Come funziona il test salivare per droghe alla guida

Il rilevamento di THC attraverso i tamponi salivari rappresenta una delle tecniche più diffuse utilizzate dalla polizia per identificare l’uso di sostanze stupefacenti da parte dei conducenti. Questo metodo è rapido, non invasivo e offre risultati immediati, ma quali sono i dettagli tecnici e le implicazioni legali?

Principio di funzionamento dei tamponi salivari

I tamponi salivari sono strumenti progettati per rilevare la presenza di sostanze psicoattive, come il THC, nel fluido orale di una persona. Il funzionamento del tampone salivare si basa su un test immunocromatografico a flusso laterale con principio di legame competitivo. La saliva raccolta scorre lungo la membrana del test per capillarità. Il test si serve di anticorpi monoclonali per individuare selettivamente elevati livelli di specifiche droghe nella saliva umana. La presenza della droga nel campione compete con un coniugato droga-proteina presente nella zona del test. L’anticorpo dunque reagirà con il coniugato droga-proteico e comparirà una linea colorata visibile nella zona del test per la specifica droga testata.

Ogni striscia reagente contiene un anticorpo specifico per la sostanza da rilevare. Se la concentrazione della sostanza nel campione è inferiore alla soglia-limite, si forma una linea visibile nell’area test corrispondente alla sostanza analizzata. Una linea nella zona di controllo (C) compare sempre, se il test è stato eseguito correttamente e con sufficiente fluido salivare. La presenza della riga di controllo indica che il test è stato eseguito correttamente e che è stato raccolto sufficiente campione.

Come si esegue il prelievo e come si leggono i risultati

  1. Portare la confezione a temperatura ambiente prima dell’apertura.
  2. Rimuovere il cappuccio del test ed inserire il tampone assorbente in bocca, sotto la lingua, per raccogliere la saliva fino alla comparsa della linea di controllo.
  3. Porre il test su una superficie pulita e piana.
  4. Leggere i risultati dopo 10 minuti.

Risultato Negativo*: compaiono tutte le bande del test. Una riga colorata deve trovarsi nella zona di controllo (C), mentre l'altra deve essere adiacente alla zona di test (Sostanza/T). Risultato Positivo: nella zona di controllo (C) compare una sola riga colorata. Nella zona di test non compare alcuna banda del test (Sostanza/T). Non valido: non compare alcuna riga di controllo. I motivi più probabili per la mancata comparsa della riga di controllo sono un volume insufficiente di campione o tecniche procedurali non corrette.

Il tampone salivare antidroga è progettato per identificare simultaneamente sei gruppi di sostanze psicotrope, rilevando i loro metaboliti nella saliva. Il tampone salivare per screening su 6 droghe fornisce un risultato qualitativo preliminare. Il test salivare a 6 sostanze è indicato in contesti che richiedano uno screening rapido, non invasivo e facilmente eseguibile. Il test è monouso e deve essere smaltito seguendo le normative locali in materia di rifiuti sanitari.

Leggi anche: procedura per i tamponi faringei e linguali

schema flusso laterale del test salivare

Sostanze rilevabili e finestre di rilevazione

Il test antidroga tramite saliva, oral fluid è un test rapido per l’individuazione simultanea e qualitativa di Amfetamina, Metamfetamina, Cocaina, Oppiacei, Marijuana, Fenciclidina, Benzodiazepine, Ossicodone, Metadone, Barbiturici, Buprenorfina, Propossifene, Cotinina, Metilenediossimetamfetaimina, Alcol e relativi metaboliti nel fluido orale umano.

  • Amfetamina (AMP): a seconda della via di somministrazione, può essere individuata nel fluido orale anche 5-10 minuti dopo l’uso; può essere individuata nei fluidi orali anche fino a 72 ore dopo l’uso.
  • Metamfetamina (MET): può essere individuata nel fluido orale già a 5-10 minuti dall’uso e fino a 72 ore dall’uso.
  • Cocaina (COC): a seconda della via di somministrazione, può essere individuata nel fluido orale già a 5-10 minuti dall’uso; la cocaina e la benzoilecgonina possono essere individuate nei fluidi orali fino a 24 ore dopo l’uso.
  • Oppiacei (OPI/MOP): con una soglia-limite di 40 ng/ml la codeina può essere individuata nel fluido orale a 1 ora dall’assunzione e può rimanere individuabile per 7-21 ore dopo la dose.
  • Marijuana (THC): l’individuazione della droga è dovuta principalmente all’esposizione diretta della bocca alla sostanza; studi storici hanno mostrato una finestra di individuazione per il THC nella saliva fino a 14 ore dopo l’uso della sostanza.
  • Fenciclidin (PCP): è stata rilevata nel fluido orale di pazienti a livelli di appena 2 ng/ml e fino a 600 ng/ml.
  • Cotinina (COT): la finestra di rilevamento della cotinina nel test del fluido orale dovrebbe essere fino a 1-2 giorni dopo l’uso di nicotina.

Soglie, sensibilità e limiti del test per il THC

I test salivari per il THC possono dare risultati positivi a partire da concentrazioni molto basse, come 12 ng/ml (ad esempio se si utilizza SCREEN CUP 1-10-S). I test salivari dimostrano fino al 25.5% di sensibilità (con cut-off di 100 ng/ml, sensibilità che sale al 75,7% con cut-off a 5 ng/ml) per concentrazioni di THC ematico di 2 ng/ml. Il test fornisce solo un risultato analitico preliminare qualitativo. È necessario usare un metodo analitico secondario a conferma del risultato.

La conclusione è, dunque, relativamente semplice: il test salivare può rappresentare un indizio tangibile di un eventuale consumo (che tuttavia potrebbe essere passivo) di THC, ma allo stato attuale non risulta rappresentativo né di un rischio stradale concreto né di un consumo recente. Il test salivare per il THC può dare risultati positivi anche quando le condizioni psicofisiche del soggetto sono idonee alla guida.

Fattori che influenzano la positività e casi di esposizione passiva

Ad esempio, i livelli di THC possono rimanere nel sangue di fumatori abituali anche dopo 24 ore di astinenza, e tracce possono essere rilevate fino a sei giorni dopo l’uso. È ormai scientificamente comprovato che valori ematici fino a 5 ng/ml possono essere trovati in sangue di fumatori abituali anche a seguito di 24 ore di astinenza, mentre tracce (2 ng/ml) di THC possono essere evidenziate fino a 6 giorni dopo aver fumato. A questo bisogna aggiungere che il test salivare dà un risultato positivo a partire da concentrazioni salivari molto basse, tenendo conto che i test salivari mostrano sensibilità variabile rispetto ai livelli ematici.

Livelli di THC ematico di 1,3-6,3 ng/ml sono rilevabili in non fumatori che abbiano frequentato ambienti dove altri soggetti stanno consumando cannabis, il che attribuirebbe una colpa sostanzialmente inesistente ad un innocente. Ancora, i soggetti “fumatori passivi” potrebbero risultare positivi e con concentrazioni relativamente alte solo per aver condiviso l’ambiente con dei fumatori.

Leggi anche: guida al tampone linguale Synlab

Implicazioni legali e procedure sul territorio

Quando un conducente viene fermato, la polizia può richiedere di effettuare un test tramite un tampone salivare. Il processo prevede che il conducente posizioni il tampone nella bocca per raccogliere un campione di saliva. Successivamente, il dispositivo analizza il campione per determinare la presenza di THC. Se il tampone salivare rileva la presenza di THC, la polizia procede con ulteriori verifiche per confermare il risultato.

La guida sotto l’influenza di cannabis viene valutata su due piani: l’elemento oggettivo, ovvero il risultato positivo ai test di sostanze, e l’elemento soggettivo, che riguarda il comportamento e le condizioni del conducente al momento del controllo. Per configurare il reato di guida sotto effetto di stupefacenti, è necessario che il conducente mostri segni evidenti di alterazione psicofisica. La semplice positività ai test non è sufficiente senza l’evidenza di una compromissione delle capacità di guida. L’elemento oggettivo si basa sulla positività ai test, ma non sempre indica una compromissione attuale delle capacità di guida.

In ambito amministrativo, la positività alla cannabis comporta la sospensione cautelare della patente e la necessità di un esame medico per verificare l’idoneità alla guida. È essenziale che i conducenti siano informati sui propri diritti e sulle possibili implicazioni legali.

Strumenti avanzati: il drogometro (Alere DDS2) e le sperimentazioni

Erano anni che si vociferava dell’arrivo di uno strumento che rilevasse la positività alle droghe con la stessa funzione dell’etilometro per il consumo di alcol: è il “drogometro”, uno strumento già in utilizzo negli Stati Uniti d’America. Il nome scientifico di questo strumento è Alere DDS2 ma viene comunemente chiamato “drogometro”. È un nuovo apparecchio, che consente di misurare in tempo reale se un automobilista ha assunto le seguenti sostanze psicotrope: cocaina, oppiacei, cannabinoidi (hashish e marijuana), anfetamine e metanfetamine.

Il test consiste nel mettere in bocca una cannuccia, collegata da un tubicino al drogometro, che preleva un campione di saliva. In pochi secondi la macchina rivela l’esito delle analisi. Qualora l’automobilista risulti positivo, gli viene ritirata la patente in via preventiva per 10 giorni, inoltre viene sottoposto dal personale medico al kit diagnostico (quantisal o simili) che prevede un doppio prelievo salivare: uno utile per l’analisi di laboratorio (gascromatografia di massa), che entro 10 giorni permetterà di sapere se l’automobilista era sotto l’effetto di sostanze stupefacenti durante la guida, l’altro in caso di procedimento, qualora l’automobilista dovesse decidere di fare ricorso.

Leggi anche: Vantaggi dello spazzolino con tampone collutorio per l'igiene orale

I controlli prevedono la presenza simultanea in strada di pattuglie di Forze dell’ordine e camper con il personale medico. Gli agenti fermano gli automobilisti, li informano sul test a cui verranno sottoposti e fanno firmare loro il consenso a partecipare: coloro che lo rifiutano vanno incontro a una denuncia penale, equivalente all’essere risultati positivi all’uso di droghe.

Quali novità? Gli stick salivari utilizzati prima di Alere DDS2 non erano precisi. Con un basso livello di specificità del test, fornivano infatti troppo spesso esiti positivi, anche in automobilisti che non lo erano, imponendo dunque di sottoporre all’esame delle urine coloro che risultavano positivi allo stick. L’analisi delle urine non era tuttavia in grado di indicare se l’automobilista fosse sotto l’effetto di sostanze stupefacenti nel momento esatto della guida, offrendo così la possibilità ai conducenti positivi di fare ricorso in appello e di farla franca con estrema facilità.

Alere DDS2 si presenta invece come uno strumento la cui affidabilità è prossima al 100% (si legga lo studio: “Field Testing of the Alere DDS2 Mobile Test System for Drugs in Oral Fluid” di Christine Moore condotto negli USA e pubblicato dal Journal of Analytical Toxicology nel 2013). Tuttavia, in Italia, non ha ancora valore probatorio, ed è per questo che è in corso la sua sperimentazione in alcune province italiane, tra cui, come detto, Livorno ed Arezzo per la Toscana. Tale sperimentazione si concretizza nell’effettuare anche un tampone salivare, sul quale viene eseguita una gascromatografia di massa, a coloro che sono risultati positivi ad Alere, verificando la sovrapponibilità dei risultati.

Una volta che sarà ritenuto “strumento probante”, non sarà più necessario appoggiarsi all’ospedale per i controlli stradali, i risultati saranno rapidi ed avverranno senza l’ausilio del personale medico.

dimostrazione uso drogometro Alere DDS2

Affidabilità, conferme analitiche e raccomandazioni

Il test fornisce solo un risultato analitico preliminare qualitativo. È necessario usare un metodo analitico secondario a conferma del risultato. Il tampone salivare per screening su 6 droghe non consente la quantificazione della concentrazione delle sostanze né fornisce informazioni sulla via di somministrazione. La specificità può essere influenzata da sostanze interferenti, contaminazioni salivari o errori nella procedura.

Un risultato negativo potrebbe non necessariamente indicare un campione privo di droghe. Potrebbe indicare una concentrazione inferiore alla soglia-limite o una finestra di rilevazione scaduta. Il test non è adatto per finalità medico-diagnostiche e non sostituisce una valutazione clinica professionale.

Formazione, informazione e contesti d’uso

È cruciale una corretta formazione per le forze dell’ordine e un’adeguata educazione per i consumatori di cannabis, simile a quella sviluppata per l’alcol. Lo Studio Soardi, con sede a Bergamo, offre assistenza legale in materia di violazioni legate all’uso di sostanze stupefacenti e al codice della strada. È essenziale che i conducenti siano informati sui propri diritti e sulle possibili implicazioni legali.

Oggi, la cannabis light è legale in Italia, ma solo per uso ornamentale e decorativo. Uno studio importante ha esaminato gli effetti della cannabis light su diciotto giovani adulti sani: i partecipanti hanno fumato tre sigarette pre-rollate contenenti 400 mg di infiorescenze di cannabis light. Le analisi del sangue hanno rivelato che solo quattro individui avevano livelli di THC superiori a 2 ng/ml, senza alcuna compromissione delle loro funzioni psicomotorie. I dati indicano che il consumo di cannabis light, anche in quantità elevate, non provoca alterazioni significative nelle funzioni psicomotorie.

Varie regolamentazioni internazionali mostrano che mentre alcuni Paesi come il Canada e molti Stati degli USA hanno legalizzato l’uso ricreativo della cannabis, in altri Paesi il possesso per consumo personale è sanzionato a livello amministrativo o penalmente. La semplice presenza di THC nel sangue non sia sufficiente a dimostrare l’influenza attuale della sostanza sulla capacità di guida del soggetto: per un’accurata valutazione legale è essenziale considerare anche l’elemento soggettivo, ovvero il comportamento del conducente al momento dell’accertamento.

SostanzaFinestra tipica in fluido oraleNote
THC (Marijuana)Fino a 14 ore (saliva), tracce ematiche fino a 6-7 giorniRilevazione spesso dovuta all’esposizione diretta della bocca; possibili positività da esposizione passiva
Cocaina5-10 min fino a 24 oreBenzoilecgonina rilevabile fino a 24 ore
Amfetamina / Metamfetamina5-10 min fino a 72 oreDipende dalla via di somministrazione
Oppiacei1-21 ore (a seconda del principio)Codeina: rilevabile 1-21 ore con cutoff 40 ng/ml

tags: #come #funziona #il #test #salivare #per

Post popolari: