
La natura offre soluzioni esclusive e sperimentate nel tempo, utili nel settore dentale per riabilitazioni stabili e dall’aspetto realistico. In odontoiatria i materiali biomimetici mirano a imitare la funzionalità della sostanza dura dei denti, integrandosi esteticamente con la dentizione residua e rispondendo alle esigenze di traslucenza e colore della riabilitazione.
Da un punto di vista scientifico la corona dentale è costituita da due materiali totalmente diversi. Verso l'esterno troviamo la sostanza più dura dell'organismo, lo smalto dentale cristallino prevalentemente inorganico, con una resistenza a flesso-trazione di 80 - 100 MPa ed un modulo di flessione di 70 GPa. Lo smalto robusto protegge il dente dalla disgregazione meccanica dovuta ai carichi masticatori.
Nello sviluppo dei materiali, non si è tenuto conto delle caratteristiche naturali della sostanza dura del dente. Restauri monolitici in biossido di zirconio con una resistenza a flesso-trazione fino a 1.200 MPa e un modulo di flessione elevato di 257 GPa incontrano un crescente favore presso i clinici. Queste riabilitazioni si realizzano in modo veloce ed economico, robuste e consentono una cementazione convenzionale. Tuttavia si deve presumere che per le loro caratteristiche merceologiche questi restauri non si armonizzino funzionalmente con le strutture anatomiche e la fisiologia del sistema stomatognatico.
Studi clinici dimostrano che una resistenza a flesso-trazione elevata non sempre significa automaticamente stabilità nel lungo periodo. Per riabilitazioni con un modulo di flessione simile al dente naturale su impianti fissati rigidamente nell'osso si è riscontrata una quota di sopravvivenza maggiore rispetto a materiali con maggiore resistenza a flesso-trazione e modulo di flessione più alto. La capacità di assorbire forze masticatorie potrebbe dunque rivelarsi un vantaggio evolutivo.
Il principio base del riccio ha ispirato lo sviluppo della ceramica ibrida VITA ENAMIC. Un blocchetto in ceramica feldspatica viene infiltrato sotto pressione e calore con un polimero organico, creando un doppio reticolo che si compenetra. La ceramica feldspatica è resistente alla pressione, il polimero è resistente alla trazione. La combinazione ibrida è stata realizzata per far sì che la ceramica ibrida corrisponda alle “caratteristiche merceologiche” della sostanza dura del dente. Il modulo di flessione di VITA ENAMIC pari a 30 GPa si colloca tra lo smalto e la dentina.
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In altri materiali CAD/CAM, spesso classificati erroneamente come ceramica ibrida o nanoceramica, si tratta di compositi ad alto tenore di carica con particelle di carica inorganiche macinate immerse in una matrice polimerica. Questi materiali possono presentare problemi di ritentività se non viene adeguatamente effettuato il condizionamento della superficie.
La ceramica ibrida VITA ENAMIC consente una lavorazione digitale fluida, riducendo la necessità di cotture di cristallizzazione o sinterizzazione. Le riabilitazioni complesse possono essere eseguite in una sola seduta grazie al workflow CAD/CAM. Grazie alle proprietà biomimetiche e al fissaggio adesivo, VITA ENAMIC si integra armoniosamente con la sostanza dentaria residua.
La ceramica ibrida, grazie alla componente dominante di ceramica feldspatica (75% in volume), è mordenzata e silanizzata analogamente alla ceramica feldspatica e alla vetroceramica. Con il fissaggio adesivo si ottengono valori di adesione paragonabili agli standard tradizionali. Questa procedura si è dimostrata sicura, semplice e applicabile ovunque senza onerità tecniche. Peraltro, sui materiali compositi CAD/CAM possono essere necessari metodi di preparazione differenti, poiché i cementi resinose possono non garantire lo stesso livello di bonding su tutte le tipologie.
Una strategia praticata in certe riabilitazioni è la combinazione di fasi: preparazione, condizionamento con sabbiatura moderata per raggiungere tutte le aree, applicazione del sistema adesivo e fissaggio del restauro. Una sabbiatura troppo forte può danneggiare la struttura o le zone marginali sottili.
Gli incisivi di una giovane paziente sono stati riabilitati con faccette in vetroceramica, ma l’andamento del bordo incisale non si armonizzava con quello delle labbra ed era asimmetrico. Per la nuova riabilitazione si è deciso di usare la ceramica ibrida multicromatica VITA ENAMIC multiColor con transizione di colore e traslucenza integrata in sei strati finemente sfumati. CAD/CAM, finitura, lucidatura e fissaggio adesivo sono stati eseguiti in cinque ore, senza alcuna cottura. Dopo un preindurimento con la lampada polimerizzatrice, la superficie occlusale è stata sigillata con VITA ENAMIC GLAZE e fotopolimerizzata. Grazie alle sue proprietà biomimetiche e al fissaggio adesivo, la ceramica ibrida VITA ENAMIC costituisce un’unità funzionale ed armoniosa con la sostanza dentaria residua.
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La lavorazione si esegue efficientemente nel workflow digitale. Non sono necessarie cotture di cristallizzazione, sinterizzazione o rigenerazione, con conseguente risparmio di tempo e costi. Riabilitazioni complesse sono possibili in una sola seduta, grazie all’integrazione del materiale ibrido nel sistema CAD/CAM e al fissaggio adesivo.
La scelta tra ceramiche tradizionali, zirconio e ibridi dipende dall’equilibrio tra resistenza meccanica, modulo di flessione, estetica e compatibilità biologica. Anche se una resistenza a flessione molto alta è vantaggiosa, non garantisce automaticamente stabilità a lungo termine nel contesto dell’apparato stomatognatico. L’adeguato bilanciamento tra rigidezza e capacità di assorbire forze masticatorie si configura come un requisito essenziale per la longevità delle riabilitazioni.
Le ceramiche ibride come VITA ENAMIC rappresentano una soluzione promettente per riabilitazioni estetiche e funzionali, offrendo una sintesi tra durezza della ceramica e resilienza della matrice polimerica. Il loro impatto sul trattamento clinico risiede nella possibilità di eseguire restauri complessi in una sola seduta, riducendo i tempi di trattamento e aumentando la predicibilità clinica.
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