
La tecnica Straight-wire Mirabella (SWM) rappresenta la sintesi di 21 anni di esperienza clinica nell’utilizzo di apparecchiature programmate. In tecnica SWM viene utilizzata la carta di posizionamento suggerita da McLaughlin (1), ponendo particolare attenzione al parallelismo fra lo slot dei brackets e le creste marginali dei settori posteriori. Inoltre, va sottolineato come il primo molare superiore presenta la cuspide disto-vestibolare più lunga rispetto alla cuspide mesio-vestibolare. Il livellamento viene generalmente condotto con un AW .019x.015 NiTi termico, che va ingaggiato subito dopo l’AW .016 NiTi termico. Le ricerche condotte presso il Dipartimento di ortodonzia dell’Università di Ferrara hanno dimostrato che i soggetti non trattati ortodonticamente con un’occlusione ideale presentano nella maggior parte dei casi una forma d’arcata tendenzialmente ovoidale. La differenza fra le arcate registrata nei soggetti del campione era dovuta principalmente alla diversa ampiezza dei diametri interdentali piuttosto che alla forma dell’arcata.
La tecnica edgewise, sviluppata su fili rigidi e con attacchi non pre-informati, permette di utilizzare pieghe sui fili per correggere posizioni dentali e consente all’ortodontista di controllare le rotazioni e le torque in maniera estesa. La tecnica straight-wire, al contrario, impiega brackets pre-informati che forniscono direttamente tutte le informazioni necessarie per la posizione finale dei denti, riducendo la necessità di pieghe e adattamenti continui da parte dell’ortodontista.
La letteratura considera l’individualizzazione dell’approccio terapeutico fondamentale, con particolare attenzione al timing: intervenire al pre-puberale per l’arcata mascellare superiore e al picco puberale per la retrusione mandibolare. In questo contesto, la scelta tra edgewise e straight-wire dipende dal tipo di malocclusione, dalla necessità di controllo del morphologico basale e dalla capacità di ottenere i risultati desiderati nel minor tempo possibile.
La valutazione delle arcate e delle discrepanze trasversali è cruciale: ad esempio, un diametro trasversale superiore pari a 44 mm indica mascellare di dimensioni normali, mentre un valore inferiore a 32 mm suggerisce deficit trasversale. Nei pazienti di II classe con retrusione mandibolare, sono considerati candidati ideali per interventi ortopedici/ortodontici, e la scelta del sistema dipende dall’obiettivo di avanzamento mandibolare, dall’entità della discrepanza e dalla risposta del paziente alle tecniche proposte.
Nella pratica clinica, la tecnica edgewise permette l’uso di strumenti come Jasper Jumper e Forsus per gestire correzioni antero-posteriori, con particolare attenzione alle interferenze occlusali e al controllo della traslazione molare. La tecnica Straight-wire consente invece un inquadramento più rapido dei movimenti grazie ai brackets pre-informati e alle possibili integrazioni con legature e archi segmentati solo in casi particolari. La scelta tra le due tecniche va inquadrata nel contesto diagnostico e nelle finalità terapeutiche, senza considerare una presunta superiorità intrinseca di una metodologia rispetto all’altra.
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La Straight-wire è nata agli inizi degli anni Settanta grazie al lavoro di Lawrence Andrews, ed è stata migliorata da Ronald Roth, Richard McLaughlin e Dwight Damon con l’introduzione di brackets self-ligating. L’approccio edgewise è stato storicamente fondamentale per controllare i movimenti di tipped e torque tramite pieghe e tecniche di ancoraggio avanzate. L’innovazione delle prescrizioni e la diffusione di corsi ha favorito una diffusione ampia delle due metodologie nel panorama clinico contemporaneo.
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