrepanza tra gli studenti. Non è possibile cioè porre a uno studente 10 domande e a un altro 2 domande soltanto. A Bologna si potrà rifiutare il voto all'esame, anche se il giudizio espresso dal professore è positivo, ma, secondo lo studente, non è soddisfacente. Questo non diventa più una misura a discrezione del docente, ma è una norma prevista dal regolamento d'Ateneo dell'Alma Mater. Dunque, anche se il professore non è d’accordo con il rifiuto, lo studente può dire no al voto. Prima di tale modifica, gli studenti dell'università bolognese dovevano rispettare l’articolo 16 del regolamento: "La valutazione negativa non comporta l’attribuzione di un voto", che viene annotata sul verbale ma non influisce sulla media, e che "non possono essere ripetuti gli esami o valutazioni finali di profitto già verbalizzati con esito positivo". Insomma, se lo studente capisce di non essere pronto, si può ritirare dall’esame, ma se decide di arrivare fino in fondo e il prof gli dà un voto non gradito, l’articolo 16 definisce la questione. E allora ecco che, all’Alma Mater, ci sono docenti che si oppongono al rifiuto del voto e altri che addirittura fanno saltare l'appello successivo. Hanno diritto gli studenti universitari a rifiutare il voto di un esame assegnatogli da un docente? Accettare o rifiutare un voto ad un esame è un diritto di ciascuno studente che, a seconda di motivazioni prettamente personali, può decidere o meno se formalizzare quella valutazione. Vale la pena ricordare che fino a quando non verrà rimosso il valore legale del titolo di studio, le valutazioni conseguite hanno particolare importanza: in alcune Facoltà, come Medicina, perché vanno a costituire il titolo più importante per accedere alle scuole di specializzazione; ma anche in assoluto, visto che l’accesso a determinati concorsi pubblici prevedono delle “soglie minime” di accesso.
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