
La tonsillite linguale è un'infiammazione della tonsilla situata alla base della lingua, posteriormente al solco terminale (la cosiddetta "V linguale"). Essa non è una struttura singola e compatta, ma si presenta come un insieme di piccoli noduli linfatici e cripte superficiali che ricoprono la porzione posteriore della lingua.
La tonsillite linguale può essere di tipo catarrale o di tipo flemmonoso. Nel primo caso la tonsilla linguale è arrossata, ricoperta da scarsa quantità di secrezione catarrale. L'affezione è accompagnata da difficoltà di deglutizione e mal d'orecchio bilaterale. La forma flemmonosa segue spesso la forma catarrale e può evolvere verso ascesso.
La diagnosi delle patologie della tonsilla linguale non è immediata tramite una semplice ispezione del cavo orale con l'abbassalingua. L'esame d'elezione è la fibrolaringoscopia flessibile. Attraverso una sottile fibra ottica inserita nel naso, il medico può visualizzare direttamente la base della lingua, valutando le dimensioni della tonsilla linguale, la presenza di infiammazione, secrezioni purulente o l'eventuale spostamento dell'epiglottide.
Le infezioni rappresentano la causa principale della tonsillite linguale acuta. Che si tratti di tonsillite virale o di tonsillite batterica, l’esposizione a microrganismi determina l'infiammazione: virus come adenovirus, rhinovirus, virus di Epstein-Barr o batteri quali Streptococco β-emolitico di gruppo A, pneumococchi, stafilococchi o Haemophilus influenzae possono essere responsabili.
Un altro fattore determinante è il reflusso gastroesofageo o laringo-faringeo: l'acido gastrico e gli enzimi digestivi che risalgono l'esofago possono irritare cronicamente la base della lingua, provocando un'infiammazione persistente che porta all'aumento di volume del tessuto tonsillare. Una delle cause di ingrossamento è anche l'ipertrofia compensatoria in pazienti sottoposti a tonsillectomia palatina in età pediatrica.
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La durata della tonsillite è variabile e dipende dall'origine e dal grado di infiammazione. Le infezioni acute rispondono bene alla terapia antibiotica nel giro di 7-10 giorni. Se si tratta di una tonsillite acuta di origine virale, si va incontro a una risoluzione spontanea nell'arco di 7-10 giorni, con un picco sintomatologico nelle prime 48-72 ore. Se l'infiammazione viene trascurata o si ripresenta più volte nell'anno, può sfociare in tonsillite cronica o recidivante.
La diagnosi si basa su esame clinico e, quando necessario, su esami specifici: il tampone faringeo per identificare lo streptococco o altre colonie batteriche. Il medico valuta i sintomi per distinguere un'origine virale da una batterica: ad esempio, tonsille ingrossate con placche e febbre alta senza tosse suggeriscono un'origine batterica. È importante non basarsi solo sulle immagini trovate online: la diagnosi deve sempre essere fatta da uno specialista.
Per la tonsillite linguale acuta di origine batterica, la terapia cardine è basata sugli antibiotici (solitamente amoxicillina con acido clavulanico o cefalosporine). L'intervento chirurgico, denominato tonsillectomia linguale, viene preso in considerazione solo quando la terapia medica fallisce o quando l'ipertrofia causa apnee ostruttive del sonno gravi o disfagia persistente.
Per alleviare i sintomi di accompagnamento, come febbre e dolore, si possono assumere antidolorifici come paracetamolo o ibuprofene. Poiché esiste sempre un rischio residuo che l'infiammazione si trasformi in ascesso, si dovrebbe evitare di assumere aspirina. In alcuni casi selezionati può essere indicato l'uso di corticosteroidi (ad esempio betametasone) per ridurre rapidamente l'infiammazione e migliorare i sintomi.
L'omeopatia non dispone di prove di efficacia; come integratori o per il benessere non sono ostative, ma è opportuno affidarsi al medico per la terapia.
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Solo in rari casi la tonsillite può diventare pericolosa. È anche raro che si formino accumuli di pus nel tessuto intorno alle tonsille, noti come ascessi peritonsillari; un ascesso deve quasi sempre essere trattato chirurgicamente. Se si nota una seconda ondata di febbre, difficoltà di deglutizione unilaterale, bruciore in bocca, o impossibilità di aprire correttamente la bocca, è necessario recarsi immediatamente in uno studio medico o al pronto soccorso.
Nelle tonsilliti ricorrenti (tonsillite acuta ricorrente, RAT) o in caso di infezioni persistenti con danno sistemico (rischio su reni, cuore o articolazioni), il medico può valutare la rimozione chirurgica delle tonsille. La tonsillectomia linguale o la tonsillectomia palatina sono considerate nei casi selezionati quando la terapia medica non è risolutiva.
In caso di sintomi lievi, può essere utile riposare, idratarsi frequentemente con piccoli sorsi, preferire alimenti morbidi e tiepidi, usare gargarismi e collutori antisettici e antipiretici o analgesici per febbre e dolore. Se la febbre persiste oltre un paio di giorni, il dolore è intenso o vi sono difficoltà respiratorie o deglutitorie importanti, è opportuno consultare il medico per esami e possibile terapia antibiotica.
| Elemento | Caratteristiche |
|---|---|
| Sintomi principali | Dolore alla base della lingua, difficoltà a deglutire, arrossamento, secrezione catarrale, possibile otalgia |
| Cause | Infezioni virali (adenovirus, rhinovirus, EBV), batteriche (Streptococco gruppo A, stafilococchi, Haemophilus) |
| Esami utili | Visita otorinolaringoiatrica, fibrolaringoscopia, tampone faringeo |
| Trattamento | Antibiotici per forme batteriche, antipiretici e analgesici, collutori, gargarismi; tonsillectomia linguale in casi selezionati |
| Prevenzione | Igiene, evitare contatti con malati, lavaggio mani, evitare fumo, corretta alimentazione |
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