Alberi alto fusto decidui: caratteristiche, specie e gestione

Gli alberi ad alto fusto richiedono ampi spazi di terreno e un posizionamento giustamente distanziato da altri esemplari, per non venire limitati nel loro accrescimento. Generalmente sono molto longevi.

Caratteristiche generali degli alberi alto fusto decidui

Prima di effettuare la scelta di alberi di questo tipo è fondamentale prendere in considerazione alcuni particolari: estensione del terreno, tipo di terreno, esposizione dell'area in cui deve venire alloggiata la pianta, condizioni climatiche, illuminazione, coesistenza tra altri vegetali.

Deciduo deriva dal latino cadere, che significa cadere. Un albero, un arbusto o una pianta decidui perdono il loro fogliame. Nelle regioni con inverni molto rigidi, in cui il terreno gela, le radici degli alberi non sono in grado di assorbire l’acqua. La caduta delle foglie (o l’abscissione) consente alle piante di limitare il dispendio energetico quando le condizioni climatiche diventano sfavorevoli (temperature più basse e luce ridotta).

La linfa non riesce più a nutrire le lamine fogliari. Di conseguenza, la foglia si secca e cade. L’abscissione è generalmente preceduta da un cambiamento di colore del fogliame. Il colore verde in primavera e in estate diventa giallo, marrone, viola o ocra prima della caduta delle foglie. Quando le condizioni diventano nuovamente favorevoli cresce il nuovo fogliame. In un albero o in una pianta decidua, tutte le foglie hanno la stessa età, o quasi: si rinnovano nello stesso momento.

Dimensione, portamento, tronco e corteccia: elementi distintivi

Gli alberi ad alto fusto presentano differenze significative in dimensione e portamento. Il faggio, per esempio, è un albero ad alto fusto latifoglie e ornamentale con fusto maestoso, eretto, di altezza compresa tra i 20 e i 40 metri, rivestito da una corteccia liscia e marrone con macchie argentate. La chioma è molto estesa, folta e di forma conica.

Altre specie hanno portamenti differenti: alcuni alberi hanno chiome aperte e rami sottili e flessibili, a volte penduli, come descritto per certe specie che raggiungono i 20-25 m di altezza; altri presentano tronchi contorti e cortecce caratteristici come la Quercia da sughero, il cui tronco diventa presto sinuoso e si riveste di una corteccia molto caratteristica, spessa molti centimetri, che si stacca facilmente in grossi blocchi pesanti.

Foglie e fioritura

Le foglie degli alberi decidui possono essere semplici, composte, imparipennate o palmate, con margini diversi (dentellato, seghettato, liscio). Il faggio possiede foglie ovali con margine dentellato, lucide e di colore verde scuro; altre specie presentano foglie composte formate da 5-13 foglioline sessili di forma oblungo-lanceolata. Alcune specie, come il ciliegio e il prugno, fioriscono in primavera offrendo un valore ornamentale aggiuntivo.

Frutti, semi e disseminazione

Molte specie producono frutti caratteristici: il faggio produce una piccola noce triangolare racchiusa in un involucro simile al riccio; molte latifoglie hanno frutti a samara che favoriscono la disseminazione anemocora (trasporto dal vento); alcune specie producono drupe eduli, altre capsule con endocarpo duro e legnoso.

Specie rappresentative e loro usi

  • Faggio (Fagus sylvatica): albero alto 20-40 m con corteccia liscia marrone, chioma conica; foglie ovali con margine dentellato; frutto commestibile. Richiede terreni profondi, ben drenati e concimazioni periodiche.
  • Quercia (varie specie della famiglia Fagaceae): molte specie sono longevissime, alcune raggiungono 40-50 m di altezza e possono vivere centinaia di anni; presentano corteccia grigio-cinerea e apparato radicale forte. Molte querce sono specie chiave per il paesaggio e la biodiversità.
  • Sughera (Quercus suber): quercia da sughero sempreverde che può raggiungere i 20 m; corteccia spessa che si estrae per la produzione del sughero. L’estrazione del sughero avviene solo nel periodo che va dai primi di maggio a fine agosto e la prima decortica si effettua quando la pianta ha circa 25-30 anni.
  • Pino domestico (Pinus pinea): noto anche come Pino da pinoli, è un albero alto fino a 30 m con chioma ad ombrello; produce coni con squame legnose contenenti due semi (pinoli). È stato largamente impiegato per l’impianto di pinete lungo le zone litoranee per la produzione di pinoli.
  • Abete e conifere: sebbene molte conifere siano sempreverdi, alcune specie arboree medie (fino a 20-25 m) sono coltivate per il legname e l’ombreggiatura; per l’Abete bianco si segnala un’altezza fino a 40-50 m con chioma folta e foglie strette e allungate.

Caratteristiche riproduttive ed estrazione dei prodotti

Il Pino domestico: coni maschili numerosi e piccoli, gialli; coni femminili inizialmente piccoli e tondeggianti poi globosi e pesanti (10-12 cm di diametro), che maturano in 10 anni e contengono pinoli, preziosi storicamente per l’alimentazione. L’utilizzo principale del Pino domestico nell’antichità era la produzione di pinoli.

La Sughera: pianta monoica a fiori unisessuali; le ghiande sono ovoidali lunghe 2-3 cm. L’estrazione del sughero (decortica) richiede operatori specializzati, gli estrattori o scorzini, e attrezzi specifici per separare la corteccia senza danneggiare il fellogeno sottostante. Le successive estrazioni avvengono a intervalli di almeno dieci anni e il prodotto di qualità può essere destinato alla fabbricazione dei tappi.

Aspetti selvicolturali e gestione delle pinete

Gli aspetti selvicolturali del pino domestico si differenziano a seconda della destinazione. Un rimboschimento con funzioni non di produzione presenta in genere una densità elevata, con piante che tendono alla ramosità. Nelle pinete da pinoli, invece, la densità è molto minore, si va dalle 100 alle 200 piante ad ettaro.

La densità influenza la durata della pineta: pinete più dense permetteranno raccolte immediate più abbondanti ma un declino anticipato; pinete più rade permetteranno una maggiore durata della produzione. Il turno complessivo di una pineta da pinoli può arrivare a 100-120 anni dopodiché viene effettuato un taglio raso e conseguente rinnovazione artificiale.

Coltivazione, esigenze del terreno e concimazione

Molte specie di alto fusto richiedono terreni profondi, ben drenati e possibilmente arricchiti con materiale organico. Il faggio, ad esempio, richiede terreni neutri e ben drenati, annaffiature solo nelle fasi giovanili e concimazione semestrale con stallatico maturo. L’Abete bianco richiede terreno profondo, ben drenato e umidità elevata, con concimazioni regolari.

Alberi a crescita rapida: vantaggi e limiti

Gli alberi che crescono rapidamente arricchiscono ogni giardino in poco tempo e proteggono dagli sguardi, forniscono ombra e compensano le emissioni di CO2. Esempi di alberi a crescita rapida includono Salice bianco, Betulla bianca, Paulownia e varie cultivar di acero e tiglio. Tuttavia, la scelta deve tenere conto della sostenibilità: molti proprietari preferiscono specie autoctone per favorire la biodiversità locale.

Selezione delle specie per il giardino e la ristrutturazione del paesaggio

Per creare zone d’ombra in tempi brevi è possibile scegliere alberi da ombra a crescita rapida di specie locali come l’acero riccio 'Eurostar' e il tiglio selvatico 'Greenspire'. È importante verificare in vivaio la qualità delle piante: le piante in contenitore possono essere piantate quasi tutto l’anno a condizione che il terreno non sia ghiacciato; quelle in zolla sono generalmente offerte dall’autunno alla primavera.

Schema confronto caratteristiche faggio, pino domestico, quercia e sughera

Alcune specie e descrizioni sintetiche

  • Alberi con chioma ampia e tronco massiccio: molte querce e il faggio.
  • Alberi con frutti a samara: specie anemocore che si diffondono col vento.
  • Alberi con radici profonde e adattamento a terreni poveri e sassosi: specie come alcune querce spaccasassi.
  • Piccoli alberi longevi e a crescita lenta: es. alcune Fabacee con frutti tipo carruba.

All'interno di ogni scheda sulla singola pianta, è utile indicare le principali caratteristiche in relazione a: esposizione, annaffiature, terreno, moltiplicazione e usi (ornamentali, produttivi, tecnici).

Mappa areale e diffusione mediterranea di pino domestico, sughera e querce

Tabella di confronto sintetica (caratteristiche principali)

Specie Altezza Portamento Uso principale
Pino domestico Fino a 30 m Chioma ad ombrello Produzione pinoli, rimboschimento costiero
Faggio 20-40 m Fusto maestoso, chioma conica Ornamentale, legname
Sughera Fino a 20 m Tronco sinuoso, sempreverde Produzione sughero
Querce (varie) 20-50 m (specie grandi) Chioma densa, tronco massiccio Paesaggio, biodiversità, legname
Video dimostrativo estrazione del sughero e tecniche di decortica

Considerazioni finali per la scelta e il mantenimento

La scelta della specie deve basarsi su condizioni pedoclimatiche, spazio disponibile e scopo dell’impianto (ornamentale, produttivo, di conservazione). È fondamentale rispettare le esigenze specifiche di ogni specie per quanto riguarda esposizione, profondità e drenaggio del terreno, annaffiature e concimazioni. La gestione a lungo termine include valutazioni sulla densità di impianto, soprattutto nelle pinete da pinoli, e sul turno di utilizzazione quando la produzione decade.

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