Principio di Pascal e rialzo del pavimento del seno mascellare: applicazioni cliniche e tecniche minimamente invasive

Alcuni pazienti che hanno perso i molari nell’arcata superiore si sentono dire dal proprio odontoiatra che c’è poco osso e che per poter posizionare degli impianti dentali e riavere una protesi fissa è necessario procedere con il rialzo del seno mascellare.

Qualsiasi intervento che preveda il ripristino del volume osseo prima dell’inserimento degli impianti porta con sé alcuni svantaggi: non è un intervento indolore; rende lunga l’intera procedura che non si conclude in una sola seduta; riduce la probabilità di successo dell’implantologia.

Noi di implantologi.it abbiamo chiesto al dott. Elio Pizzamiglio, esperto implantologo di Roma, se esiste una tecnica per il rialzo del seno mascellare riducendo tutti i rischi legati a tale procedura.

Cos’è il seno mascellare

Il seno mascellare, conosciuto anche con il nome di “antro di Higmoro”, è il più ampio dei seni paranasali.

Classicamente, il seno mascellare viene descritto come una cavità piena d’aria, rivestita da una mucosa, detta anche membrana di Schneider.

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Questa membrana è particolarmente sottile e delicata, la sua consistenza è paragonabile a quella dell’uovo.

La parete inferiore è situata al di sopra delle radici dei premolari e dei molari superiori.

Il seno mascellare ha il compito di riscaldare l’aria che respiriamo, alleggerire la scatola cranica e fare da cassa di risonanza alle parole che pronunciamo.

Quando il rialzo del seno mascellare diventa necessario

A seguito della perdita dei denti e in particolare di premolari e molari, accade che al fenomeno del riassorbimento osseo si possa sommare anche il fenomeno della pneumatizzazione, ossia un’espansione del seno mascellare.

La riduzione dell’osso da un lato e l’aumento della cavità dall’altro determinano una notevole riduzione dell’osso.

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L’osso a disposizione del chirurgo per inserire degli impianti è dunque insufficiente e si presenta, in questi casi, la necessità di aumentare la quantità d’osso.

In cosa consiste il rialzo del seno mascellare

Questo particolare tipo di intervento prende il nome di rialzo del pavimento del seno mascellare e consiste nel sollevare la mucosa (o membrana di Schneider) per riempirla con nuovo osso attraverso l’innesto autologo, ossia di parti d’osso prese da altre parti del corpo del paziente, oppure attraverso l’innesto eterologo, ossia l’inserimento di materiali sostitutivi di derivazione sintetica.

L’intervento può essere eseguito in base a due differenti approcci: laterale e crestale.

Nel primo caso si cercherà di riempire il vuoto creando un foro sul lato della gengiva; nel secondo caso si cercherà di accedere dal basso, ovvero dalla zona dei molari.

Rialzo laterale del seno mascellare

Il rialzo del seno mascellare per via laterale richiede uno scollamento del lembo piuttosto ampio e l’apertura di uno sportello osseo di almeno 2 cm.

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Di conseguenza l’intervento è molto traumatico ed ha un decorso post-operatorio doloroso con gonfiore, che si può estendere per tutta la metà del viso con notevole disagio per il paziente.

Le immagini che seguono, illustrano il processo appena descritto: scollatura della gengiva; apertura di uno sportello osseo; spostamento della membrana; riempimento del vuoto con osso autologo o materiale di estrazione sintetica.

Rialzo crestale del seno mascellare

Il rialzo del seno mascellare per via crestale viene eseguito tradizionalmente con l’ausilio di strumenti a percussione (strumenti di Summers).

L’odontoiatra attraverso i colpi di un martelletto sfonda il pavimento del seno mascellare per poi procedere all’innesto osseo.

Questo tipo di tecnica può provocare la lacerazione della membrana e rappresenta comunque un notevole disagio per il paziente.

I colpi di martellotto infatti risuonano nella testa per tutta la durata dell’intervento, rendendo traumatica l’esperienza.

La variante innovativa della tecnica crestale, eseguita presso lo studio del dr. Pizzamiglio, è la tecnica idrodinamica.

Essa prevede: apertura del foro di accesso ad alta velocità completamente atraumatica; sollevamento della membrana sinusale mediante acido ialuronico; riempimento del seno mascellare con osso in putty mediante una speciale siringa che spinge dolcemente il materiale nel seno mascellare.

Questa tecnica non solo è innovativa, ma è anche indolore, non provoca alcun disagio per il paziente e permette l’introduzione simultanea dell’impianto dentale; così si ha un rialzo del seno mascellare con tempi di guarigione ridotti al minimo.

Conclusioni

La scelta di affidarsi a un centro specializzato in implantologia garantisce: l’assenza di traumi; il posizionamento contestuale dell’impianto; maggiori percentuali di successo.

Un preventivo generalmente riporta la dicitura “intervento di rialzo del seno mascellare”, ma non dice nulla sulle metodologie seguite, sui traumi, i tempi e i rischi correlati.

Per questo è fondamentale confrontarsi con l’odontoiatra a cui affiderai la tua salute e approfondire determinate tematiche.

La tecnica prevede il rialzo del pavimento del seno mascellare mediante un materiale da innesto osseo con la condizione essenziale di preservare l’integrità della membrana schneideriana per salvaguardare la normale fisiologia del seno mascellare.

La chirurgia di rialzo seno mascellare con approccio laterale prevede l’esecuzione di una osteotomia per aprire una finestra ossea sulla parete del seno mascellare che espone la membrana schneideriana.

La chirurgia del seno mascellare con approccio trans-crestale prevede l’esecuzione nella cresta residua di una perforazione (come per iniziare un sito implantare ma molto più breve) sino ad incontrare il pavimento osseo del seno mascellare che viene consumato senza perforare la membrana del seno.

E’ una tecnica specialistica che richiede una grande competenza professionale per poter evitare i rischi derivanti dalle più disparate situazioni anatomiche di tipo sfavorevole.

Nel 1998 è stato eseguito il primo intervento al mondo di rialzo di seno mascellare per via laterale con tecnica esclusivamente piezoelettrica ideato e sviluppato dal prof.

La tecnica di erosione piezoelettrica della parete laterale del seno mascellare per l’apertura della finestra ossea risulta essere in letteratura scientifica internazionale la più sicura per la preservazione dell’integrità della membrana schneideriana e fu presentata per la prima volta dal prof.

La semplificazione del grande rialzo di seno mascellare: dall'approccio laterale alla tecnica crestale fluidodinamica descrive un rialzo fluidodinamico di seno mascellare per via crestale che rappresenta oggi una valida tecnica alternativa al grande rialzo con approccio laterale.

Nella tecnica Flusilift, l’acido ialuronico scolla direttamente la membrana di Schneider, permettendo grandi rigenerazioni nelle tre dimensioni dello spazio, e funge da biomateriale, mantenendo lo spazio utile per l’osteogenesi e stimolando attivamente la formazione di nuovo osso.

L’approccio crestale, lo scollamento indiretto della membrana di Schneider tramite un fluido e l’assenza dei classici biomateriali in granuli consentono di ridurre drasticamente le complicanze e i tempi chirurgici tipici del grande rialzo con approccio laterale.

La parte pratica prevede l’esecuzione di interventi su mascelle artificiali che simulano la presenza della membrana di Schneider, attraverso l’esecuzione di tutte le fasi chirurgiche, dalla preparazione dell’alveolo chirurgico con kit MISE allo scollamento fluidodinamico della membrana, fino all’inserimento dell’impianto.

Il mascellare posteriore atrofico ha sempre rappresentato una sfida per il posizionamento di impianti osteointegrati.

L’introduzione del rialzo di seno ha rappresentato un passo avanti per la riabilitazione implanto-protesica anche in situazioni di grave atrofia con concomitante pneumatizzazione del seno mascellare.

Tuttavia, in un’ottica conservativa e minimamente invasiva, sono state sviluppate nuove tecniche di rialzo transalveolare, che hanno fin da subito mostrato risultati promettenti oltre a una minor frequenza di complicanze e a una miglior compliance del paziente.

L’obiettivo dell’articolo è quello di descrivere le diverse tecniche minimamente invasive di rialzo transalveolare di seno mascellare, evidenziando l’importanza della tecnologia per la realizzazione di strumenti specifici per la preservazione dell’integrità della membrana sinusale.

Gli autori hanno condotto un’estesa ricerca in letteratura per individuare tutte le moderne tecniche di rialzo transalveolare minimamente invasivo, utilizzando in Pubmed, Embase, Medline e Scopus le seguenti parole chiave: “transcrestal sinus lift”, “transalveolar sinus lift”, “minimally invasive sinus lift”, “new technique sinus lift”, “transcrestal sinus elevation”.

Prospettive pratiche e casi clinici

Una membrana senza perforazioni è, infatti, in grado di garantire protezione e stabilità al coagulo di sangue, che comporta inoltre una migliore rigenerazione ossea nello spazio subantrale.

Il rialzo di seno mascellare è stato introdotto negli anni Sessanta da Boyne ma solo a partire dagli anni Settanta è stato proposto come approccio rigenerativo preliminare alla riabilitazione implanto-protesica in pazienti con seni mascellari estesamente pneumatizzati e severo riassorbimento alveolare.

Il primo lavoro scientifico sul rialzo di seno mascellare risale solo al 1980, mentre il perfezionamento della tecnica avviene qualche anno più tardi grazie a Tatum.

Entrambe le tecniche si basavano sull’utilizzo di una sequenza di osteotomi a punta concava che, opportunamente percossi tramite un martelletto chirurgico, erano in grado di produrre la frattura in direzione apicale della corticale del pavimento del seno mascellare.

Le due metodiche si differenziano per il fatto che la prima si prefiggeva di utilizzare il solo materiale ottenuto dalla preparazione del sito osteotomico, la seconda invece utilizzava anche materiale da innesto.

Queste tecniche moderne mirano a ridurre l’invasività e a preservare l’integrità della membrana Schneideriana durante il rialzo transalveolare.

Elementi chiave per la pratica clinica

  • Preservazione della membrana Schneideriana come fattore chiave per successo e riduzione delle complicanze.
  • Possibilità di eseguire contemporaneamente impianto e rialzo in alcuni protocolli crestali innovativi.
  • Utilizzo di tecniche idrodinamiche o piezoelettriche per minimizzare traumi e tempi di guarigione.
  1. Considerare sempre l’altezza ossea residua e la pneumatizzazione del seno nel piano diagnostico.
  2. Valutare la necessità di innesti autogeni o eterogenei secondo le condizioni anatomiche e cliniche.
  3. Discussione multidisciplinare e scelta di centri specializzati per massimizzare tassi di successo.
Infografica: confronto tra rialzo laterale e crestale con timeline delle procedure
Schema anatomico: seno mascellare, membrana Schneideriana e fori di accesso
Schema: tecnica idrodinamica crestale con putty osseo e siringa ad alta velocità
Video dimostrativo: tecnica crestale fluidodinamica passo-passo

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