Perché i denti non si sbiancano con il trattamento professionale: verità, limiti e buone pratiche

Il paziente candidato a questo trattamento deve essere selezionato dal professionista, odontoiatra o igienista dentale, che valuterà la sua situazione clinica a seguito di una visita di controllo e relativa anamnesi. Ambulatoriale e domiciliare sono entrambi trattamenti sbiancanti professionali: il domiciliare, anche se applicato a casa, è sempre eseguito sotto la supervisione dell’odontoiatra o dell’igienista dentale che non forniranno solo le istruzioni al paziente, ma anche il materiale necessario per il trattamento (prodotto e mascherine per la sua applicazione). Quello ambulatoriale viene generalmente eseguito utilizzando come agente sbiancante il perossido di idrogeno in concentrazioni che permettano di ottenere un risultato ottimale anche in una singola seduta. Per il domiciliare, invece, si sceglie il perossido di carbamide (perossido di idrogeno+urea), un composto in concentrazioni tali da poter essere applicato in autonomia dal paziente senza rischi. Il perossido di carbamide libera gradualmente perossido di idrogeno.

Sempre più spesso è possibile reperire sul web tramite blog e canali dedicati proposte di rimedi sbiancanti “fai da te” ritenuti sicuri perché naturali. Sfatiamo una volta per tutte questo che è forse il più pericoloso tra i falsi miti: alcune sostanze, si pensi per esempio al bicarbonato o al succo di limone che spesso vengono citati in questi contesti, possono essere molto pericolose per i denti perché abrasive ed erosive dello smalto. I denti, una volta danneggiati, non sono in grado di autoripararsi. Macchie di te, caffè, nicotina, ecc... Non è facile prevedere la durata di uno sbiancamento, ma ciò che è certo è che non è definitivo. Il colore dello smalto, infatti, tende a recidivare in relazione alle abitudini di vita ed alimentari del paziente o alla qualità della sua igiene orale.

Lo sbiancamento dentale riguarda i denti naturali, ma non ha alcuna attività su corone, otturazioni, manufatti protesici e in generale materiali da restauro. Ultimo aggiornamento: 31/12/2022. Le informazioni qui riportate hanno lo scopo di incrementare e non di sostituire il consiglio di uno specialista. Quante volte guardando il tuo sorriso hai provato imbarazzo perché il colore dello smalto non è più quello di una volta? Capita quando si esagera con caffè, sigarette, tè ma anche vino e alcuni cibi che pigmentano o macchiano lo smalto dei denti. D’altro canto anche il semplice passare del tempo porta a ingiallire e rendere meno brillante la superficie dei denti. Niente paura. Lo sbiancamento dentale è un trattamento odontoiatrico estetico volto a ripristinare il colore naturale dei denti alterato da diversi fattori.

Lo sbiancamento dei denti professionale viene praticato da dentisti e igienisti specializzati che si avvalgono di strumentazione adeguata e prodotti appositi a base di perossido di idrogeno, per rimuovere i pigmenti sedimentati all’interno dello smalto dentale e della dentina e responsabili della colorazione alterata della dentatura. L’unica soluzione utile a eliminare i pigmenti e i loro effetti sui denti è l’ossigeno che si sviluppa durante i trattamenti professionali con perossido di idrogeno. Lo sbiancamento dei denti non va confuso con la pulizia dei denti professionale e non sostituisce in alcun modo tale trattamento. Anzi, una corretta igiene orale ambulatoriale deve sempre precedere lo sbiancamento dentale professionale.

In commercio, esistono diverse soluzioni fai da te per rimuovere o mascherare le macchie superficiali (dentifrici abrasivi, penne sbiancanti, kit per sbiancare i denti a casa, ecc.), ma i dentisti professionisti sconsigliano di affidarsi esclusivamente a queste soluzioni. Infatti, permettono di agire temporaneamente solo sulla superficie esterna dei denti, senza contribuire all’eliminazione dei pigmenti in profondità che causano i denti gialli. Inoltre, se usati in maniera non adeguata, tali strumenti possono causare danni permanenti ai denti. Infatti, l’abuso o uso improprio del perossido di idrogeno può avere effetti negativi sulla morfologia superficiale dei denti e sull’integrità di smalto e dentina. Il colore del dente non è determinato dallo smalto del dente, che tende al trasparente o al traslucido. A incidere sul colore del dente è la dentina. Si tratta di un tessuto osseo estremamente resistente con sfumature di diverse tonalità: rossiccio, grigiastro oppure giallognolo. Con il trascorrere del tempo, infatti, i denti assorbono pigmenti di colore da varie fonti: cibo, bevande, collutori, farmaci, fumo.

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Il trattamento può essere effettuato solo su pazienti di età superiore ai 18 anni, in assenza di carie, sensibilità dentale e altre patologie del cavo orale e richiede una corretta diagnosi di eventuali problemi connessi alle decolorazioni o alle macchie dentali. Per esempio, lo sbiancamento potrebbe rendere ancora più evidenti le calcificazioni presenti nella struttura dei denti. Prima di procedere a sbiancare i denti gialli, il medico dentista deve accertarsi della perfetta salute della bocca. Nel caso in cui il cavo orale risultasse afflitto da uno o più problemi odontoiatrici, sarà necessario valutare il trattamento e la cura delle problematiche dentali pregresse. Lo sbiancamento dentale professionale è un trattamento odontoiatrico indolore che non intacca in alcun modo la qualità dello smalto dei denti.

Per non rendere vano il trattamento di sbiancamento e ottenere i risultati sperati, nelle 72 ore successive alla cura odontoiatrica effettuata nello studio dentistico, il paziente deve seguire una serie di accorgimenti: prestare una particolare attenzione all’igiene orale domestica; dopo i pasti, attendere 30 minuti, prima di procedere con la pulizia dei denti; adottare una dieta bianca, cioè evitare alimenti e bevande colorate (es. caffè, tè, sugo di pomodoro, curry, ecc.); evitare il fumo. La durata del colore dei denti raggiunto dopo lo sbiancamento dipende pressoché esclusivamente dalle abitudini personali del paziente. Denti ingialliti, macchiati o poco brillanti? Lo sbiancamento dei denti non va confuso con la pulizia dei denti professionale e non sostituisce in alcun modo tale trattamento.

La direttiva del Consiglio UE 2011/84/UE del 20 settembre 2011, ha limitato l’uso di prodotti sbiancanti e decoloranti a base di perossido di idrogeno: solo dentisti e igienisti dentali possono utilizzare e fornire prodotti che contengono o sprigionano più del 0,1% di perossido di idrogeno. Grazie a una fonte luminosa foto attivante (lampade speciali a LED o apparecchi laser specifici), il prodotto sbiancante libera ossigeno. Sbiancamento denti: fa male? In alcuni casi, subito dopo il trattamento di sbiancamento dei denti, il paziente può accusare sensibilità dentale. Fanno eccezione i denti devitalizzati e le macchie dentali dovute all’assunzione per via orale di particolari farmaci.

Lo sbiancamento dei denti è una procedura molto richiesta nell’odontoiatria estetica, finalizzata a migliorare il colore dei denti, rendendoli più bianchi e luminosi. Il processo si basa sull’applicazione di agenti sbiancanti, generalmente a base di perossido di idrogeno o perossido di carbammide. Sbiancamento professionale (alla poltrona): eseguito dal dentista in studio, utilizza concentrazioni più elevate di agente sbiancante e spesso viene potenziato da luci speciali (LED o laser) che accelerano il processo. Sbiancamento domiciliare supervisionato: il dentista prepara delle mascherine personalizzate su misura del paziente e fornisce il gel sbiancante a bassa concentrazione. Il paziente applica il gel nelle mascherine e le indossa quotidianamente per un periodo di tempo stabilito. Discromie intrinseche lievi o moderate: dovute ad alcuni farmaci (es. È importante notare che lo sbiancamento non agisce su otturazioni, corone o faccette dentali, che potrebbero dover essere sostituite per eguagliare il nuovo colore dei denti naturali.

Il principale beneficio dello sbiancamento dentale è un sorriso più bianco e un aspetto più giovane e curato, con un notevole impatto sull’autostima del paziente. Quando si parla di “sbiancamento dentale”, la maggior parte delle persone immagina denti perfettamente bianchi come quelli delle pubblicità. Questo significa che, se i tuoi denti sono gialli, dopo il trattamento diventeranno gialli più chiari; se sono grigi, grigi più chiari. Chi fuma, beve molto caffè o vino rosso o consuma frequentemente tè e bevande colorate, noterà che il colore tende a scurirsi più velocemente. Nei Centri Massaiu consigliamo sempre una seduta di mantenimento annuale, associata a controlli di igiene periodici per prolungare l’effetto nel tempo.

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Lo sbiancamento rovina i denti? In questi casi, lo specialista valuterà trattamenti alternativi più idonei. Sbiancare i denti li indebolisce? Assolutamente no. Scopri lo Studio Massaiu o Prenota una visita. Conformità: lo Studio Massaiu, autorizzazione sanitaria n°144 del 2 marzo 2016, informa che il messaggio è diffuso nel rispetto delle linee guida inerenti agli artt.

Immagine: schema dei metodi di sbiancamento dentale
Video descrittivo: differenze tra sbiancamento professionale e fai-da-te
Tipo di sbiancamentoAgente attivoSupervisioneDurata tipica
AmbulatorialePerossido di idrogenoOdontoiatra/igienistaUna seduta comune
DomiliarePerossido di carbamideSupervisione professionalePeriodo definito di uso

In conclusione, la scelta tra trattamenti ambulatoriali e domiciliari dipende dalla salute orale, dalle aspettative estetiche e dalla tolleranza al rischio del paziente. È fondamentale affidarsi a un professionista per valutare la salute gengivale, la presenza di otturazioni o corpus protesici e per definire un piano personalizzato che punti a risultati naturali e sicuri.

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