Cause e riparazione crepe nella ceramica dentale: guida pratica per professionisti

Da oltre cinquant’anni le ceramiche dentali rappresentano il materiale estetico d’elezione per la realizzazione di protesi fisse in metallo-ceramica. Purtroppo la fragilità di questo materiale contribuisce a una maggiore incidenza di fallimenti, sotto forma di scheggiature o fratture del rivestimento ceramico nella misura del 3-5% all’anno. Le scheggiature sono frequenti soprattutto nell’area cervicale delle protesi fisse, principalmente a causa della preparazione insufficiente del dente naturale, che produce uno strato di ceramica più sottile in questa zona.

Fra le altre cause di frattura e scheggiatura della ceramica figurano l’inadeguatezza del design dell’armatura, una preparazione irregolare, procedure di laboratorio non idonee, diversi coefficienti di espansione termica tra ceramica e armatura in ceramica o metallo, incompatibilità tra le ceramiche utilizzate, porosità nella ceramica dopo le lavorazioni in laboratorio, regolazione occlusale inadeguata, traumi, abitudini parafunzionali, cause biologiche come carie e problemi parodontali o una combinazione di alcuni di questi fattori. Non essendo possibile applicare un nuovo strato di ceramica direttamente sull’area della frattura, data la necessità di eseguire le opportune lavorazioni in laboratorio, una delle alternative per risolvere il problema consiste nel realizzare le riparazioni intraorali usando un composito in resina.

Quando è opportuno riparare una ceramica fratturata?

La riparazione intraorale è un approccio conservativo perché non richiede la rimozione della protesi fissa e consente quindi di evitare molteplici sessioni cliniche e costi elevati per il paziente. La rimozione della protesi e il suo rifacimento implicano tempi e costi elevati, richiedono procedure di laboratorio sofisticate e aumentano il rischio di inutili preparazioni dei tessuti dentali a meno che la frattura non sia causata da una preparazione insufficiente. Dati i costi elevati delle ricostruzioni, la maggior parte dei pazienti rifiuta la sostituzione di protesi recenti che abbiano subito un fallimento poco tempo dopo l’inserimento; tuttavia i fallimenti possono anche essere dovuti a fatica e verificarsi dopo molti anni di utilizzo, rendendo la riparazione alla poltrona una valida opzione economica. L’area fratturata è spesso un problema estetico e funzionale e le opzioni di riparazione permettono di risolvere tali problemi immediatamente.

Prima di tentare la riparazione, è importante controllare che la protesi presenti un adattamento marginale soddisfacente, un’occlusione e un’estetica adeguate. Le protesi fisse che non soddisfano questi requisiti devono essere sostituite. Le fratture tipiche della ceramica nelle protesi fisse sono clas-sificate in quattro tipologie: ceramica fratturata e armatura metallica esposta; ceramica fratturata e armatura in ceramica esposta; preparazione del dente esposta (facce, inlay, onlay e corone monolitiche); scheggiatura coesiva della sola ceramica di rivestimento. È necessario valutare attentamente anche il tipo e le dimensioni della frattura. L’entità del fallimento determina la sostituzione o meno della protesi. Le riparazioni intraorali sono indicate in caso di fallimento da piccolo a medio, mentre in genere risultano difficoltose nell’area prossimale, dove viene a mancare il contatto con il dente o il restauro adiacente. In questi casi è opportuno considerare la sostituzione della protesi.

Come eseguire una riparazione: linee guida pratiche

Per ottenere riparazioni intraorali resistenti nel lungo periodo, i materiali del substrato devono essere riconosciuti e condizionati adeguatamente con le tecniche adesive più adatte. Le fasi riportate si basano su studi clinici e in vitro e includono controllo delle interferenze occlusali, identificazione del materiale del substrato, scelta della tecnica di condizionamento, e determinazione della tonalità tra ceramica e composito.

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  1. Identificare il materiale del substrato (dente, metallo, ceramica ecc.) da condizionare e valutare il coinvolgimento o meno di sostanza dentale. Adottare la tecnica di condizionamento della superficie più efficace per il substrato corrispondente.
  2. Identificare la causa della frattura. Le riparazioni intraorali non devono essere prese in considerazione se il fallimento è riconducibile a una preparazione del dente insufficiente o a procedure di laboratorio inadeguate. Valutare l’occlusione ed eliminare contatti prematuri per limitare i fallimenti.
  3. Determina la tonalità della ceramica e del composito. Se necessario, utilizzare una scala colori o una piccola quantità di composito fotopolimerizzato per valutare la corrispondenza di tonalità. Isolare l’area con diga in gomma per migliorare l’adesione.
  4. Isolamento del sito di lavoro con diga in gomma. Se non applicabile, utilizzare nastro in teflon.
  5. Pulire l’area da riparare con pomice o pasta per profilassi senza fluoro. Preparare il rivestimento ceramico rimuovendo lo strato di glasura e creando uno smusso per aumentare l’estensione superficiale e facilitare i legami silossanici.
  6. Proteggere la ceramica di rivestimento durante lo smusso con teflon o gel alla glicerina. Condizionare la superficie adeguatamente: per metalli o ossicera-miche utilizzare abrasiva, per feldspatiche usare HF (concentrazioni specifiche); isolare l’area non interessata.
  7. Applicare un agente di accoppiamento silanico e procedere alla mascheratura delle parti metalliche se necessario, per evitare intravedenza del metallo. Applicare resina adesiva sulle superfici condizionate e fotopolimerizzare.
  8. Applicare il composito in resina in incrementi, fotopolimerizzando ogni incremento, rifinire e lucidare. Rimuovere la diga e controllare l’occlusione.

In conclusione, quando esistono le opportune indicazioni per la riparazione intraorale e questa viene eseguita con tecniche adesive e composito in resina, i problemi estetici e funzionali causati dalla frattura della ceramica possono essere risolti rapidamente alla poltrona, evitando la sostituzione della protesi. Tuttavia il successo clinico e la durata delle riparazioni intraorali dipendono dal protocollo clinico, dall’applicazione di una guida in gomma adeguata, dall’impiego di una corretta sequenza di condizionamento superficiale per ciascun substrato e da procedure meticolose di finitura e lucidatura.

Tipo e origine delle crepe comuni

La porcellana circonda i nostri denti come materiale estremamente resistente, ma può creare crepe dovute a sollecitazioni durante cottura e raffreddamento, a eventuali aree non adeguatamente supportate dalla sottostruttura, o a contatti interprossimali eccessivi. Le crepe possono interessare esclusivamente lo strato superficiale o estendersi alla dentina. Le cause includono traumi, bruxismo, cibi acidi, e fattori biologici; in caso di esposizione della sottostruttura possono richiedere trattamenti specifici differenti a seconda del tipo di ceramica.

Le corone in zirconia-ceramica presentano un fenomeno di “chipping” con incidenze variabili da 0% a 44% a seconda di molteplici fattori. La riparazione delle corone e degli elementi di ponte danneggiati dal chipping è vista positivamente dai pazienti rispetto alla sostituzione, ma la riuscita dipende da molteplici fattori extrinseci all’operazione adeguata. Nella riparazione si distinguono difetti di Grado 1 (solo ritenzione superficiale), Grado 2 (esposizione della sottostruttura con possibile pretrattamento della zirconia) e Grado 3 (deflagrazione estesa con esposizione significativa della sottostruttura).

Figura 1 - Identificazione substrato
Figura 2 - Controllo occlusale
Figura 3 - Scala colori per tonalità
Figura 4 - Diga in gomma modificata
Figura 5 - Preparazioneglasura e smusso
Figura 6 - Condizionamento superfici
Figura 7 - Protezione della ceramica
Figura 8 - Condizionamento con aria abrasiva
Figura 9 - Mordenzatura HF
Figura 10 - Applicazione silano
Figura 11 - Copertura metallica
Figura 12 - Resina adesiva
Figura 13 - Incrementi di composito
Figura 14 - Rifinitura e lucidatura
Figura 15 - Foto finale

Voci correlate e approcci alternativi

Per le protesi su impianti, la riparazione può includere la verifica di allentamenti o rottura della vite di connessione o usura dei componenti di ritenzione nelle overdenture; l’intervento deve essere eseguito con attenzione per non trasferire carichi anomali all’implantare. Le corone in porcellana, ceramiche feldspatiche o ceramiche integrali presentano diverse dinamiche di crepature e necessitano di diverse strategie di condizionamento e adesione, con particolare attenzione alle differenze tra silano e legami chimici, tra micro-meccanica e chimica, e all’affinamento della superficie con diamante o HF a seconda del tipo di ceramica.

Tabelle riassuntive

Tipo di fratturaTrattamento consigliatoNote
Ceramica fratturata con armatura espostaRiparazione in poltrona se possibile; adesione con resinaConsiderare sostituzione se coinvolge sostanza dentale
Preparazione dente espostaCondizionamento e incastro del rivestimentoRichiede occlusione controllata
Scheggiatura ceramicaIncrementi di resina composti; lucidaturaGrado 1 o 2 a seconda esposizione
Fratture esteseSostituzione completaRischi elevati di fallimento

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