Anatomia e funzione della papilla dentale interdentale

La papilla interdentale è generalmente descritta come la porzione di gengiva che occupa lo spazio tra due denti adiacenti. Inizialmente considerata come una semplice parte della gengiva di forma piramidale, la papilla interdentale è un’entità anatomica dalla morfologia complessa alla quale si riconoscono oggi sia finalità protettive, verso il parodonto profondo e le superfici radicolari, sia funzioni estetiche e fonetiche.

Anatomia della papilla e del parodonto

La gengiva è costituita da quella parte della mucosa masticatoria, di derivazione ectodermica, che ricopre il processo alveolare e circonda il colletto dei denti. Le caratteristiche istologiche e morfologiche della gengiva fanno si che si possa parlare di gengiva libera (marginale e interdentale) e gengiva aderente. La gengiva libera si trova tra i denti ed è rappresentata dalle papille interdentali, che hanno la forma di triangoli, con gli apici rivolti verso il piano occlusale.

L'epitelio delle gengive è cheratinizzato, è presente uno strato granulare, le cui cellule sono ricche di cheratoialina. L'epitelio della papilla gengivale è rappresentato dai seguenti componenti strutturali: epitelio gengivale; epitelio a fessura o epitelio sulcale; epitelio di attaccamento o epitelio giunzionale. L'epitelio gengivale è rappresentato dall'epitelio squamoso stratificato, mentre l'epitelio interstiziale è un'opzione intermedia tra l'epitelio connettivo e l'epitelio squamoso stratificato.

La composizione cellulare del tessuto connettivo delle gengive è rappresentata dalle seguenti cellule, elencate in ordine decrescente di percentuale: fibroblasti maturi e giovani; fibrociti; istiociti; linfociti; plasma e mastociti; altre cellule. I glicosaminoglicani sono componenti della matrice intercellulare dell'epitelio squamoso stratificato; svolgono una funzione protettiva e non consentono la penetrazione delle tossine e degli agenti infettivi nel tessuto sottostante.

Schema istologico della papilla interdentale

Funzioni della papilla interdentale

  • Funzione protettiva: la papilla protegge il parodonto profondo e le superfici radicolari prevenendo l'ingresso diretto di agenti patogeni e sostanze irritanti.
  • Funzione estetica: alla base di un sorriso ritenuto armonico risiede un equilibrio in simmetria e dimensione tra due componenti cromatiche di base: il bianco, costituito dalla corona dentale, e il rosa, la componente parodontale. La perdita della componente rosa tra gli elementi dentali, con conseguente comparsa di “spazi neri”, costituisce indubbiamente uno di questi aspetti disarmonici.
  • Funzione fonetica e di barriera: la papilla contribuisce alla corretta fonetica e limita l'accumulo di detriti alimentari nello spazio interdentale.

Cause e conseguenze della perdita della papilla

Molteplici sono le cause che possono condurre alla perdita o al danneggiamento della papilla. Le cause della recessione della papilla interdentale sono molteplici e comprendono la perdita ossea interprossimale, la morfologia coronale, il biotipo gengivale, il trauma da igiene orale inadeguata e l'età del paziente. La perdita della papilla parodontale prende il nome di “Black Triangle Syndrome”: questo poiché si viene a creare fra un dente e l'altro una finestra nera estremamente antiestetica.

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Oltre all’inestetismo, si avrà una maggior sensibilità al caldo e al freddo a causa dell'esposizione della radice dentale. Questi spazi vuoti possono favorire l'accumulo di placca, compromettere la fonetica e aumentare il rischio di carie radicolari.

Immagine clinica di

Parametri anatomici rilevanti

Uno dei parametri chiave è la distanza verticale tra il punto di contatto interdentale e la cresta ossea. È stato dimostrato che la papilla è presente nel 98% dei casi quando questa distanza è inferiore a 5 mm, ma la percentuale cala drasticamente con l'aumento della distanza. Altri fattori influenti includono il biotipo gengivale, la morfologia dentale e l'età del paziente, con una maggiore prevalenza di recessione nei soggetti anziani.

Approcci terapeutici: non chirurgici

Quando la perdita dei tessuti interdentali è già avvenuta possono essere attuate molteplici tecniche con finalità ricostruttive, le quali essere distinte in due categorie: chirurgiche e non chirurgiche. Trattamenti non chirurgici.

  • Approccio parodontale: nei casi in cui la recessione sia associata a malattia parodontale, la terapia non chirurgica e una corretta igiene orale possono favorire la rigenerazione spontanea della papilla.
  • Ortodonzia e restauri: l'ortodonzia può contribuire alla chiusura dello spazio interdentale inducendo il movimento dei tessuti molli. Inoltre, restauri protesici possono ridurre la percezione del GBT allungando i punti di contatto interdentali.
  • Volumizzazione tessutale: l'iniezione di acido ialuronico si è dimostrata efficace per aumentare il volume dei tessuti molli interdentali, con risultati osservabili fino a sei mesi. Studi recenti hanno anche valutato l'uso di fibroblasti autologhi e cellule staminali per stimolare la rigenerazione tessutale.
Trattamento non chirurgico della papilla interdentale con filler e tecniche conservative

Approcci terapeutici: chirurgici

Quando è necessario un intervento chirurgico, le tecniche a disposizione sono varie e la scelta è strettamente legata al quadro clinico e alle scelte del parodontologo. Le tecniche a disposizione sono varie e la scelta in merito a quale adottare è strettamente legata al quadro clinico e alle scelte del paradontologo.

  • Tecniche di preservazione della papilla: procedure come la "papilla preservation technique" prevedono il mantenimento di una porzione del tessuto papillare durante interventi chirurgici parodontali.
  • Tecnica di Beagle e variante modificata: utilizza un lembo peduncolato per ricostruire la papilla sfruttando il tessuto palatale.
  • Tecnica di Han e Takei: prevede l'incisione semilunare per il riposizionamento coronale della papilla, spesso associata all'innesto di tessuto connettivale.
  • Tecnica di Azzi: impiega un innesto di tessuto connettivale sotto un lembo a busta per ricostruire la papilla interdentale.
  • "Tube Technique": una tecnica recente che prevede la creazione di un tunnel interdentale in cui viene posizionato un innesto di tessuto connettivale.

L’innesto del tessuto connettivo (CTG) è considerato il materiale di scelta nel trattamento delle recessioni gengivali o della mucosa intorno ai denti e agli impianti. La tecnica con innesto connettivale a “T” rovesciata migliora significativamente l’estetica del sorriso con minime complicanze.

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Diagramma delle tecniche chirurgiche per la ricostruzione della papilla

Papilla e chirurgia endodontica

Il tessuto della papilla interdentale è una struttura relativamente delicata e spesso viene coinvolta in chirurgia orale. In chirurgia parodontale sono state proposte diverse metodiche, non solo per la sua rigenerazione, ma anche e soprattutto per il mantenimento e la protezione della papilla durante gli interventi.

Anche in chirurgia endodontica, con concetti del tutto simili alla parodontologia, è stata proposta una metodica definita papilla base incision, che ha riportato risultati ottimali anche a lungo termine. Un flap named “Papilla Base Incision” having the same aim was proposed also in endodontic surgery and reported optimal results even in the long term.

Solo la conoscenza anatomica e chirurgica della struttura papillare consente di attuare interventi che garantiscono un ottimale trattamento della papilla, evitando sequele rilevanti da un punto di vista estetico e funzionale e conducendo a un successo completo dell’intervento. Pensiamo che in chirurgia endodontica, oltre a un approccio sofisticato da microchirurgia per la gestione e risoluzione della patologia apicale, sia altresì importante il mantenimento della papilla.

Linee guida pratiche e considerazioni cliniche

Scopo del dossier è fornire le linee guida per il trattamento dei tessuti molli in interventi di chirurgia endodontica, con particolare attenzione all’esecuzione di tecniche minimamente invasive. Negli ultimi 5 anni, grazie ad attrezzature e materiali di tecnologia chirurgica avanzata, il tasso di successo della microchirurgia endodontica è molto migliorato e tutt’ora...

I trattamenti devono essere personalizzati in base alle caratteristiche anatomiche e alle esigenze estetico-funzionali del paziente. Nonostante l'ampia varietà di tecniche disponibili, non esiste ancora un gold standard per la ricostruzione della papilla interdentale.

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Problema Cause principali Possibili interventi
Perdita papilla (GBT) Perdita ossea interprossimale, morfologia coronale, biotipo Terapia parodontale, ortodonzia, restauri, chirurgia con CTG
Danno durante chirurgia Incisioni non preservative, scarsa pianificazione Papilla preservation technique, papilla base incision
Perdita di volume Invecchiamento, trauma da igiene Filler (acido ialuronico), innesti connettivali
Flusso decisionale per la gestione della papilla interdentale

Note pratiche per il clinico

  • Valutare la distanza tra punto di contatto e cresta ossea come primo parametro diagnostico.
  • Considerare il biotipo gengivale e la morfologia dentale nella pianificazione terapeutica.
  • Prediligere tecniche di preservazione quando si eseguono interventi chirurgici prossimali.
  • Integrare approcci non chirurgici (igiene, ortodonzia, restauri) con soluzioni chirurgiche quando necessario.

La parodontologia si propone di conservare o ripristinare lo stato di salute dei tessuti di supporto di denti ed impianti, contribuendo così a conservare o migliorare il comfort, la funzione masticatoria, la fonazione e l’estetica dei pazienti.

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