
Qualsiasi sia l’approccio ortodontico seguito, raddrizzare i denti comporta sacrifici economici e prima ancora psicologici. Una volta finita la terapia, l’unica cosa che si desidera è che gli sforzi fatti non divengano vani e che i denti rimangano belli diritti per sempre. Purtroppo in alcuni casi succede, può capitare infatti che dopo aver portato l’apparecchio fisso ai denti per diversi anni i denti ritornino nuovamente storti.
I denti non sono strutture completamente statiche. Durante il trattamento ortodontico i denti vengono progressivamente spostati attraverso forze controllate esercitate da fili, brackets o allineatori trasparenti. La fase successiva alla fine della terapia con apparecchio fisso è estremamente delicata perché dopo un movimento ortodontico i denti tendono naturalmente a riprendere la loro vecchia posizione.
La recidiva ortodontica si verifica a causa dei legamenti dei denti che possiedono una sorta di “effetto memoria” che li porta naturalmente nella posizione originaria. Oltre a una memoria della posizione originaria dei tessuti di sostegno dei denti, c’è da considerare che la bocca è sottoposta a diverse forze muscolari tanto che piccoli spostamenti dentali possono verificarsi nel corso della vita anche su chi non ha mai portato l’apparecchio.
Tra le cause delle variazioni e dei movimenti dentali nel tempo ci sono:
Hai la classica “finestrella” tra i denti, nota come diastema? Questo spazio evidente, più comune tra gli incisivi superiori, può essere fonte di disagio e insicurezza, ma esistono diverse soluzioni efficaci e predicibili per correggerlo. Perché si forma lo spazio tra i denti? Capire la causa è il primo passo fondamentale per scegliere la terapia corretta.
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Le cause principali del diastema sono:
Il nostro consiglio per evitare una recidiva ortodontica è quello di utilizzare un apparecchio di contenzione (rimovibile o fisso) dopo la fine del trattamento ortodontico e quindi, subito dopo la rimozione dell’apparecchio dentale. L’apparecchio di contenzione è un dispositivo ortodontico adatto per scongiurare la possibilità che si verifichino denti storti dopo l’apparecchio.
L’apparecchio di contenzione può essere di due tipi:
In linea generale la durata della contenzione varia da paziente a paziente e viene stabilita in base alla situazione di partenza e alla presenza di eventuali abitudini viziate che possono incidere sul mantenimento del risultato. C’è chi dice che una buona fase di contenzione dovrebbe durare per tutta la vita. Questi controlli si fanno ogni 4 mesi circa per valutare la situazione. L’ortodontista consiglia di sottoporsi ai controlli periodici da lui stabiliti (di solito ogni 6-12 mesi) al termine della fase di contenzione.
Se i denti sono nuovamente disallineati a causa di una recidiva ortodontica, che può presentarsi senza la fase di contenzione, puoi raddrizzare di nuovo. Quando i denti perdono l’allineamento e tornano storti, in molti casi è necessario rimettere l’apparecchio ortodontico e iniziare una nuova terapia ortodontica.
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Le principali soluzioni terapeutiche includono:
La scelta dipende da un’analisi accurata delle cause, della salute dei denti e degli obiettivi del paziente. La decisione spesso si riduce a una domanda fondamentale: vuoi “spostare” i tuoi denti attuali o vuoi “rimodellarli” per renderli più belli?
La presenza di spazi a fine cura per microdonzia è da valutare sin dall'inizio della cura. La diagnosi differenziale deve considerare microdonzia, eruzione passiva incompleta, ipertrofia-iperplasia gengivale con false tasche parodontali e la deglutizione atipica. Bisogna valutare anche il “Natural smile”, ossia la proporzione tra estetica rosa (gengive) e bianca (denti).
Se i margini gengivali e la lunghezza dei denti risultano inadeguati, potrebbe essere necessario allungare le corone cliniche dei denti ridisegnando la festonatura gengivale tramite interventi parodontali (gengivectomia o chirurgia mucogengivale) prima di procedere con restauri protesici o faccette. Il parere clinico e una corretta pianificazione operatoria sono quindi imprescindibili.
Le visite di controllo sono fondamentali: l’ortodontista stabilisce la frequenza dei controlli (di solito ogni 6-12 mesi dopo la fase di contenzione) e monitora la stabilità del risultato. Se si opta per contenzioni rimovibili, è importante rispettare le indicazioni sul tempo di utilizzo (giorno e notte nei primi mesi, poi notturno).
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Se i denti tornano disallineati non disperare: se la recidiva è accertata, molte volte si può intervenire nuovamente con appositi trattamenti, incluse soluzioni invisibili come Invisalign® o con restauri conservativi, a seconda del caso.
Negli adulti, no. Una volta che la dentatura permanente è completa, gli spazi non si chiudono da soli; anzi, a volte possono peggiorare a causa della spinta della lingua o di problemi parodontali.
No. Per chiudere uno spazio, la preparazione del dente è spesso minima o addirittura nulla (“no-prep”). La faccetta viene aggiunta per riempire un vuoto, preservando la struttura del dente sano.
Il diastema è una delle condizioni con il più alto rischio di recidiva; per questo motivo, al termine di qualsiasi trattamento ortodontico per chiudere un diastema, è assolutamente indispensabile un sistema di contenzione.
Ogni diastema è unico. La scelta del trattamento dipende da un’analisi accurata delle cause, della salute parodontale, della forma dei denti e degli obiettivi estetici e funzionali del paziente. La decisione viene sempre presa dopo una visita specialistica e una pianificazione diagnostica dettagliata (esame clinico, foto, modelli, eventualmente radiografie e analisi occlusale).
Se il problema è solo estetico e localizzato, restauri diretti o faccette possono essere rapidi ed efficaci. Se invece il problema è di posizione, occlusione o associato a deglutizione atipica o frenulo ipertrofico, la combinazione di trattamenti (chirurgia del frenulo, terapia miofunzionale, ortodonzia e successiva contenzione) è spesso la via più sicura per un risultato stabile e armonioso.
| Problema | Soluzioni possibili | Pro/Contro |
|---|---|---|
| Diastema per microdonzia | Faccette/restauri in composito, ortodonzia | Rapido ed estetico (faccette); ortodonzia più conservativa ma più lunga |
| Frenulo ipertrofico | Frenulectomia + contenzione/ortodonzia | Rimuove la causa; piccolo intervento chirurgico necessario |
| Deglutizione atipica | Terapia miofunzionale + ortodonzia | Rieducazione necessaria per evitare recidive |
| Recidiva dopo apparecchio | Contenzione (fissa o rimovibile), nuova ortodonzia | Contenzione può essere a lungo termine; nuova ortodonzia richiede impegno |
Tutti desiderano denti dritti per sempre, specie dopo aver utilizzato per tanto tempo un apparecchio ortodontico. Il lavoro che è stato fatto con l’apparecchio deve essere mantenuto nel tempo, e con le giuste attenzioni è possibile limitare o prevenire il problema.
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