Cone Beam Computed Tomography in odontoiatria per pazienti disabili: principi, requisiti e buone pratiche

Questa normativa è necessaria al dentista perché contiene sia le specifiche formali di utilizzo sia i limiti previsti per esporre il paziente (e gli operatori) alle radiazioni limitando, normando e anche sanzionando gli usi impropri o non necessari. Questo principio si basa sull’assunzione di responsabilità del clinico, dato che l’impiego della Cone Beam avviene a sua discrezione basandosi sulla sua competenza, formazione e aggiornamento, e deve verificarsi solo quando non sia possibile ottenere lo stesso risultato con tecnologie meno invasive: è sufficiente una Rx endorale oppure serve una Ortopantomografia?

Il principio dell’ottimizzazione è molto semplice a dirsi (le apparecchiature devono essere tarate per emettere la dose di radiazione minima necessaria ad effettuare l’indagine) che ad applicarsi: durante l’attività quotidiana, capita spesso che il clinico si confronti con l’incertezza di limitare l’area d’indagine per limitare l’esposizione alle radiazioni, ma questo scrupolo rischia di limitare anche la nitidezza dell’immagine (e l’acquisizione di dettagli importanti), di perdere particolari connessi con la patologia (ma non prossimali all’area indagata) e di dover ripetere l’esame.

Di solito, solamente lo specialista in radiologia può utilizzare le apparecchiature TC volumetriche Cone Beam (l’art. 7 del decreto legislativo n. 187/2000 prevede personale qualificato, opportunamente formato e con adeguata esperienza). Per l’utilizzo della Cone Beam, è utile produrre e tenere a disposizione la seguente documentazione: nota informativa, consenso informato, documentazione tecnica e di qualità dell’apparecchiatura, documenti comprovanti la formazione del personale, documenti sulla radioprotezione, autorizzazione formale (della struttura, dell’apparecchiatura e delle persone), autorizzazione informale (delle procedure standard e delle procedure in ambito pediatrico - dotate di protocolli con parametri ridotti).

Diagramma di flusso: obblighi e documentazione per l’uso della CBCT

La Cao Nazionale nel documento allegato chiarisce alcuni importanti concetti in merito all’utilizzo complementare della radiologia da parte degli Odontoiatri. Il Ministero del Lavoro in una nota del 23 settembre 2005 ha ribadito che l’odontoiatra può utilizzare nel proprio studio professionale gli ortopantomografi e che per determinare e utilizzare l’apparecchio radiografico per ortopantomografia siano sufficienti i titoli per l’esercizio della professione odontoiatrica. Il Ministero delle Salute, altresì, con circolare n.124 del 29 maggio 2010 ha pubblicato le raccomandazioni sul corretto impiego delle TC volumetriche Cone Beam 3D, prevedendo che siano funzionali e complementari all’esercizio delle prestazioni odontoiatriche.

Ciò in quanto la dose efficace assorbita dai pazienti sottoposti ad esame odontoiatrico mediante TC volumetrica Cone Beam 3D risulta essere significativamente superiore a quella assorbita nel caso di esami con ortopantomografo o esami cefalometrici, pertanto, non possono in nessun caso essere minimizzati i rischi di esposizione alle radiazioni ionizzanti prodotti da tali sistemi. Risultando l’uso delle apparecchiature radiodiagnostiche in via complementare essere ammesso per le sole condizioni previste dalla normativa vigente, si rileva che l’odontoiatra non necessita della consulenza del medico specialista in radiologia, essendo egli esercente e responsabile delle apparecchiature radiologiche ed abilitato a svolgere l’indagine clinica nell’esclusivo interesse della salute del paziente.

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Dunque, le attività radiodiagnostiche complementari alla professione odontoiatrica rappresentano un ausilio diretto e funzionale alle prestazioni specialistiche proprie della disciplina odontoiatrica, comprendente gli interventi valutativi, diagnostici, terapeutici finalizzati alla prevenzione, cura e riabilitazione del paziente.

Infografica sul principio ALARA/ALADA e livelli di dose

Il Dentascan Cone Beam è una tecnologia avanzata di radiologia odontoiatrica 3D che permette di ottenere immagini ad alta definizione di denti, ossa mascellari, mandibola e strutture circostanti. Il paziente viene posizionato nell’apparecchiatura Newtom Giano. L’esame consiste in una scansione rapida, durante la quale il macchinario ruota intorno alla testa acquisendo immagini 3D. Sì. Il Dentascan Cone Beam utilizza radiazioni ionizzanti a bassa dose, nettamente inferiori rispetto alla TAC tradizionale. L’esame è sicuro per adulti e bambini. Non è richiesta alcuna preparazione particolare. La scansione dura solitamente tra 10 e 30 secondi, mentre il tempo totale, compreso il posizionamento, è di circa 5-10 minuti. Le immagini 3D possono essere visualizzate immediatamente dopo l’esame.

Negli ultimi anni sono state messe a disposizione degli odontoiatri apparecchiature radiografiche in grado di acquisire un volume di dati che grazie a potenti softwares vengono “tradotte” in ricostruzioni tridimensionali estremamente precise delle strutture anatomiche. Il tomografico Morita Veraview X800 offre inoltre la possibilità di variare, a seconda delle diverse applicazioni, il campo di indagine (fino ad un minimo di 4x4cm).

Come si effettua l’esame e cosa implica per pazienti disabili

La CBCT è una tecnologia di imaging avanzata che offre una visione tridimensionale dettagliata delle strutture dentali e cranio-facciali. Il CBCT viene utilizzato in diverse aree dell’odontoiatria, tra cui l’ortodonzia, l’implantologia, la chirurgia orale, l’endodonzia e la radiologia. L’esposizione a raggi X deve essere limitata al minimo necessario per evitare dosi eccessive di radiazioni.

Video esplicativo su CBCT e gestione pazienti disabili

La CBCT fornisce al clinico innegabili vantaggi rispetto all’ortopantomografia e alla radiologia endorale, ragione per cui la sua applicazione in odontoiatria è ampia e comprende chirurgia, implantologia, endodonzia, ortodonzia e patologia. I limiti della CBCT sono lo scarso contrasto e la maggiore dose di radiazioni rispetto alla radiologia bidimensionale. Le linee guida europee e statunitensi raccomandano di utilizzare questo strumento quando realmente necessario e quando giustificato su base individuale. Questo principio, noto come ALARA (as low as reasonably achievable), è stato recentemente modificato in ALADA (as low as diagnostically acceptable).

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Alcuni macchinari permettono di selezionare la dimensione del voxel più indicata per le esigenze diagnostiche (es. 80 µm, 125 µm, 160 µm, 200 µm e 250 µm). Anche la selezione delle dimensioni del volume di acquisizione è cruciale per bilanciare dettaglio e dose. Esistono inoltre teorie e approcci come Print and Try, che, tramite CBCT, consentono di creare modelli STL da simulare procedure endodontiche complesse prima dell’intervento.

1. Lo scopo di questo lavoro era valutare l’applicabilità di una nuova tecnica Print and Try in presenza di anatomie endodontiche aberranti e di ottenere terapie predicibili con un miglioramento del risultato. Secondo le linee guida, la tomografia computerizzata cone beam (CBCT) è raccomandata in presenza di anatomie complesse. I volumi acquisiti con la CBCT sono stati utilizzati per produrre un file STL, dal quale è stato ottenuto un modello tridimensionale in plastica che includeva un canale vuoto. Il modello tridimensionale paziente-specifico facilita il piano di trattamento e la prova di diversi approcci terapeutici. Poiché il modello è realizzato in materiale trasparente, tutti gli step del trattamento possono essere visualizzati direttamente. Successivamente, il trattamento endodontico può essere realizzato in vivo con tempi operativi ridotti e una miglior visione d’insieme. I clinici possono beneficiare della tecnica Print and Try quando si trovano a dover trattare un sistema dei canali radicolari complesso, riducendo lo stress e aumentando le chance di avere successo.

Schema del flusso Print and Try in endodonzia complessa

Tutti i professionisti del settore dentale coinvolti nell’utilizzo della CBCT, in prima persona o riferendo il paziente, devono avere familiarità con questa tecnologia. La parte più complessa resta combinare i dati derivanti dai diversi device in un singolo programma che permetta la rappresentazione virtuale del paziente, perché è necessario sovrapporre le strutture tridimensionali derivanti da diversi formati: DICOM della CBCT, STL, PLY, OBJ. Non esiste ancora un singolo dispositivo che combini i file delle diverse sorgenti, quindi la creazione di un paziente virtuale tridimensionale in condizioni statiche è possibile, ma molto laboriosa e non sempre ripetibile.

La CBCT è indicata per tutte le situazioni in cui serve una visione dettagliata di ossa, denti o articolazioni temporo-mandibolari. L’esame è rapido (di solito pochi secondi), non invasivo e non doloroso. I volumi acquisiti con la CBCT sono stati utilizzati per produrre un modello tridimensionale in plastica che includeva un canale vuoto. L’esame è sicuro per adulti e bambini se eseguito con parametri appropriati e selezionati in base al caso clinico.

Vantaggi, limiti e buone pratiche per pazienti disabili

  • Vantaggi della CBCT: diagnostica tridimensionale avanzata, pianificazione precisa, supporto a interventi complessi, riduzione dei margini di errore rispetto a radiografie bidimensionali.
  • Limiti principali: maggiore dose rispetto a radiografie 2D convenzionali, contrasto limitato in certe zone, necessità di calibratura e conoscenza tecnica per l’ottimizzazione della dose (ALADA).
  • Buone pratiche: formazione continua del personale, documentazione completa, uso appropriato e giustificato, attenzione alle esigenze particolari dei pazienti disabili, attrezzature tarate per dose minima necessaria.

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