
Più comunemente chiamata piorrea, la parodontite è causata principalmente da infezioni batteriche, responsabili della progressiva distruzione del parodonto (apparato di sostegno dei denti costituito da tessuti molli ed ossei). La parodontite, nota come piorrea, è una malattia infiammatoria degenerativa che determina la distruzione dei tessuti di supporto del dente, ossia osso, gengiva, cemento e legamento parodontale. La parodontite può essere fermata con un approccio conservativo non chirurgico nelle fasi iniziali e con interventi mirati nei casi avanzati, sempre previa diagnosi accurata da parte di un dentista esperto.
La parodontite è causata da un’infezione batterica dei tessuti che circondano il dente. La placca, se non rimossa, si mineralizza trasformandosi in tartaro e i batteri possono diffondersi al di sotto dei tessuti gengivali provocando danni all’osso e alle porzioni più profonde del parodonto. I sintomi includono gengive rosse e infiammate, sanguinamento al passaggio di spazzolino e filo interdentale, recessione gengivale, gengive doloranti con ascessi parodontali e, nelle fasi avanzate, denti che si muovono o cadono. La gengivite può essere una fase che precede la parodontite, ma la gengiva non segna la perdita ossea tipica della parodontite.
Fattori di rischio includono indebolimento delle difese immunitarie, malnutrizione, scarsa igiene dentale, tabagismo, fumo di sigaretta, diabete, ansia e stress. La predisposizione genetica può aumentare la probabilità di sviluppare la malattia, così come la presenza di fumo e una risposta infiammatoria alterata. La parodontite può colpire persone di tutte le età, dai bambini in dentatura da latte agli anziani, se non diagnosticata e trattata tempestivamente.
La prevenzione è una componente fondamentale: una corretta igiene orale domiciliare e professionale è essenziale per rimuovere placca e tartaro. Spazzolare i denti con spazzolino a setole morbide dopo ogni pasto (almeno tre volte al giorno), utilizzare il filo interdentale, lo scovolino e sciacqui con collutorio al fluoro contribuiscono a mantenere gengive sane. Cambiare lo spazzolino ogni 3 mesi o prima se le setole sono danneggiate è raccomandato per garantire una pulizia efficace. Le visite regolari dal dentista permettono di monitorare lo stato di salute delle gengive e di intervenire tempestivamente se si nota una parodontite in fase iniziale.
Il primo approccio terapeutico è conservativo e non chirurgico: rimozione della placca e del tartaro sottogengivale mediante curettes ultrasoniche o strumenti sonici avanzati, con anestesia locale. La procedura aiuta a eliminare tessuti necrotici e tessuti molli della tasca parodontale, favorendo la guarigione del parodonto. Con curettes soniche a movimento oscillatorio tridimensionale, le pulizie diventano più precise e veloci, riducendo il discomfort del paziente. Nei casi in cui la malattia sia avanzata, si parla di interventi chirurgici come la chirurgia gengivale o trapianto osseo e chirurgia a lembo per ricostruire tessuti persi e ridurre la profondità delle tasche parodontali. In presenza di infezione persistente, possono essere prescritti antibiotici sistemici o sotto forma di gel applicato nelle tasche gengivali; collutori antisettici come la clorexidina aiutano a controllare l’infiammazione e a mantenere gengive sane durante il trattamento.
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In concomitanza con le terapie odontoiatriche, possono essere utili rimedi naturali per alleviare i sintomi: Aloe vera, olio essenziale di tea tree, sale e acqua tiepida, camomilla e infusi lenitivi. Questi rimedi non sostituiscono la cura professionale ma possono aiutare a lenire l’infiammazione gengivale tra una seduta e l’altra. L’uso di propoli, aloe, tea tree oil e altri nutraceutici fenolici (come l’epigallocatechina-gallato dal tè verde, la quercetina e la curcuma) può favorire la salute orale. È fondamentale combinare qualsiasi rimedio naturale con una corretta igiene orale e con piani di trattamento proposti dal dentista, soprattutto in caso di parodontite avanzata.
La definizione di un piano farmacologico richiede talvolta antibiogrammi su campione di placca batterica, ma la procedura può risultare non sempre indicativa a causa della contaminatione orale. In generale, i farmaci includono antibiotici somministrati oralmente o come gel nelle tasche gengivali, insieme a collutori contenenti clorexidina per ridurre l’infiammazione e controllare i batteri difficili da raggiungere con l’igiene quotidiana.
Una gestione efficace della parodontite si basa su:
Molti pazienti chiedono se la parodontite possa essere curata definitivamente. La risposta è che la parodontite si può controllare e rallentare, soprattutto se intercetta precocemente e se si adotta un percorso di mantenimento adeguato. La parodontite grave e avanzata è considerata una delle patologie orali diffuse; però spesso non è necessario ricorrere automaticamente all’estrazione dei denti: la chirurgia e i trattamenti conservativi possono conservare la funzionalità dentale e migliorare l’assetto parodontale. Il primo passo resta una diagnosi accurata dal dentista, che valuterà tasche parodontali con sonda e la perdita ossea per definire la strategia corretta.
| Trattamento | Descrizione | Indicazioni |
|---|---|---|
| Pulizia profonda (scaling e root planing) | Rimozione placca/tartaro sopra e sotto bordo gengivale; levigatura radici | Fasi iniziali e moderate della parodontite |
| Chirurgia gengivale | Riduzione tasche, rigenerazione ossea, rimozione tessuti infetti | Parodontite avanzata |
| Farmaci | Antibiotici sistemici o gel nelle tasche; collutori antisettici | Infezione parodontale batterica |
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