
Negli ultimi anni si sente parlare sempre più spesso di argento per i denti e per l’infiammazione della bocca. Infatti, le nanoparticelle d’argento sono impiegate in medicina per i loro effetti antibatterici. Ma cosa sono? E perché potrebbero rivoluzionare la nostra salute orale e non solo?
L’uso dell’argento in medicina risale a migliaia di anni fa. Gli antichi Greci e Romani lo usavano per conservare l’acqua potabile. L’argento è un prezioso alleato contro batteri, carie e infezioni gengivali. Le nanoparticelle d’argento sono state testate per la biocompatibilità, cioè la loro capacità di lavorare con il nostro corpo senza causare danni.
La protesi dentale è un manufatto artificiale personalizzato, realizzato per ripristinare o sostituire uno o più elementi dentali, fino al coinvolgimento dell’intera arcata. Il loro scopo principale è riabilitare la capacità masticatoria del cavo orale compromesso. Gravi stati cariogeni, estrazioni, malattie parodontali, che portano alla compromissione o alla perdita degli elementi dentali, vengono risolte con l’utilizzo di specifiche protesi. In questo modo viene recuperata la funzionalità, svolgendo anche un’ottima funzione estetica.
Gli attacchi per protesi dentali servono per applicare le protesi e per riabilitare le funzioni nel cavo orale di un paziente quando si presenta la mancanza di denti. La protesi dentaria rimovibile viene chiamata overdenture e viene scelta sempre più spesso da professionisti e pazienti. Si tratta di un’alternativa economica e pratica. Queste protesi sono tutti quei manufatti protesici mobili che prevedono un ancoraggio nel cavo orale, su supporti presenti, naturali (denti) o impianti, tramite ganci (estetici o in metallo) o attacchi.
Queste protesi, a differenza delle dentiere, hanno una loro stabilità, grazie ai sopraelencati ancoraggi, ma necessitano della quotidiana rimozione da parte del paziente per una quotidiana igiene orale e per la loro pulizia. Le protesi ancorate possono essere totali o parziali. Per i circa 9,4 milioni di italiani portatori di protesi, il passaggio alla protesi dentale può avere un forte impatto sulla loro vita, soprattutto nel primo anno, che risulta particolarmente difficile (1).
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La prima tipologia è la corona o ponte in zirconia monolitica. Abbiamo poi, Maryland. Questa viene utilizzata quando si aggancia la protesi al resto dei denti. Infine abbiamo l’intarsio in composito, una tecnica per la ricostruzione del dente. Nella sua forma pura in odontoiatria ortopedica non viene utilizzato alcun metallo, ma solo sotto forma di leghe metalliche. È impossibile utilizzare metalli puri perché le loro caratteristiche non soddisfano i requisiti dei materiali strutturali. La loro resistenza nella loro forma pura è bassa, sono suscettibili alla corrosione e hanno scarse proprietà fisiche e meccaniche.
Le leghe multicomponenti sono ampiamente utilizzate nelle protesi dentali. E tutto grazie alle loro caratteristiche fisiche e meccaniche uniche: non sono soggetti a corrosione; avere il punto di fusione richiesto; caratterizzato da un ritiro volumetrico insignificante; può essere malleabile ed elastico. La formazione di tali leghe si basa sulla capacità dei singoli metalli di dissolversi reciprocamente e sulla formazione di legami chimici tra loro.
| Materiale | Uso tipico | Caratteristiche |
|---|---|---|
| Leghe d'oro (900, 750) | Corone, ponti | Buona lavorabilità, non soggette a corrosione, vari gradi di durezza |
| Leghe argento-palladio | Corone, mezze corone, intarsi | Colore bianco, punto di fusione ~1200°C, necessitano saldatura in oro |
| Acciaio inossidabile | Ponti, corone singole, dispositivi ortodontici | Resistente alla corrosione, punto di fusione elevato |
| Leghe cobalto-cromo | Strutture protesiche | Apprezzate per resistenza e durata |
Saldature per leghe contenenti metalli preziosi: per collegare i singoli componenti di una protesi metallica in odontoiatria ortopedica, vengono utilizzate leghe di saldatura. Qualità che la saldatura deve avere: le sue caratteristiche meccaniche devono essere prossime a quelle del metallo da saldare; il suo punto di fusione deve essere inferiore al punto di fusione del metallo stesso; la saldatura deve avere una struttura simile al metallo base; resistenza alla corrosione; bagnabilità superficiale, fluidità; abbinare il colore del metallo di base.
Nel processo di saldatura vengono selezionati metalli che non solo riducono il punto di fusione, ma hanno anche un'affinità fisica e chimica con le parti da saldare. La lega per saldatura in oro prodotta commercialmente viene utilizzata per saldare parti in argento-palladio e oro.
Cos’è il biofilm? Il biofilm, o placca batterica, è una struttura di batteri che si “incollano” tra loro e ad altre superfici (come denti o gengive). Per rimuoverla, è fondamentale usare lo spazzolino e il filo interdentale o gli scovolini. In alcuni casi, però, c’è bisogno di una mano in più. È difficile da eliminare e resiste persino agli antibiotici.
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La Candida albicans è un microrganismo spesso associato alla stomatite da protesi. La Candida albicans, molto diffusa tra i pazienti anziani con protesi mobile. Gli adesivi per protesi contengono componenti antimicrobici, come esaclorofene, borato di sodio, etanolo e salicilato di sodio che tuttavia hanno un'azione militata contro la Candida albicans. D'altro canto, questo microrganismo trova un terreno ideale per proliferare proprio a contatto con la resina acrilica di cui è costituita sovente la base di una protesi. A fare il resto sono le qualità fisiche di questi dispositivi medici che si presentano con caratteristiche di rugosità, porosità e idrofobicità.
Una ricerca condotta dalla Scuola di Odontoiatria di Bauru, dell'Università di San Paolo, Brasile, ha voluto valutare il potenziale antimicrobico delle nanoparticelle d'argento (Ag NP) associate all'adesivo in polvere per protesi COREGA. I risultati della sperimentazione, per ora condotta in vitro, sono stati pubblicati sul Journal of Dentistry.
I test in vitro eseguiti sui campioni di resina hanno confermato l'efficacia delle nanoparticelle d'argento sul controllo del biofilm di Candida albicans. La carica fungina, infatti, così come l'attività metabolica e la massa del biofilm sono risultati sensibili all'antimicrobico abbinato all'adesivo. I risultati migliori sono stati quelli ottenuti abbinando i due componenenti con metodi Turkevich e Glycine max. In questo caso, l'efficacia è durata sino a 12 ore.
Contro la stomatite da protesi, dunque, l'Ag NP abbinato all'adesivo preso in esame sembra essere un valido presidio preventivo e terapeutico contro la Candida albicans. Ci vorranno però altri studi prima di poter compiere una sperimentazione clinica sull'uomo.
Sì, se usate correttamente. Le nanoparticelle d’argento sono state testate per la biocompatibilità, cioè la loro capacità di lavorare con il nostro corpo senza causare danni. L’argento è utile per la bocca? Hai dubbi o domande?
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L’igiene quotidiana, l'arma ancora più efficace contro la stomatite da protesi. Per evitare l'insorgenza della stomatite da protesi, è necessario verificare che la protesi stessa sia stabile e ben tollerata dal paziente. Ma anche che l'igiene quotidiana sia praticata costantemente e nel modo corretto da parte del paziente o di chi eventualmente se ne prende cura. Per una conservazione ottimale della protesi dentale è richiesta un'attenta cura igienica.
Dopo ogni pasto, la protesi deve essere rimossa e sciacquata sotto l'acqua corrente per eliminare i residui di cibo. Di notte o in tutte le occasioni in cui non si indossano, le protesi mobili devono essere immerse in acqua o soluzione detergente per evitare che si secchino e si deformino. Tuttavia, ogni protesi ha delle regole specifiche al riguardo, che saranno fornite dal vostro dentista. La mattina successiva o quanto è necessario, la dentiera deve essere risciacquata accuratamente prima di essere indossata.
Come amiamo ripetere, avere una buona salute orale significa “Essere in equilibrio”, ossia in salute. Quando la masticazione viene però riabilitata attraverso qualsiasi tipo di protesi è bene adattare le manovre igieniche alla nuova condizione. La prima cosa necessaria da fare è imparare ad utilizzare strumenti per la pulizia dei denti e del cavo orale che prima non si conoscevano o non si utilizzavano.
La migliore tecnica di igiene orale e gli strumenti più efficaci e adatti agli individui portatori di protesi devono essere stabiliti insieme al professionista, in funzione del tipo di protesi, della manualità e della motivazione del paziente.
Nel mondo dell’odontoiatria, la scelta tra protesi dentali cementate e avvitate può generare confusione. Queste due opzioni offrono vantaggi e benefici distinti, che è importante comprendere per fare la scelta migliore per le proprie esigenze.
Le differenze principali tra le protesi dentali cementate e avvitate risiedono nel metodo di fissaggio. Le protesi cementate vengono fissate sui monconi dentali utilizzando un cemento dentale, mentre le protesi avvitate sono collegate ai monconi dentali tramite viti. I monconi sono in sostanza i perni sui cui viene posizionata la protesi e possono essere artificiale come nel caso degli impianti dentali, o ricavati da un dente naturale, spesso devitalizzato, il quale viene preparato dall’odontoiatra in maniera tale da accogliere il nuovo elemento protesico. Va specificato che la protesi avvitata è posizionabile solo su un moncone artificiale.
Una delle differenze che maggiormente risalta è quella relativa alla possibilità di rimozione della protesi. Una protesi cementata sarà più difficile da rimuovere qualora fosse necessario, mentre nell’altro caso sarà sufficiente svitare l’elemento dal suo moncone. I vantaggi delle protesi dentali cementate risiedono nella stabilità e solidità che offrono. Questo tipo di protesi è fissato in modo permanente, garantendo una maggiore resistenza alle sollecitazioni quotidiane come la masticazione, il digrignamento e altre attività muscolari. Le protesi cementate sono esteticamente gradevoli, conferendo un aspetto naturale al sorriso. Inoltre, essendo fissate in modo definitivo, richiedono minori cure e manutenzione rispetto alle protesi avvitate.
I benefici delle protesi dentali avvitate sono molteplici e significativi. Questo tipo di protesi offre una grande stabilità e sicurezza, poiché sono fissate direttamente agli impianti dentali. Ciò permette una migliore funzionalità senza il rischio che la protesi si muova o si stacchi. Le protesi avvitate favoriscono anche la salute dell’osso mascellare, poiché stimolano la crescita ossea grazie alla pressione esercitata sui denti artificiali durante l’utilizzo quotidiano. Inoltre, essendo più facili da pulire e mantenere rispetto alle protesi cementate, le protesi avvitate offrono una maggiore igiene orale e riducono il rischio di infezioni o infiammazioni gengivali, anche per l’assenza di cementi.
In caso di rimozione sarà sufficiente rimuovere il composito estetico che copre la vite per poi riposizionarlo una volta effettuato l’intervento di manutenzione. Va detto che le protesi avvitate possono avere una resa estetica minore rispetto alle protesi cementate, in particolar modo sui settori anteriori della bocca o su elementi particolarmente inclinati.
Le differenze di costo delle protesi dentali cementate e avvitate non sono facili da individuare, e non sempre sono significative. Tendenzialmente, le protesi dentali avvitate richiedono un investimento iniziale più elevato rispetto a quelle cementate, per via della maggiore componentistica utilizzata e per la tipologia di lavorazione. In taluni casi, le protesi avvitate richiedono una manutenzione maggiore e quindi l’esigenza di sostenere dei piccoli costi negli anni successivi all’intervento. Va sottolineato, nondimeno, che la possibilità offerta dalle protesi avvitate garantisce un enorme vantaggio in termini di igiene orale e flessibilità di intervento.
In definitiva, non esiste una risposta univoca su quale sia l’opzione migliore. La scelta va ponderata insieme al proprio dentista di fiducia sulla base di una serie di elementi, in concordanza col quadro clinico generale e gli stili di vita di ciascun paziente.
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