
La digitopressione è un metodo terapeutico della medicina tradizionale cinese (MTC) e la terapia della digitopressione aiuta a lenire i disturbi fisici e mentali con una leggera pressione su punti specifici. Nel nostro corpo ci sono circa 400 punti di questo tipo, che a loro volta si trovano sui meridiani. Secondo la tradizione, l’energia vitale, il Qi, attraversa il corpo lungo canali invisibili, i meridiani. Lungo il tragitto esterno si collocano alcuni punti (agopunti) di numero diverso a seconda del meridiano.
Ogni punto di dolore nel corpo è un segnale di un blocco nel sistema energetico. Esercitando una pressione adeguata su punti specifici lungo i meridiani, si sciolgono i blocchi e si ripristina l’equilibrio energetico. Nel nostro corpo ci sono Esistono circa 400 punti di questo tipo, che a loro volta si trovano sui meridiani. Dai principi della TCM, il nostro corpo è attraversato da 12 meridiani principali e 8 meridiani straordinari. Lungo queste vie energetiche si trovano oltre 360 punti di digitopressione, collegati a organi o funzioni corporee.
La digitopressione è, in breve, l'agopuntura senza aghi. A differenza dell’agopuntura, non si usano aghi, ma solo le mani. In questo metodo di trattamento, alcuni punti di agopuntura vengono premuti con il dito e quindi stimolati. Questo ha il vantaggio che la digitopressione può essere utilizzata anche su se stessi.
La digitopressione si concentra su punti specifici e si esegue solitamente con le dita o il pollice. La digitopressione e lo shiatsu hanno molti tratti in comune, condividono la medesima filosofia ma sono due tecniche ben distinte. Lo shiatsu è un trattamento impiegato a titolo di prevenzione, per mantenersi in forma. Con la pressione di un dito o di un’unghia, si esercita un massaggio sui punti dei meridiani usati nell’agopuntura. La digitopressione è la stimolazione con le dita, a volte con i gomiti, di specifici punti del corpo, quindi senza l’uso di aghi come nell’agopuntura.
La pressione su determinati punti ha il compito di attivare le forze di autoguarigione, sciogliere i blocchi energetici e promuovere l’equilibrio interiore. L’obiettivo è: armonizzare il flusso di energia, ridurre i disturbi, stimolare l’autoregolazione. Nel trattamento, l’intervento sul corpo è solo l’inizio, che dà l’avvio a un processo più ampio, in cui le clienti e i clienti imparano a riconoscere le risorse interne ed esterne che li aiutano a stabilizzare il loro livello energetico.
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In odontoiatria normalmente si fa ricorso per la gestione del dolore ai classici analgesici/antinfiammatori e agli oppiodi ma si sente sempre più parlare di metodi alternativi per alleviare il dolore. Questi metodi si stanno affermando per controllare il dolore, riducendo l’uso di farmaci. L’attenzione va ad approcci naturali e tecnologie alternative che possono offrire soluzioni per i pazienti che cercano trattamenti meno invasivi o che preferiscono evitare l’uso di medicinali.
La digitopressione è un metodo dolce per alleviare i disturbi fisici e mentali. È uno dei più antichi e naturali metodi di pronto soccorso. Queste stimolazioni pressorie vengono eseguite con modalità e fini diversi, ma si tratta sempre di digitopressione. La digitopressione è una tecnica manuale di assoluta importanza al fine di riportare in omeostasi diversi fattori fisiologici ed emozionali in squilibrio attraverso una mirata stimolazione dei tessuti.
Per ragioni di praticità nell’ambiente odontoiatrico, abbiamo selezionato esclusivamente i punti localizzati su polso e avambraccio, facilmente accessibili mentre il paziente è seduto in poltrona. Siamo concentrati sulle loro funzioni specifiche legate alla riduzione dell’ansia e della tensione emotiva. Tra le numerose azioni ha la funzione di regolare per via riflessa, la circolazione sanguigna e il diaframma, consentendo all’operatore di agire sul ritmo respiratorio del paziente portandolo ad una frequenza regolare equivalente al proprio, che dovrà essere rilassato ed equilibrato, così da instaurare una prima importante sintonia tra paziente ed operatore.
Pc 6 (Pericardio 6): si trova sulla parte interna dell’avambraccio, a tre dita di distanza dal polso, tra due tendini. Per quel che riguarda l’aspetto emotivo, il punto PC6 è un importante riequilibratore spirituale: svolge una potente azione distensiva, aiuta a rilassarsi, allevia la rabbia, la nausea, l’ansia, il nervosismo, le fobie, e la risposta allo stress. Philippe Sionneau nel suo libro Agopuntura scrive: “Se un agopuntore vivesse su un’isola deserta e dovesse scegliere di ‘portare con sé’ un solo punto di agopuntura, quale dovrebbe essere? A questa domanda, risponderei senza esitazione PC6 - Nei Guan”.
Ht 7 (Cuore 7): aiuta a calmare l’ansia. Ki 6 (Rene 6): si trova nella parte interna della caviglia, direttamente sotto la punta del malleolo, in una leggera depressione. È particolarmente efficace in combinazione con Ht 7. Li 4 (Intestino crasso 4): si trova sul dorso della mano, nella depressione tra pollice e indice, leggermente verso il pollice. Il modo più semplice per trovarlo è quello di unire pollice e indice e di tastare il punto più alto della piega muscolare. Questo punto principale per il trattamento del dolore viene usato anche per i problemi di digestione e dirige troppa energia verso la testa ed è considerato un punto principale nella terapia del dolore per il trattamento delle algie a capo e viso.
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Altri punti utili: Lv 3 (Fegato 3) sul dorso del piede, tra il primo e il secondo dito; St 36 (Stomaco 36) circa quattro dita sotto il bordo inferiore della rotula; Ki 3 (Rene 3) nella depressione centrale della linea che collega la punta del malleolo interno e il tendine d’Achille; Bl 23 (Vescica 23) nella zona lombare; Bl 60 (Vescica 60) tra la punta del malleolo esterno e il tendine di Achille; Sp 4 (Milza 4) all’estremità prossimale del primo osso metatarsale.
Tecnica: premere delicatamente e con precisione il punto con i polpastrelli delle dita o del pollice. Si può semplicemente tenere premuto il punto o massaggiarlo con piccoli movimenti circolari, come è più comodo. La maggior parte dei pazienti trova giovamento se si attiene alla seguente procedura: provocare un dolore "piacevole" che si può ancora accettare bene e attendere che si rilassi a causa della pressione. In generale, un punto viene premuto o massaggiato delicatamente da 30 secondi a un minuto e mezzo. Durata: di solito un singolo punto viene trattato da 30 secondi a un minuto e mezzo.
Quante volte: se i sintomi si ripresentano, si può ripetere l’applicazione in qualsiasi momento. L’effetto è soggettivo. Molte persone sentono già un cambiamento durante il trattamento. «L’importante è ascoltare le proprie sensazioni: la stimolazione del punto deve essere piacevole. Quando si ha l’impressione di aver premuto abbastanza, allora è davvero così», afferma Nicole Kessler.
Una forma di digitopressione è la compressione ischemica, detta anche “Trigger Point Pressure Release”, ordinariamente eseguita col pollice o con il gomito al fine di decontrarre una banda tesa, particolarmente lì dove a livello tattile si evidenzia la presenza di un Trigger Point il quale, se attivo, risulta doloroso a volte anche al semplice sfioramento. Questi punti Trigger compaiono a seguito di un sovraccarico muscolare o ad un trauma diretto o a microtraumi ripetitivi e spesso non sono localizzati sul punto dove il cliente riferisce la sensazione di dolore.
Un’altra forma di digitopressione è quella che va a lavorare sull’Apparato Miofasciale del corpo al fine di rendere una fascia densificata fluida al momento. Questa azione dei polpastrelli delle dita, delle nocche e a volte dei gomiti sulla fascia è fondamentale per il ripristino delle funzionalità dei muscoli e delle articolazioni. Il metodo di Luigi Stecco riveste un ruolo di spicco in questa tecnica.
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Dagli anni ’60 la Kinesiologia introduce l’utilizzo della digitopressione come tecnica per riequilibrare squilibri evidenziati dai Test Muscolari su muscoli, organi e ghiandole. La Kinesiologia esercita infatti una pressione sui Punti Neurovascolari, detti Riflessi di T.J. Bennet, e sui Punti Neurolinfatici, detti Riflessi di F. Chapman.
L’aromaterapia, utilizzando l’olio essenziale (OE) di Lavandula Vera DC, Lavanda Vera, e la digitopressione, applicata su specifici punti dei meridiani secondo la MTC, sono state combinate in un trattamento olistico. Lo studio ha coinvolto 20 pazienti, suddivisi in due gruppi: il Gruppo A (senza trattamento) e il Gruppo B (con trattamento combinato). Il costo per paziente è risultato significativamente inferiore rispetto alle metodiche sedative tradizionali, con una riduzione media del 97%.
I risultati ottenuti dal questionario somministrato ai pazienti del Gruppo B, sottoposti al trattamento combinato di aromaterapia e digitopressione, evidenziano una significativa efficacia dell’approccio integrato nella gestione dell’ansia correlata alla seduta di igiene orale. Il trattamento è stato molto apprezzato dal 70% dei partecipanti, con una riduzione percepita dei sintomi dell’ansia nel 90% dei casi, di cui il 50% ha riscontrato benefici immediati. La media delle valutazioni ha indicato una diminuzione del 55% dei sintomi ansiosi. Inoltre, l’80% dei pazienti si è dichiarato favorevole a ripetere il trattamento, mentre il 90% lo consiglierebbe a persone con timore dell’ambiente odontoiatrico.
Nel nostro studio abbiamo scelto di utilizzare Lavanda Vera perché rispetto alle altre varietà di lavanda, è caratterizzata da un profilo fitochimico più adatto al trattamento dei disturbi d’ansia e stress. In particolare, contiene concentrazioni significativamente più elevate di linalolo e linalil acetato, due terpeni noti per le loro proprietà sedative, ansiolitiche e miorilassanti. Le proprietà terapeutiche dell’OE di Lavanda Vera, tra cui le azioni antinfiammatorie, ansiolitiche, analgesiche, depressive a livello del sistema nervoso centrale, sono attribuibili principalmente ai suoi costituenti volatili linalolo e linalil acetato.
L’olio di lavanda viene rapidamente assorbito dalla pelle; i costituenti linalolo e acetato di linalile sono rilevabili nel sangue cinque minuti dopo l’applicazione topica, raggiungendo un picco dopo 19 minuti e scomparendo in gran parte entro 90 minuti.
La digitopressione non è mai una operazione meccanica scontata, da attuare in modo uguale su qualsiasi regione del corpo, in certe aree essa deve essere molto delicata. Praticare la digitopressione richiede anni di formazione e di esperienza, una ottima conoscenza dell’anatomia e dei processi fisiologici, assieme a sensibilità tattile e ascolto. È importante, infatti, individuare l’area di digitopressione con la massima precisione, quella da cui si originano dolori e disfunzioni.
La digitopressione è un rimedio naturale e come tecnica non ha controindicazioni di per sé. Usa prudenza invece in caso di gravidanza e nei primi giorni delle mestruazioni: alcuni agopunti favoriscono il travaglio, altri punti dinamizzano il Qi e il sangue e possono essere utili per “muovere stasi” che riducono o bloccano il flusso mestruale. Inoltre, le assicurazioni complementari che prevedono una copertura per la medicina alternativa/complementare coprono i costi, ma solo se la terapia è praticata da un terapista certificato e diplomato (almeno con il riconoscimento EMR/ASCA).
La gestione del dolore in odontoiatria senza l’uso di farmaci è una realtà sempre più accessibile grazie all’avanzamento delle tecnologie e all’integrazione di approcci naturali. Tecniche come l’ipnosi, l’agopuntura, il laser a bassa intensità e la realtà virtuale offrono nuove soluzioni per pazienti alla ricerca di opzioni meno invasive e con meno effetti collaterali. La digitopressione può far parte di un protocollo multimodale per ridurre l’ansia, migliorare la tolleranza al dolore e limitare l’uso di farmaci analgesici o sedativi.
| Punto | Posizione | Azione principale (odontoiatria) |
|---|---|---|
| PC6 | Interno avambraccio, 3 dita dal polso | Riduzione ansia, nausea, rilassamento respiratorio |
| HT7 | Polso, lato piccolo dito | Calmare l’ansia |
| LI4 | Dorso mano, tra pollice e indice | Dolore facciale, mal di testa |
| LV3 | Dorso piede, tra 1° e 2° dito | Stress, agitazione |
È fondamentale informare il paziente sul trattamento e ottenere il consenso: il consenso informato del paziente è stato garantito nella ricerca citata, con la confidenzialità del trattamento dei dati e l’informazione sui possibili rischi.
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