Cone Beam CT Prato: diagnosi tridimensionale dell’arcata superiore e inferiore

Il Cone Beam 3D per l’arcata superiore e inferiore è una tomografia computerizzata tridimensionale che permette di ottenere immagini dettagliate delle strutture dentali, ossee e articolari di mascella e mandibola. È particolarmente indicato per valutazioni pre-chirurgiche, impianti dentali e diagnosi di patologie dentali o ossee. L’esame Cone Beam 3D è rapido, sicuro e non invasivo. L’intera procedura dura pochi minuti e non richiede preparazioni particolari. Di seguito rispondiamo alle domande più comuni sul Cone Beam 3D per l’arcata superiore e inferiore.

No, il Cone Beam 3D è un esame completamente indolore. Il costo del Cone Beam 3D per entrambe le arcate può variare in base alla struttura e alla località. In media, il prezzo si aggira tra i 100€ e i 250€. Il Cone Beam 3D per l’arcata superiore e inferiore è un esame avanzato che fornisce immagini dettagliate delle strutture dentali e ossee, indispensabile per diagnosi accurate e trattamenti personalizzati. Prenota ora il Cone Beam 3D presso uno dei nostri centri diagnostici specializzati. Chiamare le singole strutture significa perdere tempo, ripetere le stesse domande, confrontare informazioni incomplete e decidere senza una visione chiara delle alternative.

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Immagine: Cone Beam CT in sala diagnostica

La Cone Beam CT è una moderna metodica di diagnostica che permette, mediante l’emissione di un fascio conico di Raggi X e il rilevamento mediante un detettore digitale di ampia superficie, di acquisire tridimensionalmente il volume in studio (dal cranio intero alle arcate dentarie o sezioni di esse) con una sola rotazione dell’apparecchio. Grazie alla nuova funzione sviluppata per la famiglia Cone Beam CT Planmeca Promax 3D, è possibile acquisire immagini dedicate per gli studi endodontici. Questa modalità di acquisizione permette di ottenere volumi ad altissima risoluzione spaziale (voxel di 75 µm) per visualizzare dettagli anatomici sub-millimetrici.

Gli esami Cone Beam CT consentono agli specialisti di visualizzare le strutture anatomiche di interesse nelle 3 dimensioni, aiutandoli a definire il trattamento e/o la terapia più appropriati. Questi esami diagnostici trovano molteplici indicazioni in ambito odontostomatologico e maxillo-facciale. Il paziente è seduto o in piedi con la testa posta al centro del braccio che compone l’apparecchio Cone Beam CT ed appoggiata a dei supporti che permettono il corretto posizionamento e riducono i movimenti involontari che potrebbero influenzare la qualità dell’immagine. Per acquisire l’immagine radiologica, il braccio della Cone Beam CT compie in circa 8-16 secondi (a seconda del volume studiato) una rotazione intorno alla testa del paziente. Per eseguire l’esame radiologico Cone Beam CT, non è richiesta nessuna preparazione specifica.

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Prima di effettuare l’accertamento diagnostico, al paziente sarà chiesto di togliere gli oggetti personali. È uno strumento diagnostico che fornisce innegabili vantaggi rispetto all’ortopantomografia e alla radiologia endorale. La tomografia computerizzata Cone Beam (CBCT) ha contribuito in modo significativo al miglioramento della diagnosi e del piano di trattamento odontoiatrico. Inizialmente presentata nel 1996, la CBCT ha destato fin da subito un grande interesse in odontoiatria grazie alle sue caratteristiche: l’immagine viene catturata grazie a una singola rotazione congiunta a 360° del complesso tubo radiogeno/detettori, reso possibile dall’emissione di un fascio radiante a forma conica e da un rilevatore solido (flat panel) che può essere conformato a un pannello di ampia superficie e permette di produrre immagini di alta qualità delle strutture della testa e del collo.

Schema tecnico CBCT: rotazione a 360° e rilevatore flat panel

La collocazione adeguata del flat panel diminuisce la dose di raggi X, produce una risoluzione più alta e riduce al minimo le distorsioni dell’immagine. L’acquisizione dei dati è rapida e si basa su una tecnologia relativamente conveniente. I benefici potenziali della CBCT devono essere bilanciati dai rischi maggiori derivanti da un’esposizione alle radiazioni superiore a quella della radiologia odontoiatrica convenzionale; le dosi effettive medie calcolate per i FOV ampi, medi e piccoli sono state calcolate in 212 μSv, 177 μSv e 84 μSv, rispettivamente, da Ludlow et al. nel 2015. Da allora le macchine sono nettamente migliorate, raggiungendo immagini di qualità accettabile nei piccoli FOV anche con 5-30 μSv. L’orientamento di clinici e produttori è quello di ottimizzare i parametri di esposizione su base individuale, massimizzando la capacità del proprio macchinario al fine di generare immagini diagnosticamente valide esponendo il paziente alla minima dose di radiazioni possibile.

La CBCT fornisce al clinico innegabili vantaggi rispetto all’ortopantomografia e alla radiologia endorale, ragione per cui la sua applicazione in odontoiatria è ampia e comprende chirurgia, implantologia, endodonzia, ortodonzia e patologia. I limiti della CBCT sono lo scarso contrasto e la maggiore dose di radiazioni rispetto alla radiologia bidimensionale. Le linee guida europee e statunitensi raccomandano di utilizzare questo strumento quando realmente necessario e quando giustificato su base individuale. Questo principio, noto come ALARA (as low as reasonably achievable) è stato recentemente modificato in ALADA (as low as diagnostically acceptable).

Confronto dose CBCT vs. TAC (grafico illustrative)

Esistono poi tecnologie che permettono di utilizzare a fini didattici e di esercizio i dati acquisiti con la CBCT (Print and Try) e si possono rivelare estremamente utili in fase di pianificazione di interventi complessi. La parte più complessa resta combinare i dati derivanti dai diversi device in un singolo programma che permetta la rappresentazione virtuale del paziente.

1. Lo scopo di questo lavoro era valutare l’applicabilità di una nuova tecnica Print and Try in presenza di anatomie endodontiche aberranti e di ottenere terapie predicibili con un miglioramento del risultato. Secondo le linee guida, la tomografia computerizzata cone beam (CBCT) è raccomandata in presenza di anatomie complesse. I volumi acquisiti con la CBCT sono stati utilizzati per produrre un file STL, dal quale è stato ottenuto un modello tridimensionale in plastica che includeva un canale vuoto. Il modello tridimensionale paziente-specifico facilita il piano di trattamento e la prova di diversi approcci terapeutici. Poiché il modello è realizzato in materiale trasparente, tutti gli step del trattamento possono essere visualizzati direttamente. Successivamente, il trattamento endodontico può essere realizzato in vivo con tempi operativi ridotti e una miglior visione d’insieme. I clinici possono beneficiare della tecnica Print and Try quando si trovano a dover trattare un sistema dei canali radicolari complesso, riducendo lo stress e aumentando le chance di avere successo.

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Impiego clinico e posizionamento del paziente

Il paziente viene posizionato in piedi o seduto davanti al macchinario e invitato a rimanere immobile per tutta la durata della scansione. Il paziente viene seduto su una sedia e aiuta a posizionarsi con un poggiatesta che facilita il corretto allineamento. Durante la rotazione del sistema, il paziente non deve deglutire. Il particolare design dell’apparecchiatura non risulta opprimente anche in caso di pazienti sofferenti di claustrofobia.

Posizionamento paziente durante CBCT

La prestazione CBCT può essere eseguita presso centri diagnostici affidabili previa prenotazione. In ogni caso, non è necessaria alcuna preparazione specifica. L’esame CBCT rappresenta un avanzamento significativo rispetto alla radiografia tradizionale, offrendo una visualizzazione tridimensionale completa utile per chirurgia, implantologia, endodonzia, ortodonzia e patologia.

Note
FOV Dose efficace
FOV piccolo 20-30 μSv Immagini ad alta risoluzione per denti singoli
FOV medio 50-100 μSv Arcate o porzioni della testa
FOV ampio 100-250 μSv Testa intera o grandi volumi

Esperti raccomandano di utilizzare CBCT solo quando realmente necessario e di ottimizzare l’esposizione per minimizzare la dose, seguendo principi ALARA/ALADA e personalizzando i parametri in base al caso clinico. Questo aiuta a bilanciare i benefici diagnostici con i rischi associati all’esposizione radiogena.

Video esplicativo: come si esegue una CBCT e cosa mostra

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