Il callo può provocare un ascesso: cause e sintomi

Un ascesso dentale è un accumulo di pus (materiale purulento composto da batteri, globuli bianchi morti e residui tissutali) che si forma all'interno dei tessuti che circondano il dente o al suo interno. L'ascesso dentale consiste in un accumulo di pus racchiuso nei tessuti che circondano la radice di un dente (gengiva, osso mandibolare o polpa dentale).

Che cos'è il pus e com'è formato l'ascesso

Il contenuto della lesione, denominato “pus” dal greco “pyon” (“marcio”), è un essudato infiammatorio, costituito da batteri morti, residui cellulari necrotici, plasma e granulociti. L’ascesso dentale è caratterizzato dall’infezione dei tessuti molli nella zona intorno al dente.

Tipologie di ascesso

  • Ascesso periapicale (o pulpite complicata): l'infezione origina nella polpa del dente come conseguenza di carie gravemente complicata. L’ascesso periapicale è quello che riguarda la parte più profonda del dente, precisamente l’apice della radice.
  • Ascesso parodontale: è provocato da un'infezione del parodonto, l'apparato di sostegno del dente costituito da gengiva, osso alveolare di sostegno, cemento radicolare e legamenti. L'ascesso parodontale interessa i tessuti che sostengono il dente, come gengiva e legamento parodontale.
  • Ascesso gengivale: la forma più superficiale, che si sviluppa direttamente nella gengiva a causa di processi infettivi o di corpi estranei incastrati tra gengiva e dente.

Cause principali

La causa principale degli ascessi dentali è rappresentata dalla carie non trattata. La carie che dopo aver distrutto lo smalto raggiunge la polpa del dente; così la necrosi della polpa genera un'infezione come risposta. La carie è la principale causa dell'ascesso dentale.

Altre cause frequenti includono traumi dentali: una caduta o un colpo possono interrompere l'afflusso di sangue al dente, causandone la morte (necrosi) anche senza segni esterni visibili. La carie viene trascurata e prosegue indisturbata il suo percorso verso la polpa dentale, quest’ultima muore, quindi va in necrosi ed è inevitabile che venga a crearsi un accumulo di materiale purulento.

Anche interventi odontoiatrici non riusciti possono essere causa diretta di ascessi dentali. Una devitalizzazione non eseguita correttamente può essere causa di un ascesso dentale (endodontico). In questo contesto, un'ascesso si crea proprio perché durante l’esecuzione di un’otturazione o di una devitalizzazione non è stata usata la diga di gomma.

Leggi anche: ottimizzazione del colore nelle zirconia ultra-trasparenti

Altre condizioni che aumentano la suscettibilità all'infezione sono: diabete, immunodepressione, fumo e consumo eccessivo di alcol. In persone con difese immunitarie compromesse, l'organismo fatica a contrastare i batteri, rendendo più probabile l’insorgenza di un ascesso.

Meccanismi di sviluppo

I batteri in causa sono quelli della placca che, in mancanza di una scrupolosa igiene orale quotidiana e di approfondite pulizie periodiche eseguite dal dentista, si organizzano e selezionano le specie progressivamente più patogene. La placca batterica che causa la gengivite può essere responsabile della formazione di un ascesso dentale.

Il sistema immunitario reagisce convogliando il pus nell’osso attorno al dente per poi dirigersi verso la gengiva dando origine ad un ascesso. Tumor è la tumefazione, il gonfiore, dato dall’accumulo progressivo di materiale purulento al di sopra dell’osso, che tende a sollevare e distendere la mucosa ed il periostio.

Sintomi tipici

  • Dolore pulsante e continuo: un mal di denti acuto, pulsante, che non dà tregua né di giorno né di notte.
  • Gonfiore facciale o della guancia dal lato interessato; il rigonfiamento può estendersi anche al collo.
  • Gonfiore gengivale, sensazione di dente “alto” e presenza di una “pallina” sulla gengiva (fistola) da cui può fuoriuscire pus.
  • Febbre, spossatezza, alitosi e sapore sgradevole in bocca.
  • Sensibilità dentale al caldo o al freddo e difficoltà a masticare o deglutire nei casi gravi.

È possibile che un ascesso dentale non faccia dolore; esiste anche una forma cronica che può svilupparsi in modo asintomatico, senza dolore né gonfiore evidenti. Molte persone pensano che l'ascesso sia passato quando sparisce il dolore, ma spesso è solo entrato in una fase meno acuta.

Complicanze

Se non viene affrontato in tempo, l’ascesso parodontale nei pazienti interessati dalla patologia può portare a gravi danni e alla perdita del dente. Un ascesso dentale non trattato non guarisce mai spontaneamente: può “scoppiare”, drenare, sgonfiarsi e sembrare risolto, ma l’infezione resta presente in profondità.

Leggi anche: perché le afte causano mal di denti

Nei casi avanzati, l’infezione può arrivare ai muscoli del collo, compromettendo la deglutizione e la respirazione; in rari casi può arrivare al sangue, creando complicazioni sistemiche come osteomielite, trombosi del seno cavernoso o setticemia (sepsi), e richiedere il ricovero ospedaliero.

Diagnosi

La diagnosi viene effettuata da un dentista in base all’esame clinico; un esame clinico visivo è solitamente sufficiente per diagnosticare l’ascesso dentale. La diagnosi dovrebbe essere seguita da indagini radiografiche quando necessario per valutare l’estensione dell’infezione e la situazione dell’apice radicolare o del parodonto.

Trattamento professionale

La terapia per la cura di un ascesso dentale comincia con la somministrazione di antibiotici sotto prescrizione medica e con il drenaggio per far fuoriuscire il pus attraverso incisione o alcune volte l’estrazione del dente. Quando la pressione del pus è molto elevata, il dentista può decidere di drenare l'ascesso per ridurre immediatamente il dolore.

La cura di un ascesso endodontico consisterà in un adeguato trattamento canalare o in un intervento di chirurgia endodontica. Per gli ascessi periapicali, la terapia d’elezione per salvare il dente è la terapia canalare (devitalizzazione). Una volta risolta l’infezione si passa alla causa dell’ascesso dentale ed a questo punto il dentista può decidere qual è la soluzione migliore per evitare il ripresentarsi del problema.

Nei casi in cui il dente è irrecuperabile, può essere necessaria l’estrazione, seguita eventualmente dall’inserimento di una protesi o di un impianto. L’intervento chirurgico consiste in un’incisione locale per favorire la fuoriuscita del pus e la pulizia della zona, rimozione dei detriti e del tessuto necrotico.

Leggi anche: approccio terapeutico per l'autofonia da problemi occlusali

Farmaci e indicazioni

Trattandosi di un'infezione, l'ascesso dentale richiede una cura antibiotica, eventualmente supportata dalla somministrazione di farmaci antidolorifici per alleviare il dolore. Gli antibiotici utilizzati possono essere l'Amoxicillina, Metronidazolo o penicilline di semi-sintesi; la scelta dipende dalla gravità dell'infezione e dal quadro clinico del paziente.

Per il dolore sono comunemente impiegati ibuprofene e naproxene; in caso di febbre il paracetamolo è un antipiretico indicato. L’antibiotico riduce la carica batterica nei tessuti circostanti e calma i sintomi, ma non può raggiungere i batteri annidati all’interno del dente necrotico o nel tartaro profondo.

Rimedi temporanei e cosa non fare

Nel momento in cui si avverte il dolore acuto, l’obiettivo primario è gestire la sofferenza in attesa della visita professionale. Rimedi temporanei utili includono impacchi freddi esterni per ridurre gonfiore e dolore, antidolorifici da banco (seguendo le indicazioni del foglietto illustrativo) e risciacqui con acqua tiepida e sale per lenire l’infiammazione gengivale.

In nessun caso bisogna tentare di curare un ascesso dentale in casa praticando incisioni, bucare con un ago o altro strumento la parte gonfia che si presenta come una bolla. Non tentare di “scoppiare” l’ascesso: bucherellare il rigonfiamento con aghi o strumenti casalinghi è pericolosissimo e può peggiorare l’infezione.

Prevenzione

La buona notizia è che la maggior parte degli ascessi dentali è prevenibile. Mantenere la bocca sana richiede costanza: spazzolare i denti almeno due volte al giorno, usare il filo interdentale quotidianamente e sottoporsi a visite di controllo periodiche e a detartrasi ogni 6 mesi permettono di intercettare carie e problemi gengivali quando sono ancora indolori e facili da curare.

Per diminuire il rischio di carie e ascessi nei bambini, è importante abituarli fin da subito a una corretta igiene orale e alle visite di controllo dal dentista. Durante la gravidanza, la donna è più soggetta a infezioni del cavo orale ed alla formazione di ascessi dentali per variazioni ormonali e metaboliche; è quindi opportuno controlli regolari.

Ascesso dentale nei bambini

Anche i più piccoli possono sviluppare degli ascessi sui denti da latte; la tipologia di ascesso dentale che si verifica maggiormente nei bambini è proprio il cosiddetto “ascesso periapicale”. Quando queste condizioni permettono ai batteri di penetrare in profondità fino alla polpa dentale, può formarsi un ascesso che può interessare qualsiasi dente.

In caso di ascesso nei bambini, è importante portare il bambino dal dentista il prima possibile; per alleviare il dolore possono essere prescritti farmaci antidolorifici pediatrici sotto forma di compresse o sciroppo e si devono seguire indicazioni specifiche per età e peso.

Quando rivolgersi al dentista o all'ospedale

In caso di sospetto ascesso dentale, è fondamentale rivolgersi tempestivamente a un dentista. Se si nota febbre elevata, difficoltà ad aprire la bocca, dolore molto intenso, difficoltà respiratorie o gonfiore che si estende al collo, è fondamentale farsi valutare subito e considerare il ricovero ospedaliero se necessario.

Se il problema non venisse affrontato immediatamente, il suo peggioramento potrebbe portare a una grande infezione batterica in bocca, alla perdita del dente e ad altre complicazioni sistemiche che possono portare ad una setticemia.

Schema: formazione dell'ascesso periapicale e parodontale

Note su costi e approccio terapeutico

Il costo per curare un ascesso dentale dipende dal prezzo della terapia necessaria per eliminare la causa dell'ascesso: estrazione, trattamento canalare o interventi di chirurgia endodontica hanno costi diversi. La scelta terapeutica deve essere preceduta dalla diagnosi mediante visita clinica e radiografica; in ogni caso non si improvvisa.

Indicazioni pratiche finali

Quando si soffre di un forte mal di denti e la guancia dal lato dove si prova dolore è gonfia, forse la causa del disturbo è un ascesso dentale. Il primo rimedio è recarsi immediatamente dal proprio odontoiatra. Prima di procedere con qualsiasi cura dell’ascesso è necessario promuovere una cura antibiotica prescritta dal dentista quando indicata.

La prevenzione resta la strategia più efficace: igiene orale impeccabile, visite periodiche dal dentista e trattamenti tempestivi per carie e traumi riducono drasticamente il rischio di ascessi. Infine, non tentare mai cure fai-da-te come incisioni o forature casalinghe.

Video informativo: riconoscere e trattare l'ascesso dentale

tags: #il #callo #può #provocare #un #ascesso

Post popolari: