
La bocca è una parte anatomica fondamentale del nostro corpo. Sono classificati per forma, funzione e posizione. Quanti denti abbiamo? Si tratta di un processo soggettivo e, per questo motivo, non è possibile stabilire un calendario preciso per la caduta dei denti da latte e la comparsa di quelli definitivi. Come abbiamo visto, i denti differiscono tra loro in base alla funzione che essi svolgono durante la masticazione. La parte visibile del dente, la corona, sporge, come un "iceberg" dal tessuto osseo cui è ancorato dalla radice, protetta e avvolta dal tessuto molle delle gengive, denominato colletto. È ricoperta da una superficie molto dura e resistente, detta smalto dentale. Sotto lo smalto, vi è la dentina, che può essere definita come la struttura vera e propria del dente.
Più in profondità, nella cosiddetta camera pulpare, vi è la polpa, composta dalle cellule che producono la dentina, da nervi e vasi sanguigni che irrorano la parte "viva" del dente. Il legamento parodontale collega il dente agli alveoli dentari, ovvero le cavità in cui la radice si innesta sull'osso. Ancora, i denti del giudizio sono spesso causa di dolore, poiché, in base alla conformazione finale assunta da mascella e mandibola, possono non avere lo spazio sufficiente per spuntare. La prevenzione quotidiana è sicuramente la strategia vincente per mantenere la salute della bocca. Lo spazzolamento di denti, lingua e spazi interdentali va effettuato in modo corretto, bilanciando il movimento dall'alto verso il basso con una moderata dose di energia.
La cura orale è fondamentale e imprescindibile, ma, altrettanto, lo stile di vita e una sana alimentazione, hanno un impatto sulla salute della bocca. La pulizia e lo sbiancamento dentale, infatti, non sempre sono efficaci contro macchie datate sui denti. Una corretta prevenzione, inoltre, prevede le periodiche visite di controllo dal dentista. La sua parte che circonda il dente è nota come gengiva libera o marginale ed intermediale tra due denti. Dal solco gengivale libero alla corona si ha poi la gengiva aderente, che termina a la linea mucogengivale. Le cellule che la compongono sono tipiche dell’epitelio pluristratificato e negli strati superiori godono di una certa cheratinizzazione.
Il parodonto è la parte più importante e sensibile del dente, che lo circonda e lo tiene saldamente in posizione. Un particolare fluido infine, detto crevicolare, ripulisce il solco gengivale dall’accumulo di detriti e deterge la zona. La più comune patologia è chiamata gengivite e colpisce moltissime persone almeno una volta nella vita. I sintomi che la caratterizzano sono gonfiore, causato dall’infiltrato infiammatorio, rossore e calore, dall’aumento di flusso sanguigno. Nella maggior parte dei casi non causa alcun dolore, anche se può capitare in seguito all’infiammazione. Raramente si utilizzano antibiotici, specialmente nelle persone immunodepresse. La retrazione gengivale poi, è la scomparsa di sezioni di tessuto che tende ad allontanarsi dalla corona.
La patologia più grave che coinvolge in vario modo le gengive è la parodontite o piorrea. La parodontologia si propone di conservare o ripristinare lo stato di salute dei tessuti di supporto di denti ed impianti, contribuendo così a conservare o migliorare il comfort, la funzione masticatoria, la fonazione e l’estetica dei pazienti. Anatomia del parodonto e dei tessuti parodontali: la gengiva, costituita da mucosa masticatoria di derivazione ectodermica, ricopre il processo alveolare e circonda il colletto dei denti. In direzione coronale appare di colore rosa e dall'aspetto "a buccia d'arancia" nei soggetti in salute, con contorno festonato e margine gengivale libero; in direzione apicale continua con la mucosa alveolare, dall'aspetto lasso e di colore più scuro. La linea di confine tra le due aree è la giunzione muco-gengivale. Il palato non presenta una linea mucogengivale poiché il palato duro è ricoperto da gengiva aderente. Le caratteristiche istologiche e morfologiche della gengiva permettono di distinguere gengiva libera (marginale e interdentale) e gengiva aderente. La gengiva è saldamente adesa all’osso alveolare e al cemento sottostante mediante l’inserzione di innumerevoli fibre connettivali.
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Anatomia del parodonto e dei tessuti parodontali: il legamento parodontale è una struttura connettivale che collega il cemento radicolare all’osso alveolare, composta da cellule, fibre nervose e vasi sanguigni e linfatici, immersi in una matrice extracellulare formata da fasci di fibre connettivali. È situato tra l'osso alveolare proprio e il cemento radicolare e lo spazio ha un’ampiezza di circa 0,25 mm, con forma di clessidra. Il dente è unito all'osso mediante fasci di fibre collagene. Questi fasci si classificano in base all’orientamento: fibre della cresta alveolare, fibre orizzontali, fibre oblique e fibre apicali. Dal cemento all’osso alveolare si riscontrano fibre di Sharpey; tra i componenti importanti del legamento parodontale figurano anche fibre elastiche e una piccola percentuale di fibre ossitalaniche. Oltre alle fibre sono presenti componenti cellulari come fibroblasti, osteoblasti, cementoblasti, residui del Malassez, cellule nervose, endoteliali, macrofagi, eosinofili e mastocellule. Il sistema di ancoraggio del legamento parodontale permette la distribuzione e l’assorbimento delle forze masticatorie dal processo alveolare e rende possibile i movimenti dentali fisiologici, facilitando l’apposizione di nuovo osso durante lo sviluppo e il rimodellamento dinamico.
Anatomia del parodonto e dei tessuti parodontali: il cemento radicolare è un tessuto calcificato che ricopre le superfici della radice dei denti, sostanzialmente privo di nervi ma con vasi sanguigni e linfatici. Viene deposto durante tutta la vita; le tre componenti principali sono organica, inorganica e acqua. Le quattro tipologie principali di cemento includono acellulare a fibre extrinseche, cellulare a stratificazione mista, cellulare a fibre intrinseche e cemento acellulare afibrillare. Il cemento permette la connessione del dente con le fibre del legamento parodontale e quindi la distribuzione delle forze che agiscono sul dente.
Anatomia del parodonto e dei tessuti parodontali: l’osso alveolare è la porzione delle ossa mascellari che forma e sostiene gli alveoli dentari. È costituito da una componente organica di fibre collagene tipo I immerse in una matrice amorfa e da una componente inorganica principalmente di idrossido di calcio. La parte esterna è l’osso compatto con la lamina dura dove si inseriscono le fibre del legamento parodontale; l’osso spugnoso occupa gli spazi tra gli alveoli. Numerosi canali di Volkmann permettono il passaggio di vasi sanguigni, linfatici e fibre nervose dall’osso all’apparato parodontale. Le fibre di Sharpey, mineralizzate, si inseriscono sull’alveolo dentale dando origine all’osso fascicolato. Il dente è connesso al parodonto anche attraverso il nervo del dente, con prolungamenti citoplasmatici che attraversano la dentina per percepire stimoli esterni.
Come abbiamo detto, il dente si trova all’interno della bocca, ancorato alle mascelle e alla mandibola. Da qui è facile capire perché, quando una gengiva si ritrae, osserviamo una recessione gengivale. L’intercapedine tra gengiva e dente è il solco gengivale, che i dentisti esplorano tramite sondaggio e che viene pulito con l’igiene orale professionale. Per avere un sorriso sano è importante un’accurata igiene orale e una visita periodica dal dentista. Nel caso in cui si presenti un problema è molto utile comprendere l’anatomia dei nostri denti. I denti sono strutture mineralizzate molto resistenti di diversa forma e grandezza: la corona è la parte visibile, la radice è la parte non visibile ancorata nell’alveolo, e il colletto è la zona tra corona e radice dove tende ad accumularsi la placca batterica. All’esterno della corona lo strato più duro è lo smalto dentale, sotto il quale si trova la dentina, e all’interno la polpa, tessuto molle con nervi e vasi sanguigni. La radice, più lunga della corona, può avere forma variabile, specialmente nei molari dove può essere doppia o tripla. Il parodonto e la gengiva svolgono un ruolo essenziale nel mantenere i denti in posizione e distribuire le forze masticatorie.
La gengivite è la patologia più comune, caratterizzata da gonfiore, rossore, calore e aumento del flusso sanguigno. Spesso non provoca dolore, ma può peggiorare con l’infiammazione. La retrazione gengivale è la scomparsa di tessuto gengivale vicino al colletto, che espone la radice. La parodontite o piorrea è una patologia più grave che coinvolge i tessuti di sostegno e può compromettere la stabilità del dente. La cura parodontale mira a conservare o ripristinare la salute dei tessuti di supporto, migliorando funzione masticatoria, fonazione ed estetica. La gengiva aderente fornisce una protezione continua e mantiene i tessuti profondi al sicuro dall’esposizione agli elementi esterni.
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La capacità di rimineralizzare lo smalto esiste, ma è limitata poiché lo smalto è privo di cellule. La carie dentale è una malattia comune causata dalla demineralizzazione dello smalto dovuta all’attività di batteri che metabolizzano gli zuccheri e producono acidi.
| Struttura | Caratteristica | Ruolo |
|---|---|---|
| Corona | Parte visibile, rivestita da smalto | Funzione di masticazione e estetica |
| Radice | Collegata all’osso tramite legamento parodontale | Ancoraggio e supporto |
| Colletto | Zona tra corona e radice | Accumulo di placca |
| Gengiva | Gengiva libera e gengiva aderente | Protezione e sigillatura |
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