
L’efficacia della posa in opera del telaio sul pozzetto è fondamentale per la stabilità del dispositivo di chiusura, poiché coperchio/griglia, telaio e pozzetto formeranno un corpo unico capace di sopportare le sollecitazioni del traffico pedonale e veicolare. La norma Uni en 124 impone requisiti di conformità per i chiusini e la norma Uni/tr 11256 guida la posa in opera. Spessori e quant’altro devono essere realizzati con materiali idonei, resistenti alla compressione e duraturi, compatibili con i prodotti per la posa scelti.
Il chiusino o la griglia devono essere conformi alla norma UNI EN 124 e riportare una marcatura leggibile indicante la norma di riferimento, la classe, il marchio del fabbricante e quello dell’ente di certificazione. La scelta della classe dipende dall’uso: D400 per strade e transito di mezzi pesanti, C250 per aree carrabili leggere, B125 per contesti meno gravosi. Il posizionamento deve essere perfettamente a filo della pavimentazione finita, e dopo la posa sono necessarie circa 24 ore prima di poter camminare sopra.
La fase di messa in quota è particolarmente delicata: è il punto in cui molti errori si manifestano, influenzando durata e funzionamento del sistema di drenaggio.
Nel catalogo Einside sono disponibili chiusini in ghisa B125, C250 e D400, progettati per garantire durata, stabilità e conformità alle normative europee. Per il fissaggio e la messa in sicurezza dei dispositivi stradali, Saint-Gobain propone la malta webertec riparapav, una soluzione tixotropica pronta all’uso che permette un fissaggio a corpo unico, livellamento, ripristino rapido e riapertura del traffico in tempi contenuti. Webertec riparapav è formulata con cementi speciali, inerti silicei e calcarei, fibre d’acciaio inossidabili, fumo di silice e additivi specifici; è marcata CE e risponde alla norma UNI/TR 11256:2007 per l’installazione di dispositivi di coronamento e chiusura in zone pedonali e/o veicolari.
Vantaggi principali della soluzione Webertac riparapav:
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La manutenzione dei chiusini e caditoie richiede attenzione: spesso si ricorre a malte non idonee o a cementi standard. Un telaio non solidale al getto può provocare rumori, cedimenti o infiltrazioni, con conseguenze su sicurezza e durabilità.
Se il problema è principalmente il gioco, spesso la soluzione risiede nel ripristino completo con base solida, sigillatura perimetrale e materiali corretti; altrimenti, i problemi tendono a peggiorare con il tempo, aumentando rumore e degrado.
I chiusini devono conformarsi alla norma UNI EN 124 (1995) e riportare marcatura leggibile; la norma EN 124:2015 richiede certificazioni volontarie con DoP e marcatura CE. In ambito nazionale, UNI/TR 11671:2017 fornisce indicazioni sull’applicazione della serie EN 124:2015. La messa in opera deve considerare la classe di chiusino (D400 per carichi pesanti) e l’allineamento con la pavimentazione, per garantire sicurezza, durabilità e prestazioni acustiche/smorzamento delle vibrazioni.
La preparazione dell’area di alloggiamento telaio e il riempimento a strati seguono indicazioni del produttore; la posa deve evitare l’utilizzo di elementi in spessore non integrati e privilegiando una gettata a corpo unico con malte specifiche come webertec riparapav. Le operazioni di verifica post-posa includono controllo di quota, ispezione di microfessure e test di appoggio, nonché monitoraggio dopo eventi meteorologici intensi.
Nel contesto di applicazione, l’intervento di un tecnico abilitato è fortemente consigliato per chiusini carrabili o con carichi elevati, sebbene in contesti residenziali possa essere affidato a installatori esperti. Per un’installazione conforme alle normative europee, si raccomanda l’uso di chiusini in ghisa adeguati (D400, C250, B125) e di malte speciali per il fissaggio del telaio, secondo le indicazioni del produttore e delle norme vigenti.
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