Chiusini e caditoie stradali: procedura, materiali e accorgimenti per una sigillatura a caldo efficace

L’efficacia della posa in opera del telaio sul pozzetto è fondamentale per la stabilità del dispositivo di chiusura, poiché coperchio/griglia, telaio e pozzetto formeranno un corpo unico capace di sopportare le sollecitazioni del traffico pedonale e veicolare. La norma Uni en 124 impone requisiti di conformità per i chiusini e la norma Uni/tr 11256 guida la posa in opera. Spessori e quant’altro devono essere realizzati con materiali idonei, resistenti alla compressione e duraturi, compatibili con i prodotti per la posa scelti.

Scelta del chiusino e criteri di conformità

Il chiusino o la griglia devono essere conformi alla norma UNI EN 124 e riportare una marcatura leggibile indicante la norma di riferimento, la classe, il marchio del fabbricante e quello dell’ente di certificazione. La scelta della classe dipende dall’uso: D400 per strade e transito di mezzi pesanti, C250 per aree carrabili leggere, B125 per contesti meno gravosi. Il posizionamento deve essere perfettamente a filo della pavimentazione finita, e dopo la posa sono necessarie circa 24 ore prima di poter camminare sopra.

Procedura operativa: fasi principali

  1. Calare il telaio nel vano di alloggiamento.
  2. Centrare correttamente il telaio nel vano di alloggiamento; la base del telaio deve appoggiare completamente sulla testa del pozzetto.
  3. Portare in quota il telaio con metodo appropriato: preparare una miscela di calcestruzzo per muratura secondo le istruzioni del fabbricante, depositare uno strato di 20-40 mm di malta sulla testa del pozzetto e appoggiare il telaio esercitando una leggera pressione per far fuoriuscire la malta dagli alveoli del telaio.
  4. Riempire completamente con il calcestruzzo il vano di alloggiamento, salvo previsione di finitura superficiale con asfalto.
  5. Posizionare i coperchi nel telaio e verificare il corretto posizionamento; pulire eventualmente le superfici di contatto e i meccanismi mobili (serrature, articolazioni, ecc.).
  6. Controllare la messa in quota: un chiusino troppo alto genera urti e rumori, troppo basso crea avvallamenti e ristagni; la precisione della quota è cruciale per sicurezza e durabilità.
  7. Se necessario, intervenire per evitare vibrazioni e rumori derivanti da gioco tra telaio e chiusino, o dal cedimento del sottofondo.

La fase di messa in quota è particolarmente delicata: è il punto in cui molti errori si manifestano, influenzando durata e funzionamento del sistema di drenaggio.

Materiali e soluzioni consigliate

Nel catalogo Einside sono disponibili chiusini in ghisa B125, C250 e D400, progettati per garantire durata, stabilità e conformità alle normative europee. Per il fissaggio e la messa in sicurezza dei dispositivi stradali, Saint-Gobain propone la malta webertec riparapav, una soluzione tixotropica pronta all’uso che permette un fissaggio a corpo unico, livellamento, ripristino rapido e riapertura del traffico in tempi contenuti. Webertec riparapav è formulata con cementi speciali, inerti silicei e calcarei, fibre d’acciaio inossidabili, fumo di silice e additivi specifici; è marcata CE e risponde alla norma UNI/TR 11256:2007 per l’installazione di dispositivi di coronamento e chiusura in zone pedonali e/o veicolari.

Vantaggi principali della soluzione Webertac riparapav:

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  • Txotropico: consistenza pastosa che facilita l’applicazione senza casseformi o camere d’aria; adatto anche a pendenze;
  • Rapido: cementi rapidi permettono una veloce riapertura del traffico;
  • Duraturo: esperienza decennale su tutto il territorio nazionale;
  • Fibre in acciaio: aumentano resistenze meccaniche, riducono cavillature e fessurazioni;
  • Alti spessori: applicabile fino a 30 cm senza inserire elementi ausiliari, garantendo una gettata monolitica;
  • Colorazione: grigio scuro o nero, simile all’asfalto;
  • Facile uso: miscelazione agevole con trapano o manuale.

La manutenzione dei chiusini e caditoie richiede attenzione: spesso si ricorre a malte non idonee o a cementi standard. Un telaio non solidale al getto può provocare rumori, cedimenti o infiltrazioni, con conseguenze su sicurezza e durabilità.

Diagnosi di problemi comuni e rimedi

  • Gioco tra telaio e chiusino: causato da battuta consumata, telaio deformato o appoggio non uniforme; Risoluzione tramite corretto allineamento e consolidamento.
  • Cedimento dell’allettamento: la base che distribuisce i carichi si fessura o si sbriciola; intervenire con consolidamento e riempimento adeguato.
  • Deterioramento del sottofondo: acqua infiltrata o ripristino eseguito su supporto instabile; ripristino approfondito per prevenire microvuoti e avvallamenti.
  • Planarità stradale non corretta: contatti irregolari causano contatti rumorosi e usura; intervenire per riallineare e garantire quota corretta.

Se il problema è principalmente il gioco, spesso la soluzione risiede nel ripristino completo con base solida, sigillatura perimetrale e materiali corretti; altrimenti, i problemi tendono a peggiorare con il tempo, aumentando rumore e degrado.

Note normative e pratiche professionali

I chiusini devono conformarsi alla norma UNI EN 124 (1995) e riportare marcatura leggibile; la norma EN 124:2015 richiede certificazioni volontarie con DoP e marcatura CE. In ambito nazionale, UNI/TR 11671:2017 fornisce indicazioni sull’applicazione della serie EN 124:2015. La messa in opera deve considerare la classe di chiusino (D400 per carichi pesanti) e l’allineamento con la pavimentazione, per garantire sicurezza, durabilità e prestazioni acustiche/smorzamento delle vibrazioni.

Infografica:Schema di posa corretto di telaio e chiusino su pozzetto
Video dimostrativo: posa e sigillatura a caldo di chiusini stradali

Considerazioni pratiche sui materiali e procedure

La preparazione dell’area di alloggiamento telaio e il riempimento a strati seguono indicazioni del produttore; la posa deve evitare l’utilizzo di elementi in spessore non integrati e privilegiando una gettata a corpo unico con malte specifiche come webertec riparapav. Le operazioni di verifica post-posa includono controllo di quota, ispezione di microfessure e test di appoggio, nonché monitoraggio dopo eventi meteorologici intensi.

Nel contesto di applicazione, l’intervento di un tecnico abilitato è fortemente consigliato per chiusini carrabili o con carichi elevati, sebbene in contesti residenziali possa essere affidato a installatori esperti. Per un’installazione conforme alle normative europee, si raccomanda l’uso di chiusini in ghisa adeguati (D400, C250, B125) e di malte speciali per il fissaggio del telaio, secondo le indicazioni del produttore e delle norme vigenti.

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