
Si intende per iperplasia gengivale un processo fisiologico che implica un aumento del volume e della massa delle gengive. Alcune terapie farmacologiche possono influenzare direttamente i fibroblasti gengivali (produttori di fibre nei tessuti gengivali), causandone un loro mutamento. La scarsa igiene orale è una delle altre cause che può generare l’insorgenza dell’iperplasia, soprattutto in caso di iperplasia gengivale infiammatoria. La patologia infatti può essere una diretta conseguenza della presenza di tartaro o placca batterica. L’iperplasia può insorgere a qualunque età, ma sono maggiormente esposti i soggetti con più di 50 anni di età. Essa può manifestarsi in una forma lieve e dunque può essere facilmente curata con delle terapie adeguate. L’iperplasia gengivale è una condizione che provoca problemi non solo all’organismo ma anche alle relazioni sociali. Il soggetto che ne soffre, manifesta imbarazzo nel sorridere, parlare e mangiare in pubblico. Vediamo nel dettaglio le caratteristiche di questa patologia e come curarla.
L’iperplasia gengivale (o ipertrofia gengivale) è una patologia che consiste nella crescita spropositata del tessuto gengivale, che arriva a coprire parte dei denti. Si tratta di un problema estetico che nella maggior parte dei casi può incidere anche sulla funzionalità, provocando difficoltà nella masticazione e nella pronuncia delle parole. Questa patologia colpisce più frequentemente i maschi giovani ma potrebbe verificarsi anche nell’infanzia e ritardare o compromettere l’eruzione dei denti permanenti.
L’aumento del volume delle gengive è dovuto a un’acuta infiammazione del tessuto gengivale determinata da varie cause:
Tra le molecole direttamente responsabili dell’iperplasia gengivale troviamo alcuni composti farmaceutici come la ciclosporina (un immunosoppressore), la nifedipina (un calcio - antagonista) e la fenitoina (un antiepilettico). L’ipertrofia gengivale tende a manifestarsi frequentemente attraverso i seguenti sintomi: gengive infiammate e di eccessive dimensioni, dolore intenso durante lo spazzolamento, difficoltà masticatorie, difficoltà nell’articolazione delle parole, alitosi e sanguinamento gengivale.
Per diagnosticare l’ipertrofia gengivale occorre effettuare esami clinici, tra cui esame parodontale, rilievo di un campione microbiologico e, se necessario, biopsia tissutale. In alcuni casi possono essere utili radiografie endorali o panoramiche per valutare l’ osso alveolare e rilevare eventuali perdite ossee tipiche della parodontite.
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Dato che la principale causa dell’infiammazione delle gengive è la placca, la cura più efficace è una corretta e frequente igiene orale con strumenti come spazzolino, scovolino, filo interdentale e l’utilizzo di un collutorio antibatterico. Una buona abitudine è sottoporsi a sedute periodiche di igiene orale professionale. Se la causa è l’assunzione di determinati tipi di farmaci, è opportuno rivolgersi al medico per valutare la sospensione o la sostituzione della terapia laddove possibile. Una cura valida all’iperplasia gengivale è il ricorso alla chirurgia: con laser o bisturi si rimuove il tessuto gengivale in eccesso.
Se l’iperplasia è causata da fattori genetici ereditari, si può intervenire chirurgicamente con una gengivectomia, asportando la parte di tessuto superflua. In alcuni casi potrebbero verificarsi recidive per via di nuovi accumuli di collagene. Anche negli altri casi, quando l’ipertrofia gengivale è estesa, può rendersi necessario un intervento chirurgico per la rimozione. L’utilizzo del laser può ridurre sanguinamento e favorire una migliore guarigione. Inoltre, mantenere una salute orale accurata e utilizzare probiotici può contribuire al benessere gengivale.
Nella pratica clinica i dati indicano che l’iperplasia gengivale si presenta in genere nei maschi giovani, spesso correlata a infezione da placca o tartaro. Cambiamenti ormonali durante la gravidanza possono determinare epulide gravidica, una forma di iperplasia che tende a regredire con il ritorno agli equilibri ormonali. Se la causa è farmacologica, la gestione parte dalla riduzione o interruzione del farmaco, seguita da un periodo di osservazione per valutare la regressione dell’ingrossamento. In caso di ipertrofia grave refrattaria agli interventi conservativi, la chirurgia resta un’opzione efficace, talvolta impiegando la tecnica di lembo parodontale per rimuovere placca annidata e riposizionare le gengive.
Esistono diverse tipologie e classificazioni: una distinzione comune è basata sulle cause e sui possibili fattori scatenanti, tra cui l’iperplasia indotta da farmaci, l’iperplasia infiammatoria e l’iperplasia derivante da cambiamenti ormonali. L’iperplasia indotta da farmaci è una delle forme più studiate: calcio-antagonisti (es. nifedipina), anticonvulsivanti (es. fenitoina) e immunosoppressori (es. ciclosporina). L’ingrossamento gengivale è multifattoriale, ma comprenderne le cause è fondamentale per individuare un trattamento efficace.
In presenza di una barra implantare, l’iperplasia gengivale può compromettere l’igiene orale attorno all’impianto e aumentare il rischio di peri-implantite. È essenziale mantenere una detartarazione efficiente, utilizzare strumenti adeguati e seguire un piano di igiene personalizzato. Se necessario, l’odontoiatra può integrare tecniche laser o chirurgiche per ripristinare un contorno gengivale sano, facilitare l’igiene e migliorare l’estetica.
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La diagnosi accurata è essenziale per identificare la causa scatenante e determinare il trattamento migliore. La prognosi dipende dalla gravità e dalla gestione della causa: la riorganizzazione dell’igiene orale e la rimozione della placca sono passi fondamentali; se necessario, si ricorre al trattamento chirurgico per ottenere contorni gengivali armoniosi e facilitare la pulizia quotidiana.
| Fattori scatenanti | Opzioni di trattamento | Note |
|---|---|---|
| Placca/tartaro | Igiene orale professionale, detartrasi, levigatura radicolare | Riduce infiammazione e riassorbimento dell’ingrossamento |
| Farmaci induttori | Riduzione o sospensione del farmaco, sostituzione | Osservazione di 6-12 mesi per valutare regressione |
| Cause genetiche | Gengivectomia o laserterapia | Possibile recidiva |
| Cambiamenti ormonali | Monitoraggio e gestione odontoiatrica | Epulide gravidica tipica durante gravidanza |
In ogni caso, una gestione integrata che includa controllo della placca, follow-up regolari e attenzione a eventuali patologie sistemiche offre la migliore prospettiva di restituzione di funzionalità e estetica. Il Centro ROA impiega tecnologie avanzate e approcci minimamente invasivi per ripristinare un contorno gengivale sano, facilitare l’igiene e migliorare l’estetica implantare.
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