
Il fornice gengivale, o fornice vestibolare, è uno spazio simile a una fessura situato tra le labbra, le guance e i processi alveolari dei denti. La mucosa che ricopre l'alveolo si riflette sulle labbra e sulle guance, formando un solco chiamato appunto fornice vestibolare.
Il vestibolo della bocca ha la forma tipicamente a ferro di cavallo con la convessità volta in avanti. Esso ha una parete esterna che è formata dalle labbra e dalle guance e una parete interna che si forma grazie all’apposizione delle due arcate gengivo-dentali. Le due pareti continuano l’una nell’altra in corrispondenza del fornice vestibolare superiore e del fornice vestibolare inferiore. Il fornice (o solco) presenta sulla linea una piega, è il frenulo del labbro. I frenuli ovviamente sono due: superiore ed inferiore.
La cavità orale è piuttosto complessa da esplorare, soprattutto per la sua parte profonda. La bocca è la prima parte della via digestiva e, assieme al naso, costituisce anche il primo tratto della via respiratoria. L'apertura della bocca è rappresentata dalle labbra. Internamente distinguiamo due spazi. Un primo spazio denominato vestibolo, è questo uno spazio particolarmente stretto costituito dalla mucosa delle guancie e il suo limite interno è rappresentato dalle arcate gengivali (o dentarie) e dai denti.
Le due arcate ossee a concavità posteriore rivestite da mucosa molto solida sono le arcate su cui si impiantano i denti. L'arcata superiore è formata dalle due ossa mascellari. I denti nell'uomo adulto sono trentasei, nove per ciascuna emiarcata. Nella parte superiore c'è il palato che separa la cavità orale dalla cavità nasale. Il palato nella parte anteriore ha struttura ossea; posteriormente è fibromuscolare e prende il nome di palato molle.
Il fornice gengivale quando troppo accentuato è all’origine del cosiddetto sorriso gengivale, il quale consiste in un effetto anti-estetico disarmonico, per il quale, all’atto del sorriso, la componente gengivale predomina sulla componente dentale, esponendo grande parte della gengiva superiore. Quando i fornici sono troppo sviluppati, essi sono all’origine del sorriso gengivale, il quale consiste nel sollevamento eccessivo del labbro superiore, nell’atto di ridere o di accennare un sorriso. Il sollevamento del labbro superiore espone inevitabilmente grande parte della gengiva superiore, la quale viene mostrata durante il sorriso.
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Varie cause possono rendersi responsabili del sorriso gengivale oltre all’eccessivo sviluppo dei fornici e la medicina estetica mette a disposizione diversi trattamenti per tentare di correggere questo inestetismo, ricorrendo a procedure di filling o iniezioni di botox.
Trattamento conservativo con filling e uso di tossina botulinica. Risulta possibile intervenire nel sorriso gengivale procedendo all’iniezione di tossina botulinica in determinati punti del labbro superiore, dove i muscoli elevatori del labbro superiore si inseriscono. Il trattamento medicale provvisorio (da fare ogni 4-6 mesi) con tossina botulinica offre un'opzione minimamente invasiva ma non definitiva.
Trattamento chirurgico di gengivectomia. Il trattamento radicale e definito per la risoluzione del sorriso gengivale consiste nella gengivectomia estetica. La gengivectomia agisce rimuovendo l’eccesso di tessuto parodontale dalla mucosa gengivale superiore, ripristinando la fisiologica armonia della bocca durante l’atto del sorriso o del riso.
Intervento per il ridimensionamento del fornice: il Dr. Giorgini esegue la correzione del Gummy Smile mediante l’incisione di una piccola losanga di mucosa all’interno della bocca, a livello del fornice (concavità in cui dall’arcata dentale si passa al labbro). L’ampiezza di questa losanga dipenderà dal caso specifico e consente di ancorare la mucosa interna del labbro superiore in una nuova posizione, più vicina all’arcata dentale. L’intervento consiste nell’approfondimento del fornice (rientranza della mucosa tra labbro e denti) con taglio, scollamento, spostamento della gengiva e sutura della stessa in una zona più profonda.
L’intervento per la riduzione del fornice gengivale proposto dallo Studio Cannizzo è in grado di dare risultati definitivi. Rispetto al trattamento medicale provvisorio con tossina botulinica, la riduzione del fornice gengivale tramite intervento (asportazione di una piccola striscia di mucose) garantisce un risultato soddisfacente e duraturo. L’intervento per ridurre il fornice gengivale visibile è perfettamente compatibile anche con l’applicazione di faccette dentali.
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Dopo aver ristabilito l’equilibrio tra parabola gengivale e dente si potrà procedere all’applicazione delle nostre faccette dentali artigianali per garantire un risultato perfetto a livello di forma e cromia. La combinazione dei due interventi esalta l’effetto estetico finale. Vuoi avere finalmente il sorriso che hai sempre desiderato? Durante la prima visita, si valuterà con il Dr. Giorgini il caso specifico con cura e la tecnica più idonea ad evitare l’esposizione delle gengive senza alterare il sorriso e raggiungere così il risultato atteso.
In un’ottica di odontoiatria completa, la chirurgia mucogengivale rappresenta una branca specialistica della parodontologia che si occupa della gestione e correzione dei difetti dei tessuti molli attorno a denti e impianti. La cavità orale è una parte del nostro corpo che possiamo esplorare con apparente facilità, ma la sua anatomia è di difficile comprensione.
La chirurgia mucogengivale è una componente sempre più integrata e vitale di un approccio parodontale e restaurativo completo. Dalla gestione delle recessioni gengivali all’aumento del tessuto cheratinizzato, queste tecniche consentono di ripristinare non solo la funzione e la protezione dei tessuti, ma anche l’armonia estetica del sorriso. La chirurgia mucogengivale richiede una grande manualità, una profonda conoscenza dell’anatomia e dei principi biologici della guarigione tissutale.
Valutazione del tipo di recessione: vengono utilizzate classificazioni specifiche, come la classificazione di Miller o la classificazione di Cairo (RT1, RT2, RT3), che si basa sulla relazione tra il margine gengivale e la giunzione amelo-cementizia (CEJ) sui denti adiacenti.
Valutazione dei fattori eziologici: identificare e rimuovere la causa della recessione è fondamentale (es. trauma da spazzolamento, malposizionamento dentale, trauma occlusale, attacco batterico). Considerazioni sulla predicibilità del risultato: non tutte le recessioni possono essere coperte al 100%.
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Tecnica del lembo avanzato coronale (CAF): è una delle tecniche più utilizzate per la copertura radicolare. Un lembo di tessuto parodontale viene scollato e spostato in direzione coronale per coprire la superficie radicolare esposta.
Innesto di connettivo (gold standard per copertura radicolare): prevede il prelievo di un innesto di solo tessuto connettivo dal palato (o da altre aree intraorali), che viene poi posizionato sotto un lembo peduncolato e suturato. Queste tecniche richiedono specificità tecniche per ottenere risultati predicibili e duraturi.
Sostituti gengivali e matrici dermiche acellulari: queste sono alternative agli innesti autogeni. Le matrici dermiche acellulari (spesso derivate da tessuti umani o suini) o altri sostituti gengivali rappresentano opzioni per evitare il prelievo palatale e ridurre il discomfort del paziente.
Miglioramento dell’estetica del sorriso: la copertura radicolare riduce l’aspetto di “denti lunghi”, ripristinando armonia e simmetria nel sorriso. Riduzione dell’ipersensibilità dentinale: l’esposizione della radice è spesso causa di sensibilità al caldo, freddo o al contatto.
L’allungamento di corona clinica (parte visibile del dente, che spunta dalla gengiva) fa parte degli interventi chirurgici preprotesici. L’utilizzo di innesti gengivali viene scelto in caso di deficit dell’area gengivale aderente vicino al dente da protesizzare. La necessità di avere una giusta presenza di gengiva aderente cheratinizzata vicino alla radice del dente da protesizzare è un fattore importantissimo per la salute parodontale futura del dente.
Talvolta, anche in presenza di gengiva adeguatamente cheratinizzata nell’area destinata alla protesizzazione, è possibile riscontrare una depressione (d. crestale) dell’area adiacente alla protesi fissa. Con il termine “osteoplastica” ci si riferisce a una modellazione ossea delle creste effettuata sia per mezzo di frese con l’abbattimento delle asperità ossee, sia con l’apposizione di piccoli innesti ossei per colmare i difetti e dare alla cresta ossea un andamento più anatomico e adatto al sostegno degli impianti ed all’estetica dei denti.
L’aumento del fornice è un intervento chirurgico molto importante per favorire l’adeguata stabilità della protesi mobile, limitato alla mucosa gengivale ed indicato in caso di cresta edentula poco presente. Questa procedura ha lo scopo di favorire l’aumento della cresta ossea e l’aderenza della totalità della protesi quanto più profondamente possibile così da determinare una maggiore ritenzione e stabilità della protesi stessa sulla cresta.
La protesi mobile viene applicata lo stesso giorno dell’intervento, ribasata con una pasta morbida per favorire la guarigione e il mantenimento della nuova posizione della gengiva precedentemente spostata. L’intervento consiste nell’approfondimento del fornice con incisione, scollamento, spostamento della gengiva e sutura della stessa in una zona più profonda.
La chirurgia orale è una branca dell’odontoiatria che si occupa di tutte le condizioni del cavo orale che richiedono un approccio di tipo chirurgico. La quasi totalità degli interventi di chirurgia orale vengono svolti nello studio odontoiatrico. La chirurgia estrattiva rappresenta una delle pratiche chirurgiche più comuni.
La chirurgia mucogengivale richiede una grande manualità e una profonda conoscenza dei principi biologici della guarigione tissutale. Ogni tecnica presenta specificità che devono essere padroneggiate per ottenere risultati predicibili e duraturi. La scelta della tecnica più appropriata per ogni singolo caso, basata su una diagnosi accurata e una comprensione approfondita dei principi biologici, è la chiave del successo.
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