
La presentazione di un pesce vivo come esca è quanto di più naturale sia possibile fare nella pesca a traina, che pertanto viene definita traina col vivo. In natura, tutti i predatori si procacciano il cibo cacciando altri animali. Sebbene alcuni di loro si accontentino anche di animali morti, in genere sono quelli vivi a costituire la voce principale della loro dieta. Anche in mare questa situazione si ripete costantemente tanto che molti pesci ricoprono il duplice ruolo di predoni dei pesci più piccoli e di prede dei pesci più grossi.
La tecnica della traina con esche naturali vive ed il piombo guardiano è finalizzata alla cattuta di due tra le più ambite prede del Mediterraneo, il dentice e la ricciola. La materia è molto vasta, quindi iniziamo subito con il delimitarne il perimetro. Noi qui ci riferiremo ad ambienti specifici, la foce del Tevere e la limitrofa zona portuale di Ostia, e parleremo di due pesci in particolare, la leccia ed il serra.
Il piombo guardiano è un sistema semplice ma geniale. Si tratta di un piombo a pera fissato ad un bracciolo di un metro o poco più di lenza sottile (max 0,30) legato alla lenza una quindicina di metri sopra il terminale. Il piombo si trova 2-5 metri prima dell’esca. Più è lontano, più l’esca nuota in modo naturale. Si tratta di un piombo a pera fissato ad un bracciolo di un metro o poco più di lenza sottile (max 0,30) legato alla lenza una quindicina di metri sopra il terminale.
Costruire un terminale traina col vivo con piombo guardiano perfetto richiede precisione, ma una volta imparato diventa il tuo asso nella manica. Il terminale sarà lungo almeno una decina di metri. Conviene costruirlo di quindici metri per poi eliminarne un pezzo ad ogni cattura. Per le lecce il terminale opteremo per il fluorocarbon dello 0,60 che preferiamo al nylon non tanto per la minor visibilità, in foce l’acqua non è mai particolarmente limpida, quanto piuttosto per la maggior resistenza alle abrasioni.
Il finale deve essere costruito con un tratto finale di una ventina di centimetri almeno di treccia d’acciaio da 30 o 40 libbre, da bloccare con gli appositi manicotti oppure di tipo termosaldante. Senza l’uso del cavetto le speranze di portare in barca un serra sono praticamente nulle. Con la sua formidabile dentatura un serra è capace di tranciare di netto qualsiasi altro materiale.
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Il terminale fluorocarbon è obbligatorio? Sì, soprattutto in acque limpide. Il fluorocarbon è lo stesso degli esempi di sopra, quindi un 0,66 da 36,5 kg. Il nostro consiglio è di abbinare mulinelli 4/0, possibilmente con frizione a leva, a canne da traina da 20 libbre. Per il terminale opteremo per il fluorocarbon dello 0,60 che preferiamo al nylon non tanto per la minor visibilità quanto per la maggior resistenza alle abrasioni, caratteristica utile quando abbiamo a che fare con pesci muniti di microscopici dentini come appunto la leccia amia.
L’innesco avviene con due ami, uno scorrevole con funzione di trainante, l’altro fisso con funzione di ferrante. L’innesco della esca naturale avviene come col vivo, aggiungendo magari un terzo amo centrale. L’amo trainante scorrevole o fisso? La mia PERSONALISSIMA esperienza e' che da quando nel 2005 ho abbandonato il trainante scorrevole, ho perso molti meno pesci importanti; quindi io adotto o un amo circle singolo per la traina a mezz'acqua oppure due ami ambedue fissi per la traina di fondo al dentice.
Ottimo si è dimostrato l’uso di una particolare montatura, detta “catalina”, che prevede l’impiombatura di due ami affiancati e contrapposti a 180°. In questo modo, uno ha funzione di trainante e servirà a trascinare l’esca, l’altro, con funzione di ferrante, è rivolto con la punta verso il basso ed è totalmente libero così che più facilmente farà presa, garantendo una ferrata sicura. Il terminale va legato direttamente ad entrambi gli anelli degli ami.
Per le lecce la montatura potrebbe finire qui. Se però non vogliamo rinunciare alla cattura di qualche bel serra che frequenta le medesime zone antistanti la foce, allora dovremo montare anche un robusto cavetto d’acciaio armato con un amo da posizionare in zona caudale alla nostra esca.
Nodo San Diego Jam: per girella tripla su trecciato o fluorocarbon. 6-8 giri, serraggio lento e progressivo. Io se posso uso il nodo "uni" dato che è un nodo semplicissimo, e di grossa tenuta, che riesco a fare anche all'imbrunire, con vento e onda in barca. Ho legato l'amo trainante con un nodo uni, e ho anche fissato l'assist line, il cavetto blu, con un nodo uni sul terminale.
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La girella soltanto all'amo (se la metto). Io uso un terminale di 10mt. Alcuni usano manicotti per fissare i cavetti e gli ultimi tratti; vero pinza e manicotti costano un botto, io ho acquistato la confezione da 500pz da Melton ed il rapporto numero manicotti/costi e' più umano.
Quanto peso di piombo per 30 metri di profondità? Grosso modo, con 250 grammi di piombo si pesca fino a 25-30 metri, con 350 grammi fino a 45-50 metri, con 500 fino e oltre i 60 metri di fondo. Con filo sacrificabile 0,30-0,40 mm si perde solo il piombo, non il resto della montatura.
Per il piombo guardiano in pesca al serra, può essere conveniente affondare un poco la seconda lenza con l’impiego di un piccolo piombo guardiano di 70-150 grammi. Si tratta di un piombo a pera fissato ad un bracciolo di un metro o poco più di lenza sottile (max 0,30) legato alla lenza una quindicina di metri sopra il terminale.
La traina col vivo si effettua a bassa velocità, più o meno un nodo e mezzo. La frizione sarà tarata al limite dello slittamento. Quando avvertiremo i colpi causati dai morsi del serra, aspetteremo che questo termini di ingoiare l’esca e parta deciso. Altra regola: lasciate filare fino a sentire il tocco sul fondo. Quando arriva l’attacco, lasciate correre 3-5 secondi prima di ferrare deciso.
Trainando con esca morta, invece, l’azione di pesca sarà diversa. Traineremo a velocità più sostenuta, circa due nodi e mezzo, e tareremo la frizione in modo che il pesce si autoferri sull’attacco, un po’ come si fa abitualmente trainando con le esche artificiali.
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Il serra è un pesce di “bocca buona”. Pertanto un pò tutti i pesci del sottocosta possono trasformarsi in ottime esche. I più utilizzati, anche perché più facili da reperire, sono i cefali, le aguglie, i sugarelli, le stelle, con queste ultime che a mio parere sono un po’ meno efficaci. Ottimi anche i fragolini, le mormore, i maccarelli.
Per i dentici l’esca principe è il calamaro, reperibile solo in inverno a costo di grossi sacrifici (si pesca esclusivamente di notte). Dall’autunno alla primavera, anche la seppia è un’esca valida. Infine i pesci: su tutti l’aguglia, il sugarello e l’occhiata. Sono esche tipicamente estive ed autunnali, di facile reperibilità e non richiedono particolari accorgimenti nella conservazione, basta una buona vasca con ricircolo dell'acqua.
Con le lecce, la taglia ideale dell’esca va da un minimo di 4-500 grammi fino ad oltrepassare il chilo di peso. L’esca principe per le lecce alle foci dei fiumi e nelle zone portuali è il cefalo. Ottimamente si sono comportati anche il sugarello, il maccarello e l’aguglia, purché di generose dimensioni. Un poco inferiore ma pur sempre efficace, si è rivelata la stella.
| Specie | Canne | Mulinello e filo | Terminale e ami |
|---|---|---|---|
| Serra | 6-12 libbre, canne piuttosto morbide | Mulinello proporzionato, nylon 0,35-0,40 | Treccia d’acciaio 30-40lb finale, ami 3/0-5/0 |
| Leccia amia | 20 libbre | Mulinelli 4/0, nylon 0,50 (30lb) | Terminale fluorocarbon 0,60, ami 5/0-8/0, montatura catalina consigliata |
| Dentice / Ricciola | 20-30 libbre per ricciole grandi | Bobina con multifibre per profondità o nylon con grammature adeguate | Piombi 250-500g a seconda della profondità, montature a due ami per calamaro |
Il serra è un pesce pelagico che accosta stagionalmente. Da primavera fino alla fine dell’autunno è possibile incontrarlo lungo le scogliere come di fronte alle spiagge. Vi sono però alcuni ambienti che per le loro caratteristiche peculiari attraggono di più questi pesci e sono le foci dei fiumi e le zone portuali. Nella nostra zona la pesca dei serra viene effettuata in tutta la zona della foce del Tevere, dagli antemurali del nuovo porto di Ostia, a Sud, fino alle barriere artificiali di protezione della spiaggia di Fregene, a Nord. La prima massiccia ondata di serra arriva in genere a Maggio; gli ultimi serra si pescano di solito a Novembre.
Le ore migliori per la pesca a traina delle lecce sono quelle centrali della giornata, con il sole alto sull’orizzonte. Una pescata alle lecce viene solitamente impostata con uscita alla mattina per procurarci l’esca necessaria e successiva traina, dalla tarda mattinata a metà pomeriggio. Raramente si catturano lecce di sera, mai di notte.
Il pesce serra ha una reazione esplosiva dopo essere stato ferrato. Non compie lunghe e potenti fughe ma piuttosto corre in superficie, cambiando spesso direzione, anche venendoci incontro, esibendosi in spettacolari salti fuori dall’acqua. Per concludere la cattura è necessario utilizzare un piccolo raffio od un ampio guadino; più pratico quest’ultimo ma bisognerà mettere in conto la necessità di rattoppare i numerosi buchi provocati dai morsi del pesce. Si raccomanda di fare molta attenzione nello slamare il pesce catturato. Non introducete mai le dita all’interno della bocca di un serra, nemmeno da morto; utilizzate piuttosto delle pinze.
La ricciola ha una reazione particolarmente violenta dopo essere stata ferrata. La prima fuga, normalmente, è lunga e veloce, quasi incontrastabile. A questa ne susseguono altre, col pesce che nuoterà alla costante ricerca del fondo dove, se troverà delle rocce riuscirà a recidere la lenza. Cercheremo di guidare il pesce in acque più profonde, allontanandoci dalla secca, portandoci lontano dalle rocce per impostare qui il combattimento.
La traina col vivo si effettua a bassa velocità, più o meno un nodo e mezzo. La frizione sarà tarata al limite dello slittamento. Quando avvertiremo i colpi causati dai morsi del serra, aspetteremo che questo termini di ingoiare l’esca e parta deciso. Altrettanto decisa sarà la nostra ferrata.
Con la traina a cavallo tra la ricerca e la pesca, la materia è troppo vasta per essere affrontata in un unico articolo. Alcune volte le esche grandi attirano maggiormente le lecce di grandi dimensioni ma possono anche scoraggiare serra più piccoli. Se come consigliato da amici dovessi investire del tempo alla ricerca di qualche barracuda da usare come esca viva, o se dovessi innescare dei bei sugarelli o affini, allora userei un amo circle singolo.
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