Come sbiancare pizzo ingiallito: metodi efficaci e rimedi naturali

Capi ingialliti? Ti sei mai chiesta perché i tuoi capi bianchi ingialliti sembrano provenire direttamente dagli anni ‘80? No, non è la moda vintage. Perché i capi ingialliti esistono? Gli esperti del pulito ti diranno che è tutta colpa dell’acqua dura, del sudore, dello sporco accumulato, dell’inquinamento. Residui di ammorbidente - Sorpresa!

Candeggina: l'illusione del bianco perfetto - Ti hanno detto che la candeggina è la soluzione? Lava i bianchi separatamente - No, non vale il “ma erano solo un paio di calzini colorati”. Scegli le temperature giuste - 60°C per gli asciugamani e le lenzuola non sono un crimine. Usa il detersivo con criterio - Leggere le dosi consigliate sulla confezione non è un suggerimento, è una regola di sopravvivenza per il tuo bucato.

Principi di base per un bucato bianco più luminoso

  • Dosare il prodotto nel modo corretto evita di sprecare soldi, non intasa la lavatrice e garantisce che i tuoi capi escano davvero puliti, invece di ritrovarli con quell'odioso strato di sporco "mascherato" da profumo.
  • Fai una pulizia regolare della lavatrice - Filtro, vaschetta e guarnizioni devono essere puliti almeno una volta al mese.
  • Percarbonato di sodio - Il vero alleato per il bucato. Basta scioglierne un cucchiaio in acqua calda e lasciare i capi in ammollo prima del lavaggio. Funziona (e non rovina le fibre come la candeggina).

Con il Percarbonato di Sodio di Olimpia Home potrai avere le soluzioni a portata di mano. Additivo splendente - Usa Magic Shine con costanza e guarda i tuoi capi tornare a splendere come nuovi! Bicarbonato di sodio? No, grazie - So che hai sentito parlare del bicarbonato come soluzione miracolosa, ma la verità è che fa poco o nulla. Risparmia tempo e usa il Percarbonato di Sodio. Lavaggi a temperature adeguate - Un ciclo a 60° una volta ogni tanto non ucciderà i tuoi vestiti. Luce del sole - Il rimedio più antico e sottovalutato. Stendi i capi bianchi all'aperto, e il sole farà il suo lavoro di sbiancamento naturale. Ma attenzione: esagerare con l'esposizione diretta può danneggiare i tessuti.

Rimedi naturali per capi bianchi impeccabili

Abbiamo smontato qualche mito e chiarito le regole del gioco. Ma se ti piace esagerare con l’ammorbidente e ignorare la manutenzione della lavatrice...

Se in casa avete diversi centrini, tovaglie, lenzuola o fazzoletti, fatti con pizzi e merletti, spesso non è facile sbiancarli poiché si corre il rischio di danneggiarli irrimediabilmente. Il miglior metodo sbiancante per antichi merletti e pizzi consiste nell’utilizzare un prodotto specifico: un detergente a base di sodio laurilsolfato. Essendo una soluzione a pH quasi neutro, biodegradabile e tensioattiva, ovvero che facilita la rimozione di sporcizia e grasso, viene raccomandato per lavare perfino le delicate trapunte patchwork. Il laurilsolfato di sodio è possibile reperirlo in negozi di cucito, di alimentari e agricoli o veterinari (usato anche per lavare gli animali).

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Iniziate immergendo ciascun pezzo individualmente e spingetelo con delicatezza verso il basso, facendo attenzione a non agitare troppo l’acqua. Lasciatelo a bagno per almeno 45 minuti. Quando si sarà impregnato usate molta cautela nel sollevarlo, poiché diventato pesante, potrebbe lacerarsi. Per questa ragione il consiglio è di proteggerlo fra 2 strati di tela bianca. Una volta trascorso il tempo mettete la ciotola nel lavabo, aprite il rubinetto dell’acqua calda e lasciatela scorrere delicatamente nella ciotola, fino a che l’acqua non risulti limpida. Se il pezzo è molto sporco l’acqua diventa simile al colore di un tè forte.

Un altro metodo, molto più simile, è quello adottato dalle nostre nonne, che ricorrevano alla lisciva: bollitura con cenere e sapone. In una pentola versate quindi 4 tazze d’acqua, 1 cucchiaio di sapone liquido delicato e 1 cucchiaio di bicarbonato di sodio. Mescolate, portate ad ebollizione e togliete la pentola dal fuoco. Mettete in ammollo i capi ingialliti per almeno 45 minuti. Prelevateli dall’acqua e, senza strizzarli, adagiateli sul ripiano del lavello, affinché scolino l'acqua in eccesso. Poi disponeteli su un asciugamano pulito, avvolgeteli per assorbire l’umidità ed infine stendeteli ad asciugare.

Rimedi casalinghi e nonni: varietà e attenzione

L’uso e i continui lavaggi, ma anche il semplice passare del tempo, mettono a rischio il vostro bucato: se ormai ha perso il suo candore, non disperate. Ci sono moltissimi rimedi naturali che possono aiutarvi a ritrovare la brillantezza originaria, facendo tornare i vostri capi bianchi come appena acquistati. Purtroppo, il bucato non mantiene quasi mai il suo candore originario: spesso ingrigisce, a causa del continuo uso e di lavaggi aggressivi, a volte invece ingiallisce (capita quando lo si lascia per parecchio tempo in un cassetto, per il normale passare del tempo).

Il rimedio più famoso per recuperare la brillantezza del bucato è la candeggina, un potente sbiancante. La candeggina è un rimedio infallibile, ma non è sempre la soluzione migliore. Si tratta infatti di un prodotto molto inquinante, che emana vapori tossici e dovrebbe dunque essere usata con cautela. Volete trovare un’alternativa più rispettosa per la vostra salute e per l’ambiente? Nessuna paura: ci sono tantissimi ingredienti naturali che possono fare al caso vostro, super economici e ugualmente efficaci nello sbiancare il bucato. Molti di questi, probabilmente, li avete già in dispensa.

Presente praticamente in qualunque casa, il bicarbonato di sodio è un vero alleato nelle pulizie domestiche: tra i suoi tanti poteri, spicca l’azione sbiancante sui tessuti. Viene per questo usato come pretrattante contro le macchie più ostinate, e persino in lavatrice per rendere i capi più brillanti. Se il vostro bucato è ormai ingiallito, potete provare a riportarlo al suo candore originario immergendolo in una bacinella d’acqua tiepida in cui avrete precedentemente sciolto una tazza di bicarbonato.

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Anche l’aceto di vino bianco è un portento nelle pulizie, visto che ha proprietà antibatteriche e anti-odore. Per il bucato, possiamo sfruttare la sua azione sbiancante: versatene una tazza all’interno di una bacinella piena di acqua calda, quindi immergete i capi ingialliti e lasciateli in ammollo per almeno un’ora. Dopo averli risciacquati e messi in lavatrice, li troverete non soltanto più bianchi, ma anche molto più morbidi.

Avete tovaglie o lenzuola ingiallite dal tempo e dall’uso? Il latte potrebbe venirvi in aiuto: mettete i capi da sbiancare in una bacinella piena di latte freddo, in modo che siano completamente immersi. Lasciateli a bagno per un paio d’ore, quindi sciacquate abbondantemente ed effettuate un normale lavaggio in lavatrice. Se non siete soddisfatti al 100%, ripetete la procedura.

Il potere sbiancante del limone è certo ben noto, perché non sfruttarlo per far tornare luminosi e brillanti i capi ormai ingrigiti dal tempo? Per far sì che funzioni al meglio, potete abbinarlo ad altri ingredienti che sciolgono i depositi di calcare sulle fibre e fungono da “scrub” naturale. Ad esempio il sale grosso: mettete il bucato in ammollo in una bacinella con 2 litri d’acqua bollente, un cucchiaio di detersivo neutro, il succo di 3 limoni e un cucchiaio di sale. Lasciate a bagno per circa un’ora e poi risciacquate bene, facendo infine asciugare i capi lontano dal sole.

Oltre ad essere un potente disinfettante, l’acqua ossigenata aiuta a sbiancare in maniera davvero molto efficace. Versate 2 litri d’acqua in una bacinella, aggiungete un cucchiaio di detersivo per bucato e 60 gr di acqua ossigenata. Immergete i panni ingialliti in questa soluzione, lasciate in ammollo per mezz’ora e infine risciacquate molto bene. Ora non vi resta che fare un normale lavaggio in lavatrice, alla massima temperatura indicata nell’etichetta.

Ci sono anche diversi rimedi della nonna che possono rivelarsi utili contro la biancheria ingiallita dal tempo. Provarli non costa niente: lavate normalmente i capi da sbiancare, quindi sfregate sui tessuti della polpa di patata grattugiata, prima di risciacquare un’ultima volta. Se avete dei pizzi o dei ricami che volete provare a far tornare bianchi, immergeteli per qualche ora in una bacinella riempita con l’acqua in cui sono state bollite delle patate. Avete preparato una squisita frittata e state per gettare via i gusci delle uova? Non fatelo: possono tornarvi utili per sbiancare il bucato in lavatrice, risparmiandovi così di dover fare un lavaggio a mano. Tritate bene i gusci e inseriteli in un sacchetto di tela bianca (va benissimo anche la federa di un cuscino), così che non finiscano negli scarichi della lavatrice, intasandoli. Mettete il sacchetto nel cestello assieme alla biancheria ingiallita e fate un normale ciclo di lavaggio alla massima temperatura consentita per il tipo di tessuto. E ancora: la cenere, se filtrata, può sbiancare i capi: versate un bicchiere di cenere nella vasca da bagno piena di acqua calda, mettete in ammollo e risciacquate bene.

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“Ma tu sbagli candeggio! Ma spot a parte, è vero che per eliminare l’ingiallimento serve la candeggina? Aggressiva, invasiva e tossica se inalata o mescolata ad altri prodotti chimici per via dei gas che produce, la candeggina è un prodotto efficace quanto pericoloso, soprattutto se adoperata quotidianamente in presenza di bambini: abbassa le loro difese immunitarie e apre la strada alle malattie respiratorie! Evitala se puoi!

Quando non c’era la lavatrice, i panni si bollivano! Quindi lenzuola, tende, biancheria finivano tutte in pentola. Ma le antenate già sapevano che serviva un qualche agente sbiancante. Così trattavano prima le macchie con il cremortartaro, una sorta di lievito in polvere, poi aggiungevano all’acqua bollente del bucato sale e limone. Passiamoli tutti in rassegna dal più facile al più laborioso, con una premessa: sono tutti di eguale efficacia ma hanno tutti un ingrediente in comune: una bacinella spaziosa, dove si possa facilmente pretrattare il capo bianco che si è ingiallito.

Sale e bicarbonato: variante semplice della versione della nonna, calcola 2/3 cucchiai per litro d’acqua e lascia in ammollo almeno 12 ore, una notte è sufficiente, di solito. Procedi poi con un lavaggio a 50°, aggiungendo del succo di limone nella vaschetta. Sapone di Marsiglia+bicarbonato: soluzione ideale quando si cerca qualcosa che possa agire in maniera localizzata senza coinvolgere aree grandi di tessuto o quando, come nel caso dei materassi, non si può mettere in lavatrice la zona macchiata. Mescolando in parti uguali scaglie di sapone marsiglia e bicarbonato, aggiungere acqua fino a raggiungere la densità di una crema, applicare sull’area interessata. Con una spazzola per tessuti, applicare movimenti rotatori per far passare il sapone nella fibra e lasciare agire pochi minuti. Rimuovere l’eccesso con un panno di microfibra, ripetere nel caso non si sia soddisfatti.

Acqua ossigenata: se ne parla ovunque sul web e molto bene, in effetti la sua efficacia è ben comprovata, quello che spesso si omette di puntualizzare è che non si sta parlando del perossido di idrogeno con cui si disinfettano le ferite, ma del suo fratello maggiore, a 130 volumi, reperibile in mesticheria, su internet e nei negozi di hobbistica. Va maneggiata con la stessa cura adoperata per la candeggina (anche maggiore forse, perché non ha odore, quindi appare innocua ‘a naso’) e solitamente serve per sbiancare il legno trattato dei mobili, per rendere al meglio l’idea della sua potenza. Diluitela in acqua nella proporzione uno a cinque e aggiungete acido citrico per stabilizzare la soluzione, se volete impiegarla nei tessuti.

Percarbonato di sodio: è lo sbiancante ecologico più potente che esista in natura! Biodegradabile al 100%, sbianca e pulisce anche a basse temperature, basta aggiungerne un cucchiaio in acqua tiepida ogni dieci litri circa. Attenzione a non confonderlo con il perborato di sodio, che invece sprigiona una reazione chimica dalla decomposizione di carbonato di sodio e acqua ossigenata, da cui nasce il boro, molto tossico e molto pericoloso per le donne incinta e i bambini!

Le parole sono importanti! Ora tocca a te: quale soluzione ti è piaciuta di più, quale di meno? Affezionato alla candeggina? Hai sempre cercato alternative ma nessuna ti convinceva?

Corredo e biancheria: sbiancarli senza rischi

Il corredo è l’insieme degli abiti, della biancheria e degli altri accessori che una sposa porta solitamente con sé nella nuova casa al momento delle nozze. Esso può essere composto da biancheria nuova, acquistata per l'occasione, ma potrebbe anche essere lasciata in eredità di generazione in generazione come tradizione. In questo caso, il tessuto, non nuovissimo, potrebbe ingiallirsi. Come fare a sbiancarlo? Sbiancare il corredo non è così difficile, e non costa nemmeno tanto. Bisogna semplicemente utilizzare degli ingredienti naturali che possediamo già in casa.

lenzuola con pizzi e merletti: dopo averle lasciate a bagno in acqua e sale per una notte, fate un lavaggio con sapone di Marsiglia liquido. Anche stirare direttamente con il ferro le lenzuola potrebbe rovinare il tessuto. A questo proposito, utilizzate il trucco del telo da appoggiare tra il capo e il ferro.

Immagine illustrativa: schema di sbiancamento naturale (pizzi, tessuti delicati, percabonato di sodio)
Video dimostrativo: come preparare soluzioni naturali per sbiancare biancheria delicata

Mettere in pratica queste tecniche richiede pazienza e attenzione, ma permette di ottenere capi bianchi luminosi senza rinunciare a delicatezza e rispetto per l’ambiente.

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