
In tempi di Coronavirus e misure per contrastare i contagi, l'ospedale di Udine prosegue la didattica in teleconferenza; un intervento di chirurgia maxillo-facciale viene mostrato in Italia e in altri 4 paesi collegati (Russia, Canada, India e Sudafrica).
L'operazione è stata diretta dal professor Massimo Robiony. Nel servizio l'intervista al professor Robiony.
Funziona sia per le tecniche chirurgiche che per le più classiche lezioni frontali. Da anni l'ospedale di Udine è attrezzato sia per collegamenti elementari, grazie ai quali è arrivato un premio al congresso degli ingegneri clinici, sia per dispositivi più sofisiticati.
Molte volte conta più un'immagine di mille parole... ed è attraverso le immagini che Unomattina vuole oggi parlare di uno straordinario risultato della chirurgia facciale.
Un delicato intervento chirurgico effettuato per rimediare alle conseguenze funzionali ed estetiche di una paralisi facciale.
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La chirurgia maxillo-facciale è il settore specialistico della chirurgia che si concentra sul trattamento di lesioni, disturbi e difetti relativi alla mascella, al viso e al collo.
Questo tipo di intervento è spesso eseguito da chirurghi orali e maxillo-facciali che hanno una formazione approfondita sia in odontoiatria che in chirurgia.
La chirurgia ortognatica è un tipo di chirurgia maxillo-facciale utilizzata per correggere un’ampia gamma di problemi scheletrici e dentali, tra cui malocclusione, asimmetria facciale e apnea ostruttiva del sonno.
L’intervento inizia con una valutazione completa dell’anatomia facciale e dentale del paziente, nonché del suo stato di salute generale.
Durante l’intervento, il chirurgo orale e maxillo-facciale effettua incisioni all’interno della bocca per accedere alle ossa della mascella e del viso.
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Le ossa vengono poi riposizionate e stabilizzate con placche e viti chirurgiche.
L’implantologia dentale è un intervento di chirurgia maxillo-facciale comune, utilizzato per sostituire i denti mancanti.
La procedura inizia con una valutazione approfondita dell’anamnesi dentale e medica del paziente, nonché della sua anatomia orale.
Durante l’intervento, il chirurgo orale e maxillo-facciale pratica un’incisione nel tessuto gengivale e pratica un foro nell’osso mascellare per inserire l’impianto.
L’impianto viene quindi lasciato fondere con il tessuto osseo circostante in un processo chiamato osteointegrazione.
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La chirurgia degli impianti dentali ha un’alta percentuale di successo e può fornire una soluzione duratura per i pazienti con denti mancanti.
La chirurgia dell’articolazione temporo-mandibolare (ATM) è un tipo di chirurgia maxillo-facciale utilizzata per trattare i disturbi dell’ATM, l’articolazione che collega la mandibola al cranio.
L’intervento inizia con una valutazione approfondita dell’anamnesi medica e dentale del paziente e con un esame fisico dell’ATM.
Durante l’intervento, il chirurgo orale e maxillo-facciale praticherà un’incisione nella pelle e nel tessuto muscolare che circonda l’ATM per accedere all’articolazione.
La labiopalatoschisi è un tipo di chirurgia maxillo-facciale utilizzata per riparare un difetto congenito in cui le labbra, il palato o entrambi non si fondono correttamente durante lo sviluppo fetale.
L’intervento viene in genere eseguito quando il bambino ha un’età compresa tra i 6 e i 12 mesi e prevede la chiusura chirurgica della labiopalatoschisi.
Ogni tre minuti nel mondo nasce un bambino con una malformazione al volto e alla bocca che compromette aspetti essenziali della vita, come mangiare, parlare e sorridere.
E allora voglio parlarvi di un progetto che mi sta molto a cuore perché coinvolge oltre 6.000 medici che, senza fini di lucro, restituiscono a questi bambini il sorriso che non hanno mai avuto.
Questi successi sono il risultato di un grande lavoro di squadra ma anche della preziosa collaborazione con la Marina Militare.
La chirurgia traumatologica facciale è un tipo di chirurgia maxillo-facciale utilizzata per riparare le lesioni al viso e alla mascella, come fratture, lacerazioni e lesioni dei tessuti molli.
L’intervento inizia con una valutazione approfondita dell’anamnesi medica e dentale del paziente e con un esame fisico dell’area interessata.
In particolare, il trattamento delle patologie sinonasali ed orofaringee si avvale delle più avanzate novità in ambito tecnologico, quali l’endoscopia e la chirurgia robotica.
Il reparto è inoltre un centro di riferimento nazionale ed internazionale per la microchirurgia ricostruttiva, mediante l’utilizzo di lembi liberi rivascolarizzati.
Parallelamente all’attività oncologica, nel reparto vengono trattate tutte le patologie malformative del distretto maxillo - facciale, la patologia infiammatoria sino - nasale e, grazie ad una proficua collaborazione con i reparti di odontostomatologia, anche tutta la patologia del cavo orale.
La UOC di Chirurgia Maxillo Facciale (STEC 04) è dedita allo studio ed al trattamento chirurgico delle patologie coinvolgenti il distretto cranio - maxillo - facciale.
Nello specifico vengono trattate le patologie oncologiche del distretto testa collo con particolare riferimento alle neoplasie a carico del cavo orale, collo, orofaringe, naso e seni paranasali, base cranica, ghiandole salivari, orbita e cute.
Il reparto dispone di 14 letti di degenza ordinaria + 4 letti di day - hospital.
Parallelamente all’attività oncologica, nel reparto vengono trattate tutte le patologie malformative del distretto maxillo - facciale, la patologia infiammatoria sino - nasale e, grazie ad una proficua collaborazione con i reparti di odontostomatologia, anche tutta la patologia del cavo orale.
In studio Sandro Pelo, Chirurgo Maxillo Facciale Fondazione Policlinico A. Gemelli di Roma.
In studio Domenico Scopelliti, direttore UOC chirurgia maxillo-facciale Ospedale San Filippo Neri di Roma.
In studio uno specialista di fama internazionale: Federico Biglioli, professore Ordinario di Chirurgia Maxillo-Facciale dell'Università di Milano e direttore dell'Unità Operativa Complessa di Chirurgia Maxillo-Facciale dell'Ospedale San Paolo, sempre di Milano.
Si avvicina, speriamo il tempo in cui potremo abbandonare la mascherina anti-contagio imposta dalla pandemia.
Non tutti però saluteranno con la stessa soddisfazione quel momento liberatorio e ci riferiamo a chi utilizza la mascherina anche per nascondere difetti del viso e dei denti ancora irrisolti, e che sono causa di tanto disagio: funzionale, estetico e psicologico.
A che età i bambini possono affrontare il primo intervento?
In studio Domenico Scopelliti, direttore UOC chirurgia maxillo-facciale Ospedale San Filippo Neri di Roma.
La chirurgia maxillo-facciale è un campo in rapida evoluzione che sta beneficiando dei progressi della tecnologia e delle tecniche.
In particolare, il trattamento delle patologie sinonasali ed orofaringee si avvale delle più avanzate novità in ambito tecnologico, quali l’endoscopia e la chirurgia robotica.
Da anni l'ospedale di Udine è attrezzato sia per collegamenti elementari, grazie ai quali è arrivati un premio al congresso degli ingegneri clinici, sia per dispositivi più sofisiticati.
Questi interventi possono migliorare significativamente la qualità della vita del paziente, migliorando la sua capacità di masticare, parlare e respirare e migliorando l’estetica del viso.
Ogni tre minuti nel mondo nasce un bambino con una malformazione al volto e alla bocca che compromette aspetti essenziali della vita, come mangiare, parlare e sorridere.
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