
Considerando la possibilità di infezione e la preoccupazione per l’uso eccessivo di antibiotici, decidere se somministrare o meno antibiotici prima di un intervento di impianto dentale diventa una questione delicata. Non solo per la prevenzione di eventuali problemi, ma anche perché non tutti i pazienti possono o dovrebbero assumere questi medicinali.
La presenza di batteri patogeni nel flusso sanguigno può, infatti, compromettere la riuscita dell’intervento, portando alla perdita dell’impianto. La presenza di batteri patogeni nel sangue può portare alla perdita dell’impianto e al fallimento dell’operazione. Un implantologo professionista metterà in atto tutti i protocolli per lavorare in un ambiente asettico ma il rischio di infezioni con perdita dell’impianto deve essere ridotto al minimo. Mettere un impianto dentale equivale a una vera e propria operazione.
Le crescenti preoccupazioni che stanno emergendo nella comunità medica relativamente all’eccessivo utilizzo di antimicrobici e il conseguente fenomeno dell’antibiotico resistenza hanno portato a domandarsi se e in che modalità l’intervento chirurgico di implantologia dovesse richiedere una contestuale somministrazione di antibiotici. La crescente resistenza agli antibiotici è una questione preoccupante nel mondo occidentale contemporaneo. Secondo studi recenti, la resistenza antimicrobica è stata collegata a circa 5 milioni di decessi globali nel 2019, e si prevede che questo numero raddoppierà entro il 2050.
Innanzitutto dobbiamo eseguire una raccolta anamnestica adeguata, in modo da classificare le condizioni sistemiche del paziente e segnalare la presenza di patologie concomitanti o fattori di rischio (classificazione ASA). Questo passaggio permette di identificare eventuali condizioni mediche preesistenti o fattori di rischio, classificati secondo la scala ASA (American Society of Anesthesiologists). Si deve definire poi la complessità del sito, distinguendo, ad esempio, siti infetti da siti in “osso guarito”. Infine dobbiamo considerare se vi è la necessità di eseguire innesti e incrementi di tessuto contestuali.
Negli ultimi anni sia le società scientifiche nazionali che quelle internazionali hanno riunito panel di esperti con lo scopo di rispondere a queste domande tramite la revisione della letteratura esistente. Diverse ricerche hanno esaminato l’efficacia dell’uso di antibiotici nel contesto degli impianti dentali. In questo studio, meno impianti hanno fallito quando gli antibiotici erano stati somministrati prima dell’operazione. Un altro importante esperimento clinico ha esaminato più di 2.600 impianti fino alla seconda fase del processo.
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La letteratura scientifica si è concentrata in particolare nel dare una risposta il più possibile standardizzata a questo quesito clinico. Per questo motivo le revisioni della letteratura sono per la maggior parte volte a porre l’attenzione sul paziente senza compromissione sistemica (ASA1) e per l’inserimento implantare semplice. In questo caso la comunità scientifica, pur tenendo presenti i limiti che gli studi incorporano, suggerisce una profilassi con 2 g di Amoxicillina 1 ora prima dell’intervento chirurgico. Secondo alcune fonti è possibile ridurre le complicanze post-operatorie fino al 2%.
In ambito odontoiatrico l’antibiotico di prima scelta, e perciò il più indicato, è l’amoxicillina. Questa molecola è in grado di eliminare la maggior parte dei microrganismi nocivi che si trovano nel cavo orale, riuscendo quindi a prevenire o risolvere eventuali infezioni. L’amoxicillina, inoltre, può essere associata ad un’altra molecola, l’acido clavulanico: questa combinazione aumenta l’efficacia dell’antibiotico.
Se sai di essere allergico all’amoxicillina o ad altre penicilline, devi necessariamente informare il tuo dentista. Molti ci chiedono se sia possibile sottrarsi alla terapia antibiotica a causa di allergia ai farmaci. Se hai il sospetto o soffri di allergia a un determinato antibiotico, parlane con il tuo implantologo che saprà consigliarti la giusta alternativa. In caso di ipersensibilità a questa classe di antibiotici, quindi, l’odontoiatra dovrà optare per un’altra tipologia di antibiotici che però saranno ugualmente efficaci.
L’uso eccessivo di antibiotici può portare a vari effetti collaterali come nausea, disturbi gastrointestinali e lo sviluppo di resistenze batteriche. Inoltre, può risultare in spese mediche inutili e potenziali allergie ai farmaci. L’uso improprio di antibiotici può portare a reazioni di ipersensibilità, che includono eruzioni cutanee, orticaria e, nei casi più gravi, anafilassi. A causa di questi rischi associati all’uso eccessivo di antibiotici, gli organismi sanitari come i Centers for Disease Control and Prevention (CDC) hanno sviluppato protocolli specifici per la gestione responsabile degli antibiotici.
Le viti di guarigione sono dei dispositivi utilizzati dopo l’inserimento di un impianto dentale per guidare la guarigione dei tessuti molli e permettere loro di adattarsi all’impianto. Dopo l’inserimento dell’impianto nell’osso, la vite viene applicata per guidare e supportare la guarigione dei tessuti molli, ovvero della gengiva, attorno all’impianto stesso. La vite di guarigione è un dispositivo medico essenziale, piccolo ma efficace, composto di titanio, noto per la sua robustezza e resistenza.
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Si parla di procedura “one stage” per intendere un solo atto chirurgico, ossia quando le viti di guarigione vengono applicate il giorno stesso dell’inserimento implantare. Nella procedura two stages le viti di guarigione sono applicate solo nella seconda fase chirurgica e, solitamente, vengono mantenute in bocca fino al momento di applicazione dei provvisori sugli impianti; in questo caso il periodo varia dalle 4 alle 6 settimane.
Il posizionamento della vite di guarigione, solitamente, viene eseguito in anestesia locale e non si tratta di un’operazione dolorosa. Una volta che la vite di guarigione è posizionata sull’impianto e la ferita è completamente guarita, il paziente ha il compito di detergerla utilizzando uno spazzolino (lo stesso che utilizza per le manovre di igiene orale domiciliare). A volte può capitare che la vite di guarigione si allenti e il paziente percepisca un piccolo movimento: in questi casi è necessario contattare l’odontoiatra, affinché la vite venga adeguatamente riavvitata nella sede implantare.
Prima di posizionare un impianto, infatti, è necessario sottoporsi a una seduta di igiene orale professionale. Il dentista o l’igienista dentale utilizzeranno specifici strumenti, chiamati ablatori, che saranno in grado di rimuovere tutti i batteri nocivi ed eventuali accumuli di placca e tartaro. Eliminare i microrganismi è essenziale non solo per il successo dell’intervento, ma anche per far sì che l’impianto resti in salute e sia duraturo nel tempo.
Durante le prime 24-72 ore l’obiettivo principale è la formazione del coagulo e la protezione della ferita. Per i primi 3-4 giorni, evitate di passare lo spazzolino direttamente sulla zona dell’intervento. Utilizzate un collutorio a base di clorexidina (seguendo la prescrizione) per mantenere l’area disinfettata senza frizioni meccaniche. L’uso del ghiaccio nelle prime 6 ore (20 minuti sì, 20 minuti no) è il metodo più efficace per controllare dolore e gonfiore.
Si può prescrivere anche un antinfiammatorio da assumere dopo l’inserimento dell’impianto dentale (Moment, OKI, Brufen, Tachipirina). Tra queste categorie di farmaci ricordiamo ibuprofene, ketoprofene e paracetamolo. Se i dolori sono più intensi, il dentista potrà prescrivere dei corticosteroidi, antinfiammatori con un effetto più potente. Prima dell’intervento il dentista potrebbe anche scegliere di somministrare dei cortisonici, che hanno lo scopo di evitare la formazione di edema.
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Molti ci chiedono se sia possibile sottrarsi alla terapia antibiotica a causa di allergia ai farmaci. La fase precedente all’intervento prevede un periodo di assunzione di antinfiammatori e antibiotici per scongiurare la possibilità che si presenti un’infezione, quindi non è possibile evitare questa terapia. Se hai il sospetto o soffri di allergia a un determinato antibiotico, parlane con il tuo implantologo che saprà consigliarti la giusta alternativa. L’allergia agli antibiotici non deve essere affatto sottovalutata, perché può comportare conseguenze anche gravi, tra cui lo shock anafilattico.
In questo articolo scopriamo tutto sul protocollo farmacologico pre e post nell’implantologia moderna, ovvero gli esami da affrontare e i farmaci da assumere prima e dopo un intervento per l’applicazione degli impianti dentali. Per informazioni cliniche specifiche rivolgiti sempre al tuo implantologo di fiducia.
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