
L’influenza della lingua sul complesso Cranio-Cervico-Mandibolo-Ioideo è stata evidenziata da molteplici studi. La lingua è un organo muscolare sostenuto da uno scheletro osteo-fibroso che si inserisce sullo ioide. È in rapporto con la mandibola, con l’osso ioide, con l’epiglottide, col faringe e con il cranio. Ed è in contiguità con palato, velo palatino, denti, labbra.
In genere si considera formata da 17 muscoli, che, cosa unica nel corpo, hanno una sola inserzione, cioè hanno un capo libero. Questi muscoli sono privi di fusi neuromuscolari. La catena linguale o anteriore nasce a livello dell’occipite. Si organizza già nella posizione fetale, durante la vita nell’utero, sotto l’azione dell’emisfero destro. Essa si situa nell’ambito della sfera inconscia. Il ritorno a questa catena si avvera durante il sonno ove il soggetto ritrova la sicurezza intrauterina. Essa è legata alla funzione suzione-deglutizione, funzione antero-posteriore. Termina a livello del pollice e dell’alluce. Essa organizza il primo anello funzionale mano-bocca. La catena linguale corrisponde alla linea di gravità anteriore montante.
Le trazioni esercitate dalle inserzioni dei muscoli sul periostio, le pressioni esercitate dai ventri muscolari sul supporto osseo, hanno la funzione fondamentale di modellare la struttura del massiccio cranio-facciale. L’allenamento lungo circa sei mesi della lingua nel suo movimento permette di poter affrontare con sufficiente sicurezza l’alimentazione dopo il parto. Tuttavia il movimento deglutitorio è così complesso, coinvolgendo direttamente almeno 44 muscoli, che il neonato ha bisogno di circa sei mesi dopo la nascita per perfezionarlo e renderlo immutabile. La deglutizione atipica è correlata non solo con la morfologia oro-cranio-cervicale, ma anche con la postura generale del soggetto.
L’apparato io-glosso, in virtù dei suoi legami con i mascellari, il cranio, le cervicali, le scapole, la faringe e la laringe rappresenta il vero “trait d’union” tra funzioni orali e funzioni posturali corporee. La fonazione è una funzione complessa cui concorrono meccanismi centrali di pertinenza più neurologica e periferici di competenza più ”funzionale-strutturale”. La formazione del suono laringeo non è dunque dovuto alla sola interruzione ritmica della corrente espiratoria, ma a una modificazione ritmica delle compressioni o rarefazioni dell’aria a livello della glottide. Nella pronuncia delle vocali, la bocca entra in gioco in maniera limitata, non offrendo resistenza al passaggio dell’aria. Più rilevante è il ruolo della bocca nella produzione delle consonanti.
Per le correlazioni anatomo-fisiologiche della laringe “appesa” al complesso mandibolo-io-glosso, nonchè per l’importanza del muscolo diaframma, diventa chiaro il rapporto reciproco tra aspetto osteopatico, posturale ed emissione vocale. In questa fase inizia il passaggio graduale da una deglutizione infantile ad una deglutizione di tipo adulto. Nell’atto deglutitorio maturo la lingua spinge contro il palato in un punto detto SPOT. La postura è organizzata in base alle informazioni posizionali di struttura come l’ATM, lingua, labirinti, piede, ecc… e in base all’equilibrio delle catene muscolari, come la catena linguale. Quando la deglutizione non è corretta, viene definita deglutizione atipica.
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La catena profonda è quella catena muscolare che ha un ruolo fondamentale nel sostegno del corpo e della sua stabilizzazione nello spazio. Come detto precedentemente le sue funzioni principali riguardano il sostegno del corpo a partire dalla volta plantare per finire al distretto toracico. In posizione supina, gambe raccolte, chiediamo al nostro soggetto una respirazione toracica, seguita da una protrazione addominale (“pancia globosa”) che verrà mantenuta durante tutta la fase di espirazione toracica. Otterremo cosi un marcato allungamento di tutta la linea profonda e muscolatura accessoria iper attiva.
Le linee dell’arto superiore sono quelle catene muscolari composte da diversi segmenti che congiungono il torace all’arto superiore fino alla mano. Le linee dell’arto superiore sono fortemente coinvolte in tutti i movimenti che attivano le catene crociate di apertura e chiusura, per questo motivo la loro analisi può essere intersecata con la valutazione di queste ultime. Si chiede al soggetto di posizionarsi in ortostatismo con la schiena appoggiata al muro, una volta stabilizzata la scapola in depressione ed esteso il gomito si cerca di abdurre l’omero mantenendo il Setting finche non si avverte tensione.
La lingua è un organo molto importante coinvolto in differenti funzioni (deglutizione, linguaggio e percezione dei gusti). Essa risulta composta da una radice, una superficie dorsale (convessa), una superficie inferiore e un apice. La porzione dorsale presenta diverse protuberanze (papille), che rappresentano i calici gustativi. La radice della lingua risulta legata all’osso ioide e alla mandibola. Il muscolo genioglosso è il più voluminoso dei muscoli estrinseci della lingua. Origina dalla spina mentale e si porta, distribuendosi a ventaglio all’apice della lingua con i suoi fasci superiori, al dorso linguale con i suoi fasci medi, al margine superiore dell’osso ioide con i suoi fasci inferiori.
Il muscolo ioglosso ha una forma quadrilatera e prende origine dal margine superiore del corpo dell’osso ioide. Ha un decorso ascendente e si porta al margine laterale della lingua, qui le sue fibre muscolari si dividono in anteriori, che si portano all’apice linguale, medie, che si dirigono in avanti e si portano al setto linguale, posteriori, che hanno una direzione trasversale e si portano al setto linguale. Il muscolo stiloglosso origina dal processo stiloideo. Ha una forma fusiforme, si porta anteriormente e medialmente. In prossimità del muscolo ioglosso, si divide in due porzioni, una interna e una esterna. L’interna si inserisce al setto linguale, l’esterna si porta all’apice linguale e si inserisce anch’essa al setto linguale. Il muscolo condroglosso origina dal piccolo corno dell’osso ioide, si porta in alto e anteriormente fino ad arrivare all’estremità posteriore del margine laterale della lingua. Qui i suoi fasci si inseriscono al muscolo longitudinale inferiore. Il muscolo amigdaloglosso origina dall’aponeurosi faringea. È un muscolo sottile. Ha una direzione verticale fino alla base della lingua. Qui le sue fibre prendono una direzione trasversale incrociandosi con le fibre controlaterali. Il muscolo longitudinali: superiore è una lamina impari composta da differenti fasci a direzione sagittale, originano ed inserzioni alla lamina propria della mucosa linguale. Il muscolo longitudinali: inferiore origina dalla lamina propria della base linguale. Il muscolo trasverso è interposto tra il longitudinale superiore ed il longitudinale inferiore, origina dalle due facce del setto linguale e termina fissandosi alla mucosa dei margini laterali della lingua. Il muscolo verticale origina dalla faccia profonda della lamina propria del dorso della lingua e si inserisce alla sottomucosa della faccia linguale inferiore. Il muscolo palatoglosso partecipa alla costituzione dell’arco glossopalatino. Origina dall’aponeurosi palatina, raggiunge l’estremità posteriore del margine laterale della lingua. Qui i suoi fasci divergono trasversalmente per inserirsi al setto linguale.
L’innervazione della lingua è garantita da differenti nervi cranici, ognuno legato a specifiche funzioni. L’innervazione sensitiva si suddivide in due porzioni che corrispondono a nervi cranici differenti.
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In sintesi, la catena linguale profonda è una componente chiave della relazione tra funzione orofacciale e postura, modulando deglutizione, fonazione e dinamiche posturali in stretta relazione con i muscoli del diaframma, delle catene miofasciali e delle strutture ossee del cranio e del collo.
| Aspetto | Descrizione |
|---|---|
| Catena linguale | Linea di gravità anteriore montante; funzione di sostegno e postura. |
| Degluttizione | Dal neonato all’adulto; SPOT come punto di contatto contro il palato. |
| Muscoli principali | Genioglosso, Ioglosso, Stiloglosso, Condroglosso, Amigduloglosso e altri |
La lingua, in quanto organo complesso, richiede un approccio integrato e olistico per valutare e trattare le disfunzioni legate a deglutizione atipica, postura e funzione vocale. Anastasi - G. Osteopata, CEO e fondatore di OsteoLab, sottolinea l’importanza di un approccio olistico alla problematica della persona.
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